domenica 26 febbraio 2017

Mediterraneo, grande mare antico e pianura liquida

L’appuntamento del prossimo mercoledì, la presentazione del libro In viaggio tra Mediterraneo e storia, è di quelli da non perdere. Potrete incontrare personaggi che non è facile trovare tutti insieme. Prima di tutto i due autori, Sebastiano Tusa archeologo e direttore della Soprintendenza del mare Regione Sicilia e il saggista Carlo Ruta. Di Tusa ne abbiamo parlato decine di volte su questo nostro magazine. Inserite le quattro lettere Tusa nel campo “cerca” e non vi basterà un’ora per leggere tutto quello che abbiamo scritto su di lui.

mercoledì 22 febbraio 2017

La Storia della Querina di Franco Fortunato a Venezia

Franco Fortunato è sbarcato a Venezia su invito del Consiglio Regionale del Veneto, con le sue undici tavole che raccontano la storia della Querina oltre a una trentina di altre sue opere inedite, dipinti e ceramiche, tutte esposte nelle sale di Palazzo Ferro Fini, dove rimarranno fino al 3 marzo. L’esposizione è arricchita anche da un cortometraggio di circa venti minuti con la regia di Valentina Grossi, prodotto da CUT& Editing & More, che racconta la cronologia della storia, utilizzando e rielaborando le tavole di Franco. A fargli compagnia l’altra preziosa opera, il nostro libro La storia della Querina nelle tavole del maestro Franco Fortunato, The History of the Querina, che vi abbiamo presentato in diverse occasioni su queste stesse pagine. La mostra dal nome La storia della Querina, partner anche del Carnevale di Venezia – Official Page, è il risultato di un’ampia collaborazione tra il Consiglio regionale del Veneto per aver deciso di promuovere ed ospitare la

venerdì 17 febbraio 2017

Come si costruisce una filiera, dalle reti direttamente alle mense scolastiche e non solo

Poco meno di un anno fa per parlare del progetto “Pesce fresco nei menù delle mense scolastiche” l’incipit del servizio era un’assoluta ovvietà:  Meglio mangiare pesce fresco nostrano, che pesce congelato del Pacifico! Si trattava di uno dei progetti della società marchigiana Albert specializzata nell’innovazione e sostenibilità nei sistemi agroalimentari. Invece il prossimo venerdì 24 alle 17.30 presenterà in un contesto ideale – ovvero la nostra libreria – i risultati dell’ultimo dei suoi progetti Dalla rete al piatto anche questo dedicato esclusivamente al cosiddetto pesce povero. Il progetto ha consolidato una filiera già ampiamente tracciata con i

mercoledì 15 febbraio 2017

Croppi dei record: la processione del Corpus Domini in una pagina lunga quattordici metri

Era una mattina come le altre quando nel settembre 2008, in libreria, eravamo ancora al 292 di via di Ripetta, entra un distinto signore, a noi sconosciuto, che si presenta “buongiorno, sono Umberto Croppi, Assessore alla Cultura del Comune, volevo conoscere la vostra libreria e le attività che svolgete”. Dire che siamo rimasti di sasso, Giulia, Marco ed io, è poco. È così che abbiamo conosciuto uno dei migliori Assessori alla cultura che Roma abbia mai avuto e instaurato da subito rapporti amichevoli, ben saldi ancora oggi. Per chi voglia saperne di più di questo “distinto signore” non deve fare altro che scorrere nel web le decine di pagine che lo citano con tutto quello che c’è da dire. Oppure leggere Romanzo comunale. I segreti dei palazzi del potere di Roma il libro che Croppi ha scritto nel 2012 insieme a Giuliano Compagno. Comunque nessuno racconta una parte della sua storia quando nel 1966 a quarant’anni ebbe una duplice svolta nella sua vita, un cambiamento radicale: con un suo amico fonda la casa editrice Officine del Novecento e dopo qualche mese conosce la donna che sarebbe diventata sua moglie. I due subito dopo acquisiscono la storica

martedì 14 febbraio 2017

Duecento pagine di illustrazioni per descrivere la magia della Natura finlandese

Fabrizio non sta più nella pelle. In poco più di un anno è riuscito a vedere realizzata la sua idea, quella di costruire un libro sulla wilderness assoluta, la Natura con la maiuscola, quella che si estende in Finlandia intorno al circolo polare artico. Come sia stato possibile lo racconta lui stesso mostrando le fotografie scattate in tipografia!
Andiamo in stampa! È un giorno bellissimo oggi 13 febbraio 2017 a Città di Castello, la terra umbra che diede i natali a Piero della Francesca nel XV secolo ed Alberto Burri nel secolo che abbiamo lasciato appena 17 anni fa. Con una grande dose di coraggio abbiamo concluso il lavoro di costruire un libro di quasi 200 pagine che non ha precedenti in Italia ma soprattutto in Finlandia, dove il libro è diretto. È omaggio al centenario d’indipendenza di questo Paese nordico che si compie quest’anno. Così abbiamo portato in tipografia, in questa deliziosa cittadina, Kuusamon Taika, cioè la Magia di Kuusamo. Ne abbiamo già parlato suMaremagazine: il

giovedì 9 febbraio 2017

Predrag: vent’anni di ricordi e di amicizia con una persona cara. Molto

“Predrag se n’é andato”, con queste parole Marilena Maffei, alcuni giorni fa, mi ha comunicato la morte del grande scrittore croato, con una telefonata di mattina a buon’ora: una morte annunciata.
Mi sono sentita subito colpevole per non aver fatto tutto il possibile per riportarlo in Italia, per dargli le cure che avrebbe dovuto avere. Non ci sono riuscita, non ci siamo riusciti. Abbiamo cercato in ogni modo, noi del Comitato Nobelpermatevejevic di far capire ai famigliari che il luogo dove era ricoverato a Zagabria non era adatto per dare le cure necessarie al grande scrittore. Ho cercato di coinvolgere gli amici, i conoscenti, i vecchi  compagni di lotta politica, psicologi, medici e insieme a Nicolò Carnimeo ho cercato persone che firmassero per la richiesta del Nobel. Avevo contattato persino Dario Fo, prima che anche lui ci lasciasse. Infine con l’archeologo subacqueo Luigi Fozzati avevamo pensato di andare a Zagabria per fargli una visita, ma gli ultimi avvenimenti che hanno visto la cacciata di Helena – amica di Predrag e unico nostro riferimento – dalla clinica dove era ricoverato, ci hanno fatto riflettere sulla possibilità di incontrarlo.

domenica 5 febbraio 2017

La spinta della nostalgia per scrivere il mare

Quando e come nacque il “Breviario Mediterraneo” di Matvejevic? Voglio condividere con voi l'incontro che ebbi con Predrag a Kolocep in Dalmazia dove passava le vacanze estive. Sedevamo in un caffè di fronte al mare e quasi a bruciapelo chiesi: “Quando dal mare può nascere l’ispirazione?”
«Parlo naturalmente per me. La risposta è in una parola. Nostalgia, la cui radice greca è algos, dolore di essere fuori. Poi c’è l’esilio…»
Nostalgia di quale mare?
Come in greco, mare si può dire in almeno quattro modi diversi con altrettante sfumature, così nella nostra percezione ci sono tanti “mari”. Ce n’è uno che è già scritto dentro di noi, un archetipo, pensi all’innata paura del naufragio… poi quello che ci inculcano o ci trasmettono… quello che sogniamo o desideriamo e, infine, quello dolce che incontriamo

Matvejevic: nessuno ha narrato il Mediterraneo come lui

Il mio amico e maestro Predrag Matvejevic, con il suo Breviario Mediterraneo, è stato il più grande cantore del mare padre della civiltà occidentale. Le civiltà (a parte quella megalitica di Stonehenge) viaggiano da Est a Ovest, con il sole; tutto quello che la mente e l'animo umano hanno prodotto è venuto, quindi, a depositarsi sulle rive del Mediterraneo. E la nostra stessa specie si è evoluta da Sud (Africa), verso Nord (Europa), quindi ancora portando saperi in questo mare e sulle sue coste. In più, le condizioni di sviluppo della vita sul pianeta sono, alla nostra latitudine, le migliori, e qui sono

Il ricordo di Predrag, Poeta del Mediterraneo e inaspettatamente pianista


È arrivata ieri sera la ferale notizia della morte di Predrag Matvejevic  e ha subito messo in moto un circuito di parole ed immagini che mi hanno portato indietro nel tempo. Avevo conosciuto Matvejevic molti anni fa, nel 1993, ad una conferenza sul Mediterraneo ospitata a Roma alla Biblioteca Nazionale, organizzata ora non ricordo più da quale istituzione. In quell’occasione ero stata invitata a parlare del lavoro di censimento e catalogazione dei musei del mare del  bacino del Mediterraneo,  effettuato per conto del Ministero del Turismo e Spettacolo e i cui risultati erano confluiti in una guida  che avevo voluto aprire con un brano tratto dalle splendide pagine del suo Breviario. Mai allora avrei pensato che avrei conosciuto a breve l’autore di quella grande opera. Mi trovai quindi ad ascoltarlo seduta accanto a lui al tavolo dei relatori, in uno dei suoi primi interventi in Italia come lui stesso ebbe poi in seguito modo di ricordare.  Era un grande affabulatore, Predrag! La sua voce dolce e suadente traduceva il suo immenso sapere in un racconto affascinante che ammaliava l’uditorio. Il porto, le pescherie, le

Addio al Grande Predrag Matvejevic

Repubblica
Predrag Matvejevic è morto senza il riconoscimento che gli spettava, quel premio Nobel che solo un anno fa un comitato di giornalisti e scrittori, tra cui Giulia D’Angelo e la Libreria il Mare, reclamava con urgenza, omaggio ad un grande,  già malato, già prossimo alla fine. Si è spento ieri a Zagabria. Aveva 84 anni, e da tempo si era allontanato dal dibattito pubblico, tradito da una salute malferma. Avrebbe meritato il Nobel solo per  Breviario Mediterraneo, la sua opera più famosa,  splendido saggio “geopoetico”, “diario di bordo”, “romanzo sui luoghi'” tradotto in 20 lingue e considerato da Magris “un libro geniale, fulminante, inatteso”.

mercoledì 1 febbraio 2017

La corsa all’oro verde, la soja transgenica, trasforma e sacrifica le Pampas


Il servizio che vi proponiamo ha viaggiato per dodicimila chilometri, la distanza che ci separa dall’Argentina. Lo ha scritto il “corrisponndente” Livio Zanotti alla sua seconda uscita sul nostro magazine. Ci parla di un suo viaggio che ha fatto recentemente attraverso le Pampas, le vaste pianure argentine che hanno un’estensione di quasi un milione di chilometri quadrati, dove la figura del gaucho, l‘equivalente del cowboy americano, è dominante.
Questa è la Pampa humeda, la terra fertilissima che ha dato all’Argentina la fama di granaio del mondo; scena storica del gaucho, il mandriano sempre a cavallo popolarizzato in Europa all’inizio del Novecento, all’apice del folclore come estetica di gran moda. Colore, grandi spazi,