giovedì 29 agosto 2013

Ha più di centomila anni la zanna di un elefante fossile trovata nel mare di Trapani

Caccia grossa degli archeologi guidati da Sebastiano Tusa della Soprintendenza del Mare di Palermo durante una ricognizione subacquea nei fondali di Torretta Granitola a Campobello di Mazara (provincia di Trapani).
I sub hanno verificato la consistenza di un reperto di grande interesse paleontologico nella stessa zona dove, alcuni anni fa, furono identificati due molari fossili di Elephas Mnaidriensis, una varietà di elefante di media taglia vissuto in Sicilia tra 100.000 e 200.000 anni fa.
Non lontano dal luogo di rinvenimento dei molari è stata individuata una lunga zanna, parzialmente conservata e fortemente inglobata nel conglomerato naturale prodotto di accumuli alluvionali evidentemente di epoca pleistocenica. La zanna è lunga oltre un metro e risulta sezionata a metà longitudinalmente.
Si intravede la struttura interna laminare della zanna le cui dimensioni confermano l’identificazione al Mnaidirensis dell’elefante già indiziato attraverso i precedenti rinvenimenti. Nelle vicinanze inoltre  sono state identificate probabili orme di elefante nel banco conglomeratico presente sul fondo del mare.
Con i rinvenimenti attuali è ormai chiaro che i resti dell’elefante si trovano sparsi in una limitata area non in connessione anatomica, bensì disconnessi ma raccolti all’interno di un deposito conglomerato a ciottoli, prodotto di deposizione alluvionale.

mercoledì 28 agosto 2013

E 5! A settembre in libreria il nuovo corso di cucina di mare: Alberto Anticoli docet…

Cari amici del mare,
 Te lo cucino io il Pesce!!!
A settembre parte la quinta edizione dei corsi di cucina di mare organizzati dalla libreria Il Mare.
Allora affrettatevi a telefonare allo 063612091 per fare la vostra prenotazione, perché mercoledì 11 settembre inizia il corso di cucina “Te lo cucino io il Pesce!” tenuto dallo Chef Alberto Anticoli.
Sono quattro lezioni di tre ore ciascuna il mercoledì dalle 18.30 alle 21.30 con cena finale.
4 lezioni di 3 ore ciascuna.
 Ecco il calendario e gli argomenti trattati:

Mercoledì 11 settembre: Scelta del pesce, pulizia, filettatura, marinatura, abbattitura.

Mercoledì 18 settembre: Antipasti, carpacci, tartare, preparazione alici sotto sale. Primi piatti.

Mercoledì 25 settembre: Il mare nella cucina giudaico-romanesca. Cucinare in barca.

Mercoledì 2 ottobre: Cucina internazionale e cucina delle isole con la consueta cena finale aperta anche a ospiti esterni.
Alla fine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione dall'dall’Associazione Personal Chef e cuochi professionisti. Potete partecipare e iscrivervi anche per singole lezioni. Alberto prenderà per mano gli allievi, non più di otto o dieci, per svelare i suoi segreti sulla cucina internazionale e quella giudaico-romanesca. Dalla scelta del pesce alla abbattitura, dai primi piatti alla preparazione del sushi, dalle alici sotto sale alle tartare.
Il corso è tenuto in collaborazione con l'Associazione Personal Chef, con la famosa pescheria romana Megliofresco e con Le Creusette l’altrettanto famosa linea di pentole in ghisa. Il vino come al solito è offerto dalla casa vinicola Camponeschi e il caffé è del nostro storico sponsor Morganti.

martedì 6 agosto 2013

Roma Abbraccia Cartagine, pagaiando pagaiando…

Pagaiando con i delfini…
Gianni Montagner, il canoista dalla braccia simil-acciao, fondatore e animatore dell’Associazione Tulku Canoa Roma ci stupisce ancora. Su Facebook ha un migialio di amici che seguono le sue avventure.
Nel 2012 si è fatto qualcosa come 470 miglia per approdare a Malta. Il resoconto lo trovate sul nostro maremagazine
Esattamente un anno dopo ha ideato Roma Abbraccia Cartagine. Una cavalcata di 400 miglia in 14 giorni partendo da Ostia con tappe a Ponza, Ustica, San Vito Lo Capo, Marettimo e Capo Bon. La tappa più affascinante è stata quella che da Ponza li ha portati a Ustica con una navigazione di 25 ore in notturna con la luna piena.
Manovra di trasbordo
La canoa è una biposto di tipo polinesiano con il bilanciere, costruita appositamente per questo tour e l’hanno chiamata Colosseum. È lunga sette metri e mezzo, dotata di due tappi per l’auto svuotamento dell’acqua che imbarca. È in fibra di carbonio, robusta e leggera, le pagaie, lunghe 125 centimetri, sono costruite con sette diversi tipi di legno per assicurare nello stesso tempo leggerezza, rigidità e robustezza. Vale poco meno di cinquemila euro.
Il team è di quattro persone; unica donna la fìsioterapista romana, cinquant’anni, Elisabetta, Betty, Bastianelli; il collega tecnico radiologo di 51 anni Marco Pompei e il più giovane, Roberto Lupini di 43 anni che di mestiere fa il tecnico in un cantiere navale e vive ad Ancona.
Naturalmente nella traversata sono seguiti da una barca appoggio. In questo caso hanno noleggiato un 42 piedi a vela costato circa 5mila euro. I turni di voga sono di due ore e l’operazione di trasbordo avviene con la barca ferma appoggiandosi, come è ben descritto nella fotografa, ad un gommone al traino della barca. Le difficoltà sorgono con il mare mosso.
La colazione è servita
I pasti li consumano a bordo seguendo una dieta messa punto dal medico sportivo romano Lucio Tartaglini.
L’unico, ma enorme difetto, è la totale assenza di comunicazione. Quasi nessuno sa dello loro avventure. La cosa più incredibile che entrando nel porto di Cartagine nessuno poteva immaginare che fossero arrivati in canoa! Hanno dovuto faticare, e non poco, per spiegare ai doganieri e all’autorità portuale il senso della loro traversata che hanno chiamato Roma Abbraccia Cartagine. Insomma arrivati come normalissimi turisti, senza alcun clamore o particolare accoglienza, il giorno stesso hanno imbarcato la canoa sulla barca appoggio e se ne son tornati a Roma in aereo.
E Gianni, con la sua semplicità, ha spiegato: “Il fine ultimo della traversata è il viaggio in sé, il navigare antico e la nostra smisurata passione…”
Certo però, aggiungo io, se il prossimo anno, per la prossima avventura di chissà quante miglia, mettessero in preventivo qualche euro da spendere in comunicazione, magari salterebbe fuori anche uno sponsor.
Gianni e Roberto














Anche il Mare è per salvare il bosco, bene comune. Firmate la petizione!

La nostra carissima amica Francesca Rizzi, titolare dell’omonima azienda agricola che produce l’eccellente prosecco che ha chiamato Vino Lunatico. ci ha scrittto questa mail:
Cari amici, vi chiedo qualche minuto per aiutarci a fermare una legge della regione Veneto devastante per i boschi. Soprattutto per quelli della zona estremamente fragile e preziosa delle colline del Prosecco DOCG. Grandi interessi economici legati alla speculazione agraria di note cantine mettono in pericolo una straordinaria biodiversità. Abbiamo preparato una petizione che finalmente è online, pronta per essere firmata.’
Noi l’abbiamo subito condivisa e invitiamo i nostri lettori a fare altrettanto per moltiplicarne l’impatto girarndola anche alle rispettive cerchie di amici.
Questa è la petizione: https://www.change.org/it/petizioni/il-bosco-%C3%A8-bene-comune-salviamolo#
Il Consiglio Regionale Veneto, con l’art. 31 della legge n° 3 del 05.04.13 “legge finanziaria regionale per l’esercizio 2013”, ha modificato la definizione di BOSCO prevista dalla legge regionale del 1978, che tutelava le zone boschive. Oggi è possibile trasformare in aree agricole, in particolare coltivazione di vigneti, tutte quelle che fino ad ora erano considerate bosco dalla legge del 1978.
Con le nuove disposizione regionali i nuovi vigneti minacciano i boschi collinari e prealpini. L’alta concentrazione di vigneti presente nei Comuni del Prosecco DOCG della Provincia di Treviso, è spesso all’origine di frane e smottamenti, mentre i boschi rappresentano la prima difesa dei versanti; inoltre, i vigneti costituiscono un gravissimo problema per la salute dei cittadini e per l’ambiente, considerato l’uso eccessivo di pesticidi e fitosanitari (il Veneto è al primo posto in Italia per consumo di principi attivi per ettaro – dati ISTAT 2011).
Mentre l’Unione Europea ci chiede di aumentare la superficie boschiva per assorbire le emissioni di gas serra, come previsto dal protocollo di Kyoto, il legislatore regionale veneto consente l’espianto dei boschi.
La Giunta regionale stabilirà entro breve le modalità per l’individuazione dei territori a bosco ai sensi della nuova normativa.
Si chiede al Presidente della Regione Veneto, alla Giunta Regionale e al Consiglio Regionale di abrogare l’art. 31 della legge n° 3 del 05.04.2013, al fine di salvare i boschi e la morfologia delle nostre colline, la salute dei cittadini, nonché la biodiversità, che risulta sempre più compromessa.
Il Paesaggio fa gli uomini e li unisce: è un bene di tutti.
E’ un valore da proteggere per chi vive e vivrà il territorio, se adeguatamente tutelato e valorizzato sarà una risorsa ad alto valore turistico/ambientale, con ricadute economiche e occupazionali.
Grazie

GRUPPO 1° LUGLIO: PAESAGGIO, CULTURA E FUTURO