lunedì 28 maggio 2012

Paolo Curto l’eclettico, in libreria il 13 giugno

L’ eclettismo di Paolo Curto non finisce di meravigliare. Nasce come fotografo, e che fotografo, si realizza come pittore di mare, e che pittore, e approda come scrittore a confezionare I portali del tempo, un corposo romanzo d’avventura di oltre seicento pagine che prende vita lungo la costa, chiamata Calanques, a strapiombo e ricca di insenature tra Marsiglia e Cassis. Lo presenteremo in libreria alle 18.30 del prossimo mercoledì 13 giugno
La storia inizia nel 1974 durante una immersione del professor Jean Broussard che fa una scoperta in apparenza banale, qualcosa che non aveva mai notato prima: una angusta cavità mimetizzata in parte da una fitta cortina di gorgonie. Guardando con attenzione scoprì un minaccioso buco nero che portava chissà dove. Una di quelle circostanze insignificanti che però possono per sempre stravolgere la vita di una persona. Il misterioso cunicolo subacqueo conduceva ad una grotta fantastica, simile a una cattedrale sommersa illuminata da magici fasci li luce cerulea, erano i raggi del sole filtrati dall’acqua… e mentre l’aria delle bombole si esauriva, lui girava e rigirava, sentendosi prigioniero di quell’incantesimo… Questo è soltanto l’inizio del primo capitolo, gli altri sessantuno li dovrete leggere voi, e, è assicurato, li leggerete tutto d’un fiato tanto la storia è ricca di sorprese e di pathos.

Curto è un istriano che però vive da tempo in Sardegna, a Porto Cervo ed è nato come fotografo professionista. È infatti la fotografia che gli ha dato notorietà. Ha fatto parte per parecchi anni del team cinematografico di Bruno Vailati, immergendosi in tutti i mari del mondo. In seguito ha lavorato nella moda sportiva. Lo abbiamo conosciuto negli anni settanta in occasione di uno dei tanti concorsi fotografici subacquei molto in voga in quegli anni. Allora, si dilettava anche in questa specialità e disponeva sempre di bellissime modelle che, per lui, posavano nude sott’acqua. Quelle fotografie, oltre che su Mondo Sommerso, sono state pubblicate anche su molte altre riviste tra cui National Geographic.
Apprezzato in tutto il mondo per gli splendidi reportage fotografici  e conosciuto per le sue monografie sulla Sardegna, è però intimamente, nel più profondo, un pittore.
Il mercato del Pesce, Marsiglia
Sì, un pittore del mare. Tutto ciò che è acqua, mare, trasparenze, pesci, onde e riflessi marini lo coinvolge. Dategli una conchiglia, un’onda o un mare intero e lui lo interpreterà coinvolgendovi completamente nella sua espressione artistica: un quadro. Predilige soggetti del Mediterraneo e della Polinesia dove ha vissuto diversi anni. La sua profonda conoscenza del mare gli permette di descriverne gli aspetti più suggestivi con grande impatto figurativo.




Costa Smeralda segna nel 1981l’esordio di Paolo Curto nella fotografia.
Il libro è oramai una rarità, che soltanto alla liberia Il Mare potete trovare…












Secret Beach invece è del 1992. Meravigliose spiagge tropicali di sabbia candida, acque cristalline dalle mille sfumature di azzurro, giovani donne dalla bellezza ammaliante... Con questi pochi (ma indubbiamente irresistibili) ingredienti Curto crea un mondo fatato, interamente dominato dalla bellezza. Grandi, magnifiche immagini, che celebrano lo smagliante fascino della donna e della Natura!






 In questa fotografia l’immaginazione al potere!!

domenica 27 maggio 2012

Dieci gioielli, un omaggio alla grande vela, per la vostra biblioteca


 75 Years of Dragon, celebra nel miglior modo possibile l’anniversario della classe dei Dragon. Edizione in lingua inglese 2005, € 130,00
Dal risvolto di copertina:
“The Dragons have the qualities sought for in one-design classes. They will continue and prosper.”
This prophecy written by Uffa Fox in 1937 is underlined in the best posslble manner as how the class celebrated the 75th Anniversary of the Dragon in Saint- Tropez. This book gives testimony of both - the anniversary and the history of the Dragon.



Big Sailing, la grande Vela, edizione 2008, € 38,00
L’evoluzione delle grandi imbarcazioni in spettacolari immagini che consentono di conoscerle da vicino. Progettazione, costruzione, varo: tutte le fasi della creazione di questi giganti del mare. Un viaggio nel mondo della vela. Anzi, della grande vela. Tutto quello che di importante, di grosso, di insolito e persino di fuori scala c’è in mare, è racchiuso in un grande libro.






The New Ocean Thorougbreds  edizione inglese 1988 € 60,00
Questo libro, quasi una rarità, è un tributo ai più grandi velieri oceaniche degli ultimi anni, nelle immagini magistrali di Beken of Cowes, e il testo è di Bob Fisher. Un libro che ogni velista sarà orgoglioso di mettere sul suo scaffale.
La famiglia Beken of Cowes sono fotografi da tre generazioni, e il loro nome è diventato il simbolo della fotografia di vela. Presenta la raccolta delle regate più emozionanti e di successo mondiale del decennio passato. È anche il ritratto completo dei vari tipi di yacht e degli eventi che compongono il moderno Yachting competitivo.


Charles E Nicholson and His Yachts edizione 2000, € 62,00
Gli yachts più importanti disegnati dal famoso progettista inglese Charles E. Nicholson; le immagini di Franco Pace in navigazione, gli interni e i dettagli di coperta. Grandi velieri da Astra a Orion, da Shamrock V a Tomahawk, da Creole a Candida che hanno segnato un’epoca,





Olin J. Stephens II, le mie barche la mia vita edizione 2002 € 75,00
Sparkman & Stephens furono senza dubbio gli yacht designer più famosi e influenti nella storia dello yachting moderno. Costituita come risultato della collaborazione tra i fratelli Stephens, Olin e Rod, e Drake Sparkman alla fine del 1920. Il libro celebra il loro lavoro fornendo una visione nel dettaglio e della precisione che ha permesso di lasciare il segno in tutto il mondo dello yacht design. La fotografia straordinaria di Franco Pace coglie l’eleganza di questi yacht. Barche di primo piano: Dorade, Stormy Weather, Irochesi, Nyala, Vim, 6 Metri Boats; Yachts Offshore: Bolero, Finisterre, Ice Fuoco; Kialoa II. America Yachts Cup: Columbia, Intrepid, Courageous.

Vele e Velieri, Morris & Stamley Rosenfeld edizione 2000 € 67,50
Un documento mozzafiato più che un libro per la forza delle immagini che ci riportano nell’epopea  della vela a cavallo tra i due secoli agli allori dell’affascinante mondo dello yachting

Vele classiche edizione 2011 € 40,00
Questo libro è dedicato alla celebrazione della bellezza, attraverso una selezione di imbarcazioni significative, cos’è che definisce precisamente uno yacht classico, esaminando design, materiali, annata, dimensioni e costruttore. Le barche a vela classiche rappresentanodifferenti categorie  – dai maestosi sloop che disputarono la Coppa America a cavallo tra il XIX e il XX secolo, agli eleganti J Class degli anni ’30, passando per i capolavori galleggianti disegnati da William Fife e Nathaniel Herreshoff, fino ai nuovi “classici” varati ai nostri giorni – sono tra le espressioni più interessanti, più innovative o, semplicemente, più belle del mondo della vela.

Velieri, i giganti del mare edizione 2002 € 19,95
Un cofanetto che racchiude i “giganti del mare”, testimonianze del passato che si ammirano nei grandi raduni delle vele d’epoca. Dal mastedontico tre alberi norvegese Statsraad Lehmkuhl al Sedov, enorme quattro alberi russo, o  all’Antigua o al Belem. Fiori all’ochiello della marineria internazionale che si ammirano nelle splendide fotografie e leggendo il libretto che le accompagna.



Yacht classici edizione 2011 € 45,00
Un architetto navale e restauratore di yacht, Franncois Chevalier e un giornalista e fotografo di vela, Gilles Martin-Raget, descrivono in modo esemplare il mondo degli Yacht classici.

sabato 26 maggio 2012

Subacquei! fotografate le uova di gattuccio, lo chiede Eleonora

È proprio vero, Eleonora una ne fa e cento ne pensa…
E noi di quello che organizza e fa Eleonora De Sabata puntualmente e volentieri ce ne occupiamo. A gennaio dello scorso anno parlando dello squalo bianco. Subito dopo a febbraio, per parlare della mostra sul tonno rosso a ottobre, infine del progetto sullo squalo elefante.
Eleonora è giornalista, oltre che fotografa, che dedica da quindici anni gran parte della sua attività agli squali, impegnandosi anche attivamente nella ricerca scientifica.
Uovo di gattuccio (foto S. Nicolini)
Gli squali non li racconta soltanto in documentari e libri (di grande successo quello per ragazzi “Cosa fanno gli squali tutto il giorno nel mare”), articoli e trasmissioni ma dal 2001 li studia con il suo progetto MedSharks per lo studio degli squali grigi in Turchia, dello squalo elefante in Sardegna, del capopiatto in Sicilia e dello spinarolo. Senza contare che collabora con la Shark Alliance per modificare le leggi europee in tema di pesca agli squali.
È presente nella rete sfruttando tutti i mezzi che questa offre, quindi il suo sito personale, quello della sua associazione, i blog dedicati ai progetti e naturalmente la pagina su Facebbok e Twitter e chissà cos’altro ancora.
E proprio nella “rete’ abbiamo pescato l’ultimissima sua iniziativa: hai visto un uovo di gattuccio?
Il gattuccio maggiore, conosciuto anche con il nome di gattopardo, è una specie di squalo che vive in Mediterraneo e si riconosce per la livrea con grandi macchie scure. Poco si sa della sua biologia, ma ha la caratteristica di riprodursi molto avanti con gli anni e di generare pochi piccoli, così da renderlo vulnerabile alla pesca intensiva. Questo innocuo squaletto, che raggiunge un metro e mezzo di lunghezza, è nella “Lista Rossa”  delle specie a rischio d’estinzione dalla IUCN, l’Unione per la Conservazione della Natura. Come è dimostrato dal fatto che praticamente non esiste più nel Tirreno nelle “retate” scientifiche di campionamento degli ultimi 20 anni.
Ecco allora Eleonora – una ne fa e cento ne pensa – con il suo progetto “Uova di gattuccio”  che invita i subacquei (soprattutto le guide e istruttori, che vengono in contatto con centinaia di sub ogni anno) a trasformarsi in ricercatori e a fotografare le uova per creare una mappa delle zone di riproduzione del gattuccio maggiore (Scyliorhinus stellaris). Le finalità del progetto sono, oltre che divulgative, essenzialmente scientifiche: la raccolta delle segnalazioni permetterà di avere un’informazione finora sconosciuta alla scienza, la identificazione delle zone di riproduzione del gattuccio.
Senza contare che le uova sono un  “mezzo” per raccontarci la storia dei gattucci e i problemi che in generale squali e razze hanno nel nostro mare.

Per avere tutte le informazioni su come partecipare alla ricerca e a seguire questo straordinario progetto, basta andare in rete e pescarle come abbiamo fatto noi! Buona navigazione ai nostri lettori e buon vento a Eleonora aspettando il suo prossimo progetto!
Ma. Bi.

venerdì 25 maggio 2012

Niña che va, O’pen Bic che viene

È tornato! e ha preso il posto della Niña la piccola barca lunga appena un metro e novanta che tanto incuriosiva i visitatori della nostra libreria e che è salpata verso il lago di Bracciano, dove viene utilizzata per battute di piccola pesca.
È l’O’pen Bic che ora vi accoglie e fa “l’inchino” per salutarvi. È giovanissimo, è nato nel 2006 e già si contano a migliaia i giovani che lo usano. L’abbiamo già presentato in un precedente servizio poco più di un anno fa. È alto, anzi è lungo, due metri e settantacinque, largo uno e quattordici, la forma dello scafo, a doppio fondo, è completamente aperta a poppa. Solo lo scafo pesa quarantacinque chili ed  è realizzato con polietilene termoformato riciclabile al cento per cento. Per la sostenibilità che rappresenta all’O’pen Bic è stato assegnato il premio Bateau Bleu.
È una deriva di nuova concezione ispirata ai moderni skiff (una barca di origine australiana dal pescaggio minimo, dalle linee d’acqua allungate che permettono di sviluppare grandi velocità), veloce, leggera, di dimensioni contenute adattissima ai ragazzi tra i sei e i quindici anni che vogliono avvicinarsi al mondo della vela.

Ha i bordi arrotondati per evitare rischi in caso di scuffia; il pozzetto è ergonomico, senza angoli, permette ampia libertà di movimento ed è auto-svuotante; la pala del timone si leva e si  mette in un attimo; è dotato di comode maniglie integrate che rendono facile la messa in acqua e il trasporto; l’uso è di una semplicità incredibile.
L’albero, in resina epossidica e il boma in alluminio, è alto quattro metri e mezzo. Nelle scuole si usa con una vela di 3,8 metri quadrati, da 4,5 quando si è più bravi.

giovedì 24 maggio 2012

Se trecento metri vi sembrano pochi…

È tutto ok! stiamo a -130 con una buona visibilità
In attività ce ne sono esattamente centodiciotto. Fanno un mestiere parecchio rischioso che in Italia nemmeno è riconosciuto, hanno infatti il contratto di metalmeccanici, per ottenere il brevetto internazionale IMCA devono andare in Inghilterra. Sono i sommozzatori d’alto fondale e li impiegano soprattutto nelle piattaforme petrolifere a connettere tubi, serrare flange, giacchette di trivellazione, saldare e tagliare come se fossero di burro lamiere anche di dieci centimetri con il cannello a ossigeno. Lavorano a profondità fino a trecento metri, respirando miscele di ossigeno con elio. Rimangono pressurizzati nelle campane sul fondo una ventina di giorni, fanno turni di otto ore. Per la decompressione ci vogliono cinque o sei giorni chiusi nella navicella chiamata habitat, anche se confortevole e guai a soffrire di claustrofobia!
In un sol colpo, di fortuna, ne abbiamo incontrati due in quel di Favignana, isole Egadi, padre e figlio, Salvatore e Davide Marcantonio che ci hanno parlato delle loro esperienze.
A -190 in una nuvola di pesci
La storia di Salvatore, che ha 59 anni, inizia con il servizio di leva con la marina militare al Comsubin, il Comando Subacqueo Incursori.
“Non ero ancora congedato, ricorda, che mi presentai vestito da marinaio alla Saipen del Gruppo Eni per un colloquio, cercavano sommozzatori era il 1974 e lavoro si trovava facilmente.
A La Spezia feci il corso d’alto fondale e subito dopo partii per il mio primo lavoro in Scozia, senza nemmeno avere gli abiti adatti, si scendeva con la tuta stagna, la unisuite, indossando pesanti maglioni di lana, a -130 faceva un freddo boia! A quelle profondità la temperatura dell’acqua è intorno ai cinque gradi e non si riesce a resistere per più di cinque minuti.

martedì 22 maggio 2012

Il Mare Nostrum in libreria

Come il Mediterraneo divenne Mare Nostrum, Lineamenti di Storia Navale dell’Antica Roma, il corso tenuto dall’Ammiraglio Domenico Carro ha superato brillantemente il primo giro di boa e mercoledì 23 affronterà il tema dell’espansione marittima di Roma sulle sponde dell’intero Mediterraneo. In quattro inconbtri di due ore ciscuno il corso spiega come fecero i Romani a fare del Mediterraneo il Mare Nostrum e come Roma riuscì a sconfiggere per mare, una dopo l’altra, tutte le maggiori potenze navali dell’epoca, a liberare i mari dalla pirateria, ad utilizzare le proprie flotte per acquisire, amministrare e difendere un immenso impero prettamente marittimo, e a congiungerne tutte le coste con una marina mercantile fiorentissima, che incluse un’infinità di navi costruite a regola d’arte, come si vede dagli innumerevoli relitti ritrovati un po’ ovunque.
Triremi, mosaico Pompei
Ostia Antica, mosaici
Confermati alla fine del corso il sopraluogo e la visita guidata degli scavi di Ostia Antica.




Per ogni informazione chiamare la libreria 063612091
ilmare@ilmare.com

lunedì 7 maggio 2012

Editoria del Mare in Festival

Gaeta, panoramica (Foto F. Rastrelli)
Conclusa la quinta edizione dello Yacht Med Festival, nove giorni di rassegna dal 21 al 29 aprile, è tempo di bilanci. “Abbiamo superato la previsione di 120.000 visitatori complessivi, ha commentato il presidente della Camera di Commercio di Latina Vincenzo Zottola, ideatore della manifestazione, è un segnale forte soprattutto in un momento come questo in cui ogni investimento da parte delle imprese è ben ponderato. L’appuntamento è per la prossima edizione dello Yacht Med Festival sempre a Gaeta dal 20 al 28 aprile 2013”.
Regina del festival è stata la Nave Scuola Giorgio Cini della Guardia di Finanza, posta al centro del villaggio, che ha ospitato Libridimare Libridamare la Biblioteca Internazionale del Mare organizzata della Libreria Internazionale Il Mare, e che ha risposto prima di tutto ad un obiettivo formativo verso i giovani, in linea con le attività della scuola nautica Gaeta.

sabato 5 maggio 2012

My Great White

 “Remo Sabatini è l’esempio di una nuova specie di cacciatori”, afferma Chris Fallows il naturalista che da anni fotografa gli squali in Sud Africa. “Uno di quelli, continua, che caccia con i suoi occhi e la sua macchina fotografica cercando di catturare attimi particolari che possa condividere dalla stanza dei trofei delle sue memorie.”
Lo ha scritto nella prefazione al libro Il mio grande Squalo Bianco, My Great White, che Sabatini ha scritto, prodotto, stampato e che distribuisce personalmente stile “ciclimprop” degli anni ’60. Un libro essenzialmente fotografico che descrive “L’incontro con l’ultimo predatore degli Oceani” in poco meno di cento pagine con brevi testi, anche in inglese, frutto delle sei spedizioni che ha compiuto in Sud Africa negli ultimi due anni.
È distribuito, per modo di dire, oltre che ovviamente nella libreria Il Mare, nella libreria Mondadori di Frascati e in quella del Museo Civico di Zoologia.
Remo è un imprenditore romano, ha 46 anni, da sempre, da quando aveva i pantaloni corti, appassionato del mondo degli squali che ha maturato negli ultimi anni la necessità di toccare con mano ciò che aveva sempre letto nei libri o visto al cinema, di vedere il Grande Squalo Bianco nel suo ambiente naturale, in mezzo all’Oceano. E pensare che soltanto tre anni fa acquista la sua prima Canon e impara ad usarla, con eccellenti risultati vedendo le fotografie che ha pubblicato. “Il libro non può e non vuole essere una risposta a tutte le curiosità anche false che girano intorno al mondi degli squali, scrive nella sua introduzione giustificando il suo straordinario impegno, vuole essere la fotografia di una emozione, di un sogno che sa di sale, di mare, di forza e di denti…, dell’eterna lotta per la sopravvivenza del più misterioso e affascinante predatore degli oceani.”
La boccuccia del My Great White

E per “toccarli con mano” ha naturalmente scelto il Sud Africa dove si assiste a fenomeno unico riscontrato solo in questa zona del pianeta, una vera e propria attrazione turistica: gli squali che volano, a Seal Island, vicino a Città del Capo. Con agilità insospettabile gli squali si lanciano fuori dall’acqua per afferrare al volo le otarie che popolano quelle acque, soprattutto nei mesi estivi, da maggio a settembre quando i giovani di otaria abbandonano i rifugi sicuri vicino alla costa per iniziare a cacciare il pesce. 

giovedì 3 maggio 2012

A meno 30 per ammirare fotografie molto particolari

I segreti della Haven” è una mostra fotografica veramente particolare, è sott’acqua e si inaugura il 12 maggio sotto il mare in quel di Arenzano sopra il relitto della super petroliera Haven affondata ventuno anni fa. L’hanno ideata e realizzata due esperti fotografi nonché subacquei, Aldo Ferrucci e Massimo Mazzitelli con l’intento di far conoscere a tutti gli appassionati del mare come un relitto che ha nel suo passato un disastro ambientale, possa trasformarsi in una risorsa, in un’oasi di vita e in un richiamo per il turismo subacqueo, oltre che un luogo di studio e di interesse per i biologi.
La super petroliera lunga 334 metri esplose al largo del porto di Genova causando cinque vittime. Bruciò tonnellate di greggio per settantadue ore nell’aprile del 1991, si spezzò in due tronconi, la parte della prua lunga 97 metri è sprofondata a più di quattrocento metri e i 250 metri rimasti sono adagiati in assetto di navigazione su un fondale di 80 metri un miglio al largo del centro abitato di Arenzano. Le tonnellate di petrolio sparso in mare e bruciato in superficie hanno scongiurato un disastro ambientale come quello causato nel 1978 dalla Amoco Cadiz, gemella della Haven, sulle coste bretoni.

martedì 1 maggio 2012

Il capolavoro di Roberto Neglia

Roberto Neglia
Tutti abbiamo seguito la vicenda della tassa di stazionamento, poi di possesso, che per alcuni, molti, forse troppi, avrebbe potuto voler dire rinunciare al piacere della barca. Tutti quelli che la vivono come tempo libero, hobby, seconda casa, sport e che per l’80% sono persone molto normali, con redditi normali, che sommano due stipendi e fanno qualche sacrificio per mantenere una piccola unità, magari comprata di “esima” mano. Anche noi ne abbiamo parlato lo scorso febbraio nel servizio La tassa che affonda la nautica.
Passata la bufera, Maremagazine ha dunque cercato di capire cosa è accaduto dietro le quinte e ha scovato l’artefice di quella che è stata un’operazione “salva settore” a fronte alle gravi sviste commesse nella prima stesura del provvedimento “Salva Italia”: Roberto Neglia, che abbiamo intervistato.

Ma Roberto per la Libreria il Mare è soprattutto un autore con la A maiuscola, come ricorda Giulia D’Angelo: “Roberto, che è un sessantottino, è nato infatti nel 1968, era poco più che ventenne quando per la prima volta mise piede in libreria.  
La sua passione per il mare, ma soprattutto per la vela, lo portava a leggere praticamente tutto il nostro catalogo. Le prime esperienze le ha fatte da ragazzino sulle derive per partecipare poi a regate di altura nelle classi I.O.R. e I.M.S. Ha contribuito a fondare il “Circolino della Vela", aveva la sede in un barcone sul Tevere, nel quale organizzava incontri e eventi. Al timone di Urakan III, uno sloop di 31 piedi che ha costruito quando aveva solo vent’anni, veleggia per il Mediterraneo. Nel 1995 al ritorno da una crociera nelle isole Ioniche mi mostra gli appunti di viaggio, una serie disegnata di tutti gli approdi con la descrizione nei dettagli, di tutto ciò che occorre sapere quando si arriva in un porto per la prima volta. In pratica una vera e propria guida nautica, un portolano nello stile dei Navigare lungo costa di Mauro Mancini, con i disegni di tutti i punti della costa riconoscibili dal mare, tutti gli approdi, gli ormeggi, i bassi fondali, e ogni indicazione utile per conoscere le correnti e i venti predominanti nelle varie stagioni. Oltre naturalmente ogni altra informazione utile per il soggiorno. In quello stesso momento ho conosciuto un Roberto, non più come semplice appassionato e affezionato frequentatore della mia libreria, ma un Autore. Detto e fatto, progettammo subito insieme a mio figlio Marco, la collana Isole da Scoprire, correva l’anno 1996 e il primo volume uscì con il titolo Le Eolie, Stromboli, Panarea, Lipari, Vulcano, Salina, Filicudi, Alicudi, Appunti di navigazione e di viaggio. Duecento pagine per conoscere tutto quello che c’è da sapere per navigare tra quelle isole. Il successo è stato immediato così che la collana si arricchì nel ’98 con L’Arcipelago della Maddalena e le Bocche di Bonifacio, nel ’99 con Le Ioniche infine nel 2002 con Le Ponziane.”