sabato 23 giugno 2012

Storia di un violoncellista direttore d’orchestra oltre che compositore e navigatore solitario

Roberto Soldatini a bordo del Denecia II
Nel mezzo del cammin di sua vita…, la citazione è sicuramente irriverente, ma è d’obbligo per il violoncellista, compositore e direttore d’orchestra qui ritratto comodamente spaparanzato sul lettone della sua nuova casa. Il fatto è che Roberto Soldatini proprio nel mezzo del suo cammino, visto che è nato nel 1960, il 21 febbraio del 2011 ha compiuto una radicale sterzata. Nello stesso giorno, nello stesso luogo, con la stessa persona ha realizzato il suo sogno, ha venduto la sua proprietà immobiliare, nel senso stretto del termine, immobile, che non si muove, e ha acquistato una proprietà che più mobile non si può immaginare. Una barca a vela! Un elegante Moody 44 in vetroresina vecchio di dieciottanni anni, ma non li dimostra, il suo nome dato del suo primo armatore è Denecia II. Una barca solida, pesante, estremamente marina e veloce, armata a sloop-cutter, gli interni sono tutti in teak come non se ne fanno più. Addirittura oggi con quella quantità di legno se ne potrebbero realizzare almeno 3 o 4. Gli interni impressionano per il grado di rifinitura, i singoli mobli e mobiletti, tutti in massello, al loro interno portano la data e la firma del maestro falegname che li ha costruiti. Così se un domani dovesse presentare un reclamo, Roberto saprebbe a chi indirizzarlo!
Il Denecia II ormeggiato in darsena a Fiumicino
Di fatto il nostro musicista, di punto in bianco, senza che avesse mai messo piede su una barca, si “è ritrovato in mezzo al mare da solo, veleggiando senza meta, con una barca come casa.” Soldatini esce giovanissimo dal Conservatorio di Santa Cecilia, a soli ventitré anni si è esibito in a solo di violoncello di fronte al Papa Giovanni Paolo II in occasione del concerto nella Sala Nervi. “Una cosa – ricorda oggi –  che, a ripensarci anni dopo, ci si sente ‘tremar le vene e i polsi’.




giovedì 21 giugno 2012

Fotografia e Integrazione

Comunicare l’Integrazione (Co.In.) è il progetto promosso dalla direzione generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione e finanziato con il fondo europeo per l’Integrazione di Cittadini di paesi terzi per favorire un’informazione più obiettiva sul fenomeno dell’immigrazione, nella convinzione del ruolo fondamentale che svolgono i media nell’influenzare l’opinione pubblica su un tema così delicato. E che un cambio di rotta sia necessario, lo dimostra la scarsa consapevolezza del contributo che gli immigrati garantiscono alla nostra crescita economica.
Quanti sanno che in Italia gli stranieri rappresentano il 7,5% della popolazione totale ma arrivano a produrre quasi il 10% del pil nazionale? Oppure che sono 454 mila le imprese gestite da immigrati e che le stesse producono quasi 76 miliardi di euro, pari al 5,5% dell’intera ricchezza prodotta a livello nazionale? O ancora che il tasso di occupazione degli stranieri al quarto trimestre del 2011 era al 60,8% contro il 56,5% degli italiani? Dati così significativi fanno fatica a penetrare nell’opinione pubblica e ad affermarsi nel comune sentire. La responsabilità di questa miopia è anche degli organi di informazione, che troppo spesso si concentrano sulle notizie negative e offrono uno spaccato parziale del fenomeno.

sabato 16 giugno 2012

Martedì 19 giugno al Pincio per il grande Elisha

Cari Amici de il Mare,
vi informo che martedì 19 giugno alle ore 12,30, La Libreria Internazionale Il Mare, in collaborazione con il Comune di Roma-Ufficio Giardini, e con Umberto Croppi ha organizzato al Pincio (Villa Borghese) il trapianto di un Cipresso in ricordo del grande archeologo subacqueo Israeliano, Tridente d’oro, Elisha Linder, al terzo anniversario della sua morte. Il punto di ritrovo, per tutti coloro che vorranno partecipare, sarà presso la 
Fontana Rotonda del Pincio alle 12,15 di martedì 19 giugno.
Spero che questa iniziativa possa essere condivisa da voi tutti e  che coloro che hanno conosciuto in vita Elisha, possano intervenire a questa commovente e poco usuale cerimonia.
Giulia D’Angelo

Per noi Romani il poema di Cesare Pascarella sulla scoperta dell’America, scritto in romanesco è sempre presente nella nostra memoria, soprattutto quando ci avviciniamo al Pincio nella bellissima Villa Borghese. Quindi per me romana è stato naturale pensare di poter piantare un albero in memoria di Elisha Linder proprio al Pincio, insieme ai busti in pietra di tanti uomini italiani importanti, così come li descrive Pascarella:
Qui Tasso, Metastasio, Raffaello,
Fontan de Trevi, er Pincio, er Laterano,
la Rotonna, San Pietro in Vaticano,
Michelangelo, er Dante, Machiavello...
Ma poi nun serve mo che t’incomincio
a dilli tutti: tu, se te l’aggusti
tutti st’omini qui, vattene ar Pincio.
E lì, mica hai da fa’ tanti misteri:
ché quelli busti, prima d'esse busti,
so’ stati tutti quanti òmini veri.

Martedì 19 alle ore 12,30 ci sarà anche il cipresso di Elisha in suo ricordo.
Chi era Elisha?
Elisha Linder è un simbolo. Lo è per la geniale attività di archeologo ma anche per la semplicità della sua vita nel kibbutz dove insegnava il Talmud ai bambini. Non possedeva nulla ed era… ricchissimo.
Ha fondato, insieme con i colleghi, la Leon Recanati Institute for Maritime Studies e il Dipartimento delle civiltà marittime presso l’Università di Haifa. È stato direttore di queste istituzioni per molti anni che si basano su un approccio interdisciplinare e multidisciplinare ai vari aspetti degli studi del mare. Per questo si autodefiniva “oceanologo umanista”.
Cimitero del Kibbutz: Pnina Linder e Giulia D’Angelo
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti anche in Italia, tra cui il premio Franco Papò, il premio Dioscuri della Lega Navale Italiana, e il Tridente d’Oro dell'Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee, ed è stato membro del Comitato scientifico di Archeologia Viva.
Nacque in Romania  nel 1924 ma già a 11 anni di età si trasferì in Palestina e dal 1955 visse nel meraviglioso Kibbutz Ma’agan Mikael nelle vicinanze della grande città antica romana di Cesarea e non ha lasciato il Kibbutz neanche dopo morto e infatti vi è sepolto dal 2009, dove gli ho lasciato il mio ultimo saluto deponendo sulla sua tomba numerose conchiglie.
Grazie Elisha!!! Ora ti potrò salutare anche a Roma vicino alla Libreria il Mare che tanto amavi.
Infine è doveroso ringraziare Umberto Croppi, e Amalia Magarò che hanno avuto l’ardire di concretizzare questa mia idea di un’usanza Israeliana a Roma coinvolgendo l’assessore all’Ambiente di Roma Capitale Marco Visconti e il direttore del Servizio Giardini Fabio Tancredi.
Giuia D’Angelo

Ecco cosa ha scritto chi lo ha conosciuto in Italia:
Mi piacerebbe esserci, perché ho avuto la fortuna di conoscere Elisha e di passare insieme a lui qualche bella giornata, molto tempo fa. È una splendida iniziativa e spero che quel cipresso possa veramente crescere bene, nel suo ricordo. Mi spiace di essere trattenuto fuori.
Molto cordialmente
Tony Di Natale

Ho ancora le due foto del rostro che Elisha Linder mi diede spontaneamente al Residence Ripetta nel 1998, autorizzandomi a pubblicarle su "Classica" sebbene mi avesse appena conosciuto. Ebbi quindi l’immediata evidenza che si trattasse di un autentico e disinteressato appassionato della ricerca e della divulgazione. Sarò quindi spiritualmente presente, senza tuttavia potermi muovere dalla spiaggia di Lavinio, perché impegnato dalla presenza del nipotino.
Congratulazioni per il successo dell'iniziativa,
Domenico Carro

 Carissima Giulia,
 insieme a Maricetta ci complimentiamo per la tua iniziativa di ricordare il caro a noi tutti Elisha Linder con l'albero a Villa Borghese che ricorderà ai familiari, agli amici ed a tutti un personaggio di alta cultura, di indole affettuosa, di grande umanità, che si è imposto nel mondo dell'Archeologia Subacquea per i suoi studi, i suoi insegnamenti, le sue scoperte e le sue realizzazioni.
 Maricetta ed io che abbiamo avuto la fortuna di frequentarlo a Palermo nel Suo anno sabatico qui trascorso, ne ricordiamo sempre la bonomia e l'affettuosità nelle frequenti occasioni di incontro e nelle tante occasioni piacevoli giornate trascorse insieme.
 Se potrai manifestare a Pnina ed ai figli questi nostri sentimenti, te ne saremo grati.

Con affetto
Lucio Messina

giovedì 14 giugno 2012

Inaugurato il Marina d’Arechi

L’inaugurazione di Marina d’Arechi, il nuovo porto turistico di Salerno da mille posti barca, avvenuta giovedì scorso, continua ancora a far parlare di sé.
A sinistra nella foto la Marine Manager Anna Cannavacciuolo, il sindaco di Salermo Vincenzo De Luca e il presidente Agostino Gallozzi al taglio del nastro.
A colpire sono le caratteristiche infrastrutturali che ne fanno un marina unico nel panorama nazionale.
L’intero marina viene realizzato senza alcun intervento di risorse pubbliche a fondo perduto.
Soggetto promotore della iniziativa prima e poi concessionaria, titolare della progettazione, costruzione e gestione per 80 anni del Salerno port village è la società per azioni Marina d’Arechi Spa, costituita con un capitale sociale di 20.000.000 di euro, sottoscritto per l’80% dal Gruppo Gallozzi e per il 20% da Invitalia. Quest’ultima è intervenuta con l’approccio del fondo di investimento che accompagna l’avvio della iniziativa, mantenendo la partecipazione nel capitale sociale per un periodo di sette anni, al termine del quale la partecipazione sarà retro ceduta al Gruppo Gallozzi. Sono 120 i milioni di investimento complessivo previsti per la realizzazione dell’ intera opera. L’equity messo a disposizione da Marina d’Arechi SpA è assistito da un pool di banche, con a capofila la BNL-Paribas, che ha messo a disposizione le necessarie coperture finanziarie.

Ai Marinai del Regio Sommergibile Millo

Della storia del Regio Sommergibile Ammiraglio Millo e dei suo Caduti ce ne siamo già occupati nel precedente servizio postato lo scorso mese di  marzo. Ora è stato eretto il monumento dedicato alla memoria dei marinai del Millo, semplice e squadrato, di pietra, probabilmente unico nel suo genere. Una grande ancora sta a simboleggiare una tragedia del mare. 
Una targa ricorda il sacrificio dei marinai: “Ai marinai caduti del Regio Sommergibile Ammiraglio Millo. Punta Stilo, 14/3/1942-14/3/2012″.
Riportiamo uno stralcio della cronaca dell’inaugurazione scritta da Francesco e Nazareno Storani:
Satriano Marina è una piccola frazione di mare di un piccolo comune della provincia di Catanzaro, Satriano. E Satriano è in alto, a più di trecento metri sul livello del mare. Abbiamo cercato quel nome sulle mappe, sulle carte stradali, persino nel web, dove in genere si trova di tutto. Ma niente. Quel nome sembra non esistere, e se qualcuno deve andarci, deve arrivare a Soverato, località balneare assai più conosciuta, e da lì proseguire verso sud, lungo la costa, mancano appena pochi minuti, e poi, eccolo, appare il cartello. Satriano Marina. Da lì si vede la sagoma scura di Punta Stilo, poco più a sud. Adesso sappiamo dov’è, eccome. E Satriano Marina è entrata di diritto nei nostri cuori, dove rimarrà per sempre.
Ci rimarrà perché in questo bel paese di mare della Calabria adesso sorge il monumento ai Caduti del Regio Sommergibile Ammiraglio Millo.  
E così, finalmente, dopo settant’anni dal tragico affondamento del sommergibile, sappiamo che esiste un luogo a terra dove potersi fermare, portare un fiore.
Perché organizzare questa cerimonia proprio a Satriano Marina? Certamente per la sua vicinanza a Punta Stilo e al punto in cui giace il relitto del Millo. Ma non solo. È stato fatto anche per inserire, in questa località nuova e in via di sviluppo, un simbolo a ricordo di un tragico episodio di guerra che appartiene al patrimonio culturale del nostro Paese, per non dimenticare e per tramandarne i valori alle nuove generazioni. 
E soprattutto, ci fa piacere sottolinearlo, il monumento di Satriano Marina esiste grazie all’impegno e alla determinazione di Paolo Palladino e degli amici del Thalassoma Diving Center che, in questo modo, hanno voluto ricordare e celebrare il settantesimo anniversario da quel tragico affondamento.
Il Regio Sommergibile Ammiraglio Millo giace in fondo alle acque di Punta Stilo, con i suoi cinquantasei uomini, accomunati in un’unica, tragica sorte, come migliaia di altri marinai, ovunque, sul fondo dei mari di tutto il mondo.
 Su di loro, per più di sessant’anni, era calata la cortina dell’oblio, mentre se ne andavano le madri, le vedove, gli amici che li avevano conosciuti. Questa volta, proprio nel settantesimo anniversario dall’affondamento, a ricordare quei marinai, c’erano tanti giovani, i nipoti dei sommergibilisti che riposano nel relitto del Millo, a testimonianza del fatto che quel grande patrimonio di storia e di umanità che abbiamo salvato dall’oblio è di fatto stato affidato alla “terza generazione”. Il ricordo, grazie anche a questa commemorazione, è ancora più vivo e solenne, sia per la volontà di onorare la memoria di quei giovani marinai scomparsi, sia per il dovere di far conoscere il sacrificio di quei giovani uomini, vittime della guerra e delle sue follie, affinché quel loro sacrificio non sia stato vano e venga ricordato sempre.
Da qualche parte, su un muro di una bella città, qualcuno ha scritto una semplice frase: “Chi non ha memoria non ha futuro”.
 Bisogna ricordare, ricordare sempre, proprio perché il tempo passa e cancella, ricordare per vivere e per dare un futuro migliore alle nuove generazioni.

Francesco e Nazareno Storani

venerdì 8 giugno 2012

Il Mare di Paolo Curto con la M maiuscola

È la mia foto più famosa, ricorda Paolo Curto, fatta nel 1976, ed è stata pubblicata, sempre a doppia pagina, da quasi tutte le più importanti riviste del mondo, oltre che usata parecchie volte in pubblicità. Oggi non avrebbe avuto tanto successo, perché col computer si può manipolare qualsiasi cosa e non sarebbe stata considerata autentica. Per realizzarla, ho dovuto aspettare ad oltranza e per tre mesi il momento giusto all’isola di Madeira. Dopo parecchie inutili uscite in mare, siamo riusciti ad immergerci con una ventina di capodogli in pieno oceano, con 4000 metri di fondo. Eravamo, io e l’altro operatore subacqueo (quello che compare in foto), probabilmente i primi a trovarci in acqua  con i capodogli che allora non si sapeva se fossero pericolosi o meno. E’ stata un’avventura emozionante, con l’adrenalina al massimo, nel corso della quale ci siamo trovati alle prese anche con le verdesche oceaniche. Ogni tanto un capodoglio scendeva in verticale a cacciare nelle profondità e noi, intenti a riprendere gli altri spermaceti, ce ne dimenticavamo. Quando, dopo mezz’ora o più, la terrificante massa del cetaceo cominciava ad apparire dal fondo, prima di capire cosa fosse, avevamo il tempo di prenderci un bello spavento. Nonostante ciò, per nulla al mondo avremmo rinunciato a quell’entusiasmante esperienza.

mercoledì 6 giugno 2012

Anche a Roma un albero in ricordo di Elisha Linder

Elisha Linder
È quest’anno il terzo anniversario dalla morte di un uomo che non si può dimenticare: Elisha Linder. Per ricordarlo sempre ho pensato di chiedere al Comune di Roma di poter piantare un albero al Pincio a lui dedicato, così come si fa in Israele. L'ex Assessore alla Cultura del Comune di Roma, Umberto Croppi, sempre vicino alla Libreria Il Mare, si è prodigato per la realizzazione del progetto, coinvolgendo l’attuale assessore Dino Gasperini. Entro la prossima settimana, con l’autorizzazione della Soprintendenza di Roma, organizzeremo questa cerimonia. Elisha viene oggi ricordato dagli Accademici dell’Università e dalla sua famiglia (la moglie Pnina, e i figli Oren Omri e Usià) presso l’università di Haifa e nel Museo dove sono in mostra i resti della nave da lui recuperata sulle rive del mare dove sorge il suo Kibbutz.
Linder e il rostro di Athlit al Museo Marittimo di Haifa
Università di Haifa, Museo Hecht, la nave di Ma’agan Mikhael
In questi ultimi tre anni Sebastiano Tusa (archeologo, dirige la Soprintendenza del Mare della regione siciliana), che lo conosceva bene e che lo apprezzava per la sua professionalità, ha recuperato sette rostri appartenenti alle navi che hanno partecipato alla battaglia delle Egadi nel corso della prima guerra punica, togliendo così al professor Linder e ad Israele e il primato della scoperta di un rostro di nave antica da guerra.
Se Elisha fosse ancora in vita sono convinta che sarebbe con noi a festeggiare il ritrovamento dei rostri come aveva auspicato durante il convegno di archeologia subacquea organizzato nel 1985 a Favignana.
Quello che segue è il mio articolo pubblicato nel 2010 sul mensile Archeologia Viva per ricordare Elisha.
Le Chaim, Elisha!
Quando in Israele si alza il calice e si urla “Le Chaim” (Alla Vita), non importa da quale nazione si arrivi o quale religione si professi, non importa l’età o la classe sociale a cui si appartiene, e soprattutto non importa la lingua che si parla. Quando in Israele si urla Le Chaim tutti capiscono. Le Chaim è universale!
 Giulia D’Angelo


martedì 5 giugno 2012

Alla via così, fascino e linguaggio di mare

“Leggi per non contraddire e confutare, non per credere e dare per scontato, né per trovare un tema di conversazione, ma per ponderare e considerare.”
Francis Bacon
Franco Maria Messina, ora che si dedica soltanto alla scrittura, è l’autore di Rotta Sud-Sud Ovest: alla via così, un saggio storico con il quale esamina e descrive l’evolversi delle scoperte europee dal Quattrocento all’Ottocento oltre a ripercorrere importanti itinerari cercando di “scoprire” cose ancora ignote. Punta poi un ideale riflettore su alcuni temi specifici come l’Ammutinamento della Nave di Sua Maestà Bounty, la leggenda dell’Olandese Volante e l’enorme apporto tecnico e linguistico fornito alla marineria dagli abitanti dei Paesi Bassi. Infine un contributo assolutamente originale sono i due capitoli dedicati alle “Isole dei Santi” ed alle Terre denominate secondo le grandi Festività Cristiane.
Franco Maria Messina
Messina inserisce nel testo cose poco note o addirittura sconosciute, ma storicamente del tutto provate o ipotizzabili con sicurezza, come ad esempio la teoria che non vuole sia derivato da Amerigo Vespucci il nome di “America”, teoria che l’autore condivide. Ancora, l’Evo Moderno viene anticipato agli inizi del Quattrocento con le prime scoperte atlantiche dei Portoghesi. Va infine notata l’accuratezza con cui da linguista, prima ancora che storico, riporta tutti i nomi di luoghi e persone secondo la corretta ortografia delle varie lingue, e non nella forma sommaria degli storici italiani che confondono ad es. la grafia portoghese con quella spagnola e ignorano totalmente la grafia nederlandese (olandese e fiamminga).

venerdì 1 giugno 2012

In Libreria per la Gita al Faro

L’appuntamento è perentorio: vi aspettiamo in libreria il prossimo Venerdì 8 giugno alle 12 per la Conferenza Stampa di presentazione di Gita al Faro, ovvero la prima edizione del Festival Letterario che si svolgerà all’Isola di Ventotene in collaborazione con il Comune e con l’Associazione per la Valorizzazione delle Isole dell’Arcipelago Ponziano. Il nome l’ha ispirato il libro del 1927 di Virginia Woolf, appunto, Gita al faro.

Sarà un festival molto particolare, fatto da “un coraggioso drappello di militanti delle letteratura”, invitato a trascorre una settimana sull’isola per scrivere un inedito ispirato a e da Ventotene.
Quattro scrittrici e quattro scrittori saranno “confinati” per sei giorni sull'isola di Ventotene, a scontare il loro privilegio: essere scrittrici, essere scrittori. Condannati a esercitare il dono supremo dello sguardo, quell'attenzione mirata che genera storie, quindi a scrivere un racconto ispirato all’isola o dall’isola e infine a sottoporlo al Tribunale Benigno dei Lettori, in due serate reading, in un teatro affacciato sul mare e illuminato dalla luce intermittente del Faro.
Scrittori al confino, come li ha definiti Lidia Ravera, la direttrice artistica, ricordando l’isola che storicamente ha ospitato illustri confinati da Giulia, figlia di Cesare Augusto, e parliamo del primo secolo d. C. per finire negli anni bui del fascismo con il Manifesto di Ventotene scritto dagli oppositori al regime, primo firmatario Altiero Spinelli, e al nostro ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

A presentare il festival ci saranno Lidia Ravera, Floriana Ciancotti, assessore alla cultura e al turismo del Comune di Ventotene e Domenico Della Ventura, presidente Della Ventura Foundation oltre ad alcuni degli scrittori ospiti del festival: Barbara Alberti, Caterina Bonvicini, Marco Lodoli e Sandra Petrignani.
Verrà data lettura della lettera della Fondazione Pertini di concessione di patrocinio e della lettera della Segreteria della Presidenza della Camera dei Deputati per il conferimento del premio, un riconoscimento formale di natura protocollare con il quale, al pari di altre forme di adesione, viene manifestato il consenso alle finalità perseguite da iniziative ritenute particolarmente meritevoli

Durante il fine settimana il festival si aprirà al pubblico per la lettura dei racconti, sullo sfondo di un magnifico teatro naturale a picco sul mare. Le letture saranno accompagnate dalle musiche composte per l’occasione dal pianista e compositore Valerio Vigliar.
La settimana trascorsa sull’isola sarà seguita e ripresa dall’occhio discreto di una macchina da presa per raccogliere e raccontare questa inedita esperienza.
L’isola è legata in modo particolare alla scrittura anche grazie a due realtà dalla storia affascinante, la libreria L’ultima spiaggia e la Biblioteca Comunale. Entrambe resistono all’incombere della modernità e all’avvicendarsi frenetico delle stagioni. Qui esiste ancora un tempo per la lettura.
Ventotene diventa così un luogo privilegiato da cui guardare il mondo, reinterpretato attraverso le parole e il pensiero degli scrittori.
Un importante appuntamento sarà dedicato alle opere di Virginia Woolf, a cura di Liliana Rampello, critica letteraria e saggista.
Questi i partecipanti alla prima edizione:
Barbara Alberti, Marco Baliani, Caterina Bonvincini, Marco Lodoli, Francesco Pacifico, Laura Pariani, Sandra Petrignani e Sandro Veronesi,

Ricco è il patrocinio:
Consiglio Regionale del Lazio • Provincia Latina • Comune di Ventotene • Fondazione Pertini • Camera di Commercio di Latina • Yacht Med Festival • Area Marina Protetta Riserva Naturale Statale isole di Santo Stefano e Ventotene • Biblioteca di Ventotene

Le fotografie sono di Marco Francesco Flammini

Per ogni informazione
festivalgitaalfaro@gmail.com
www.gitaalfaro.it
www.facebook.com/gitaalfaro
http://youtu.be/QvKRZiXbzog