venerdì 30 marzo 2012

Notte stellata, centoventitre anni dopo…

“…Questa mattina dalla mia finestra ho guardato a lungo la campagna prima del sorgere del Sole, e non c'era che la stella del mattino, che sembrava molto grande.
Così scrisse Vincent Van Gogh quando ha dipinto poco prima dell’alba del 19 giugno 1889, Notte Stellata, un quadro ad olio su tela di cm 73 x 92. Rappresenta un paesaggio stellato sopra la città di Saint Remy de Provence in Francia. Ora il quadro è possibile ammirarlo al Museum of Modern Art di New York.
Invece la splendida e suggestiva visualizzazione delle correnti oceaniche di superficie di tutto il pianeta, registrate in un periodo di 30 mesi che sta facendo il giro del web, molto somiglia all’opera del grande Van Gogh. Il filmato si chiama Ocean Perpetual  ed è stato realizzato dallo studio di visualizzazione scientifica del Goddard Space Flight Center nel Maryland.
L’animazione mostra come si sono mosse le correnti oceaniche di superficie sulla Terra tra giugno 2005 e dicembre 2007. È  stata prodotta grazie a un modello computazionale della Nasa e del Jet Propulsion Laboratory, noto come «ECCO2» (Estimating the Circulation and Climate of the Ocean, Phase II). Viene generalmente usato per simulare i flussi oceanici a tutte le profondità. In questo caso, tuttavia, sono stati utilizzati solamente i flussi di superficie. Si possono osservare gli effetti di diverse correnti, quali la corrente di Kuroshio (la seconda più grande al mondo), quella potente e calda del Golfo, ma anche il gran numero di vortici intorno al Sudafrica.
Il video non ha narrazione o altre immagini esplicative, l’accompagna solo un sottofondo musicale; era stato concepito per un concorso dedicato alle tecnologie di computer animation ma non ha vinto, sta trovando comunque nuova vita grazie ad Internet.



lunedì 26 marzo 2012

“Carletto” a Parigi. Le sue fotografie in mostra per la prima volta

È il coronamento di una grande carriera per Carlo Borlenghi, il fotografo di mare e di vela più conosciuto al mondo. Il 29 marzo si è inaugurata presso la Mairie XVI Arrondisment di Parigi la mostra “Carlo Borlenghi Paris 2012”, che raccoglie per la prima volta le più belle immagini scattate nei suoi trenta anni di carriera. Oltre settanta le fotografie dove le vele, gli scafi e la spuma delle onde assumono forme nuove e inattese: immagini che raccontano i più importanti momenti della nautica internazionale con una visione e una poesia unici.
La mostra è suddivisa in due sezioni: nel salone principale sono esposte 17 fotografie di grande formato (120x180 cm) e due gigantografie di 2,50 metri x 3. La seconda stanza raccoglie 56 scatti da 40x60 cm che immortalano le fasi più spettacolari dei grandi eventi della nautica e ne raccontano i protagonisti.
L’allestimento, ideato dal designer Arturo Montanelli, è stato concepito attraverso la lettura e la reinterpretazione della “vela”, con una struttura tessile composta da centinaia di pannelli verticali semitrasparenti che sostengono e raccolgono le gigantografie.
Insomma una mostra che avrei tanto piacere di poter organizzare anche a Roma, malgrado i nostri “tempi bui” non solo perché conosco Carlo Borlenghi,  Carletto per gli amici, dall’inizio della sua carriera di fotografo. Ci siamo subito capiti perché ci unisce la comune grande passione per il mare. L’ho sempre considerato il migliore: ha immortalato Luna Rossa che incrocia l’Amerigo Vespucci nei mari della Nuova Zelanda, lo scafo di Alinghi trasportato in elicottero dalla Svizzera all’Italia, Loki che lotta contro le onde dell’oceano. Nei più significativi momenti della nautica internazionale lui c’era e li ha ritratti con poesia e uno sguardo tutto personale. La sua è arte vera e ogni sua fotografia ti dona una grande emozione. Con le sue immagini ti fa anche entrare “dentro le barche” o dentro l’avvenimento che fotografa.

Copyright o il diritto di copiare? I furbetti…

Da qualche tempo, alcuni clienti della Libreria Internazionale Il Mare, ci chiedono: “Avete aperto un ristorante di mare?”  Ma no, rispondiamo facciamo solo dei corsi di cucina di mare il mercoledì. Allora, mi dicono, il ristorante qui accanto che si chiama Mare e usa un vostro rivisitato segno di distinzione con le onde del mare, non è vostro? In effetti recentemente qualcuno ha avuto la bella idea di sfruttare la nostra notorietà e usare il nostro nome e un marchio similare. Non volendo intentare una causa e non volendo ricorrere agli avvocati contro questi “furbetti” che senza neanche informatici o invitarci all’inaugurazione del locale hanno aperto proprio nella porta accanto un lussuoso ristorante che cucina il pesce e i frutti di mare, ci siamo ricordati che qualcuno aveva coniato una frase  stupenda contro chi abusa del prossimo “una risata vi seppellirà”. Così mi sono rivolta al mio amico Gaetano Cafiero, “Ninì” per gli amici, che oltre ad essere un grande scrittore di mare e di subacquea è anche dotato di una penna arguta e ironica. Ecco cosa ha scritto per noi.
 


Se il Mare è un ristorante
Il “logo” sembra proprio quello originario della Libreria Internazionale il Mare – la superficie dell’oceano arricciata di riccioli bianchi – solo che in  questo caso il colore di base non è più il blu contrastato dal bianco evocatore delle onde, ma un uniforme bronzo dorato: un colore da petto di pollo, ecco. Ma che nella presente circostanza è più opportuno definire “colore filetto di cernia”. 

venerdì 23 marzo 2012

Una buona occasione per parlare con Pino Aprile di una “porcata”

Alla buonora! Almeno il Corriere se ne è accorto, gli altri ancora nulla. Il 18 marzo la notizia, a firma Roberto Russo, l’ha pubblicata sull’edizione del Mezzogiorno dedicandogli una pagina  titolando “Poeti e scrittori meridionali del ’900 cancellati dai programmi per i licei”. Il 21 marzo invece sull’edizione nazionale, sempre una pagina, per la precisione la 35, a firma di Paolo Di Stefano, titolando “Se la scuola cancella le regine delle lettere”.
Eppure Pino Aprile, che sarà nostro ospite in libreria il 27 marzo, più di quattro mesi fa, nel 2011, a quella stessa notizia non solo ha dedicato un intero capitolo del suo Giù al Sud, per la precisione il 36 e titolato “I poeti estinti”, ma l’ha segnalata come una “porcata” nelle tantissime interviste e trasmissioni alla radio e alla televisione. La notizia si riferisce alla circolare del 2010 con la quale una commissione di esperti nominata dall’allora ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha stabilito le linee guida degli insegnamenti che il Miur ritiene importanti per gli studenti delle scuole superiori.
“Così – ha scritto Aprile – per ordine del ministero della Pubblica Istruzione, gestione Gelmini, sono stati cancellati dal programma scolastico dei licei tutti gli autori e i poeti meridionali del Novecento.
Nel documento “indicazioni per il curricolo”, destinato agli insegnanti e alle case editrici di libri scolastici, si dettano i nomi degli autori attraverso la cui opera va insegnata la letteratura italiana del secolo scorso: non c’è un meridionale. Niente Tomasi di Lampedusa, Sciascia, Alfonso Gatto, Leonardo Sinisgalli, Corrado Alvaro... via persino Quasimodo, premio Nobel. Via tutti: in cento anni, garantisce il ministero dell'istruzione ariana, il Mezzogiorno non ha partorito un solo autore degno di essere segnato ai liceali italiani!”

Quattro Grifoni in livrea Gialla

Il grifone si sa, è stato adottato dalle Fiamme Gialle, compare infatti sullo stemma araldico della Guardia di Finanza: con apposito decreto del 18 giugno del 1949 il Presidente della Repubblica concesse al Corpo di rappresentarvi un “(…) grifone d’argento accasciato sulle zampe posteriori e poggiante la zampa anteriore destra su un forziere (…)”. È formato dal corpo del leone e dalla testa dell’aquila, a simboleggiare che è necessario conciliare la saggezza con la forza come si legge nell’enciclopedia dei simboli. Ma oltre a rappresentare la Guardia di Finanza il Grifone è anche il nome dato alle barche a vela sottoposte a sequestro e ora in servizio con i colori del Corpo destinate alla Stazione Navale di Addestramento di Gaeta per scopi didattici e di rappresentanza.
ll loro impiego primario è quello di formare gli allievi finanzieri, gli ispettori e gli ufficiali. Nessun’altra imbarcazione più di una a vela, infatti, permette di vivere in stretto contatto con gli elementi della natura, motivo per il quale, il passaggio a bordo di tali imbarcazioni è considerato uno step importante nei corsi di addestramento.
Fino ad oggi le barche sequestrate sono state quattro. Il Grifone I è in disarmo, il Grifone II è in attesa di essere impiegato, mentre le storie degli altri due sono tutte da raccontare.

Atlanti Nautici alla corte di Cosimo de’ Medici

I due Atlanti Nautici del cartografo Francesco Ghisolfo, allievo del famoso Battista Agnese, sono conservati nella Biblioteca Riccardiana di Firenze e la loro storia prende vita nella Firenze del tardo ’500 nell’ambiente della corte medicea del duca Cosimo.
Ghisolfo e il suo maestro lavorarono per sovrani e signori di tutta Europa realizzando quelle carte che descrivevano l’orizzonte del mondo all’indomani dei grandi viaggi di scoperta.
Quello indicato con il numero 3616 venne commissionato dalla nobile famiglia Martelli di cui reca lo stemma con il grifone rampante. Il Codice 3615 mostra invece lo stemma mediceo di un cardinale, forse Ferdinando che poi, smessa la tonaca, divenne granduca.

sabato 17 marzo 2012

Per non dimenticare

Non capita tutti i giorni, ma ci sono volte in cui succede di essere particolarmente orgogliosi del proprio lavoro. 
La copertina fatta oggi per la manifestazione organizzata da Libera a Genova per ricordare le vittime di tutte le mafie per me è stata una di quelle occasioni.

Il disegno di Falcone e Borsellino è fatto con i nomi e i cognomi delle 824 vittime della mafia dal 1893 a oggi.
Massimo Gentile    
Genova 17 marzo 2012






Massimo Gentile (mediumitalic.blogspot.com) è l’Art Director del quotidiano genovese e anche noi siamo orgogliosi di pubblicare la sua prima pagina sul nostro blog.
Grazie Massimo!


venerdì 16 marzo 2012

Editoria di prestigio per Porti antichi di Roma

Non si può parlare di un semplice libro, ma di una vera e propria opera di altissima scuola artigiana che si perde nella memoria e nella storia stessa dell’editoria di prestigio.
Questo è Porti antichi di Roma a cura di Alberto Lombardo.
Grazie all’importante documentazione iconografica, ricca di opere d’arte e di immagini fotografiche della Roma scomparsa, nel libro riprendono a vivere le sponde del Tevere, con i porti, i ponti, gli approdi, le attività commerciali e artigianali, le istituzioni e le confraternite, e tutta quella umanità che dal fiume traeva sostentamento e al quale dedicava la vita. Così la città del fiume riemerge dalla memoria storica che l’aveva in gran parte dimenticata.
Eppure fu proprio la navigazione fluviale e marittima che permise a Roma di affermarsi come potenza mondiale attraverso la fitta rete dei suoi porti, nodi ideali di comunicazione.

giovedì 15 marzo 2012

Pino Aprile in libreria il 27 marzo con Giuliano Gallo

Pino Aprile, foto di M. Sestini
È confermato! e il tam tam si è già scatenato in rete. Pino Aprile sarà nella nostra libreria dalle 18.30 di martedì 27 marzo.
A “stuzzicarlo” ci penserà Giuliano Gallo scrittore e giornalista del Corriere.
Era un po’ che Pino, pur di aderire alla nostra richiesta, cercava di districarsi tra i mille e più inviti che riceve da ogni dove per parlare dello straordinario successo del suo Terroni e di Giù al Sud.  “Dal 2010 sono quasi cinquecento le presentazioni che ho fatto, mi racconta al telefono (lo conosco da quando io ero all’Europeo e lui all’Oggi), ma ci sono almeno milleseicento inviti inevasi e continuano ad arrivarne! Mi chiamano anche all’estero. La prima trasferta è stata in Svezia, quindi Londra, Zurigo, Manchester, New York…, sono distrutto.
Non so più quante volte mi hanno intervistato, forse un centinaio, contando anche quelle radiofoniche. La migliore in assoluto, tiene a farmi sapere, è quella che mi ha fatto Stefano Lorenzetto su Il Giornale. Ti invito a leggerla, cosa che ho fatto…”
“Sulla mia pagina di fb ho cinquemila contatti, mi informa, sulla pagina fan, sempre su fb, oltre quattromila; il blog è ancora frequentatissimo, mi dicono, anche se non riesco più a curarlo. Le ristampe di “Terroni” sono una quarantina, ormai; le copie vendute circa 300mila (almeno), e il titolo rimane nella top-twenty, da circa due anni.

mercoledì 14 marzo 2012

Andare sott’acqua come un pesce…

Il SeaBob in immersione
È un bob molto, ma molto speciale, che però non si usa per gettarsi a capofitto in un tunnel ghiaggiato. Quello che presentiamo è il SeaBob l’ultimissimo “giocattolo” per divertirsi in acqua, sopra e sotto, muoversi e immergersi con la stessa agilità dei pesci, in tutta libertà, addirittura fino a quaranta metri di profondità. Nella nostra Libreria ce ne sono due in esposizione. Il primo di un bel rosso “Ferrari” siamo riusciti a infilarlo nella grande vetrina che dà su via di Ripetta. Il secondo, questo è giallo della stressa tonalità dei limoni di Procida, è all’interno e quasi si confonde tra i libri e i modelli di barche a vela.
Fa venire alla mente i mini sommergibili utilizzati per le battaglie subacquee nei film di 007 o i mitici “maiali’ usati dagli incursori della nostra marina militare. È facilissimo da guidare, la velocità viene regolata con un semplice “controlgrip”.
Nella programmazione di serie, la profondità di immersione è regolata, per motivi di sicurezza, a due metri e mezzo. Agendo sull’elettronica si può regolare la profondità fino a 40 metri. In superficie, con il suo motore, da 3 a 7 CV secondo il modello, raggiunge la velocità di dieci chilometri, sott’acqua un po’ meno, otto. Una leggera pressione sul sensore verde per accelerare in maniera continua per gradi con forza.

venerdì 9 marzo 2012

Regio Sommergibile Ammiraglio Millo, una data da ricordare

L’illustrazione del relitto del Millo dal mensile Sub
Tre date per ricordare un tragico evento.
La prima è di settantanni fa, il 14 marzo 1942 quando il Regio Sommergibile Ammiraglio Millo fu silurato e affondato a Punta Stilo, versante jonico della Calabria, a poca distanza dalla costa. Cinquantasei i morti, quattordici i superstiti.
La seconda è del settembre 2006 quando è stato rinvenuto ed esplorato il relitto del sommergibile oceanico situato a 72 metri di profondità.
La terza è quella della prossima settimana, il 17 marzo, quando l’Amministrazione Comunale di Satriano in provincia di Catanzaro e il Diving di Palladino commemorano il settantesimo anniversario dell’affondamento del Millo con una cerimonia in onore dei marinai scomparsi oltre a inaugurare un monumento ai Caduti del Millo.
Le prime notizie della possibile individuazione del relitto risalgono al 2000 grazie alla nave oceanografica Magnaghi della Marina Militare che con il suo Side Scan Sonar aveva captato la sagoma di un sommergibile. Ma la certezza si è avuta soltanto nel 2006  quando il subacqueo Paolo Palladino con il suo team Explorer del Thalassoma Diving Center lo ha individuato fotografato e filmato.

mercoledì 7 marzo 2012

Un appuntamento intrigante per conoscere e illustrare gli abitanti del mare

 Nella nostra libreria di certo non ci si annoia, l’infaticabile Giulia una ne fa cento ne pensa…
Così dopo il corso sui nodi, quello per la patente nautica e per la fotografia digitale seguito dai tre sulla cucina di pesce e da quello sulla storia navale nell’antica Roma, ora è la volta di “Te lo disegno io il pesce”, un corso base di disegno naturalistico con lezioni di introduzione alla biologia marina.
È piuttosto impegnativo: otto lezioni di tre ore e mezza da martedì 13 marzo a martedì 8 maggio.
Si parte con la storia dell’illustrazione naturalistica e l’introduzione alla biologia marina per finire con i lavori in studio e sul campo.
Il corso nasce con l’idea di abbinare la biologia al disegno semplicemente per far sì che chi disegna sappia quante zampe ha un granchio o quanti tentacoli il polpo.
Gli animatori e docenti sono due personaggi di spicco nell’ambiente. Luca Marini (nomen omen) è il biologo marino, romano 51 anni è stato assistente universitario con un discreto curriculum come insegnante.


Luca Marini
Oltre che essere responsabile scientifico dell’Accademia del Leviatano onlus che si occupa a di studio e conservazione dei mammiferi marini è dirigente del Parco Naturale di Bracciano Martignano e per anni è stato animatore e direttore dell’Area Marina Protetta Secche di Tor Paterno. Ha alle spalle una brillante tesi di dottorato sui mammiferi marini oltre a studi sulle migrazioni delle balenottere nel Mediterraneo, e su una popolazione di delfini residenti in Sardegna.

venerdì 2 marzo 2012

Un secolo di Titanic

La tragedia della Concordia sembra non finire mai: è un Titanic sempre visibile, immobile col suo carico di morte.
Però il centesimo anniversario dell’affondamento del Titanic è prossimo, Il conto alla rovescia è iniziato, è tutto, o quasi, è pronto per ricordarlo nel migliore dei modi .
In giro per il mondo si organizzano decine di iniziative da perdere la testa. Ne abbiamo selezionate alcune.
Gli eredi della famiglia Dodge, sopravvissuta a quella tragica notte, hanno messo all’asta il menù dell'ultima cena sul transatlantico, valore attorno alle 100mila sterline.
Datato 14 aprile 1912 e si riferisce alle prelibatezze raffinate offerte ai passeggeri di prima classe, dalle uova Argenteuil al pollo in galantina.
Il menù verrò battuto l’11 aprile a New York insieme a decine di altri oggetti recuperati in fondo al mare: documenti, parti della nave, ma anche oggetti personali e gioielli come quello che ha inciso “Amy” il nome della proprietaria.
Invece il regista James Cameron il 6 aprile ci porterà di nuovo a bordo del Titanic  con la sua pellicola dei record riconvertita in formato stereoscopico. L'idea di riproporlo in versione tridimensionale si è concretizzata in uno spettacolo unico, senza precedenti. tanto da sembrare girato ieri.
Il senso di profondità ottenuto con l’accurata conversione viene sfruttato alla perfezione sia nelle sequenze subacquee che in quelle ambientate sul ponte della nave o sottocoperta regalando allo spettatore l’illusione di trovarsi fisicamente a bordo.

giovedì 1 marzo 2012

Pochi pesci, molte norme. Parola di Navarrini




Stefano Navarrini
Può risultare strano che a parlare di pesca responsabile sia un subacqueo, Stefano Navarrini, che si vanti di “essere nato con il fucile in mano”. Lo stesso che ancora oggi, alla tenera età di sessantaquattro anni, si rilassa facendo battute di pesca con qualsiasi tempo. “Nel bene e nel male – racconta – ho fatto tutto quello che si poteva fare in mare, dalle prove delle barche a motore e quelle a vela come velista, dal pescare sopra e sotto il mare, dal fotografare a scrivere di mare.”
Stefano, da sempre amico della libreria Il Mare, sono più di vent’anni che, alla direzione del mensile Pesca in Mare, si batte perché i pescatori amatoriali non debbano “considerare il mare una loro proprietà esclusiva” come sottolinea nel suo editoriale pubblicato sul numero di marzo in edicola e che riportiamo per intero.
Il popolo degli appassionati che dalla barca o dalla spiaggia, pazientemente aspettano che il pesce che abbocca sia quello lungo quanto le braccia allargate, (quante volte lo abbiamo sentito raccontare dall’amico pescatore…) è stato contato. O meglio, tre anni fa il ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan ha predisposto la “Rilevazione della consistenza della pesca sportiva in mare” ovvero un censimento di tutto il mondo della pesca ricreativa e sportiva.
All’appello hanno risposto, registrandosi, in più di 800mila, e la registrazione doveva funzionare da titolo per l’esercizio della pesca. Con il rimpasto della compagine ministeriale però, il nuovo ministro, Saverio Romano, l’ha di fatto abolito introducendo la differenziazione tra pescatori di terra e quelli da mare. Toccherà al neo ministro Mario Catania trovare una soluzione che permetta di contare tutti quelli, sia dal mare che da terra, si dilettano a pescare.
E il nostro Navarrini alla guida della sua creatura, leader incontrastata nel mondo della pesca sportiva, è stato l’unico ad occuparsi degli aspetti politici e normativi e che interloquisce con i ministeri, le associazioni, i fabbricanti di attrezzature. Ora attende pazientemente di poter incontrare anche il nuovo Ministro per capire quale messaggi intenda lanciare a questo universo mondo della pesca sportiva. Un mondo, non bisogna dimenticare, che smuove enormi interessi.