lunedì 29 aprile 2013

Straordinarie persone a Gaeta, ce le racconta Giuliano Gallo

Giulia D’Angelo
Gaeta, aprile 2013. Strane straordinarie persone si sono aggirate in questi giorni per i vicoli e i moli di Gaeta. Scrittori, musicisti, archeologi. Tutti legati dall’amore per il mare. Un amore forte, profondo.
Al punto di averne fatto il centro della propria vita, e di avergli in qualche caso sacrificato anche carriere e tranquillità di vita. Sono stati tutti qui per la seconda edizione del Festival Internazionale dell’Editoria del Mare, organizzato ancora una volta dall’infaticabile Giulia D’Angelo e dalla Libreria il Mare.
Dal 20 al 28 aprile, all’interno dello Yacht Med Festival un rosario di eventi sontuosi e pieni di interesse: un convegno sull’archeologia subacquea, occasione per presentare una delle scoperte archeologiche più importanti degli ultimi anni, quello dedicato ai 500 anni di Piri Reis, padre della cartografia moderna.
In mezzo, un fiume di incontri e di persone un po’ magiche, che in questi giorni è stato possibile avvicinare, con le quali si poteva parlare, ai quali si poteva chiedere, che si potevano ringraziare per le magie che avevano regalato.
Persone ognuna straordinaria a modo suo, comunque. E non so davvero adesso da quale iniziare.
Björn Larsson
Forse da Björn Larsson, scrittore che di svedese ha ormai quasi solo la nascita: docente di letteratura francese all'Università svedese di Lund, appassionato di navigazione, ha trascorso mesi sulla sua barca a vela, a bordo della quale ha scritto anche alcuni romanzi e che compare in alcuni di essi (per esempio nel Cerchio celtico).
La sua carriera di scrittore inizia nel 1980 con una raccolta di racconti, ma è nel 1992 che si fa conoscere al grande pubblico appunto con Il cerchio celtico. Ha scritto anche La vera storia del pirata Long John Silver (romanzo in cui tratta l’avventurosa storia del pirata creato da Robert Louis Stevenson e soprannominato "Barbecue"), Il porto dei sogni incrociati, L’occhio del male, La saggezza del mare e altre opere premiate con vari premi letterari, tra cui il Prix Médicis. 
A sn. Björn mostra il suo ultimissimo romanzo, L’ultima avventura del pirata Long John Silver
Il paese che sembra amarlo di più, e che lui sembra ricambiare (tanto da averne imparato la lingua e avervi scelto la sua compagna) è proprio l’Italia: i suoi libri, tradotti in tutto il mondo, hanno venduto da noi 600 mila copie. Una biografia imponente, che però da sola non riesce a raccontare davvero di quest’uomo ironico e profondo, capace di incantare non solo scrivendo, ma anche con il raccontare, magari a cena, della magia di un approdo in qualche sperduto porto d’Irlanda, delle grandi onde che flagellano le coste della Scozia, delle solitudini infinite di quei mari burrascosi e freddi che continua a prediligere.
Rod e Lu Heikell
Quei mari che aveva conosciuto facendo il subacqueo, immergendosi anche sotto i ghiacci. Björn continua a scrivere storie, perché è la sua vita e il suo piacere. A mano, lentamente, pesando le parole, consumando tutto il tempo che occorre. Anche tre anni, se il libro lo pretende. Ma oltre alle storie adesso scrive anche delle domande che gli uomini si pongono, degli intrecci che la vita costruisce, dei perché che spesso non trovano risposte.
Solare, pacificato, modesto fino all’eccesso, anche lui pieno di ironia, Rod Heikell nei giorni di Gaeta si è conquistato tutta la mia invidia. Rod viene dalla Nuova Zelanda, ed era destinato ad una seria carriera di accademico.
Rod, Lu e Francesca
Come ogni buon neozelandese aveva naturalmente navigato a vela. Lui adesso racconta che sì, in effetti aveva navigato “con esitazione” lungo un po’ delle coste del suo paese, compreso il celeberrimo golfo di Hauraki sul quale sorge Auckland. “Ma non ero molto bravo a farlo”, ammette con robusta auto ironia. E comunque, emigrato in Inghilterra, aveva abbandonato la sua carriera accademica “per nessun’altra buona ragione se non la curiosità”. Iniziandone una di navigatore che non è ancora finita e che non finirà probabilmente mai. “Dove immagino di fermarmi? Da nessuna parte. Immagino che un giorno Lu mi troverà immobile mentre mi affanno a tirar su la randa…”, dice ridendo.
A sn. Giulia D’Angelo, Lu, Giuliano Gallo (autore di questo articolo) e Rod Heikell

Lu è il suo punto di equilibrio, la sua compagna di vita e di viaggi. Lu, che è alta, forte, solare e ha gli occhi azzurri un po’ a mandorla, è quella che gli permette di dormire sereno per tre ore di fila durante una lunga navigazione. “E’ fondamentale sapere di avere qualcuno di cui puoi fidarti fino a quel punto, fino a lasciarti andare completamente nelle sue mani”. Rod e Lu scrivono libri sui loro viaggi. Portolani che sono anche libri di storia, saggi di costume, manuali di cucina. Ne hanno scritti venti, pubblicati in tutto il mondo e in tutte le lingue. E a leggerli si capisce quanto si siano divertiti a scriverli. Il primo viaggio di Rod fu una discesa dall’Inghilterra al Mediterraneo su una barchetta di 20 piedi, lungo i canali della Francia. Poi una barca un po’ più grande, 31 piedi, per arrivare fino all’Oceano Indiano, una di 36 per arrivare negli Stati Uniti e poi ai Caraibi, e infine Skylax, robusto e magnifico 46 piedi neozelandese per spingersi fino al Sud Est asiatico, attraversare il Pacifico e tornare di nuovo ai Caraibi.
Ma dopo quattro transatlantiche e un giro del mondo, Rod e Lu sono tornati di nuovo in Mediterraneo, il loro vero amore. Grecia, Turchia e Italia, mille e mille angoli da esplorare e da raccontare, centinaia di piatti da assaggiare e da infilare in una delle loro guide. Rod con la sua eterna sigaretta in mano, Lu con quella sua risata senza freni, bassa, di gola, che pare un colpo di cannone. Gli ho detto che li odiavo per la vita che si sono regalati, ma non mi hanno creduto.
Anche Roberto ha dato un calcio a molte cose della sua vita: la fama, il danaro, la possibilità di conoscere altro mondo, di inebriarsi di altri applausi. E la sicurezza di vivere in una bella casa, in una bella città, di vedere i suoi amici quando ne ha voglia, di comperarsi magari un’automobile potente. Roberto Soldatini, direttore d’orchestra, violoncellista di valore, arrivato ha scelto il mare. Aveva lavorato e studiato con Leonard Bernstein, ha composto un’opera, ha insegnato al Conservatorio, ha sperimentato nuovi orizzonti musicali e fusioni fra musica e parole.
Roberto Soldatini e Luca Di Tommaso
E proprio come esempio di questa sperimentazione, ha presentato a Gaeta una cavalcata fra le parole di chi scrive di mare, lette dall’attore napoletano Luca Di Tommaso, e la musica. Musica di Bach o musica composta da lui stesso, parole del grande e purtroppo dimenticato Vittorio G. Rossi, di Björn Larsson, Folco Quilici e anche di Rod Heikell. Parole gridate, sussurrate, scomposte fino a farle avvicinare il più possibile alla musica. Perchè, dice Roberto, anche le parole hanno la musica dentro. Io lo penso da sempre, e qualunque lettore, anche inconsapevolmente, riesce a “sentire” quando le parole che sta leggendo hanno dentro la musica.
Roberto giura comunque che il suo non è un esilio, né una resa: la sua scelta è una scelta di libertà, non una fuga. “A cavallo tra gli anni settanta e ottanta ho vissuto un’esperienza davvero straordinaria - racconta -  ma sul momento non me ne rendevo conto pienamente, forse perché all’epoca fare carriera era più facile rispetto ad oggi. La musica mi aveva preso totalmente, assorbiva tutte le mie energie… respiravo con la musica e la musica respirava con me. Suonare il violoncello mi dava l’opportunità di provare emozioni straordinarie, di conoscere persone meravigliose, di approfondire culture diverse, di entrare nel mondo del sensibile”.
Poi la svolta, definitiva: Roberto vende la sua magnifica casa ad una signora inglese che per tutta la vita aveva fatto il pilota di Concorde, e compera da lei la sua barca, un robusto Moody 44. Prende la patente nautica e subito, praticamente senza nessuna esperienza  il 3 luglio 2011 prende il largo da solo, con a bordo solo Stradi, il suo violoncello, uno Stradivari del ’700. Il suo primo viaggio lo ha portato fino a Istanbul.
Roberto Soldatini
Nel libro che sta scrivendo lo racconta così, quel giorno: Nel Bosforo era come una giostra: mentre bordeggiavo per riconoscere le figure dei monumenti più celebri centinaia di traghetti attraversavano incessantemente per collegare la sponda europea con quella asiatica, mandando segnali sonori per farmi scansare, e dai loro ponti i turisti fotografavano la mia barca: in effetti era l’unica che procedeva a vela lì in mezzo. Avrei voluto continuare a fare altri giri sulla giostra, ma dopo più di tre ore purtroppo era arrivato il momento di uscire dal Bosforo, anche perché era sopraggiunta una motovedetta a “ricordarmi” che lì è vietato andare a vela... Ops! Ero da solo, venivo da Roma, ero in preda all’euforia, hanno capito e mi hanno lasciato andare: “Go!”.
Adesso Roberto vive a bordo della sua barca, nel Borgo Marinaro di Napoli. Insegna al Conservatorio, ma presto prenderà il largo di nuovo. Verso la Grecia, o la Turchia. Non importa. Basta andare, lui, Stradi e la sua barca.


Vorrei raccontarvi questi giorni minuto per minuto, con tutte le belle persone che mi è capitato di incontrare. Ma sarebbe chiedere troppo alla mia memoria e alla vostra attenzione. Di un altro però voglio parlare. Di uno che non è marinaio, ma che in mare vive e lavora. Si chiama Sebastiano Tusa, è il direttore della Soprintendenza del Mare Regione Sicilia).


A sn. Sebastiano Tusa tra due dei suoi dieci rostri, uno punico a sinistra e uno romano a destra. Al centro un elmo romano di tipo montefortino.

E dopo sette anni di cocciuto lavoro ha scoperto qualcosa di unico: fra Levanzo e Marettimo ha rintracciato il luogo esatto nel quale, il 10 marzo del 241 avanti Cristo, Romani e Cartaginesi si scontrarono nella battaglia delle Egadi, che avrebbe segnato la sconfitta definitiva dei Cartaginesi, fino a quel momento padroni quasi incontrastati della Sicilia e irriducibili avversari dei Romani nel controllo dei traffici commerciali del Mediterraneo.
A sn. Giovanni Gallo, Sebastiano Tusa e Claudio Mocchegiani Carpano

Una battaglia nella quale, secondo lo storico Polibio, i Romani avevano schierato almeno 400 navi, contro le 200 dei cartaginesi. Polibio, che era notoriamente dalla parte dei Romani, forse aveva esagerato un po’. Ma sicuramente si trattava di due flotte immense.
Che si erano scontrate come arieti, con tutta la forza che i rematori delle triremi erano capaci di imprimere.
 A ds. i relatori del convegno sull’Archeologia Subacquea: Sebastiano Tusa, Giulia D'Angelo, Claudio Mocchegiani Carpano, Giovanni Gallo, Annalisa Zarattini e Domenico Carro

Il professor Tusa di quelle terrificanti collisioni ha ritrovato le uniche tracce che potevano sopravvivere, i rostri di bronzo. Su un fondale di 80 metri ne hanno trovati in tutto dieci, più elmi dei soldati morti nei naufragi e almeno 200 anfore. Rostri romani e rostri cartaginesi, perfettamente conservati. Due erano esposti a Gaeta, e guardarli, pensando a cosa doveva essere stata quella terribile e infinita giornata, era un’emozione.


Giuliano Gallo







 







Una cerimonia e tanta emozione in chiusura del Festival Internazionale dell’Editoria del Mare

Il programma è stato rispettato in tutti i dettagli. A Gaeta nel pomeriggio del 27 aprile a bordo della Giorgio Cini, la nave scuola della Guardia di Finanza, sono stati svelati i nomi dei vincitori nelle varie categorie del Premio Internazionale per l’Editoria del Mare, organizzato nell’ambito dello Yacht Med Festival. Il premio è rivolto ad autori e editori di tutto il mondo che abbiano pubblicato, tra il 2002 e il 2013, libri di argomento marino, purché scritti o tradotti in italiano, inglese, francese e spagnolo. È stato istituito, nell’ambito dei Premi Internazionali Economia del Mare, dall’Associazione Il Mare e dalla Libreria Internazionale Il Mare con lo scopo di diffondere la conoscenza e la cultura del mare in tutti i suoi aspetti (navigazione, attività subacquee, biologia, storia, letteratura, gastronomia, progettazione e costruzione navale, modellismo, fotografia, sport). La giuria è composta dallo scrittore Pino Aprile, dalla conduttrice televisiva Donatella Bianchi, dai responsabili della Libreria Il Mare Giulia D’Angelo e Marco Firrao, dal giornalista e scrittore Decio Lucano, dallo scrittore saggista Predrag Matvejevic e dal Presidente della Camera di Commercio di Latina Vincenzo Zottola.

A ds. Donatella Bianchi, madrina della manifestazione, inaugura a bordo della nave scuola Giorgio Cini la mostra Libridimare Libridamare. Si riconoscono Vincenzo Zottola presidente della Camera di Commercio di Latina, ideatore dello Yacht Med Festival, il comandante della Cini Alessio Sannino, il comandanre della Scuola Nautica della GdF colonnello Marcello Marzocca, Giulia D’Angelo e alle sue spalle fa capolino Rod Heikell.

Nella foto l’attore e regista teatrale Luca Di Tommaso e Roberto Soldatini con il suo Stradivari che il prossimo anno compie trecento anni


La cerimonia della premiazione è stata preceduta dall’evento Parole e Musica: l’attore Tommaso De Luca con l’accompagnamento musicale del violoncellista, compositore e direttore d’orchestra, Roberto Soldatini, che si è esibito con uno Stradivari del 1716, ha interp.retato dei brani tratti da libri di Vittorio G. Rossi, Folco Quilici, Bjorn Larsson e di Rod e Lu Heikel.

I premi, opere originali di Paolo Bernacca, graphic designer sono composizioni in legno della serie Pagine Salate realizzate appositamente per il 2° Festival Internazionale dell'editoria del Mare

Andrea Palombi di Nutrimenti e Giuia D’Angelo
Per la categoria Editori il premio è stato assegnato rispettivamente all’italiana Nutrimenti e all’inglese Imray.
Nutrimenti è la casa editrice italiana nata nel 2001 e il premio le è stato assegnato per la grande attenzione dedicata all’editoria del mare e in particolare al mondo della vela, dando voce ai velisti italiani spesso ignorati dai media tradizionali. Nutrimenti ha contribuito a diffondere la cultura marinara del nostro tempo mediante la pubblicazione di manuali tradotti dall’inglese e dal francese che sono diventati testi di riferimento per qualsiasi appassionato di mare. Il premio è stato ritirato da Andrea Palombi, suo fondatore.

La giovane Pip Wilson di Imray, riceve il premio dal vice p.te della Camera di Commercio di Latina

La Imray, inglese, la più vecchia casa editrice marinara d’Europa, nota per la sua vastissima produzione di alto livello che comprende carte nautiche tradizionali e digitali, portolani e manuali di vela e navigazione. I suoi portolani si distinguono per ricchezza e affidabilità d’informazioni, costituendo uno strumento indispensabile per la navigazione da diporto sia nel Mediterraneo che in altri mari.  Il premio è stato ritirato dalla giovanissima responsabile delle vendite, Pip Wilson.

A ds. Rod Heikel con sua moglie Lu, Francesca Bizziccari in funzione di interprete,  Giulia D’Angelo e il colonnello Marcello Marzocca.

Categoria Autori:
Per la Manualistica a Rod Heikell, esperto navigatore neozelandese, per l’insieme dei manuali di navigazione che costituiscono una vera e propria bibbia per i navigatori da diporto. L’autore si distingue per l’affidabilità delle informazioni riguardanti le coste e gli ancoraggi, continuamente aggiornate, e la ricchezza di consigli pratici.

Nella foto Björn Larsson riceve il premio dall’addetto culturale dell’Ambasciata di Svezia

Per la Letteratura a Björn Larsson, autore svedese di fama internazionale, per i suoi romanzi  ambientati in mare. L’autore attraverso una trama serrata e una scrittura scorrevole e incisiva, riesce a farci immedesimare nei protagonisti delle sue storie, a comunicarci questo bisogno di libertà e di infiniti orizzonti, comune ai veri uomini di mare.

Per la Fotografia rispettivamente a:
Carlo Borlenghi, per la qualità della sua produzione fotografica e la capacità di cogliere l’ebbrezza della competizione velica mettendo in rilievo il gioco delle vele, gli spruzzi delle onde e la forza del vento che sferza la superficie del mare.

Nella foto: Giulia D’Angelo consegna il premio a “Carletto” Borlenghi




A ds. il Comandante Alessio Sannino premia Luca Tamagnini

Luca Tamagnini, per la serie di volumi sul mare protetto italiano in cui dimostra una sensibilità particolare per il paesaggio di cui sa cogliere l’anima più profonda. L’autore ha un approccio contemplativo, privo di qualsiasi elemento di denuncia, mettendo a fuoco soprattutto la bellezza struggente delle coste mediterranee.

Nella foto. Folco Quilici riceve il premio dal Colonnello Marcello Marzocca

Per la Carriera a Folco Quilici – scrittore, giornalista, documentarista di fama mondiale – per aver saputo, attraverso la sua vastissima ed eclettica produzione, comunicare e diffondere la conoscenza del mare in tutti i suoi aspetti: dalla storia alla geografica, dalla biologia all’archeologia subacquea, tanto da essere definito “un’industria culturale contenuta in una sola persona”.

A ds, Enzo Sorvino e il Colonnello Marcello Marzocca

Alla Memoria a Vittorio G. Rossi, mancato nel 1978, scrittore ligure tradotto in molte lingue, giornalista, inviato speciale del Corriere della Sera e di Epoca, uno dei maggiori e più efficaci narratori di mare e di viaggi. Divulgatore per la gente dei misteri dell'uomo e della vita in tutte le parti del mondo attraverso pagine dense di scienza, filosofia, storia e poesia. Colonnello della Guardia di Finanza ha fondato la Scuola Nautica di Pola
Il premio è stato ritirato da Enzo Sorvino delegato del sindaco di Santa Margherita Ligure Delegato del sindaco e amministratore del Museo Villa Durazzo dove è conservato l’archivio di Vittorio G. Rossi

A sn. Roberto Gianani, editore e direttore del mensile L’Isola

Per la categoria Riviste alla rivista L’isola –  nata nel 2002 - per la passione autentica, senza fini di lucro, di raccontare storie di salsedine, di porti, di uomini di mare, di sogni, servendosi della penna di uno staff di scrittori e giornalisti di notevoli qualità letterarie.
Il premio lo ha ririrato Roberto Gianani, ideatore e direttore della rivista.

Data la grande varietà e qualità dei testi ricevuti, la giuria ha deciso di accordare anche una Menzione speciale ad alcuni autori ritenuti degni di nota.

Adriano Madonna tra il Colonnello Marcello Marzocca e Giulia D’Angelo

Adriano Madonna – giornalista, fotografo e scrittore nativo di Gaeta – per l’insieme di testi legati all’attività subacquea con particolare riferimento al tema della sicurezza sott’acqua e al rispetto dell’ambiente, e per la sua costante attività per la valorizzazione del territorio di Gaeta.

Al centro nella foto, Donatella Corridore – giovane esordiente al suo primo romanzo “Mare vecchio” – per il pathos con cui, rievocando la figura leggendaria del nonno, racconta la sua infanzia trascorsa a Bengasi in Libia, anni di vita personale che si incrociano con gli eventi della grande Storia.





A ds, nella foto Macrina Marilena Maffei riceve il premio dal Colonnello Marcello Marzocca

Macrina Marilena Maffei – antropologa dedita da anni a raccogliere i patrimoni narrativi radicati nell’oralità popolare dell’Italia – per il suo testo “Donne di mare” in cui dà voce al duro lavoro delle donne di mare. Lavoro finora mai emerso, del tutto dimenticato. Alla Maffei il merito di avere riportato alla memoria storie di mare al femminile, che riflettono una realtà insulare che ha coinvolto i destini di molte generazioni di donne.



mercoledì 17 aprile 2013

Ospiti d’eccezione al Convegno sull’Archeologia Subacquea

Uno dei rostri arrivato a Gaeta
Missione compiuta. La nave scuola Giorgio Cini ha sbarcato a Gaeta i due rostri e l’elmo montefortino parte del prezioso “bottino” frutto della decennale ricerca effettuata dall’archeologo Sebastiano Tusa nel mare dell’arcipelago delle isole Egadi, teatro della battaglia del 241 a. C. che conclude la lunga prima guerra punica quando ammiraglio Lutazio Catulo al comando della flotta romana sconfisse i Cartaginesi.
Saranno gli “ospiti d’onore” del convegno sull’Archeologia Subacquea – previsto per il 25 aprile – a cura del Comando generale della Scuola Nautica della Guardia di Finanza, con la collaborazione della Libreria Internazionale il Mare. Con il convegno si intende sottolineare l’importante ruolo svolto dalla Guardia di Finanza che, con i suoi uomini e i suoi mezzi a mare, affianca le ricerche oltre a salvaguardare, insieme alle unità della Marina, il nostro patrimonio subacqueo.
Rostro punico prima del recupero
Gli straordinari reperti, che per la prima volta lasciano la Sicilia, saranno esposti per la durata dello Yacht Med Festival, dal 20 al 28 aprile, nella Caserma Bausan (intitolata al capitano di vascello che partecipò alla difesa di Gaeta durante l’assedio dei Britannici nel 1806), sede del Comando Stazione Navale di Addestramento con le navi scuola e della Compagnia Corsi di Specializzazione della Guardia di Finanza.
I rostri  a tre fendenti taglienti e contundenti che si allungavano a prua sul pelo dell’acqua erano l’arma letale delle navi da battaglia dell’epoca  furono i “veri protagonisti della Battaglia delle Egadi”. Le triremi, lanciate a velocità sulle navi nemiche, determinavano con il colpo del rostro squarci letali nelle navi nemiche o ne annullavano la forza distruggendo le file di remi e le relative fiancate.
Dei due in mostra – quello recuperato il 6 settembre 2010 – è di matrice cartaginese perché reca l’iscrizione a caratteri punici di invocazione propiziatoria alla battaglia “possa quest’arma distruggere la nave del nemico”. Il secondo, romano, ha incisa in latino la “probatio” che ne indica la provenienza.
L’elmo chiamato montefortino dal nome di una necropoli vicino ad Ancona, di provenienza celtica, veniva utilizzato dai romani fino al I secolo a. C. Aveva un coppo allungato, che garantiva maggiore resistenza ai colpi dall'alto. Nella parte più alta dell'elmo si inserivano delle piume, con lo scopo, come ci racconta lo stesso Polibio di far sembrare più alti i soldati all’occhio del nemico.
L’operazione si è compiuta grazie alla disponibilità della Soprintendenza del Mare di Palermo, in piena sinergia con Sergio Gelardi il Dirigente generale del Dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità siciliana che ha autorizzato il prestito, così gli uomini della Guardia di Finanza hanno effettuato il trasporto dei due rostri e dell’elmo montefortino salpando da Palermo il 15 aprile. Anche la Soprintendenza Beni Archeologici del Lazio collabora mettendo in mostra due statue di divinità greche provenienti da Minturno, e un elmo romano dal Museo Archeologico di Sperlonga. Infine un collezionista privato una serie di monete romane con raffigurazioni di triremi armate di rostri.
Elmo momtefortino
Un particolare ringraziamento è d’obbligo per il Generale di Brigata Gennaro Vecchione, Comandante della Legione Allievi di Bari, per il Colonnello Marcello Marzocca Comandante della Scuola Nautica di Gaeta, per il Capitano Alessio Sannino, per il L.gt Andrea Asaro e per tutti gli allievi e l’equipaggio della Nave Scuola.
Al convegno, condotto dalla giornalista e scrittrice Giulia D’Angelo,  partecipano Massimo Rossi, Comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico Guardia di Finanza; l’esperto di storia navale dell’antica Roma Ammiraglio Domenico Carro; il Direttore della Soprintendenza del Mare, Regione Sicilia Sebastiano Tusa; la responsabile del Nucleo Operativo Archeologia Subacquea, della Soprintendenza Beni Archeologici del Lazio Annalisa Zarattini; il docente di archeologia subacquea Claudio Mocchegiani Carpano; il restauratore e direttore della Società Legni e Segni della Memoria Giovanni Gallo. È stato anche coinvolto lo scrittore e regista Folco Quilici con la proiezione di alcuni suoi filmati sull’archeologia subacquea.
Nave Scuola GdF Giorgio Cini

lunedì 15 aprile 2013

Parole e musica. Quando la musica incontra il mare ce lo racconta Roberto Soldatini

Parole e Musica si incontrano alle 16.30 del 26 aprile, penultima giornata dello Yacht Med Festival, a bordo della nave Scuola Giorgio Cini quando verranno proclamati i vincitori del Premio dell’Editoria del Mare, in un connubio che va al di là del titolo che raffigura la serata. Saranno l’attore Luca Di Tommaso (dirige a Napoli la compagnia Laerte, laboratorio di esplorazione e ricerca teatrale) e il concertista e direttore d’orchestra Roberto Soldatini a eseguire delle partiture per voce recitante e violoncello – un prezioso Stradivari del 1717 – su una selezione di testi degli scrittori Folco Quilici, Giovanni B. Rossi, Rod Heikell e Bjorn Larsson.
Parole e musica, l’incontro fra un attore e un musicista, ambedue famosi, nasce per una pura coincidenza, come racconta Roberto Soldatini. Luca l’ha incontrato mentre lavorava in una compagnia teatrale che stava mettendo in scena un’opera di Saramago “L’intermittenza della morte”. Due chiacchiere, una corrente di simpatia fra i due ed ecco la proposta “Perché non fai la parte del protagonista recitando e suonando il violoncello?”. Detto e fatto, il musicista accetta la duplice parte di violoncellista e attore. È a questo punto che Roberto riceve la proposta di Giulia di partecipare alla serata di Parole e Musica.
Roberto Soldatini
Sembra quasi il segno del destino, la musica, le parole, il mare… è una sfida a fare qualcosa di diverso in cui si uniscono i tre elementi.
Così si spiega come Roberto sia riuscito a conciliare le sue due grandi passioni – la musica e il mare – andando a vivere sulla sua barca a vela. Nel suo libro di prossima pubblicazione Diario di bordo, di mare, di musica, di vita di uno che ha mollato tutto (o quasi) racconta della sua scelta, della sua esperienza di navigatore solitario e della sua carriera musicale. Da qualche tempo la bozza è sulla scrivania di un paio di editori che dovranno decidere se merita di andare in libreria.
“La foto della copertina del libro forse è poco adatta a un “diario di bordo”, ma è di sicuro la più bella che io abbia mai scattato, tanto che quasi trent’anni fa ha vinto un concorso, e comunque i miei genitori che vanno verso la luce assumono ora che sono scomparsi un significato particolare.”
La radicale sterzata è di due anni fa: nello stesso giorno, nello stesso luogo, con la stessa persona ha realizzato il suo sogno, ha venduto la sua casa romana, proprietà immobiliare nel senso stretto del termine, immobile, che non si muove, e ha acquistato una proprietà che più mobile non si può immaginare.
Luca Di Tommaso
Una barca a vela! Di fatto il nostro musicista, di punto in bianco, senza che avesse mai messo piede su una barca, si è ritrovato in mezzo al mare da solo, veleggiando senza meta, con una barca come casa. Questa brevissima sintesi dei primi anta di Roberto fa capire, o forse no, come sia possibile realizzare un sogno. Fatto è che nel giro di soli due anni, prende la patente nautica, diventa armatore e navigatore solitario. Incredibile ma vero!
Roberto ha raccontato per il nostro maremagazine il suo vagabondare per l’Egeo con una serie di articoli – Andar per Isole – con i quali ha descritto con pazienza e curiosità, il diario, le riflessioni, le indicazioni utili e tutti gli aspetti delle isole che ha visitato. Perdendosi tra le isole greche “Non bisogna partire con l’idea di trovare quel che raccontano, ma scoprire quello che trovi’ chiosa il nostro navigatore solitario, Roberto Soldatini violoncellista, compositore e direttore d’orchestra.
Anche l’attore Luca Di Tommaso non poteva sottrarsi a questa prova che è qualcosa di più che una semplice lettura di testi, ma la fusione della voce con la musica. Per questo i due, coppia di artisti nata per caso, hanno pensato a un adattamento delle suite per violoncello di Bach, concepito per questa occasione, proprio per dare uguale risalto al suono della voce e a quello del violoncello. Parole e musica che si fondono, come fa l’onda del mare che mescola acqua e sabbia quando si infrange sulla riva e si ritira. Nel ripetersi delle onde il cui suono sembra uguale, ma che è sempre diverso, è come la scrittura di Bach che ripete all’infinito una cellula che sembra uguale. Inoltre l’infinità del mare, la vastità degli orizzonti aiuta a liberarsi e a mettersi in contatto con gli strati più profondi dell’anima da cui scaturisce l’ispirazione. Il mare come fonte di ispirazione. 
Monica Ardemagni

venerdì 12 aprile 2013

Un convegno per i 500 anni di Piri Reis celebrato dall’Unesco

La Mappa del Mondo di Piri Reis è una pietra miliare per la storia della documentazione e merita di essere trasmessa alle generazioni future quale patrimonio culturale dell’umanità. Un pezzo di valore inestimabile non solo per l’incredibile precisione per quei tempi, ma per la quantità di dettagli, disegni, e descrizioni in turco che ne fanno anche un capolavoro letterario. Così afferma l’ambasciatore Lucio Savoia – Segretario Generale della Commissione Italiana UNESCO – per sottolineare quanto sia importante far conoscere al  grande pubblico la Mappa del Mondo redatta nel 1513 dal grande cartografo turco proprio 500 anni fa e perché in occasione del suo cinquecentesimo anniversario il 2013 sia stato proclamato l’Anno di Piri Reis.

Ecco allora spiegato perché Giulia D’Angelo ha pensato di ideare, con la collaborazione dell’Ammiraglio Paolo Bembo e dell’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia il convegno Piri Re’ìs, la cartografia antica, il Mediterraneo e oltre nel contesto del 2° Festival Internazionale dell’Editoria del Mare in programma a Gaeta dove si tiene la sesta edizione dello Yacht Med Festival e della Fiera Internazionale dell’Economia del Mare.
Il convegno che ha ha ricevuto il patrocinio della Commissione Italiana per l’UNESCO, della Lega Navale Italiana e della Società Geografica Italiana,  è il primo, forse l’unico, che si tiene in Italia. Giulia lo ha voluto dedicare in ricordo del suo indimenticato amico, büyük adam (grande uomo) Antonio Barrile che le ha trasmesso l’amore per la Turchia facendole anche scoprire Piri Reis.
E Monica Ardemagni altra grande amica, che di Antonio è stata la moglie, si è dedicata con grande passione all’organizzazione del convegno brava a superare i mille ostacoli incontrati per far combaciare tutte le tessere del mosaico, forte della sua lunga esperienza al servizio dell’Iccrom (Centro internazionale per la conservazione e il restauro dei beni culturali), organizzazione intergovernamentale dell’Unesco.  Per 15 anni infatti, è stata responsabile del programma di sensibilizzazione del pubblico alla conservazione e degrado del patrimonio, svolgendo vari programmi per le scuole, le guide turistiche, i musei e i giornalisti non solo in Italia ma anche in Europa e nei paesi Arabi.


Questo il programma del Convegno:
27 Aprile ore 10.00 Gaeta
Piri Reis, la cartografia antica, il Mediterraneo e oltre 
a cura dell’Ammiraglio Paolo Bembo in collaborazione  con Monica Ardemagni.
Relatori: Paolo Bembo (Direttore Responsabile della Rivista Lega Navale), Costantino Marconi (ricercatore ENEA in Antartide), Antonio Ventura (storico), Celal Sengör (Istanbul Technical University), Gulsah Celiker (autrice filmato Piri Reis Mapmaker of the world), Erdogan Şimsek (esperto cartografia antica e Piri Reis) e Gregory Mc Intosh  (Vice-presidente della California Map Society).

martedì 9 aprile 2013

Uno tsunami di libri sulla libreria…


Gaeta 2012, la Nave Scuola Giorgio Cini
Una vera ondata di libri, quasi uno tsunami, si è abbattuta sulla Libreria Il Mare che non si aspettava una così generosa risposta al suo invito sia da parte delle case editrici che dei singoli autori. In un momento di grande crisi nel campo dell’editoria in genere, ci ha sorpresi questo impeto di solidarietà, quasi un gesto di sfida della carta stampata contro il prevalere del mondo virtuale. Non solo le grandi case editrici specializzate in libri di mare quali Mursia, Imray, Nutrimenti, Mondadori, hanno segnalato autori degni di considerazione e inviato volumi per arricchire la nascente Biblioteca Internazionale del Mare a Gaeta, ma anche piccole case editrici e autori poco noti hanno voluto partecipare a questa grande festa del Libro del Mare.
Monica Ardemagni a bordo della Giorgio Cini
Perché si tratta proprio di una grande festa, che unisce scrittori, editori e lettori legati da una comune passione per il mare. La Libreria, come un grande faro, sembra avere assunto ancora una volta il ruolo di guida nell’immenso mare dell’editoria marina, accendendo un rinnovato interesse per il libro che continua a rimanere un indiscusso veicolo culturale.
Malgrado la grave crisi economica che affligge la Grecia, la Casa Editrice greca Eagle Ray ha inviato la serie dei suoi accuratissimi portolani che riguardano le coste e le isole dei mari greci. Iperborea ha proposto alla giuria l’autore svedese Bjorn Larsson, internazionalmente noto per i suoi romanzi che hanno per sfondo i mari del Nord.
Luisa Gorlani
Armando Editore ha segnalato L’uomo e il Re Blu, una deliziosa fiaba scientifica di Luisa Gorlani  – definita per i suoi trascorsi nella scuola Insegnante d’Italia –  che è un prezioso strumento di educazione  ambientale rivolto ai giovani. Donatella Corridore, palermitana di nascita romana di adozione, di mestiere si occupa della sicurezza di una grande azienda, è una giovane esordiente nell’arte della scrittura. Si presenta con il suo primo romanzo Mare Vecchio edito dal Gruppo Editoriale Viator, in cui rievoca la figura del nonno dagli occhi profondi e blu come il mare e gli anni d’infanzia passati in Libia, anni di vita personale che si intrecciano con la Storia vera e propria. Grande appassionata di mare Donatella sarà presente per tutta la durata del Festival con la sua barca in legno, un San Lorenzo anni ’70. L’antropologa Macrina Marilena Maffei, che debuttante non è, famoso il suo Danza delle streghe, presenta il suo ultimo lavoro, Donne di mare edito dalla piccola casa editrice Pungitopo, in cui raccoglie le voci e le storie delle pescatrici e delle donne di mare delle Eolie.
Marilena Macrina Maffei
Donne che hanno pescato di notte e di giorno, varato le barche, tirate le reti, salpato le nasse, trascinato le barche in secco, tutti “mestieri” da uomini, hanno così sfidato sin dal primo Novecento quotidianamente il mare per mantenere se stesse e le loro famiglie in assenza dei mariti emigrati all’estero. La Casa Editrice La Bancarella segnala un titolo affascinante La leggenda del faro di Dario Alfonso Ricci che narra le vicende dei faristi e di altri personaggi che si avvicendano per oltre un secolo intorno al leggendario faro di Capo Arocco, dalla fondazione fino alla sua automatizzazione. Una giovane studentessa, Laura D’Alessandro, ha proposto perfino la sua tesi di Master di II livello Mediterraneo, suggestioni tra mito e immagini. Maria Rosaria Costanza, nota scrittrice di favole per ragazzi apprezzata nell’ambiente didattico, ci ha inviato una delicata raccolta di poesie Il vento e il mare, un itinerario simbolico dell’anima attraverso il moto del vento e del mare. Il testo edito da Di Marsico Libri e splendidamente illustrato da Paolo Della Valle, fa pensare agli haiku giapponesi per l’essenzialità e vivezza d’immagini.
Donatella Corridore
Insomma, i testi arrivati sono numerosi e la giuria avrà un bel da fare per scegliere i vincitori e, poiché il numero dei premiati è limitato, si è pensato di attribuire anche delle menzioni d’onore per dare un riconoscimento a un maggiore numero di autori.
Ad ogni modo molti dei testi proposti potranno essere presi in considerazione per la prossima edizione del Premio.
È stato un gioco difficilissimo, quasi un intarsio, riuscire a dare spazio ai numerosi autori inviati dalle case editrici per presentare i loro libri. La nave scuola Giorgio Cini anche quest’anno si presterà ad accogliere insieme alla mostra Libridimare Libridamare i numerosi autori che parleranno dei loro libri in un incontro informale con il pubblico. Saranno dieci giorni ricchi di incontri, dibattiti in cui gli autori parleranno delle loro esperienze di mare facendoci condividere le loro emozioni e le loro passioni. Consultate il programma degli incontri e non perdetevi l’occasione di dialogare con gli autori del vostro cuore.

L’Associazione Il Mare e la Libreria Il Mare ringraziano le case editrici e gli autori che hanno risposto con generosità ed entusiasmo all’invito di partecipare al 2º Premio Internazionale della Libreria Il Mare e alla mostra Libridimare Libridamare a bordo della Giorgio Cini.
Buon vento e buona navigazione agli editori e agli autori partecipanti !!!   
(Monica Ardemagni)