domenica 10 novembre 2013

Un tesoro nella grotta di Alì Babà, parole di Bernard Moitessier

12 ottobre 1989, Libreria Il Mare, via del Vantaggio 19
Tra la fotografia in bianconero scattata nel 1989 e quella a colori sono passati esattamente ventiquattro anni. Il fotografo, allora e oggi, è lo stesso, cioè il sottoscritto, e il locale, sempre in via del Vantaggio 19, accoglieva allora e accoglie oggi la Libreria Internazionale il Mare. Gli interni furono progettati da un grande amico della Libreria l’architetto Antonio Barrile, che ha sempre dato la sua impronta creativa alle diverse sedi de Il Mare a partire da quella di Piazza Farnese del 1975.
La scaffalatura nel 1989 fu realizzata dalla falegnameria di Roberto Amoruso e dei suoi due figli Daniele e Francesco, con uno straordinario multistrato marino proveniente dal Sud America dello
31 ottobre 2013, Libreria Il Mare, via del Vantaggio 19
spessore di cinque centimetri.
Oggi l’originale progetto espositivo è stato arricchito dall'architetto Gianlorenzo Positano su indicazioni specifiche di Marco Firrao e ancora i fratelli Amoruso ne hanno curato gli arredamenti. Ma ora le migliaia di libri di mare sono “ospitati” negli scaffali per i quali è stato utilizzato del semplice legno di pino opportunamente trattato. A realizzarli un “mastro” artigiano dal cognome celebre, Fabio Cambellotti, nipote di quel Duilio Cambellotti considerato tra la fine del XIX secolo e l'inizio del successivo uno degli esempi più validi in Italia dell’Art Nouveau.

Marco Firrao, lo “skipper” della libreria
Questa la premessa per sottolineare quanta passione Giulia e Marco abbiano profuso nel “ricostruire” l’ambiente più adatto per ospitare la nuova sede della Libreria che abbiamo descritto nel precedente servizio titolato Il ritorno alle origini.
Maurizio Bizziccari

P. S: .Il 12 ottobre del 1989 Il Mare ebbe la sua terza migrazione. Si spostò di pochi metri, dal Palazzo Rondanini  di via di Ripetta 22,  a via del Vantaggio 19, dove festeggiò la serata d’addio con Bernard Moitessier.
Per gli amanti del Mare
In quell’occasione il grande navigatore francese lasciò un ricordo indelebile: un disegno e un piccolo racconto (riprodotto qui a destra) sulla Libreria Il Mare paragonata alla grotta di Alì Babà. Questa la fedele traduzione:
Quando ho fatto il giro degli scaffali della Libreria Il Mare, mi è sembrato di sognare: non potevo credere ai miei occhi nel vedere riuniti così tanti libri inerenti il mare! È incredibile. Visitare la libreria è come vedere una collezione di barche di tutti i tipi esistenti al mondo, dalle più semplici, le più rudimentali alle più sofisticate, le Formula Uno del mare.
Avevo davanti agli occhi tutto il mare, i venti, le onde, le barche e i modi per farle navigare. Tutta l’avventura umana che ci ha permesso di conoscere e capire il mare e il cielo al di sopra di esso. Tutto questo in migliaia di libri scritti e vissuti dall’alba dell’umanità. Il tesoro di Alì Babà, dove non manca niente, e che si rinnova man mano che vi si attinge. Bravissimo!

Bernard Moitessier
 
Buon vento, Marco!

domenica 3 novembre 2013

Nuova Settimana delle Egadi, le conclusioni


Marèttimo. all’orizzonte Favignana
Si è conclusa, come da programma, la Nuova Settimana delle Egadi a Favignana con la processione della Madonna del Rosario la benedizione delle barche in mare in prossimità del porto e i fuochi artificiali, organizzati dai pescatori di Favignana. L’iniziativa culturale dedicata al ricco patrimonio culturale delle isole Egadi con interventi che hanno spaziato dall’ambito naturalistico a quello storico e artistico ha avuto una buona accoglienza dalla popolazione. Il giovane sindaco Giuseppe Pagoto, raccogliendo le richieste degli abitanti, ha fortemente voluto questa prova generale di ottobre che – dice - “ha funzionato perfettamente grazie al lavoro di Giulia D’Angelo e Maria Guccione che hanno coordinato il lavoro di numerosissimi volontari. In particolare – continua il Sindaco – ringrazio gli albergatori e i ristoratori delle tre isole, perché senza il loro impegno di accoglienza gratuita ai relatori e giornalisti, non avremmo potuto effettuare la manifestazione per mancanza di fondi adeguati. Ora abbiamo costatato che La Nuova Settimana delle Egadi può e deve trasformarsi in una annuale tradizione territoriale di grande impatto emotivo e di alto valore culturale, così come in passato avevano pensato Nino Allegra e Gin Racheli – giustamente ricordati in apertura da Maria Guccione e Giulia D’Angelo. Ci incontreremo con tutti gli organizzatori di questa versione ridotta – continua Giuseppe Pagoto – entro la fine di ottobre per poter iniziare la completa Nuova Settimana delle Egadi ai primi di giugno 2014.”
Marèttimo, castello di Punta Troia
Gli incontri di quest’anno, si sono svolti all’interno dell’ex stabilimento Florio dove sono stati proiettati numerosi video riguardanti il Tonno, la Battaglia delle Egadi, l’Area Marina Protetta.
Dopo l’apertura del Sindaco e di Giampaolo Buonfiglio (presidente dell’ Agci-Agrital) che hanno parlato del piano di sviluppo locale, è intervenuto il direttore dell’Area Marina Protetta delle isole Egadi, Stefano Donati, che ha ricordato che quella delle Egadi, è la più vasta area marina protetta d’Europa, dove si trovano: la prateria di Posidonia Oceanica più estesa del Mediterraneo, grotte marine e più di 70 siti di immersione in un mare cristallino fino a grandi profondità. Foca monaca, capodogli, tartarughe, biodiversità e ricchezza di fauna marina uniche nel loro genere, come hanno dimostrato le diapositive proiettate. “Riuscire a controllare che nessuno faccia danno, è una grande lavoro che richiede molta attenzione e quindi anche denari” ha detto Stefano Donati, iniziando la campagna di raccolta fondi dell’Amp delle isole Egadi chiamata “Io sto con l’Area Marina Protetta”.
Levanzo, Grotta del Genovese
Si è proseguito poi con l’incontro di Archeologia subacquea e l’intervento ben documentato e appassionato del professor Sebastiano Tusa che ha spiegato come, grazie alla sua amicizia con l’americano George Bass, pioniere dell’archeologia subacquea, ha ottenuto la collaborazione gratuita della RPM Nautical Foundation. In tal modo ha potuto lavorare con gli strumenti più avanzati in questo campo, e ricostruire come si era svolta la battaglia della prima guerra punica avvenuta nelle Egadi nel 241 a.C. Tusa ha anche ricordato anche le indicazioni avute nel 1981 dal grande subacqueo Cecè Paladino (discendente della famiglia Florio), quando nel convegno internazionale di archeologia subacquea, organizzato nel 1984 da Giulia D’Angelo, durante la prima settimana delle Egadi, raccontò del ritrovamento di numerosissimi ceppi in piombo di ancore romane sistemate tutte in fila nella stessa direzione, sotto il mare di Levanzo in località Capo Grosso. Dopo circa trent’anni da quel primo convegno, grazie alla RPM e all’impegno costante di Sebastiano Tusa è stato possibile recuperare elmi, materiale ceramico e ben undici rostri appartenenti alle navi romane e cartaginesi che parteciparono alla grande battaglia che cambiò il destino del Mediterraneo e dei popoli che abitavano lungo le sue coste. “Mi batterò affinché tutti i reperti recuperati dal mare in queste acque rimangano esposti presso l’ex stabilimento Florio pur inviandoli nei vari musei del mondo quali ambasciatori delle isole Egadi.

Andar per Isole, il ricordo di Gin Racheli

Gin Racheli a Marèttimo nel 1998
La Nuova Settimana delle Egadi, il convegno che si è tenuto a Favignana lo scorso mese, è stato anche l’occasione per ricordare dei personaggi mitici che hanno lasciato il loro segno alle Egadi come Zu Sarino e Ignazio Buttitta. In particolare in apertura dei lavori è stata ricordata una grande scrittrice, Gin Racheli, che ci ha lasciati più di dieci anni fa. Gin è autrice della famosa collana Andar per Isole, una serie di volumi dedicati alle isole italiane alle quali aveva dedicato gran parte della sua vita da studiosa, con certosina pazienza ed infinita curiosità per tutti gli aspetti del luoghi che visitava. Le sue sono opere uniche, pietre miliari nella descrizioni del mondo delle isole, a cui poi rimaneva legata, come testimoniato dal suo girovagare da Pantelleria alle Eolie e alle Egadi, dall’Arcipelago Toscano a quello della Maddalena e del Sulcis.
Gin era persona garbata come poche, intellettualmente vivace, disponibilissima al dialogo e dalla cordiale, erudita conversazione, aveva uno sconfinato amore per la natura, l’ambiente, il mare e le Isole. Senza dimenticare che è stata anche autorevole dirigente di Italia Nostra, e ha fondato la Commissione Isole Minori Italiane.
La sua frequentazione con l’Arcipelago delle Egadi è testimoniato dal libro, ancora oggi attualissimo, Egadi mare e vita, e che si può ancora trovare, come anche tutti quelli che compongono la collana, presso la Libreria il Mare. È nel suo ricordo che le dedichiamo questo “post” con le testimonianze di chi l’ha conosciuta durante le sue ‘visite” alle Egadi. La prima è di Vito Vaccaro animatore dell’Associazione C.S.R.T. “Marèttimo” il sodalizio che opera a Marèttimo e nell’intero arcipelago delle Egadi nella realizzazione di iniziative e progetti per lo sviluppo dell’isola, il rafforzamento del tessuto sociale, il mantenimento e la promozione  della sua cultura e della sua identità storica. L’Associazione gestisce il Museo del Mare delle Attività e Tradizioni Marinare e dell’Emigrazione di Marèttimo, luogo fisico della memoria storica dell’isola. La seconda è quella di Giulia D’Angelo anche lei assidua frequentatrice di quelle isole.
 
Il ricordo di Gin Racheli di Vito Vaccaro, da Marèttimo
Gin Racheli a Marèttimo, 1998
Nel 1998 l’Associazione CSRT “Marettimo” celebrava il suo decimo anniversario con una serie d’incontri sul mondo marino e montano e sull’emigrazione. Per noi allora fu un grande onore avere come ospite la scrittrice Gin Racheli che conoscevamo per il suo preziosissimo e validissimo libro Egadi Mare e Vita  (edizione Mursia, 1979) che rimane una pietra miliare su tutti gli scritti dedicati al nostro arcipelago. Gin Racheli, da noi contatta telefonicamente qualche mese prima,  fu ben felice di partecipare al convegno organizzato a Marettimo e ritornava alle Egadi dopo l’ultima sua partecipazione ad un’edizione delle Settimana delle Egadi dove fu duramente contestata da alcuni isolani. Anche noi allora contestammo la Settimana delle Egadi, ma solamente per il poco coinvolgimento di Marettimo. A distanza di 25 anni bisogna ammettere che allora non capimmo  bene quali potenzialità poteva rappresentare per l’arcipelago l’iniziativa creata dall’ Ente Provinciale per il Turismo di Trapani e soprattutto che Gin Racheli  era dalla parte degli isolani.  Mentre gli altri convegnisti parlavano maggiormente di protezioni generali per le Egadi, Gin Racheli metteva in guardia sulle troppe protezioni, spesso sterili, che non avrebbero portato – senza il coinvolgimento della gente del posto – a nulla di costruttivo. Oggi le parole della scrittrice, scomparsa più di dieci anni fa, dovrebbero essere prese ad esempio da chi ci governa e cercare soprattutto di metterle in pratica il più possibile. Parlava, già allora, di Scuola e Centrali di Recupero del Mare, sempre con l’obiettivo di mantenere vive queste isole e soprattutto  rendere partecipi e protagonisti gli isolani.

Così scriveva e così l’abbiamo ricordata sul  Giornale delle Egadi nel febbraio del 2002 :
Chissà cos’è successo a questo povero paese che tra i tanti patrimoni s’è perduto anche il mare! Anzi, il mare prima degli altri: già quando, agli albori della ricostruzione post bellica, ci si lasciò tentare, sedurre e comprare dalla dottrina dell’industrializzazione prima e del turismo subito dopo, come panacea di tutti i  mali. Due inique scelte a senso unico, radicate in una visione solo economicistica e materialistica del vivere, con il denaro eretto a soggetto anziché ad oggetto, a simbolo della quantità; la qualità (e ce n’è ancora tanta in questo Paese nonostante la guerra) fu messa, lei, sul mercato come merce, come oggetto di speculazione. Il mare, in quanto serbatoio apparentemente inesauribile di qualità e di diversità, fu subito adocchiato per una golosa predazione sistematica. Ma non accadde soltanto questo. A monte delle scelte sbagliate, già c’era l’avere rinnegato la cultura nostra, mediterranea, per quella d’oltre atlantico. E forse la cultura nostra era comunque morta, in guerra. Le guerre non si dovrebbero fare non soltanto per i milioni di morti, ma per quell’unico morto che è la cultura dei popoli. La violenza è l’anticultura per eccellenza…” (Gin Racheli – Isole ed Insularità futura , 1996).
  
Isole e insularità
Scriveva anche nel marzo del 1998  su Il Giornale delle Egadi:
Festeggiare il decennale dell’Associazione CSRT “Marettimo” con un convegno d’ incontro con “quelli di Monterey”, è il meglio che potevate fare, amici cari! In realtà mettete a confronto voi con voi stessi: le radici della vostra piccola patria comune con la meravigliosa fioritura della sua grande chioma transmarina.
E allora si può davvero parlare tra “gente di mare” e anche dare un contributo di urgente chiarificazione e di palese testimonianza ai pensieri così confusi di chi qui da noi dovrebbe governare il mare e non conosce la storia, la tempra e il valore imprenditivo di chi già da secoli in mare vive, agisce, tesse le trame delle rotte internazionali, crea le ricchezze, coltiva le risorse.
Partendo dal dialogare affettuoso tra i Marettimari che restano e quelli che varcano l’oceano come uccelli delle tempeste e poi navigano su su fino all’Alaska e poi vivono disinvoltamente a Monterey, per tornare infine ad adorare quel loro scoglio benedetto più importante di tutto , partendo da questo dialogo tribale – dicevo – mi sarà più facile, spero, parlare della mia ultradecennale idea di fare delle nostre Isole Minori le Centrali di Recupero del Mare , nutrendo la speranza di aprire le menti dei governanti alla comprensione del gran tesoro che già abbiamo, e al riconoscimento della priorità della “Civiltà del Mare” operante, sulla astratta politica dei decreti.
Eolie
“Riserve quali prospettive”? è uno dei temi in programma. A domanda di questo tipo non si possono formulare risposte nelle chiuse stanze dei ministeri: bisogna uscire in mare aperto e andare a intrecciare dialoghi con chi, per esperienza di vita, ha appreso l’arte di navigare tracciando le rotte sulla conoscenza dei segni del cielo e dei venti. La tutela dell’ambiente marino non dipende dalla lettura della legge; una riserva non può realizzarsi ponendo divieti a chi per esperienza e per tradizione storica è Re dei segreti della coltivazione del mare.
Credo che nei conversari dei Marettimari che si ritrovano tra loro ci siano le chiavi di molte tra le più interessanti prospettive di gestione di una riserva, purché si stabilisca il benedetto dialogo alla pari tra i governanti e governatori, tra diverse dignità di competenze”.

La Maddalena
Questo il ricordo di Giulia D’Angelo:
Non posso far altro che aggiungere a quanto ricordato da Vaccaro, come conobbi Gin e quanta influenza ebbe su di me. Gin mi venne a trovare presso la Libreria Internazionale il Mare a Roma, raccontandomi, come e perché avesse inventato per l’editore Mursia la collana “Andar per isole”. Ricordo la sua voce roca mentre mi diceva quanto avesse imparato ad amare gli isolani dopo che, a causa di una malattia, aveva dovuto abbandonare il suo lavoro di dirigente industriale nel 1976. Fu così che con un gruppo di studio iniziò a viaggiare lungo il Tirreno per scoprire e raccontare delle nostre meravigliose piccole isole. Iniziò ad amare profondamente gli isolani, per i quali si adoperò per trovare chiavi di sviluppo e di prosperità. Per evitare di fumare sigarette che i medici le avevano proibito, fumava la pipa, e per quei tempi una donna che fumava la pipa era uno scandalo, ma Gin non se ne curava. Era sempre stata una ribelle e in Emilia, (la sua terra d’origine) giovanissima, partecipava come staffetta con i partigiani che combattevano contro il fascismo.