mercoledì 8 novembre 2017

Una settimana di novembre con il Mare al centro di Roma



Ocean Film Festival Italian Tour 2017
In occasione del Ocean Film Festival, per la prima volta in Italia dal 13 al 21 novembre 2017, la Libreria Internazionale Il Mare dedicherà due serate speciali alla salute ed il futuro del nostro mare.

Cominceremo il 16 novembre  ore 18:30 con il nuovo libro di Claudio Di Manao Io sono il Mare. Immergersi in mare per tornare ad amarlo e rispettarlo. Conoscere il mare per salvarlo.
Il 20 Novembre dalle ore 19:30 si svolgerà la prima e unica serata romana dell'Ocean Film Festival al Moderno-The Space Cinema Sala 3 di Piazza della Repubblica.
I migliori film di avventura sopra e sotto le acque dei mari e degli oceani. Trovate i biglietti qui
Oceani e Un mare di plastica

Il 23 novembre ore 18:30 una conversazione sulla salute e il futuro dei nostri mari a partire da due recenti pubblicazioni dedicate all'argomento: Un Mare di plastica, gli sconvolgenti risultati di una missione scientifica attraverso il passaggio di Nord Ovest di Franco Borgogno e Oceani, il futuro scritto nell'acqua di Sandro Carniel

Il nostro pianeta è formato per più del 70% di acqua, e di questa oltre il 95% è acqua salata. Eppure del nostro unico, interconnesso Oceano sappiamo ancora poco, e quel poco non è percepito nella sua importanza. Come si esplorano i nostri mari? Perché non li conosciamo ancora? Quali forme di vita li popolano anche negli sconfinati e oscuri abissi? Con quali minacce li stiamo aggredendo? Quale ruolo svolgono nella stabilità del clima della Terra? Come questo importantissimo compito verrà svolto nei prossimi decenni?
Io sono il Mare
Questi alcuni dei temi tracciati e presentati, unendo stile fresco e competenza in un testo che farà capire quanto gli Oceani siano indispensabili nella vita di ogni giorno. E come sia necessario conoscerli meglio per poter beneficiare dei loro prodotti e averli a lungo come alleati nel contrasto ai cambiamenti climatici in atto.

Grazie al crowdfunding Claudio di Manao racconta avventure e immersioni in un mare scintillante

Io sono il Mare è il titolo dell’ultimo libro di Claudio di Manao, la stampa è stata possibile grazie alla raccolta di 1.500 euro con la prevendita su Kickstarter, società leader mondiale nel crowdfunding. Il titolo che nasce dall'incontro in una laguna di mangrovie al limite del deserto tra Thomas Canyon, il protagonista, e una donna fascinosa di nome Bahira. Lei si presenta come “Il Mare” in persona.  La radice del nome – più diffuso come Bagheera – è la stessa della parola araba Bahr = Mare. Significa: “scintillante”. Di Manao ha lavorato per circa 17 anni come guida e istruttore a tempo pieno in svariati mari del mondo, ma soprattutto in Mar Rosso. Questo libro, il sesto, frutto delle sue esperienze e competenze, è diverso da tutti gli altri perché pur conservando un certo sense of humour si basa su una corsa contro il tempo: il mare contro i danni dell’uomo ed è stato scritto per chi subacqueo non lo è. In quella laguna sul Mar Rosso Thomas riceve una vera vocazione. Per quanto possa sembrare assurdo, il Mare soffre un problema d’immagine. Riscaldamento globale e pesca eccessiva stanno distruggendo il Mare. Le barriere coralline spariranno per sempre in forse trenta anni. Tutto ciò, afferma Bahira, non sarebbe possibile

venerdì 3 novembre 2017

Se ottomiladuecento miglia di mare a vela vi sembrano poche. Ecco il passaggio a Nord Ovest

Senza bussola fra i ghiacci, Avventura nell’Artico è il diario di un epico viaggio in barca a vela lungo il passaggio a Nord Ovest. Per la prima volta nel 2012 un equipaggio tutto italiano si avventura su questa rotta tanto prestigiosa quanto pericolosa e infida. Gli unici due membri della spedizione a compiere tutto il percorso hanno voluto ricostruire le tappe del viaggio. Dalla preparazione tecnica prima della partenza, durata quasi cinque anni in giro per i mari fra le la Norvegia e le Svalbard, al suo compimento a King Cove, dopo una navigazione di ben ottomiladuecento miglia di mare. Non è un diario di bordo, è il racconto di una impresa che va ben al di là dei dettagli tecnici della navigazione. Come spesso succede sul mare, il viaggio è fuori e dentro di sé. È un libro a due voci. Una, quella del Comandante Nanni Acquarone, tecnica e autorevole, secca e asciutta nello svolgimento. Trapela un affetto tenero e sincero per la barca, il Best Explorer, tanto da renderlo uno dei protagonisti del racconto. “Quest'anno ci ha portato a 80 gradi Nord, dopo che aveva sofferto durante l'inverno in mano a persone di poca esperienza e inferiore affidabilità. Mi ha fatto promettere che non l’avrei più lasciata in mani simili”. 

venerdì 27 ottobre 2017

I quattro ponti di Roma in un tempo che non c’è più

Resti di Ponte Probo
Non c’è due senza tre! Così il nostro “geometra”, lo scrittore Giancarlo Pavia, ora ci parla dopo quelli di Santa Marinella dei ponti romani che non ci sono più. Intanto sapete quanti sono i ponti di Roma? Un bel numero, sono ventisei! Quattro sono definiti fondamentali perché più degli altri hanno una propria storia da raccontare grandi e silenziosi protagonisti della vita della città: Ponte Sublicio, Ponte Rotto o Emilio, Ponte Milvio e Ponte Sisto. Gli altri ventidue più recenti, non sono privi di storia, tutt’altro, fanno ripercorrere nel tempo non solo la storia di Roma, ma quella dell’Italia. Eccoli:  Ponte Quattro Capi che collegano l’Isola Tiberina; Ponte Sant’Angelo o Ponte Elio; Ponte San Paolo o dell’Industria; Umberto I; Gaibaldi; Palatino; Regina Margherita; Cavour; Mazzini; Vittorio Emanuele II; Risorgimento; Matteotti; Duca D’Aosta; Principe Amedeo di Savoia-Aosta; Testaccio; della Magliana; Marconi; Flaminio; Nenni; Tor di Quinto; Castel Giubileo infine Ponte della Scafa.
Passiamo ora a quelli scomparsi. Nella storiografia di Roma si rileva l’esistenza di tre ponti dei quali,

domenica 22 ottobre 2017

Egadi 12 e 13, e quanto altro ancora… una pesca veramente eccezionale

Foto di gruppo con Egadi 12
Mentre in Germania il dodici ottobre si inaugurava la mostra Sizilien und die Unterwasserarchäologie (Sicilia e Archeologia subacquea) presso il prestigioso Landes Museum di Bonn, nella acque delle Isole Egadi, tra i 75 e i 95 metri di profondità, nei fondali a nord-ovest di Levanzo, non so dire se alla stessa ora ma sicuramente nello stesso giorno, Sebastiano Tusa arricchiva il suo già ricco bottino con il recupero del dodicesimo rostro! E il successivo 13, fortunata coincidenza, tirava su il tredicesimo. Voglio ricordare che Tusa dirige un’istituzione unica al mondo: la Soprintendenza del Mare che con le più recenti metodologie archeologiche e scientifiche, esplora e protegge i siti subacquei della Sicilia. A Bonn la mostra ideata nell’ambito di una collaborazione tra musei e istituzioni (l’Allard Pierson Museum di Amsterdam, l’Ashmolean Museum di Oxford, la Ny Carlsberg Glyptothek di
Copenhagen), raggruppa reperti provenienti principalmente dalle ricerche della Soprintendenza del
Elmo Montefortino con il rilievo
Mare
, ma anche da ricerche e recuperi precedenti. Rimarrà aperta fino all’11 marzo 2018 e magari per quella data sapremo, dopo la pulitura del fortunato tredicesimo, cosa ha scritto il fabbro cartaginese incidendo la guaina superiore superiore del rostro. Si tratta del secondo rostro con iscrizione punica finora recuperato (l’altro era il rostro Egadi 3) e, quindi, sarà di grande aiuto per aumentare le conoscenze sulla battaglia. Anche il rostro Egadi 12, è diverso dagli altri finora rinvenuti, presenta infatti una decorazione su entrambi i lati di grande pregio artistico; la decorazione è costituita dall’impugnatura di una spada che si collega alla lama centrale del rostro e dalle appendici a testa di uccello che ornano la parte iniziale delle due lame superiore e inferiore. Decorazione finora nota soltanto nel rostro di Acqualadroni che la Soprintendenza recuperò alcuni anni fa nelle acque di Capo Rasocolmo presso Messina ed oggi esposto nella città dello Stretto. Tale decorazione permetterà di individuare la zona di provenienza del rostro grazie ad un’analisi iconografica che sarà condotta a restauro terminato. Inoltre Egadi 12 presenta un’iscrizione sulla guaina superiore, ma al momento non si può identificarne la natura.

Uno specialissimo still life sott’acqua di Francesco Pacienza per vincere un premio prestigioso


Il nudibranco Janolus cristatus
Golden Turtle wildlife contest è uno dei più prestigiosi concorsi a livello mondiale giunto alla sua decima edizione. Questa del 2017 ha visto la partecipazione di ben 2555 fotografi da 92 Nazioni che hanno partecipato nelle nove sezioni in cui è suddiviso il concorso: Ritratti di animali, Armonie della vita, Microcosmo, Paesaggi, Il Mondo sommerso, Gli uomini e la Natura, Comportamento animale, Nuove tecnologie nella fotografia naturalistica e Immagini di Arte e Natura.  Due le giurie che hanno dovuto esaminare oltre ventimila foto: una giuria di professionisti per la parte creativa del concorso e una giuria composta da esperti di fotografia. Golden Turtle è anche l’evento ufficiale nell’ambito del decennio per la Conservazione della biodiversità in Russia organizzato dalle Nazioni Unite. Il Festival ha assunto particolare importanza nel 2017, dichiarato l'Anno dell'Ecologia in Russia con il decreto del Presidente.
Francesco Pacienza
Il Golden Turtle è senza rivali al mondo come una delle attività più significative ambientali e educative della Russia condotte nel quadro della Dichiarazione delle Nazioni Unite per la conservazione della biodiversità. Ha il patrocinio del Ministero russo per le Risorse Naturali e Ambientali, della Società russa per la Conservazione della Natura, del Ministero russo per l’Educazione e delle Scienze e del WWF. Il Golden Turtle Festival è il più grande progetto eco-educativo internazionale che riunisce fotografi, designer e artisti che festeggiano attraverso le loro opere visive la bellezza della fauna selvatica sia in ambiente terrestre che acquatico.

domenica 15 ottobre 2017

La straordinaria longevità dei ponti romani a Santa Marinella

Ponte Apollo
Ecco altre pagine delle oltre seicento che il “geometra” Carlo Pavia ha scritto con dettagliati resoconti di come in Italia si distrugge, sono le sue parole, l’archeologia. Sono una ventina i siti in evidenza, otto a Roma a partire dalla Casa di Ovidio di cui abbiamo già parlato, a seguire la Collina Velia di via dell’Impero, il ponte di Michelangelo e quello di Livia sulla Flaminia, il Mausoleo sempre sulla Flaminia, la Cloaca Maxima, il  Ponte Rotto, la casa civile in coabitazione con una Taverna del II secolo e la villa di Plinio a Castelfusano.
A seguire a Nemi le Navi e il tempio di Diana; a Santa Marinella i cinque Ponti, il porto Punicum, la Peschiera di Punta Vipera. E ancora l’Acquedotto di Traiano a Civitavecchia, il Ponte San Pietro a Ischia di Castro e per finire il Ponte Romano di Blera.
In questa seconda puntata Pavia ci parla dei cinque Ponti di Santa Marinella.

La mia passione per le costruzioni arcuate (archi, volte, ponti, viadotti ed acquedotti) così ben

Ventiquattro città sepolte per ritrovare tracce di una storia millenaria

Anche Michele Stefanile, archeologo subacqueo presso l’Università di Napoli “L’Orientale” responsabile del laboratorio di Archeologia Subacquea e Navale, fa parte del parco “scrittori” del nostro maremagazine. Lo avete conosciuto qualche mese fa, esattamente a maggio, quando in libreria ha presentato il suo libro Andare per le città sepolte. Nell’occasione ci ha invitato a organizzare un fine settimana, uso le sue parole, “per nuotare tra le strade e i mosaici sommersi di Baia, nel Golfo di Napoli, esplorare il Foro e le case di Pompei, e spingersi a sud, verso l'antica Paestum, con i templi austeri a vegliare su un mare di rovine…” In Italia è tale la densità di siti e monumenti archeologici che quasi in ogni comune è possibile imbattersi in antichissime testimonianze che Greci, Etruschi, Romani e popoli italici ci hanno lasciato. Terme, ninfei, ville e edifici privati, templi e acquedotti punteggiano i nostri panorami e ci hanno abituato a una bellezza diffusa e discreta, spesso persino ignorata per un meccanismo di assuefazione. Ma non dobbiamo dimenticare che, ricordando una citazione del romanziere Ferdinand Céline,  “viaggiare, è proprio utile, fa lavorare l’immaginazione”.

mercoledì 11 ottobre 2017

Un Atlante molto amato da Simone Perotti, scrittore marinaio

Lo scrittore marinaio, come ama definirsi, Simone Perotti sarà con il suo ultimo capolavoro, Atlante delle Isole del Mediterraneo, nostro gradito ospite tra circa un mese, esattamente il 9 novembre che capita di giovedì. Un giovedì di novembre come quello di sette anni fa quando per la prima volta mise piede nella nostra libreria, per presentare
Uomini senza vento, una storia profumata di passione e di mare che travolge il cuore e la vita dei suoi personaggi. “Il mio sogno, confessò in quell’occasione, è diventare un uomo, prima di tutto. E più vado avanti più capisco quanta strada c’è ancora da fare… E navigo, per vivere, ma anche per non perdermi. Scrivere è la la mia vita. Navigare il mio sostentamento”.

lunedì 9 ottobre 2017

Un liburna della flotta di Traiano in mostra nella Rocca del porto di Civitavecchia

L’Optimus Princeps, ovvero l’Imperatore Traiano sicuramente avrebbe dato un riconoscimento speciale a chi, dopo 1900 anni dalla sua scomparsa, ha fatto rivivere una liburna della Classis, flotta, pretoria usata in una delle guerre daciche. Si tratta di un modello al vero della sezione prodiera di una Liburna raffigurata sulla Colonna Traiana. La ricostruzione, lunga circa 10 metri, è opera di Mario Palmieri, Mariotto per gli amici, carpentiere navale che da oltre trent’anni si occupa, per la loro riproposizione ai fini didattici e sperimentali,  di ricostruzioni uniche, funzionanti e in scala, di macchine idrauliche, ancore, apparati e attrezzature veliche, di imbarcazioni con una rigorosa scelta dei legni, e la descrizione delle antiche tecniche costruttive degli scafi, sia delle navi “cucite” che di quelle assemblate con il metodo a “mortasa e tenone”.

giovedì 5 ottobre 2017

Il Colosseo non finisce di meravigliare. Dall’attico una vista incredibile

L’attico del Colosseo riapre al pubblico con un importante restauro dopo più di quarant’anni. Finora era visitabile fino al III livello, i livelli IV e V posizionati a circa 50 metri d’altezza rispetto al piano dell’arena, erano destinati alla plebe e non consentivano una veduta dettagliata di quanto accadeva nell’arena, ma in compenso erano coperti dalla tettoia che riparava dal sole e dalla pioggia. Dal primo novembre vi si potrà accedere per apprezzare una vista incredibile sul Colosseo e su Roma. Il percorso di valorizzazione del monumento va avanti e proseguirà con il progetto di ricostruzione dell'Arena, che è stato già finanziato, che sta procedendo e che renderà ancora più spettacolare la visita di questo monumento, simbolo dell’Italia nel mondo,

mercoledì 4 ottobre 2017

Da valorizzare i millenni di storia sul Tevere. L’appello di Giancarlo Pavia

Giancarlo Pavia, non solo per la sua età, è tra i più “anziani” amici della nostra libreria e da oggi con il “pezzo” che state leggendo, è anche collaboratore del nostro magazine. È difficile presentarlo in una sola parola; per un geometra come lui è, la più semplice sarebbe versatilità. Infatti ha affrontato le situazioni e le richieste più varie: dagli impianti sportivi a quelli industriali, dal restauro di ville a quello d’antichi palazzi, dalle progettazioni alle stime e perizie immobiliari. Ma la cosa che più sorprende è la sua capacità artistica nel lavorare bronzo e oro per dare vita a pregevoli sculture che hanno meritato menzioni sulle riviste specializzate del settore e un posto nell’Annuario Mondadori del 1985. Quindi con estrema facilità disegna una palazzina o una figura in bronzo. Ha ereditato l’azienda dal padre e ideando anche programmi di software per l’edilizia con il suo gruppo di collaboratori oggi può vantare oltre millequattrocento realizzazioni. Ma la cosa che più mi ha sorpreso è quando recentemente mi ha confidato, con la sua disarmante semplicità, che ha raccolto in oltre seicento pagine dettagliati resoconti di come in Italia si distrugge, sono le sue parole, l’archeologia.

lunedì 2 ottobre 2017

Un viaggio tra gli Oceani per capire come viverli in modo sostenibile

I temi dei rapporti tra oceani e clima l’oceanografo Sandro Carniel, li affronta con un approccio multi e interdisciplinare. E il risultato è ben presentato nel suo ultimo lavoro Oceani, Il futuro scritto nell’acqua. Non è un manuale, e nemmeno un libro tecnico, semplicemente ha descritto storie di mare vissute che contengono alcune verità sui nostri oceani. Avventure di mare, aneddoti e racconti della vita di un ricercatore, come la vita a bordo di una nave oceanografica o il mondo sommerso. Una lettura piacevole e soprattutto adatta a tutti, con molte conoscenze scientifiche.
L’idea è nata dopo le classiche quattro chiacchiere con gli amici al bar che non si occupano di scienza e nemmeno sanno come i nostri oceani si stiano riscaldando e di quanto ghiaccio ogni anno si sciolga. Dopo anni di articoli scientifici rigorosi, Carniel ha sentito il bisogno di spiegare alla gente quello che ha capito in 20 anni di lavoro, così ha scritto in tono leggero solide verità.

mercoledì 20 settembre 2017

Stefano Carletti firma le ultime copie del suo Il Marinaio e il Monaco

Il marinaio e il monaco di Sfefano Carletti lo abbiamo pubblicato nella collana Amor di Mare e presentato lo scorso mese di aprile. La prima tiratura è andata quasi esaurita e ora, per i ritardatari, lo stesso Carletti ha deciso di autografarne un certo numero di copie che sono a disposizione nella nostra libreria. Acquistandolo scoprirete cos’hanno in comune un marinaio e un monaco.

martedì 19 settembre 2017

La “pesca” del rostro 9 della Battaglia delle Egadi chiude la campagna 2017. Al suo interno resti del legno della prua


All’interno parte lignea della prua
Si è conclusa la campagna di ricerche Egadi 2017 condotta nelle acque delle Isole Egadi, al largo di Capo Grosso di Levanzo, nell’ormai noto sito della Battaglia delle Egadi che concluse vittoriosamente per i Romani la Prima Guerra Punica contro Cartagine. Le operazioni hanno visto il recupero del rostro Egadi 9, già individuato dalle ricerche degli anni precedenti. Si tratta di un altro rostro romano della serie con decorazione di elmo montefortino piumato ed iscrizione con probatio e relativo nome del magistrato responsabile. Il rostro sarà presto sottoposto ad analisi e restauro.

lunedì 18 settembre 2017

La barbarie del traffico di schiavi in un libro da non perdere

La nave negriera, opera di Marcus Rediker, insegnante di Storia Atlantica nell’università di Pittsburgh, deve avere un posto di riguardo nello scaffale della vostra libreria. Perché con questo libro la storia dello schiavismo si arricchisce di un nuovo capitolo: la nave negriera che riassume l’intero mondo della tratta e racconta la barbarie del traffico di schiavi. Da fonti d’epoca scopriamo come erano fatte quelle terribili “prigioni galleggianti”, cosa vi accedeva e chi la popolava: gli schiavi, il comandante, la ciurma, i mercanti. Un medico di bordo coniò questa frase memorabile: “tanta miseria concentrata in un così piccolo spazio supera quanto l’immaginazione umana abbia fino a oggi concepito.” Dal suo racconto sappiamo come erano organizzati i ponti di quelle navi, la stiva, il ponte inferiore, e quello di coperta; come gli schiavi maschi venivano incatenati due a due; come li si stivava sottocoperta; come venivano nutriti, sorvegliati e costretti a “danzare” per tenersi in esercizio;

venerdì 15 settembre 2017

La settima perla di Amor di Mare ci parla di mezzo secolo della Marineria Elbana

La collana Amor di Mare della nostra casa editrice si è arricchita di una nuova perla, la settima. Il titolo accattivante è a firma di un elbano doc, il saggista Gianfranco Vanagoli presidente onorario di Italia Nostra Arcipelago Toscano e vice presidente del Centro Nazionale di Studi Napoleonici. Quindi nessuno più di lui poteva scrivere “La marineria dell’isola d’Elba dall’età napoleonica alla fine della Toscana Lorenese” e il sottotitolo “Storia, Protagonisti, Immagini, Documenti” ci porta nel cuore delle vicende della marineria elbana, tra le più interessanti dell’intero panorama nazionale. Il libro attraversa gli anni dal 1804 al 1859 che videro l’Elba di volta in volta essere parte dell’Impero Francese, stato indipendente sotto Napoleone e dominio di Lorena fino alla loro caduta e all’unificazione della Toscana con il Regno di Sardegna.

mercoledì 30 agosto 2017

L’informazione negata: un’immersione nel profondo della nostra storia più recente


Correva l’anno 1981 quando con Uliano Lucas concepimmo e realizzammo in un’Italia e in un mondo molto diversi da quelli di oggi la mostra L’informazione negata, il Fotogiornalismo in Italia 1945-1980. Su iniziativa di Maruzza Capaldi la presentammo alla Pinacoteca Provinciale di Bari, era accompagnata da un catalogo che portava lo stesso titolo. Dopo l’esposizione la donammo alla Galleria Civica di Modena dove ha dormito per quasi quarantanni.

In mostra l’imponente bellezza della Maremmana

Sabato 26 agosto si è svolta ad Orbetello, Monte Argentario, una giornata interamente dedicata all’arte e alla pittura del vero. Il gruppo Sketchcrawl Roma ha organizzato il suo 90° evento mensile alla laguna di Orbetello per dipingere insieme dal vero il Mulino, il Duomo e la Polveriera Guzman dove la sera si è inaugurata la mostra “in Punta di Corna” di Federico Gemma, anche lui parte sia del gruppo Sketchcrawl Roma che di Ars et Natura. La mattina presto gli “sketchers” romani, guidati da Eva Villa e Kelly Medford, organizzatrici degli eventi mensili, si sono radunati in piazza ad Orbetello paese, per poi recarsi a dipingere con taccuini, sedioline, pennelli e acquarelli il Mulino a vento nella laguna di ponente, il Duomo del paese e la Polveriera Guzman, sede della mostra di Federico Gemma, dove hanno partecipato all’inaugurazione alle 18,00, con grande presenza di pubblico. Federico Gemma, uno dei più noti pittori naturalistici a livello internazionale, membro della Society of Wildlife Artists, qui presenta i suoi ultimi acquerelli dedicati agli animali di Maremma. In Punta di Corna è un delicato viaggio di trasparenze che ci conduce alla scoperta degli abitanti che con noi condividono un territorio splendido.
Federico Gemma
Più di 30 opere svelano la bellezza imponente dei tori e delle vacche, vere icone della campagna maremmana, e l’esile eleganza dei fenicotteri rosa e degli altri uccelli che di stagione in stagione popolano le lagune dell’Argentario. “In Punta di Corna” – Animali di Maremma – Mostra di pittura di Federico Gemma
Polveriera Guzman, Via Mura di Levante, Orbetello - 26 agosto – 3 settembre 2017
Ingresso Libero. Sab e dom 10,00 – 13,00 e 16,00 – 23,00. Lun – Ven ore 18,00 – 20,00 e 21,00 – 23,00. In collaborazione con la Libreria Bastogi. Con il patrocinio del Comune di Orbetello

lunedì 28 agosto 2017

Viaggio nella Grecia antica da Oriente a Occidente: anteprima assoluta in libreria il 7 settembre 2017

Con il Viaggio nella Grecia antica parte la nuova stagione delle presentazioni nella nostra libreria. Vi aspettano il prossimo 7 dopo le 18 Carlo Ruta e Sebastiano Tusa gli autori di questa nuova perla della giovanissima casa editrice Edizioni di Storia e Studi Sociali, creata da Giovanna Corradini nel 2011 a Ragusa. Giovanna cura il coordinamento storiografico e scientifico del suo progetto con una mission precisa: leggere e rileggere il passato storico; pubblica infatti testi e documenti del passato che ritiene meritevoli di riletture, con l’apporto di studiosi italiani e stranieri oltre a prestare molta attenzione alle questioni civili del nostro paese. Ruta, saggista e Tusa, archeologo direttore della Soprintendenza del mare Regione Sicilia  non è facile trovarli insieme. Di Tusa ne abbiamo parlato decine di volte su questo nostro magazine. Inserite le quattro lettere Tusa nel campo “cerca” e non vi basterà un’ora per leggere tutto quello che abbiamo scritto su di lui. Carlo Ruta, anche lui profondo conoscitore del Mediterraneo oltre che membro della Società Filosofica Italiana.

venerdì 30 giugno 2017

Svelato l’inghippo del cavallo di Troia

Il quarantenne Francesco Tiboni di mestiere è archeologo navale subacqueo, si occupa di navigazione preistorica e protostorica. I suoi più recenti lavori sono il recupero del relitto di Marausa (ne abbiamo scritto sul nostro magazine) e quello della barca cucita di Capannela d’Adige. Vi aspetta in libreria il prossimo martedì per la presentazione del suo libro La presa di Troia, un inganno venuto dal mare. Il titolo così intrigante nasce dalla sua tesi di dottorato sull’iconografia dell’archeologa navale del Mediterraneo, dalla preistoria all’epoca romana. Così si è imbattuto nelle imbarcazioni tipo fenicio che i greci chiamavano hippos, per noi cavallo, e l’equivoco nasce da qui e da sempre crediamo che i greci hanno espugnato Troia con il famoso trucco del cavallo.
Hippos fenicio
Già Pausania nel secondo secolo d. C. scrisse “la storia che Troia si stata espugnata con il trucco del cavallo da cui sono scesi uomini armati la può accettare solo chi ritiene che i troiani erano la popolazione più stupida sulla faccia della terra”. Però hippos in greco è nave, quindi verosimilmente Omero quando scrisse hippos volesse dire nave e non cavallo. La leggenda è nata per un problema di interpretazione e di traduzioni perché Omero parlò di un hippos, cavallo, e la narrazione entrò a far parte della nostra cultura. Da qui Tiboni ha cominciato a ragionare rileggendo tutti i documenti disponibili  per capire se questa poteva essere la soluzione all’inghippo.
Francesco Tiboni
Dopo 18 mesi di studi ha scritto un articolo per una rivista scientifica nel quale ha dimostrato che Omero quando scrive hippos si riferisce a una nave.

giovedì 15 giugno 2017

Grave episodio di disturbo al nido del falco pescatore. Multato pseudo fotografo

La mattina di venerdì 1 giugno, nella bellissima riserva naturale e palude della Diaccia Botrona, è stato sventato un ennesimo attacco e disturbo alla coppia dei falchi pescatori nidificanti presenti ora con i piccoli nati da meno di un mese. La Diaccia è la “grande fossa di acqua fredda” (questo il significato del nome), una vasta area depressa caratterizzata da un ambiente tipico palustre che occupa una parte della pianura tra Grosseto e Castiglione della Pescaia. Uno “pseudo fotografo” ha ignorato il cartello ben evidente e presente con steccionata all’inizio dell’argine che porta ad uno dei nidi di falco pescatore. La riserva

sabato 3 giugno 2017

Il 7 giugno in libreria per parlare di Roma, Caput Mundi, e il Mare

Ancora un invito per il pomeriggio del prossimo mercoledì 7. Questa volta per incontrare gli autori del libro Roma e il Mare – Viaggi e ambienti mediterranei dall’antichità al Medioevo che dialogheranno con i giornalisti Pina D’Alatri e Pippo Cappellano. Il libro è una raccolta di saggi che affrontano il tema del rapporto inscindibile tra la storia di Roma antica, medievale e moderna, e l’acqua, quella del Tevere e quella del mare di Ostia. Il fiume e il mare, i due capisaldi che per secoli rappresentarono il destino marinaro dell’Impero Romano. Il Tevere con la sua funzione di anello di congiunzione tra l’Urbe e il mondo. Ostia il palcoscenico per diffondere la forza di Roma e nello stesso tempo per accogliere genti, idee, religioni e merci da tutto il mondo di allora. Nei saggi viene affrontato il ruolo avuto dalla costa laziale come l’approdo della via fluviale più importante dell’antichità mediterranea. Vediamo come si svolgevano le principali attività commerciali di vino, olio e grano. Vediamo i pellegrini che arrivavano da tutte le parti del Mediterraneo. Vediamo sulle banchine lungo la sponde abili sommozzatori (anche femminili, come ci racconta Mocchegiani) in cerca di carichi perduti. Ma

martedì 23 maggio 2017

Avviso ai naviganti. Sapete usare l’Astrolabio nautico?

I tre Astrolabi: Orientale, Nautico, Planisferico
…Dentro “il Mare” si ammucchiano i libri, i quaderni ed i cataloghi da tutto il mondo e da ogni secolo, come tesori pregiati. Sono volumi innumerevoli che, in una marea di lingue, raccontano di barche a vela, conchiglie, pirati, fari e case sul mare, fino ad arrivare a ricette, romanzi ed archeologia. Tra gioielli come il grande catalogo di foto “Undersea Life” di Joseph S. Levine, il giornale di bordo di Garibaldi o una guida ai fari d’Europa, si trovano anche rarità preziose, come un antico atlante delle spiagge d’Italia. …
È un brano dell’articolo scritto nel 2011 dalla giornalista Gesine Borcherdt quando eravamo al 239 di

sabato 13 maggio 2017

Sempre più giù. Alessia record del mondo a meno 104

Forse è azzardato il paragone con le Ama, celebrate da Fosco Maraini nel primo reportage etnografico subacqueo? Le Ama nell’isola di Hèkura, al largo delle coste Giappone, praticavano in apnea la pesca agli awabi (molluschi: in italiano “orecchia di mare”). Però ugualmente ci piace immaginare come un’Ama l’atleta romana Alessia Zecchini, che sta scrivendo la storia del suo sport, l’immersione subacquea. A soli 24 anni ha raccolto record su record. Mercoledì 10 maggio alle Bahamas ha realizzato il record del mondo di apnea in assetto costante con monopinna,  immergendosi fino a 104 metri dopo che Hanako Hirose, un’atleta giapponese, aveva realizzato -103 metri. Così Alessia ha superato l’inossidabile primato della leggendaria Natalia Molchanova, i cui -101 metri resistevano dal settembre 2011. Per Alessia, che prima di domenica deteneva contemporaneamente il

giovedì 11 maggio 2017

Un invito intrigante. Andare per le città sepolte, parola di Michele Stefanile

Quello di Andare per le città sepolte, come dichiara nel suo libro Michele Stefanile, napoletano, archeologo subacqueo presso l’Università degli studi di Napoli “L’Orientale”, è un invito intrigante. Il perché cercheranno di scoprirlo oggi pomeriggio nella nostra libreria un altro archeologo, il professor Claudio Mocchegiani Carpano e il giornalista Pippo Cappellano. Stefanile nelle centocinquanta pagine ben scritte ci conduce alla scoperta di città intere, con le loro

mercoledì 10 maggio 2017

Alle Eolie è guerra all’ultimo totano


I delfini sono animali intelligenti, fin troppo. Da tempo competono con l’uomo per accaparrarsi i totani che finiscono  nelle reti dei pescatori. Non è una storia di fantasia tra eroi che si sfidano a colpi di pinna e reti, ma la quotidianità dei pescatori delle Eolie, una “corsa al totano” un duello ad armi impari tanto da ricorrere alla richiesta di “calamità ambientale” prevista dal Feamp, il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca per aiutare economicamente i pescatori in questo difficile momentoÈ stato registrato un calo allarmante del pescato, tanto da mettere a serio rischio l’economia locale. In tutte le isole si

mercoledì 3 maggio 2017

Il bagnetto in una pozza d’acqua di una cincia bigia. Riflessioni di un fotografo naturalista


Carlo Ravenna dopo il corallo rosso è tornato a farci visita presentando la straordinaria fotografia di una cincia bigia che si fa il bagnetto in una pozza d’acqua. Così ha descritto sommariamente le elucubrazioni tecnico-fotografiche ed emozionali che gli sono passate nella testa nel momento in cui l’ha centrata con il suo obiettivo nell’ambiente preferenziale di questo piccolo uccello: il bosco. Le sue riflessioni sono anche preziosi consigli per chi voglia ambire a uno “scatto” simile…
Il bosco è un territorio pieno di fascino e di mistero, un caos ordinatamente disordinato di tronchi,

martedì 2 maggio 2017

In Sicilia i Musei del Mare crescono

Una delle sale espositive
Inaugurato a Sciacca il primo nucleo del Museo del Mare, all’interno del complesso “Fazello”, un’interessante mostra permanente di oggetti provenienti dal mare. Si tratta di due sezioni comprendenti l’una anfore e ceramiche di varie epoche recuperate in seguito a scoperte fortuite e sequestri, l’altra i pezzi d'artiglieria e gli oggetti recuperati nel corso degli scavi sistematici effettuati negli anni nell'area di “Cammordino” dove insiste un relitto di una nave commerciale naufragata nel 1581. Il relitto, una nave mercantile basco-genovese San Juan/Parissona grossa, naufragata nel gennaio del 1581 nella Baia di Cammordino – località Coda di Volpe di Sciacca, scoperto da Calogero Santangelo, è attualmente in corso di scavo da parte della Soprintendenza del Mare in collaborazione con i Gruppi Archeologici d’Italia.   
L’apertura di questo Museeo costituisce un traguardo importante poiché si realizza il sogno di tanti amanti del mare saccensi e non e, soprattutto, ripaga i sacrifici di tanti volontari che, dopo l’alluvione che alcuni mesi fa distrusse

lunedì 24 aprile 2017

Un team internazionale alla scoperta del dodicesimo Rostro della Battaglia delle Egadi

Rostro Egadi 12 Foto Luca Palezza
E 12!! Il bottino della soprintendenza del Mare della Regione Sicilia guidata dall’archeologo Sebastiano Tusa si è arricchito del dodicesimo rostro che conferma ancora una volta il luogo dove si è svolta la Battaglia delle Egadi nel 241 a. C.  Questa ultima scoperta si aggiunge alle tante effettuate nel passato nel tratto di mare tra Levanzo e Marettimo che hanno permesso di localizzare esattamente il sito in cui si combatté una delle più grandi battaglie navali dell’antichità per numero di partecipanti, circa 200 mila, tra i Romani, guidati da Gaio Lutazio Catulo, e i Cartaginesi, capeggiati da Annone, e che, oltre a chiudere a favore dei primi la lunga e lacerante Prima Guerra Punica, sancì la supremazia di  Roma su Cartagine.

domenica 23 aprile 2017

Un’enorme imprudenza la causa di una tragedia in mare

È stato il distacco del bulbo la causa dello schianto della barca a vela contro  la barriera frangiflutti all’imbocco del Canale di accesso al Porto di Rimini? O il motore da 75 cavalli, di piccole dimensioni e dodici anni sulle spalle, che è andato in panne nel momento meno opportuno?
Su tutto il litorale adriatico, quel giorno, il 18 aprile, le condizioni meteo erano molto avverse; la zona è stata investita da raffiche di vento superiori ai 75 chilometri orari. I corpi sono stati ritrovati la mattina dopo, due erano incastrati nella scogliera, mentre uno era stato trascinato dalla corrente all’altezza di uno stabilimento balneare. Il Bavaria 15 metri, era abbastanza nuovo (lo si deduce dalla linea di prua verticale) e per sue caratteristiche certamente in grado di

venerdì 14 aprile 2017

Santa Severa: una Storia millenaria in un tesoro dimenticato e ora ritrovato

Ci siamo! Abbandonato e dimenticato – dopo anni di ritardi – il prossimo 24 aprile il complesso monumentale e archeologico del Castello di Santa Severa finalmente si prende la sua rivincita con un progetto di tutela e valorizzazione “rivoluzionario.” A tenere a battesimo questa seconda vita del Castello di Santa Severa sarà il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. 

domenica 9 aprile 2017

Pesce surgelato? No grazie, lo preferisco dalla rete nel piatto!

Polpettine di pesce
Dalle reti dei pescatori alle tavole delle mense, senza trucchi e senza inganni. È la filosofia del progetto “Dalla rete al piatto” – ne abbiamo parlato lo scorso febbraio – che con poche e semplici regole, selezione accurata della materia prima, lavorazione e nessun surgelamento, ha trasformato una ventina di quintali del cosiddetto pesce povero in filetti, bastoncini, hamburger, polpette. Lo ha ben spiegato Sara Benigni, ideatrice dei prodotti ittici per bambini oltre che responsabile del laboratorio marchigiano dove avviene la prima fase della trasformazione e dove il tempo è una sfida quotidiana per chi sceglie di non surgelare il pescato e i prodotti lavorati.

martedì 4 aprile 2017

Paolo Bernacca e le sue pagine salate

Oggi quattro aprile si festeggia un doppio compleanno: la nostra Giulia con i suoi primi 75 e Paolo Bernacca con i primi 5 delle sue pagine salate che ideò proprio il 4 aprile del 2012 per fare un regalo a Giulia. Due pagine di compensato nel formato trenta per trenta centimetri unite con lo spago per rappresentare un classico delle sue illustrazioni: un faro piazzato su un promontorio fatto di pezzi di legno di scarto recuperati nel laboratorio del suo amico falegname che si trova poco distante da casa.

In libreria a tu per tu con il mito. Stefano Carletti

Il 6 aprile nella nostra libreria Pippo Cappellano e Sonia Petruso presentano Il Monaco e il marinaio l’ultima opera di un mito dell’attività subacquea: Stefano Carletti. Lui stesso la descrive come “un racconto nel quale convergono molti dei temi che hanno composto la mia narrazione. Il Mare logicamente, filo conduttore di ogni esistenza, ma questa volta anche alcune mie personali riflessioni sulla religione e la spiritualità umana. È comunque un libro particolare con tanti colpi di scena che scoprirete leggendolo. Per la prima volta mi hanno messo in difficoltà rispetto alla pubblicazione del

martedì 7 marzo 2017

Come è dolce scivolare sulla terra…, parola di Enrico Azzini


Lo scivolamento, recita il dizionario, è lo spostamento dolce e rapido su una superficie uniforme e levigata. Ma allora, voi mi direte, che c’azzecca, direbbe Di Pietro, con la libreria il Mare un libro che titola Tutte le cose che scivolano e in copertina ha uno skateboard? Eppure l’autore, Enrico Azzini romano di 49 anni, ve lo spiegherà giovedì 23 quando accorrerete numerosi per ascoltarlo…
Enrico ha collaborato per anni con un settimanale di automobilismo, si è laureato in Storia

lunedì 6 marzo 2017

Pietro Grossi, uno scrittore velista o un velista scrittore?


Il prossimo mercoledì 15 sarà nostro ospite Pietro Grossi che presenterà la sua ultima opera Il passaggio. Ha 39 anni ed è un fiorentino doc, con l’occasione capiremo se è più velista che scrittore. È autore di sei volumi tra romanzi e raccolte di racconti, vincitore di molti premi letterari, tra cui il Campiello Europa 2010. Nel 1997 ha traversato l’Atlantico su un Grand Soleil 45 che aveva appena 19 anni. Nel 2016 il Giornale della Vela ha deciso di inserirlo nella rosa dei 100 nomi tra cui verrà eletto il velista

domenica 5 marzo 2017

Jurassic Park nelle vicinaze di Napoli. Al Cratere degli Astroni

La mostra evento Dinosauri in carne e Ossa che il crescente successo di pubblico in tutta Italia ha trasformato in un vero e proprio cult è approdata nella riserva naturale del Cratere degli Astroni, Oasi del WWF e sarà visibile fino al 5 novembre. Ne sono protagonisti i giganteschi dinosauri dominatori dell’Era Mesozoica, come il Tirannosauro e il Diplodoco, e tante altre specie vissute in un arco di tempo di 400 milioni di anni, dal Paleozoico fino ai giorni nostri: alcune altrettanto iconiche, come il Mammut e l’Uomo di Neanderthal, simboli dell'era glaciale, altre più piccole o meno note, ma non per questo meno evocative di Mondi primordiali oggi scomparsi.

venerdì 3 marzo 2017

Corallium rubrum e il corallaro, una figura che va scomparendo


Carlo Ravenna ha scritto per noi questo “pezzo” sul “nostro” corallo rosso. Livornese di nascita ma romano di adozione, da poco ha superato gli anta, come tanti altri amanti del Mare ha scoperto da subito la libreria il Mare, diventandone un assiduo frequentatore oltre che un amico.
Carlo si definisce fotografo subacqueo e terrestre. Ha lasciato la sua professione di architetto per la grande passione per la fotografia naturalistica e per le riprese televisive. Ha imparato ad andare sott’acqua prestissimo, aveva 8 anni, e da più di venti scende in acqua. Interessato agli aspetti biologico e comportamentale degli organismi marini, ma anche nei laghi, nei fiumi, in montagna: scoprire e fotografare piante e animali rari per lui è ricerca e anche una sfida. 
 
Narra un’antica leggenda giapponese che un giovane samurai lasciò il suo paese situato sulle rive del mare per andare a guerreggiare lontano dalla sua patria. Ferito a morte l’uomo tentò di guadagnare la via di casa, ma si accasciò sulle rive di un fiume. Le gocce del suo sangue trasportate lungo il letto

mercoledì 1 marzo 2017

Mare Nostrum “inquinatum”…


Particelle raccolte in mare: Il pranzo è servito…
Il nostro magazine cresce…, oggi una giovane cronista, Elena Bittante appassionata di mare e di natura, ci ha proposto l’aggiornamento, con i dati di una recente ricerca dell’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero del Consiglio Nazionale delle Ricerche, di un tema che abbiamo già trattato nel maggio 2014. Lo ricordate? Nel libro Come è profondo il mare Nicolò Carnimeo ci parlò dei 290 miliardi di coriandoli di plastica presenti nel Mare Nostrum!

Le sfumature di smeraldo e zaffiro del Mediterraneo sono come un’incantevole sirena che canta al ritmo delle sue onde e trae facilmente in inganno l’osservatore. Siamo preda di un incantesimo: siamo ammaliati dalla sua

domenica 26 febbraio 2017

Mediterraneo, grande mare antico e pianura liquida

L’appuntamento del prossimo mercoledì, la presentazione del libro In viaggio tra Mediterraneo e storia, è di quelli da non perdere. Potrete incontrare personaggi che non è facile trovare tutti insieme. Prima di tutto i due autori, Sebastiano Tusa archeologo e direttore della Soprintendenza del mare Regione Sicilia e il saggista Carlo Ruta. Di Tusa ne abbiamo parlato decine di volte su questo nostro magazine. Inserite le quattro lettere Tusa nel campo “cerca” e non vi basterà un’ora per leggere tutto quello che abbiamo scritto su di lui.