venerdì 31 agosto 2012

Andar per Isole nel mare Egeo, ce lo racconta Roberto Soldatini

Andar per Isole è il titolo di una fortunata collana dell’editore Mursia nella quale l’indimenticata (ci ha lasciati nel 2001) carissima amica Gin Racheli ha descritto nei suoi libri, con pazienza e curiosità, tutti gli aspetti del luoghi che visitava, opere uniche, pietre miliari nella descrizione delle isole del Tirreno, da Pantelleria alla Maddalena, piccoli mondi, a cui poi rimaneva legata.
Non sembrerà irriverente se noi utilizziamo quello stesso suo titolo per ospitare il diario, le riflessioni, le indicazioni utili, l’Andar per le Isole dell’Egeo, di un navigatore solitario, Roberto Soldatini, violoncellista, compositore e direttore d’orchestra. “Non bisogna partire con l’idea di trovare quel che raccontano, ma scoprire quello che trovi”, afferma Roberto “perdendosi tra le isole greche.”
Così ha lasciato gli ormeggi a fine luglio partendo da Fiumicino con il suo Denecia II, un elegante Moody 44. Regolarmente ci spedisce il suo diario e quella che segue è la prima puntata dedicata alle isole di Kythnos e Mykonos.

mercoledì 29 agosto 2012

Roma Malta: navigare necesse est, parola di canoisti

Questa mattina, puntualissimi, sono partiti dal pontile dello stabilimento Kursall del Lido di Ostia, per la prima tappa di poco più di 60 miglia marine ovvero ben 110 chilometri, destinazione Ponza, dove contano di arrivare dopo 11 ore di voga intorno alle 17.
A quell’ora antelucana, erano le 6.00, pochi gli spettatori. Qualche famigliare e i quattro amici volontari dell’equipaggio della barca appoggio, un 43 piedi a vela. Nessun cronista, niente TV o fotografi, si può dire che sono partiti alla chetichella… Probabilmente, magra consolazione, saremo noi di maremagazine gli unici a parlarne facendone la cronaca sfruttando i potenti mezzi del Web.
Lo facciamo perché riteniamo che sia un’impresa di tutto rispetto quella che si accingono a compiere Gianni Montagner, romano di 54 anni, tecnico radiologo, la fisioterapista cinquantenne Betty Bastianelli anche lei romana e l’agente di polizia privata Alfredo Capobianco di 45 anni.

Da Roma a Malta, dove contano di arrivare il 9 settembre, macinando in dodici giorni, pagaiata dopo pagaiata, la bellezza di quattrocentosessanta miglia ovvero ottocentocinquanta chilometri alla velocità media di cinque sei nodi l’ora. Il doppio della velocità che toccava Ulisse qualche annetto fa con la sua barca…, quasi la stessa che ha toccato di bolina con un vento di 15 nodi il 12 metri l’Or du Temps, sul quale non più di dieci giorni fa ero ospite, navigando sulle coste croate.
Se non l’aveste ancora capito, il mezzo di locomozione è antico quanto l’uomo: è l’Outrigger, una canoa aperta da mare biposto di tipo polinesiano con il bilanciere, lunga sette metri e mezzo, dotata di due tappi per l’auto svuotamento dell’acqua che imbarca.

martedì 28 agosto 2012

Boats4People, una crociera per la solidarietà con la goletta Oloferne

Marco Tibiletti è spesso citato nel nostro blog, per rendersene conto basta digitare il suo nome nel campo ricerca, perché Marco è tante cose e anche perché ha inciso nel suo dna a grosse lettere la parola solidarietà.
È un marinaio, prima di tutto, con alle spalle più di trentamila ore di navigazione, ma è anche scrittore, famosa la sua gestione e traduzione dell’edizione italiana della Bibbia dei Naviganti, ossia il Corso di Navigazione dei Glenans.
Nel 1988 ha fondato l’Associazione no profit La Nave di Carta “per diffondere la cultura del mare e della navigazione a vela come mezzo educativo per i  giovani, per la prevenzione e il recupero del disagio sociale, fisico e psichico”.

Marco Tibiletti
L’Asssociazione è una dei quattro soci fondatori dell’Unione Vela Solidale, di cui è vice presidente, nata per “cercare in mare la felicità” e  “…per promuovere progetti di educazione, qualificazione e riabilitazione sociale realizzati attraverso l’utilizzo della vela…”. Con l’idea  che le navi siano, come ha scritto Joseph Conrad, “Banco di prova e di temperamento, di coraggio, fedeltà e amore”.
A riprova di ciò, volentieri pubblichiamo questo suo diario di bordo della crociera fatta lo scorso mese di luglio da Cecina a Monastir con la sua goletta Oloferne partecipando alla campagna Boats4People: una coalizione internazionale di organizzazioni della regione Mediterranea, dell’Africa e dell’Europa, che chiede all’UE di porre fine ai controlli violenti e di smettere di perseguire chi presta soccorso ai migranti; e per costruire un sistema di allerta e di missioni in mare per monitorare le violazioni dei diritti umani dei migranti.




lunedì 27 agosto 2012

Buone notizie dal Salento per la Caretta caretta

Il Golfo di Taranto, nonostante i drammatici problemi dell’Ilva, ci offre buone notizie sul fronte della salvaguardia di specie marine protette e tra queste la tartaruga comune Caretta caretta sempre più rara e minacciata. Infatti un gran numero di tartarughe viene catturato accidentalmente soprattutto dalle reti a strascico e dagli ami dei palangari. Alcune fonti stimano che siano più di 40.000 quelle che ogni anno muoiano nel solo Mediterraneo.
Ma per un bellissimo esemplare di tartaruga adulta femmina, di 90 cm di lunghezza è andata diversamente. Lo scorso maggio un pescatore di Porto Cesareo durante la sua battuta di pesca l’ha recuperata in difficoltà e l’ha portata a terra. In breve tempo sono prontamente intervenuti i Rangers d’Italia dell’Area Marina Protetta sezione di Cavallino per trasferirla a Calimera presso il Museo, dove nel centro “SOS Fauna Selvatica” è stata presa in custodia e sottoposta a controlli e cure. Negli ultimi tempi sono sempre più frequenti gli episodi di recupero di tartarughe da parte di pescatori che un tempo invece di salvarle ne avrebbero fatto polpette. Di questa inversione di tendenza bisogna dare atto all’opera di sensibilizzazione e controllo svolta dalle Aree Marine Protette come quella di Porto Cesareo, istituita nel 1997 ed attiva dal 2005.
“Gli ecologi parlano di effetto Walt Disney”, ci racconta Sergio Fai, laureato in Scienze e Tecnologie per l’Ambiente dell’Area Marina Protetta, per intendere che con il grande successo ottenuto dal film d’animazione premio Oscar Alla ricerca di Nemo uscito nel 2003, gli animali che diventano personaggi protagonisti dei film della Walt Disney diventano immediatamente delle specie da proteggere così che l’uomo tende a diventare sempre più responsabile e sensibile nei confronti dell’ambiente. “Salva più animali la Walt Disney di tutti i progetti scientifici, speriamo che presto faccia un film con le aragostine, per esempio, così non le buttano più vive nell'acqua”, conclude simpaticamente Fai.

venerdì 10 agosto 2012

Favignana, la Regina delle Tonnare

L’ex stabilimento Florio delle tonnare di Favignana e di Formica è una delle più grandi tonnare del Mediterraneo: circa trentaduemila metri quadrati di cui oltre tre quarti di superfici coperte con una serie di corti e spazi e ambienti diversi per dimensioni e destinazioni d’uso: uffici, magazzini, falegnameria, officine, spogliatoio per gli uomini e spogliatoio per le donne, magazzino militare, stiva, galleria delle macchine, trizzana e marfaraggio (per il ricovero delle barche), locali a servizio della lunga batteria di forni per la cottura del tonno e, svettanti su tutto, tre alte ciminiere. Funzionante fino agli anni ’60, fu acquisto nel 1990 dalla regione siciliana. I lavori di recupero e di restauro hanno rappresentato uno dei più significativi impegni affrontato dai tecnici della Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Trapani. Un cammino interdisciplinare, durante il quale architetti, impiantisti, storici, con il supporto di antropologi, amministrativi, grafici, fotografi e studiosi si sono impegnati per restituirlo alle Egadi, e non solo.
Dopo più di mezzo secolo l’ex Stabilimento Florio è diventato il centro di un’offerta culturale che ha per temi i tanti aspetti della storia e dell’archeologia mediterranea. Dalle originali incisioni rupestri paleolitiche della Grotta di Cala del Genovese e i tonni dipinti nella stessa grotta alla fine del neolitico agli impianti punico-romani per la lavorazione del garum, la salsa di pesce. Un museo per farlo rivivere attraverso immagini, suoni, filmati ed istallazioni multimediali. Ma è anche luogo per riprodurre la cultura di oggi e di produrne di nuova basandosi sul connubio tra mare e società moderna: un centro d’informazione sul mare.

Le fotografie in bianco e nero sono di Maurizio Bizziccari, fanno parte di un reportage del 1981 
e pubblicate nel 1985 in un picolo libro dal titolo La Regina delle Tonnare con un commento del giornalista Fabrizio Carbone, eccone una sintesi:
Le fotografie di Maurizio Bizziccari raccontano con l'assoluta bellezza del bianco e nero, la condizione attuale della Regina delle Tonnare lo stabilimento che, per quattro ettari e mezzo, si staglia in faccia al mare di Favignana. È questo un monumento alla pesca dei tonni che ha storia e cultura antica e che in un futuro prossimo tutti si augurano che venga recuperato per ricordare ai viaggiatori di tutto il mondo l'epopea dei tonnaroti siciliani…
…Ne venne fuori un insieme di spazi e di strutture, di archi e capriate, di vuoti e pieni che attingeva
alla tradizione spagnola da una parte e a quella rinascimentale dall'altra.
Le fotografie svelano ora questo capolavoro di archeologia industriale presentando lo stabilimento nel suo insieme e nei particolari, dal baglio, la corte interna, al malfaraggio, i locali per stivare tutti gli arnesi della mattanza, alla trizzana, dove si costruivano e si riparavano tutte le barche: dai grandi vasceddi, ai parascarmi, alle varcazze, i rimorchi, fino alle più umili bastarde.



“Era in condizioni disastrose – ricorda l’architetto Paola Misuraca direttrice della Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Trapani, laureata a Palermo nel 1978, ha seguito un corso di specializzazione alla scuola di restauro di Roma, poi una borsa di studio in Beni Culturali infine assunta per concorso ai BC nel 1987 quando esisteva il ruolo speciale dei BC nell’amministrazione regionale – Il restauro, data l’enorme dimensione, richiedeva una disponibilità finanziaria che la Regione non avrebbe mai avuto che si è potuta reperire soltanto con i fondi europei.