domenica 22 settembre 2013

Favignana: la cattedrale dei pescatori

Nel cuore di uno dei parchi marini più belli d’Italia, la Tonnara di Favignana è un esempio di come si possono recuperare siti di archeologia industriale togliendoli al degrado del tempo e trasformandoli in mete turistiche di interesse culturale.
L’ex stabilimento Florio di Favignana, un gioiello di archeologia industriale, non solo era il luogo dove venivano custodite le attrezzature, le ancore e le barche della mattanza, ma diventò una delle più fiorenti industrie di lavorazione conserviere del tonno, rappresentando anche la storia della famiglia Florio.
Il complesso, grazie alla sua architettura con grandi archi e i soffitti altissimi, ricorda le cattedrali. Il primo nucleo dello stabilimento nacque grazie al genovese Giulio Drago che prese in affitto la tonnara di Favignana nel 1859. Ma la costruzione iniziò nel 1878, quando Ignazio Florio, incaricò l’architetto Damiani Almeyda di ristrutturare i fabbricati della Tonnara. Iniziò così la fortuna di Favignana divenuta di conseguenza l’isola dei Florio per antonomasia.
Lo stabilimento si estende per circa 32mila metri quadrati con una serie di grandi aree coperte e ambienti diversi per dimensioni e destinazioni d’uso: uffici, magazzini, falegnameria, officine, spogliatoi, stive, galleria delle macchine, trizzana e malfaraggio (per il ricovero delle barche), locali a servizio della lunga batteria di forni, per la cottura del tonno, con tre alte ciminiere. Tutti gli edifici sono costruiti con il caratteristico
tufo di Favignana. Nel 1937 la Famiglia Parodi di Genova acquistò dai Florio l’intera isola e la Tonnara passò così di mano assieme a tutti i diritti di terra e di mare. Il grande stabilimento continuò a essere la principale fonte economica dell’isola. Negli anni ’70 il complesso, la cui produzione non era più competitiva sul mercato, cessò l’attività e rimase in stato di abbandono per più di vent’anni. Negli anni Novanta entrò nel patrimonio immobiliare della Regione Sicilia. Il progetto di restauro, costato 14 milioni di euro, è stato curato dall’architetto Stefano Biondo, e fu realizzato grazie ai fondi europei del POR 2000-2006. I lavori furono poi diretti e completati dall’architetto Paola Misuraca e hanno rappresentato uno dei più significativi impegni, affrontati dai tecnici della Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Trapani. Il restauro iniziò a fine 2003 e terminò nel 2009.
La superficie sulla quale è stato fatto l’intervento è di 19mila metri quadrati. Le coperture ripristinate raggiungono i 9mila metri quadrati. E ancora: 27mila e 500 metri quadrati di muri restaurati e 16mila di pavimentazioni. Sono stati infine impiegati 350 metri cubi di legname per capriate e orditure e 53mila metri di cavi elettrici. Gli allestimenti espositivi comprendono il museo archeologico che raccoglie l’importante collezione dei reperti trovati nell’Arcipelago delle Egadi: anfore di vari tipi e periodi storici, reperti preistorici, una statua acefala.
La “fiasca del pellegrino” in peltro del XIV secolo, trovata perfettamente sigillata conteneva ancora il vino. Esposti anche ceppi in
piombo di ancore greco-romane e puniche tra cui uno, del tipo mobile (cioè smontabile)
che reca su un braccio in rilievo l’iscrizione in greco EUPLOIA “Buona navigazione” a protezione dell’imbarcazione da possibili disastri. Infine i famosi rostri della Battaglia delle Egadi del 241 a. C. Una piccola sezione è dedicata alla storia dei Florio. Nell’ex spogliatoio delle donne è allestita la seconda sezione della mostra permanente, con le fotografie in bianco e nero di Sebastiãno Salgado, della serie Workers, realizzate a Favignana agli inizi anni Novanta, quelle di René Burri e di Herbert List che ritraggono la Tonnara negli anni Cinquanta e le opere degli anni Settanta di Leonard Freed.
Completano la ristrutturazione dello stabilimento una serie di pannelli didattici sulla pesca e sulla lavorazione del tonno, la realizzazione e l’installazione di pannelli fotografici ad illustrare i momenti e le attività più significative. Infine le grandi stanze dell’olio dove vengono esposte le “latte” originali nelle quali veniva inscatolato il tonno. All’interno del complesso, nella grande “Galleria delle Macchine”, è stata realizzata una sala convegni da 400 posti, climatizzata e completamente arredata.

Testo e foto di Maurizio Bizziccari
La verssione integrale del servizio è pubblicata sul mumero 76 luglio 2013 del  mensile Arte Navale

A ottobre tre giorni pieni di contenuti, per parlare del triangolo d’oro

L’obiettivo fondamentale della Nuova Settimana delle Egadi sarà quello di affrontare le problematiche inerenti la conoscenza, la valorizzazione, la salvaguardia, la tutela e la conservazione dei Beni Culturali di questo territorio e di conseguenza anche promuovere il turismo dell’arcipelago in Italia e all’estero.
Per Beni Culturali intendiamo i beni archeologici, storici, naturalistici.
Le Egadi fanno parte del triangolo “d’oro” della provincia di Trapani che ha la base sulla costa occidentale della Sicilia con Trapani, Marsala e Mazara e si protende in mare con il vertice dell’isola di Marettimo. Questo triangolo si trova al centro del bacino del Mediterraneo e quindi la storia dell’intero mondo occidentale è passata per la conquista di queste coste e di queste meravigliose isole che sono una delle risorse primarie del nostro paese e della Sicilia in particolare. Si tratta di un grande tesoro di Beni Culturali e Ambientali. Obiettivo primario di questa iniziativa è far conoscere ed apprezzare tali beni al grande turismo nazionale, europeo e mondiale in qualsiasi periodo dell’anno e contribuire allo sviluppo socio-economico delle Egadi. La regolare cadenza dell’avvenimento scientifico dovrà diventare una tradizione territoriale di grande impatto sociale ed economico che trainerà problematiche di alto valore culturale, come la richiesta di riconoscimento dello stabilimento Florio quale Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Lo stabilimento della Tonnara ora restaurato è, infatti, un esempio di architettura industriale unico al mondo, a testimonianza di una pesca che risale alla preistoria.
Lo stabilimento, ora adibito solo a museo,vista la vastità, potrebbe accogliere al suo interno: 1) una Scuola del Mare; 2) una foresteria; 3) rimessaggio di piccole imbarcazioni necessarie alla scuola del mare; 4) laboratori per i bambini delle isole; 5) spazi per i pescatori occupati nella piccola pesca; 6) inscatolamento del pesce; 7) manifatture di capperi,
marmellate, erbe aromatiche, miele etc.; 8) mostre fotografiche internazionali; 9) proiezione e premi per i migliori cortometraggi; 10) mostre e presentazioni di libri con la presenza degli autori; 11) mostre di quadri; 12) concerti di musica classica. In tal modo si assicura l’apertura per tutto l’anno del grande edificio che avrà una vita propria. Le Egadi hanno anche una grande importanza naturalistica per la biodiversità e la ricchezza di fauna marina in acque cristalline sino a grandi profondità, tanto che vi è stata istituita la più grande Area Marina Protetta d’Europa, a tutela della prateria di Posidonia Oceanica più estesa del Mediterraneo, di oltre 70 siti di immersione e innumerevoli grotte sommerse e semisommerse, dove recentemente è tornata la Foca Monaca, specie più minacciata del Mediterraneo, estinta in italia da oltre 40 anni. Per svolgere attività di educazione ambientale sarebbe importante attivare l’acquario mediterraneo a palazzetto Florio, (già esistente e mai aperto) con un bookshop che curerà l’ideazione e la vendita di gadget, e realizzare il previsto centro recupero per tartarughe marine. Sono da valorizzare anche i geomorfositi, come le grotte marine di Favignana, Marettimo e Levanzo, con la sua Grotta del Genovese, assieme alle cave di tufo e i ritrovamenti nelle grotte di Favignana di inumati del Paleolitico superiore; le presenze fenicio-puniche nelle cave di tufo di Favignana e nelle grotte di Marettimo, le vasche romane per la lavorazione del garum a Levanzo.

A sn: la copertina del libro di Sebastiano Tusa con una introduzione di Geroge F. Bass, stampato con il contributo della Banca Nuova (Gruppo Banca Popolare di Vicenza)

Nelle Egadi si trovano anche i castelli medioevali e spagnoli delle isole di Favignana e Marettimo. A Favignana è da restaurare il Forte di Santa Caterina, ma la popolazione dovrebbe riappropriarsi anche del Forte di San Giacomo nel centro del paese. Anche Marettimo ha il suo Castello a Punta Troia, recentemente restaurato, ma ancora non valorizzato per la sua importanza storica, come del resto anche gli altri forti delle Egadi. La settimana delle Egadi dovrà affrontare queste diverse tematiche inerenti il territorio egadino, comprese le energie alternative, ma soprattutto dovrà esserci in primo piano l’archeologia subacquea, che in passato veniva valorizzata da convegni annuali internazionali per spronare la ricerca delle navi affondate durante la prima guerra punica.

Le copertine degli atti dei due convegni svolti a Favignana nel 1984 e nel 1985

Ora con i recenti ritrovamenti di dodici rostri e altri importanti reperti recuperati dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali del Mare della Regione Sicilia diretta dal Professor Sebastiano Tusa, questa disciplina diventa importantissima per la valorizzazione delle Egadi perché, tali ritrovamenti, che riguardano la prima guerra punica, sono unici al mondo. “Delle grandi battaglie dell’antichità – scrive Sebastiano Tusa - quella che più di ogni altra ha avuto l’onore della cronaca per le interessanti scoperte archeologiche subacquee a essa attribuibili è quella delle Egadi. Il 10 marzo 241 a.C. un forte libeccio soffia sulla cuspide occidentale della Sicilia foriero di un epocale cambiamento politico per l’isola e per l’intero Mediterraneo facendo intravedere austera e vincente la fisionomia di Roma.
La battaglia delle Egadi descritta da Polibio e da molti altri storici antichi conclude la lunga prima guerra punica grazie ad una svolta impressa dall’audace ammiraglio Lutazio Catulo che sblocca una situazione di stallo nella quale i due contendenti si erano trovati da tempo. I luoghi d’interesse archeologico pertinenti la battaglia si trovano lungo la costa rocciosa orientale dell’isola di Levanzo che si presenta ripida e omogenea tra la Cala Calcara e Capo Grosso fornendo un prezioso rifugio alla flotta romana invisibile a quella cartaginese che proveniva da Occidente (Marettimo).” Tra le varie iniziative, potrebbe essere, importante e fondamentale per la comunicazione dell’evento e la valorizzazione delle isole, ricostruire due navi da guerra, una cartaginese e una romana a grandezza naturale. Per quest’anno, visto il poco tempo a disposizione, abbiamo elaborato un programma di soli tre giorni.
Il Comitato Organizzatore

venerdì 20 settembre 2013

Ritorno all’Isola del cuore: come e perché nasce la Nuova Settimana delle Egadi

Un’insieme di coincidenze mi ha riportata di nuovo sull’isola che ho frequentato per venti anni. Favignana, l’Isola del cuore. L’sola che coinvolge per la sua storia, per le sue acque limpide, per i grandi tonni, per le cave di tufo, per i suoi castelli, per il suo stabilimento del tonno, per la prima guerra punica, per la cucina tradizionale del pesce, per i miei amici che vi vivono tutto l’anno, per le isole vicino che la rendono più preziosa e che formano un arcipelago: l’Arcipelago delle Egadi. Le persone che mi hanno coinvolto in questo ritorno sono Maria Guccione e Roberto Soldatini. Maria, dopo aver letto il mio articolo “Una Nuova avventura”, che ho scritto per Altomareblu (il sito ideato dal grande Antonio Soccol e ora diretto da Alessandro Vitale) e dove ho illustrato quanto organizzato a fine aprile per il secondo Festival Internazionale dell’Editoria del mare a Gaeta durante lo Yacht Med Festival, mi telefona per congratularsi dell’iniziativa di Gaeta e per  invitarmi a Favignana per un incontro con Giuseppe Pagoto il neoeletto giovane sindaco.
Roberto, che nel giro in solitario con la sua Denecia (un 43 piedi a vela) , per raggiungere l’Egeo, mi chiama per  invitarmi proprio negli stessi giorni, a veleggiare da Trapani a Favignana. Avevo una gran voglia di tornare all’Isola. Ho, come al solito coinvolto mio marito, e insieme ci siamo messi in viaggio: aereo fino a Trapani, quindi con Roberto su Denecia veleggiamo fino a Favignana.

 A ds: dal forte di Santa Caterina (300 mt slm) panoramica verso Trapani  di un’ala della “farfalla”. In primo piano il centro abitato. L’isola è pragonata a una farfalla il cui corpo è la Montagna Grossa, dove erge il Forte, che la taglia in due.
Le fotografie panoramiche che accompagnano il testo sono di Roberto Soldatini.

A sn: l’ala che guarda Marettimo, sullo sfondo il faro di Punta Sottile

Quanti ricordi!! Quante battaglie!! Quanti personaggi invitati a frequentare l’isola!! Finalmente incontro e ritrovo i miei amici Favignanesi e li faccio conoscere a Roberto, che essendo un musicista di grande sensibilità, subito apprezza coloro che hanno vissuto con me le lotte per salvaguardare Le Egadi: Maria e Giovanna Guccione, Giulia Torrente e Antonio Monachella, Vincenzo e Maria Zabarino, Giuseppe e Giovanna Abbione, Salvatore Tammaro, Scipio, Jose, Mariella e Vincenzo e tanti altri.
La prima volta che arrivai a Favignana nel 1975, mi immersi con le bombole praticamente dentro il porto, in acque pulite e limpide e presi una seppia con le mani, che inserii tra la pelle e la muta, procurandomi un bel morso dall’animale che tentava di scappare.

A ds: il porto e il centro abitato, in primo piano l’ex Stabilimento Florio

Conobbi in quell'occasione Jose che incontrai altre volte a Roma dove veniva spesso. Jose mi decantò la “Mattanza” invitandomi a Favignana alla fine di Maggio. Fu così che tornai due anni dopo e mi immersi nella “Camera della morte” dopo aver chiesto il permesso al proprietario Luigi Parodi, che mi affidò a Nitto, il subacqueo della tonnara. Avevo la macchina fotografica con me e fotografai un grande pesce spada che nuotava indisturbato dentro la rete della tonnara. Per fortuna o per disgrazia, non incontrai lo squalo bianco, che spesso frequentava le stesse acque dei grandi tonni rossi, ma che veniva pescato e ucciso dai subacquei per evitare che si mangiasse i tonni.

A sn: l’approdo turistico, sull destra la Camperia, utilizata per il rimessaggio delle reti e degli attrezzi quando ancora era in attività la tonnara.

La pesca del tonno nelle acque delle Egadi risale alla preistoria, come testimoniano i disegni che si trovano nella grotta del Genovese nell’isola di Levanzo. Un rito cruento che non piace agli ambientalisti. In realtà, io che pure amo il mare e gli animali, non l’ho mai trovato così negativo. Anche se devo dire che mi sono sentita tonno ogni volta che assistevo alla “Mattanza”. Non è il sangue la cosa peggiore, bensì il momento in cui al tonno viene a mancare l’ossigeno e soffoca. Sicuramente questo tipo di pesca primitiva con i suoi interessanti riti, non è così distruttivo come le tonnare volanti e la pesca a strascico. Ora purtroppo a Favignana non si pesca più con le reti fisse il tonno rosso (Thunnus tyinnus) detto anche, per velocità che raggiunge, “da corsa”. 


A ds. in primo piano l’ex Stabilimento Florio completamente restaurato

Ma il mio vero coinvolgimento alle sorti dell’isola inizia nel 1979, quando il direttore dell’Ente provinciale del Turismo di Palermo, Lucio Messina, che avevo conosciuto a Ustica in occasione dei premi Tridenti d’Oro, mi presentò Nino Allegra, suo collega direttore dell’Ente a Trapani che mi coinvolse nella preparazione della “Settimana delle Egadi”: una manifestazione culturale, elaborata per far conoscere e pubblicizzare l’Arcipelago. Dal 1980 al 1985 durante la “Settimana” si parlò di riserve marine, di acquacoltura e soprattutto, mi occupai  dei congressi Internazionali di Archeologia Subacquea, una disciplina di cui mi sono sempre interessata. Molti archeologi italiani (tra cui il giovanissimo Sebastiano Tusa) e stranieri vi  parteciparono così come anche molti giornalisti. Testardamente Nino Allegra ed io volevamo coinvolgere i politici a trovare i fondi per la ricerca e il recupero delle navi Romane e Cartaginesi che parteciparono alla prima guerra punica. In quegli anni l’unico rostro di nave da guerra dell'antichità era stato ritrovato dall'archeologo subacqueo Elisha Linder ad Athlit, in Israele, ed era esposto al museo marittimo di Haifa. Invitai Linder ai convegni di Favignana e da allora nacque una grande amicizia anche con la sua famiglia che dura tutt'ora, malgrado la morte di Elisha.
Un altro grande personaggio che frequentava la “Settimana delle Egadi” apportando il suo contributo di idee, era la scrittrice Gin Racheli.
Gin aveva scritto alla fine del 1979 il volume “Egadi Mare e Vita” nella collana da lei creata per l’editore Mursia, “Andar per Isole”. Ancora oggi ne consiglio la lettura a coloro che vogliono conoscere meglio le isole Egadi in tutti i loro aspetti: storici, archeologici, ambientali.
Anche Gin ormai da anni non è più tra noi. Ma il suo ricordo è vivo nel cuore di chi l’ha conosciuta. Quando andiamo indietro con la nostra memoria io e Maria non possiamo fare a meno di parlare di Gin che ha dato un contributo importante per la cultura e la conoscenza delle isole minori italiane, a cui aveva dedicato molti anni della sua vita.
Andando indietro con la memoria, Maria Guccione, Sebastiano Tusa ed io ricordiamo gli incontri anche a Roma, per impedire lo scempio della costruzione di un nuovo carcere in un’area archeologica, purtroppo non ci furono i fondi per pubblicare gli atti degli interventi dei molti partecipanti.
E come non ricordare il pericolo scampato dell’istallazione delle piattaforme petrolifere nei pressi di Marettimo e i tanti convegni organizzati da Nino Allegra, con la nostra partecipazione, per scongiurare l’avvio delle ricerche petrolifere, che avrebbero distrutto il mare delle isole meravigliose?
Il nuovo sindaco, su indicazione di Maria che da sempre è in prima linea per il vero progresso delle isole, che sono la salvaguardia dei suoi tesori e del mare che li custodisce, mi ha incontrato e mi ha proposto di elaborare un nuovo progetto per le tre isole, ma con tempi molto ristretti e pochissime risorse. Malgrado il buonsenso che ci sconsigliava di intraprendere la “Nuova Avventura” e dopo aver ascoltato il parere positivo di Sebastiano Tusa, che reputo fondamentale per proseguire il discorso culturale, storico, archeologico delle isole, non abbiamo resistito alla tentazione.

A ds: i tornanti per salire al Forte

È stato così che le due attempate signore, Maria ed io, con l’aiuto iniziale di Francesco Torre e quello successivo di Giovanni Basciano e dell’Agci abbiamo accettato la sfida che negli anni futuri dovrà proseguire con più fondi e più tempo per l’organizzazione, anche perché questa volta gli abitanti sono più convinti che in passato e sono coinvolti anche loro in questa scommessa. Hanno toccato con mano e hanno visto l’importanza delle battaglie di Nino Allegra e Gin Racheli per la salvaguardia delle isole. In effetti, principalmente a Favignana ho visto dei miglioramenti che sono andati nella direzione delle proposte dei tanti convegni della Prima Settimana delle Egadi degli anni 80. Così vediamo l'ex stabilimento ristrutturato, i rostri, ben undici i, ricercati e trovati, l’isola più pulita e ordinata. Purtroppo la tonnara con le reti fisse è stata dismessa e il tonno non si pesca più in queste acque. Tra le nuove proposte per le isole c’è anche quella di impegnarsi per investire, non solo la Regione Sicilia, ma anche la Comunità Europea su questo argomento.
A sn: un’immagine poco conosciuta, che non si trova tra le cartoline in vendita sull’Isola…
Piazzato al centro del paese si trova il vecchio carcere ormai in disuso. L’alto muro di cemento che lo circonda nasconde alla vista il Castello di San Giacomo che gli abitanti chiedono sia restituito al Paese.

Per questo abbiamo chiesto l’aiuto di esperti come Antonio Di Natale dell’ICCAT e Giampaolo Buonfiglio presidente dell’AGCI Pesca. Sarà anche il caso di insistere nelle varie proposte fatte da Gin Racheli, ma mai attuate, come ad esempio “La Scuola del Mare”. Oppure di approfondire la recentissima proposta del pescatore Enzo Zabarino di creare una Accademia della Pesca. Noi dell'organizzazione, compreso il giovane Sindaco, cercheremo di trovare i fondi necessari affinché le isole, con in primo luogo l’impegno dei loro abitanti, ritrovino quel fulgore economico che la dinastia dei Florio gli aveva dato in passato, anche e soprattutto attraverso la cultura. Il ritrovamento dei numerosi rostri ritrovati, grazie alla caparbia e alla indiscussa capacità di Sebastiano Tusa, è un fatto unico al mondo e gli abitanti se ne debbono rendere conto: questo è il loro tesoro.

A ds. a bordo della nave Hercules, recupero del decimo rostro nel corso dell’ottava campagna 2013 di ricerche del progetto Archeorete Egadi, realizzato grazie alla collaborazione della fondazione americana RPM Nautical

E i rostri saranno gli ambasciatori delle Egadi nel mondo. Se si riuscisse a ricostruire i modelli di una nave Cartaginese e di una Romana, poi le Egadi, al centro del Mediterrano potranno inviare il loro messaggio in tutto il mondo. Un messaggio importante molto più di una qualsiasi sfilata di moda o l’esibizione di un cantante in voga al momento. È per proseguire il discorso iniziato tanti anni da Nino Allegra e Gin Racheli che infine  abbiamo accettato la proposta (o meglio la scommessa) del neoeletto sindaco ad organizzare la Nuova Settimana delle Egadi. Come si dice tra i marinai Buon Vento! e anche in c.... alla balena ai tonnaroti di Favignana, ai pescatori di Marettimo, ai coltivatori di Levanzo e a tutti gli abitanti delle isole Egadi.

Giulia D’Angelo

giovedì 19 settembre 2013

Quando per Francesco Zizola la fotografia è “luce”

Francesco Zizola l’ho incontrato lo scorso mese di marzo al Museo di Roma in Trastevere all’inaugurazione della sua mostra Uno sguardo inadeguato curata dalla moglie Deanna Richardson.
Una selezione di fotografie “forti” realizzate negli ultimi 10 anni in giro per il mondo a testimonianza del suo modo di essere nello stesso momento fotoreporter e giornalista, ma che soprattutto parlano della sua “cultura” fotografica.


In alto: Paola Sema, non vedente, viene incoraggiata dal suo istruttore a esplorare il fondale marino tramite il tatto. Allieva e istruttore sono collegati da un cavo di sicurezza. Paola, Italia, 2010. 

A ds: Roberto Crocco, istruttore subacqueo non vedente, durante un’immersione. Roberto è stato il terzo allievo non vedente a ricevere la qualifica di istruttore subacqueo tramite il Progetto Poseidon, un programma che dal 1998 rende l’esperienza delle immersioni accessibile anche ai non vedenti. Paola, Italia, 2009.  

Per conoscere a fondo Francesco, classe 1962, e scoprire la vastità della sua produzione è sufficiente digitare il suo nome su Google per scoprire decine di pagine a lui dedicate.
Invece l’occasione per noi di parlare di Francesco è raccontare come sia nata la sua passione per il mare che nasce prima di quella per la fotografia.
 “Avevo 11 anni, ricorda, quando passavo le vacanze in una Calabria allora paradisiaca in un mare dalla natura potente da fare invidia ai tropici. Me ne innamorai tanto che appena 14enne decisi di fare un corso di subacquea, presi il mio primo brevetto e diventai la mascotte del centro seguendo come un cagnolino gli istruttori. L’interesse per la fotografia, continua, invece nasce seguendo un corso extra programma lungo i tre anni delle medie: cinema, fotografia, giornalismo e sociologia. Ricordo ancora come ci raccontavano il cinema del neorealismo italiano. In quei tra anni si alternarono a spiegarci la storia del cinema registi del calibro di Gillo Pontecorvo, Mino Monicelli, Ettore Scola, attori come Gasmann, Bellocchio, insomma bei nomi e bei film raccontati dai protagonisti ma soprattutto ci spiegavano come nasceva questo flusso di immagini e quale era il suo linguaggio.

A sn: L’allora presidente Mohamed Nasheed (a destra della bandiera) si allontana dal luogo dove si è tenuto il primo consiglio dei ministri subacqueo al mondo. L’evento ha avuto lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale rispetto al rischio di inabissamento che le Maldive corrono a causa dell’innalzamento dei mari dovuto al surriscaldamento globale. Isola di Girifushi, Maldive, 2009. 






A sn: Malé, capitale delle Maldive, si trova a un solo metro sopra il livello del mare e possiede una delle maggiori densità abitative al mondo. Maldive, 2009
 
Ci affidarono anche la realizzazione di un documentario sulla vita e la morte dell’anarchico Pinelli sotto la supervisione di Scola.
Mi ricordo come se fosse ora l’emozione che provai quando in camera oscura stampai la mia prima fotografia. Il soggetto era una fontanella, il “nasone”. Forse in quel momento capii che avrei avuto a che fare con questo “linguaggio”, anche se non potevo certo immaginare che si sarebbe trasformato in un lavoro. Negli anni ’70 seguivo come fotoamatore le cose che mi circondavano, poi mi iscrissi alla facoltà di antropologia continuando a usare la fotografia per mio godimento personale.  Quando la fotografia diventò così importante da convincermi a provare qualunque strada, non potendomi permettere una scuola, decisi di mettermi a lavorare per pagarmi dei corsi di tecnica. Inizia così il mio percorso di fotografo che mi fa dimenticare la mia prima passione, il mare, che però recupero sette anni fa quando quando mi capitò fi fare un’immersione a meno 24 alla Secchitella di Linosa. Da quel momento decisi di tornare ad andare sott’acqua, così non ho più smesso di fare immersioni prendendo nello stesso tempo tutti  brevetti necessari per la mia sicurezza compreso quello per usare il Rebreather.”
A sn: Due bambini camminano su ciò che un tempo era il fondale del Mare di Aral, ormai ridotto a un decimo della sua originale estensione. Sullo sfondo sono visibili le carcasse di imbarcazioni un tempo ormeggiate lungo la costa. Il prosciugamento del bacino ha provocato danni irreversibili all’ambiente, all’agricoltura e alla salute degli abitanti della zona. Mare di Aral, Uzbekistan, 1997.

 Il suo primo reportage legato al tema mare è del 1997, quello che realizzato per documentare la catastrofe ambientale del Mare D’Aral, (il più grande lago salato del mondo ridotto a una pozza d’acqua per far posto a una delle più grandi aree di produzione di cotone) che ha avuto una notevole diffusione nel mondo e ha ottenuto diversi riconoscimenti internazionali. “Feci la proposta, racconta Francesco, a Giovanna Calvenzi, Photo Editor di Specchio, il supplemento settimanale del quotidiano La Stampa, che mi anticiparono le spese del viaggio.  Per me è stato un grande investimento che continua ancora oggi a dare i suoi frutti, quelle fotografie continuo a utilizzarle per mostre e libri e a venderle in tutto il mondo. Per il National Geographic Italia nel 2010 proposi e realizzai una storia su una OnLus che si occupa di iniziative sociali, il Gruppo Subacqueo Paolano, e ho seguito un loro campo estivo dove formano istruttori diversamente abili con la vista e gli insegnano ad andare sott’acqua con le bombole e a muoversi con zero visibilità.

A ds:  Nel cortile di una scuola per bambini colpiti da gravi malformazioni, spesso conseguenza degli alti livelli di inquinamento. Mare d’Aral, Khodjely City, Uzbekistan, 1997


Un terzo servizio a tema mare riguarda Le Maldive che ho realizzato in due tappe. Il primo, nel 2007, riguardava la dittatura che vige in quel paese mussulmano, dove riesco a incontrare un leader dell’opposizione in clandestinità e i famigliari di prigionieri vittime di torture. Fu pubblicato per primo sul mensile tedesco Mare e successivamente fece il giro del mondo. Dopo tre anni il leader dell’opposizione diventa presidente tra le varie cose che promuove si occupa di promozione dell’ambiente, visto che Le Maldive rischiano di finire sott’acqua come conseguenza del riscaldamento globale.
A sn: Mare d’Aral, 1997

Proprio in quel momento la Noor, l’agenzia che ho co-fondato, lavorava a un progetto inchiesta dal nome consequences (conseguenze dei cambiamenti climatici) e ognuno dei dieci fotoreporter se ne va in giro per il mondo a fotografare un aspetto di queste conseguenze. Così decido di tornare alle Maldive dove, tra le altre, scatto quella famosa fotografia della riunione sott’acqua del Consiglio del Ministri maldiviani che ha fatto il giro del mondo e non so più calcolare quante volte sia stata pubblicata. Ora invece mi sto dedicando a un altro grande progetto inchiesta, il tema è il cibo e in particolare al grande problema dello sfruttamento delle risorse ittiche.”
La carriera di Francesco con il suo impegno etico è un percorso molto complesso al quale si è dedicato completamente portandolo in giro per il mondo raccontando storie spesso rimaste ai margini della notizia ricevendo numerosi riconoscimenti, tra cui nove World Press Photo e quattro Picture of the Year International. Ha pubblicato sette libri, il più recente Uno sguardo inadeguato ha il titolo della sua mostra organizzata a Roma.
Sicuramente la pietra più importante che ha posato quasi a coronamento della sua carriera è quando nel 2007 insieme a dieci colleghi di sette diversi paesi (Francesco è l’unico italiano), fonda l’agenzia NOOR – che vuol dire luce in arabo –, la cui sede è ad Amsterdam.
Noor: foto di gruppo
È una fondazione senza fini di lucro, il suo obiettivo è produrre con i suoi dieci fotografi tra i più esperti e accreditati oggi nel mondo indagini documentarie indipendenti capaci di ‘far luce’ su questioni sociali, ambientali o umanitarie spesso ignorate dai media, per contribuire a una migliore comprensione del mondo e stimolare un possibile cambiamento. L’agenzia coniuga il talento e la visione di dieci fotografi, di diversa nazionalità, tra i più esperti e accreditati oggi nel mondo.
Ma se Noor è la pietra, 10B Photography è il mattone su cui si fonda tutto l’essere Zizola. Si tratta di un centro polifunzionale unico nel suo genere piazzato nel cuore della vecchia Garbatella, storico quartiere romano.  Seicentocinquanta metri quadrati interamente dedicati alla fotografia professionale e alla comunicazione visuale, con particolare attenzione alla fotografia d’autore, all’attività di galleria (cura, consulenza e produzione di mostre fotografiche). Ma la sua caratteristica più importante è l’essere un luogo in cui è possibile incontrarsi, scambiare e condividere esperienze, creando così non solo tecnica ma anche cultura fotografica.
Se vi sembra poco…

Maurizio Bizziccari

P.S. 10 B è semplicemente il numero civico di via San Lorenzo da Brindisi, sede del centro

la foto di gruppo di NOOR è di © Pep Bonet/NOOR
tutte le altre di Francesco Zizola/Noor

lunedì 2 settembre 2013

L’incontro a Gaeta fra gente di mare in ricordo di Roberto Gianani

Ieri, appena giunta a casa, Maurizio, mio marito mi ha annunciato: Roberto Gianani ci ha lasciati. Una morte annunciata perché già a Gaeta, nel mese di aprile Roberto ci aveva confidato della sua malattia incurabile e all’ultimo stadio. Con Roberto Soldatini avevamo deciso di fargli una visita a Vietri nelle sua bella casa della Costiera Amalfitana: non abbiamo fatto in tempo, purtroppo. Oggi appena arrivata alla Libreria Il Mare, Francesca (che ha partecipato all'organizzazione del Festival Internazionale dell’Editoria del mare), mi ha mostrato con entusiasmo l’ultimo numero della rivista L’Isola appena arrivato e, nell’articolo di Carlo Nicotera, ho letto tanta poesia, esattamente quanto mi aveva annunciato Gianani in una recente telefonata. È stato un saluto inviatomi da Roberto dall’aldilà. 
Giulia D’Angelo, Bijorn Larsson e Roberto Gianani
Era felice a Gaeta per il premio internazionale dato alla sua creatura, ma aveva un velo di tristezza sulla sua faccia scavata dal vento, dal mare e dal sale. L’incontro con il grande scrittore Bjorn Larsson e con Folco Quilici a Gaeta sulla nave scuola della Guardia di Finanza Giorgio Cini, la consegna del premio, alla rivista l’Isola durante lo spettacolo “Parole e Musica” con Roberto Soldatini a interpretare Bach con il suo Stradivari del 700, lo avevano commosso.
Ciao Roberto, spero che tua moglie e tua figlia Cristina possano proseguire il tuo lavoro e far uscire puntualmente la tua Isola.

Giulia D’Angelo 
Pubblichiamo integralmente il servizio scritto da Carlo Nicotera sull’ultimo numero del mensile L’Isola ideato, diretto e editato da Roberto Gianani. È dedicato al premio che la rivista ha ricevuto in occasione del 2° Festival Internazionale dell’Editoria del Mare, ma soprattutto è uno struggente ricordo dedicato al suo ideatore.

L’incontro a Gaeta fra gente di mare
di Carlo Nicotera
Il nostro giornale premiato nel corso del Festival internazionale dell'editoria del mare ideato dalla Libreria del Mare creata da Giulia D'Angelo e Marco Firrao a Roma. Una passerella di protagonisti affascinanti, da Folco Quilici e Bjorn Larsson a Pino Aprile, Donatella Bianchi, Decio Lucano, Vincenzo Zottola, a Predag Matvejevic, il magistrale autore di "Mediterraneo". Una giornata sul "Rustica", lo sloop di dieci metri dello scrittore svedese. Il ricordo di Vittorio G. Rossi.
Ohi amici, amici cari, lettori miei, ho da raccontarvi di una piccola grande immensa soddisfazione che mi è toccata alla fine di aprile. Una cosa che devo assolutamente condividere con voi che fedelmente mi leggete e mi seguite ormai da dieci anni e qualche cosa in più ... 
...Cari, cari lettori, fedeli compagni dei miei giorni di attesa sui banconi dell'edicola, e ancor più di quei giorni lunghi e fibrillanti in cui prendo corpo dall'immaginazione di Roberto Gianani e del suo equipaggio (con Mimmo Carratelli in testa a far da nostromo tra pezzi, titoli, didascalie e guizzi d'ironia). Con Roberto a seminare idee che mi generano e poi a darmi sostanza e bellezza con il suo gusto, e variabile forma con le mani sue e quelle di Peppe, il grafico, che mi impagina con Mimmo (sempre lui a far da guida)... Io sono lì a prender forma e sostanza e non vedo l'ora di diventare questa carta e queste parole che voi poi maneggiate e assorbite ... Sì, sì, proprio questo intendo dire ... io nasco e mentre nasco sono già in attesa di voi, del vostro giudizio, della vostra rabbia, della passione e dell'interesse di lettori e di amici ... E poi state lì in mia compagnia - e allo stesso tempo a me compagni - mentre mi sfogliate e mi leggete e il mio sfogliare nelle vostre mani e orecchie è per me vita e respiro, tremito e felicità, vanità e incertezza ... Vi piacerò? Vi soddisferò? Vi darò il piacere che sento dentro di me, nelle mie pagine, nelle mie parole e immagini, nelle idee e nella "filosofia di vita" che spero di trasmettervi?... Scusate ho fatto una piccola digressione nei miei più intimi pensieri. Ma era proprio questo che intendevo dire e fare mentre cercavo di spiegarvi che bella cosa è accaduta a me - e quindi a voi - alla fine di aprile, quando sono stata premiata perché ... scrittori e giornalisti di autorevole qualità letteraria nata nel 2003 senza fini di lucro per la passione autentica di raccontare storie di salsedine, di porti, di uomini di mare, di sogni, servendosi di un equipaggio di ... sono stata tra carte e giornali, edicole e librerie, case salotti bar e bettole, alberghi e uffici comunali a fare la mia bella parte di rivista del mare e dei sogni di mare.
Siamo stati premiati a Gaeta, amici cari, amati lettori che siete la mia unica ragion d'essere, nel corso del Festival Internazionale dell'Editoria del mare, ideato dalla Libreria Internazionale "Il Mare".
Eravamo in straordinaria compagnia, con Folco Quilici e Bjorn Larsson (che a bordo del suo "Rustica" - uno sloop di 10 metri - tra una bolina e una strambata ha scritto il "Cerchio celtico" ma soprattutto "La vera storia del pirata Long John Silver". Ma sì avete capito bene, quello dell'"Isola del tesoro", quello con una gamba sola che spaventava il piccolo Jim e che cantava "quindici uomini, quindici uomini suuuuuuulllla cassa del mortoooooo, ohohohoooooo!!!!... ed una pinta di ruuuum... E che pare abbia avuto una storia diversa da quella raccontata dal genio di Stevenson).

E poi – non per dire – ma siamo stati premiati anche insieme a Roberto Soldatini (nella foto a ds), musicista, direttore d’orchestra, compositore, che vive sulla sua barca a vela a Borgo Marinari a Napoli. E che nel suo libro – tra poco in vetrina – (Diario di bordo, di mare, di musica, di vita, di uno che ha mollato tutto o quasi) racconta di musica alta e navigazioni solitarie. E di come l'onda del mare sia sempre un solfeggio dell'esistenza, e che senza quell'onda non si riescono a comprendere i flussi e le correnti basilari della nostra vita ... Non potete immaginare l'emozione (mia e di quel nostro rugoso comandante Gianani - che faceva finta di niente, manco fosse di guardia in coffa attento solo al baluginare di un faro, al soffio di un capodoglio o al velo bianco di un iceberg impensabile apparso al largo delle Eolie, ma pur sempre impassibile perché tanto le ha già viste tutte con quella sua faccia che sembra una chiglia raschiata dai denti di cane). Emozione dicevo, vicino a quel gran viaggiatore di Folco Quilici che ci schiuse un immaginario sospeso e stupefacente con "Sesto Continente" cinquantanove anni fa. Caro Folco, amico mio come di Ti-Koyo e del suo pescecane, che ci fece sognare da bambini e che con quella fiaba polinesiana ci costrinse a imparare a nuotare prima sott'acqua e poi - non altrettanto bene perché tanto fuori c'è meno incantesimo - in superficie. O premiati come scolaretti accanto a Macrina Marilena Maffei, che senza temere maschili smentite, s'è messa a raccontare "Donne di mare".
E ancora quale emozione a sentirsi "decorati" insieme alla memoria di Vittorio G. Rossi, scrittore e giornalista ligure, inviato speciale del "Corriere della Sera" e di "Epoca", che mai nel suo inchiostro ha dimenticato di lasciare una goccia di salmastro. In fondo è quello che Roberto Gianani, quel pazzo fottuto di mio creatore ed editore ha sempre fatto. Fateci caso: se stropicciate un polpastrello sulle mie righe stampate, noterete un granulare strano, qualcosa che vi resta sotto la mano come vetro polverizzato ... Oh sì, oh sì ... altro non è che sale amici e aficionados miei ... Salmarino, sale di scoglio e sale di onda che si asciuga sulle mie pagine ad ogni racconto. E perdonate se qualche volta tra le righe e le foto e le "manchette" pubblicitarie trovate qualche macchia di unto, di olio e di grasso salato e sensoso di azzurrastro ... Sono quelle benedette alici fritte che Gianani mette sempre dappertutto e che non fa che mangiare da un cartoccio a volte fatto con la mia stessa carta mentre mi impagina per voi, anche se sogna di stare ai piedi del faro di Anacapri a mangiarsele sotto la luna piena. E 'fanculo se l'umido gli arriccia i capelli ... Scusate. Sono un po' vaga, un po' distratta. Stasera mentre vi scrivo, più che una rivista mi sento una ballerina, una sirenetta frusciante nel plancton luminescente dei Faraglioni di notte, o una gabbianella che sfotte i cormorani seriosi che stendono le ali per asciugarle al maestrale tra un tuffo e l'altro ... Che volete?! E' l'eccitazione del premio, dell'applauso, della gratificazione e del sorriso delle persone anche sconosciute dopo tanti anni di combattimento per approdare ogni due mesi alla stampa ... E poi non potete immaginare il rossore di modestia (ma anche di meritata immodestia, un po' di legittima presunzione) a sentirsi dire che tra i giurati oltre a Pino Aprile e Donatella Bianchi, Giulia D'Angelo e Marco Firrao, Vincenzo Zottola e Decio Lucano (che ha scritto di me una cosa commovente, e scusate se ve la ripropongo:... E' una rivista dal formato gigante con grammatura spessa , color avorio, redazione a Napoli , diretto da Roberto Gianani , www.lisolaweb.com .
Una rivista che intriga come l'editoriale del direttore , "La pioggia e le viole", intriso senza respiro di pausa, di mare , di isole e di poesia . La copertina dedicata a Lucio Battisti, una grafica che si sposa agli articoli che spaziano dagli spazi remoti del mondo e della cultura alle realtà storiche campane...), c'era anche il sommo Predrag Matvejevic, il magistrale autore di "Mediterraneo". E insomma, se Predrag dice che siamo stati bravi in questi dieci anni, vuol dire che un po' lo siamo stati davvero. E io allora, ripeto, più che giornale, rivista, compagna delle vostre ore di ozio e di sogno, io oggi mi sento come Natascia di "Guerra e Pace" al ballo d'esordio. Come lei mi sento forte, giovane, bella e padrona del mondo e irresistibile. Per una sera (anzi per una edizione, una sola edizione) lasciatemi questa impudente leggerezza, e fatemi cantare e ballare valzer e sirtaki con la mia veste più elegante e con quel faro a luccicare più luccicante che mai sulla mia copertina... E voi, lettori, amici cari, compagni di navigazione, oggi ballate con
me ...
In dieci anni abbiamo attraversato più di un mare. E ci attendono stretti di oscuro Pelago ancor più perigliosi (avrebbe tradotto dai traduttori di Omero il grande ma noiosissimo Vincenzo Monti) ... Ma oggi cantate con me al suono del vento tra le sartie e del fischio degli albatri arrivati fini qui dall'isola di Pitcairn... Cantiamo un grazie a voi e a tutti quei cuori - che a volte non sono proprio di marinai, come quello di Pietro Gargano o quello di Vittorio Paliotti, o come quello del perduto amico Antonio Ghirelli - ma cuori grandi, generosi, colmi di parole per me e, tramite me, per voi che amate ancora leggere.
Cuori e anime che con i loro racconti hanno dato vita a me, e a voi orizzonti; a me sangue e a voi speranza e leggerezza così come insegnava Hugo Pratt nella "Ballata del mare salato" quando faceva cantare al fijiano Tarao che tanto ... "andando per andare va la barca del vero marinaio ... ".
Grazie a tutti quelli che negli anni hanno riempito le mie pagine e le vostre fantasie: Dora Celeste Amato, Giuseppe Aprea, Alessandro Bergonzoni, Anna Maria Boniello, Antonio Brundu, Tina Cacciaglia, Claudio Calveri, Francesco Canessa, Patrizia Carrano, Maria Gisella Catuogno, Alessandro Cecchi Paone, Ciro Cenatiempo, Ester Chica, Antonio Cianniello, Adriano Cisternino, Franca Coin, Marilù D'Auria, Nicola Dal Falco, Carlo D'Andrea, Giorgio De Flammineis, Aldo De Francesco, Adriano De Luna, Rosanna Di Giaimo, Antonella Durazzo, Antonio Maria Fiorillo, Monica Florio, Anna Folli, Claudia Forlani, Pietro Gargano, Raffaele Gargiulo, Lia Giovanelli, Franco Iaccarino, Peppe Iannicelli, Rosario Iannuzzi, Laura Lilli, Teodoro Lorenzo, Nino Masiello, Andrea Mingardi, Carlo Missaglia, Sergio Moitre, Carlo Nicotera, Vittorio Paliotti, Benedetta Palmieri, Giulio Pane, Vito Pinto, Giuseppe Pompameo, Dario Reginelli, Renata Ricci Pisaturo, Maria Rispoli, Alessandro Robles, Raffaele Sandolo, Ciro Sandomenico, Mariella Scotto, Valeria Serra, Annamaria Siena Chianese, Antonino Siniscalchi, Gianni Siniscalchi, Clodomiro Tarsia, Chicco Testa, Piero Antonio Toma, Miki Trezzani, Giuseppe Ulivi, Leonardo Vanzi, Gino Verbena, Edoardo Vianello…
Che oggi, tutti insieme, vi augurano Buon Vento e con amore a gratitudine per voi si firmano insieme a me ... (Tutto questo è accaduto nel corso della II Edizione del Festival Internazionale dell'Editoria del mare ideato dalla Libreria Internazionale Il Mare. La premiazione si è tenuta il 26 aprile a Gaeta nel Porto Vecchio sulla nave scuola della Guardia di Finanza "Giorgio Cini").
Una precisazione
Il 2° Festival Internazionale dell’Editoria del Mare, che ha visto la partecipazione di tanti personaggi della cultura del mare, venuti in Italia, da tutto il mondo, è nato grazie allo Yacth Med Festival, organizzato a Gaeta nella sua sesta edizione dalla Camera di Commercio di Latina.
Le fotografie sono di Maurizio Bizziccari

http://www.yachtmedfestival.com/2013/  
Mensile L’Isola, Vele Bianchi Editori – Napoli