martedì 31 gennaio 2012

Venerdì 10 febbraio in libreria con il marinario romanziere V. Emanuele Dalla Bella

Il pescatore Vittorio Emanuele Dalla Bella, 51 anni nato a Caorle dove vive, nella sua nuova veste di romanziere è al suo secondo libro storico sulle attività dei sommergibili della Regia Marina Italiana durante la seconda guerra mondiale. Quello che presentiamo in libreria il prossimo venerdì dieci febbraio è Il portasigarette d’argento, la cronaca dell’ultima drammatica missione del Regio Sommergibile Pietro Calvi e del suo leggendario comandante Primo Longobardo, medaglia d’oro al valor Militare. Mentre il primo, dal titolo Sommergibile Da Vinci missione finale lo pubblicò tre anni fa.
Dalla Bella l’ho conosciuto al telefono dopo aver letto il suo libro tutto d’un fiato. E dopo avermi detto che la sua attività di romanziere è nata quando ha abbandonato la vita di pescatore come comandante di un peschereccio, alla mia domanda “come è possibile che un pescatore, di punto in bianco, con appena la licenza di scuola media, si trasformi in scrittore?”, la risposta è stata semplice e disarmante: “tutto nasce dalla mia passione per la marina e la sua storia. Sono l’ultimo di tre generazioni che hanno servito la marina sia in guerra che in pace. Mio nonno Luigi nel 1915 si imbarcò sulla corazzata Saint Bon e si meritò sul campo una croce di guerra al valor militare. Mio padre Giovanni, è stato motorista navale imbarcato sull’incrociatore Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi.

Mio zio è stato sommergibilista, io più semplicemente ho fatto soltanto il servizio di leva come marinaio per poi diventare pescatore al comando del peschereccio Umberto di Savoia 15 metri fino a tre anni fa. Dopo 35 anni di pesca a strascico su e giù per l’Alto Adriatico, da Caorle fino ai confini con la Croazia, la crisi mi ha portato ad abbandonare il “mestiere” a staccare la spina dalle problematiche della pesca.

lunedì 30 gennaio 2012

Le navi tradite. “Quando mai impareremo”?

Naufragio dell’Herald of Free Enterprise
Una rivista mensile australiana di carattere marittimo in ogni numero pubblica una tabella con gli incidenti, parziali e totali avvenuti nel mondo alle navi che portano passeggeri, cruise e traghetti; si scopre che almeno  una decina di unità vengono registrate in questo elenco dal titolo allusivo “Quando mai impareremo”?
In questa tabella vengono riportati la zona, il posto, la natura del sinistro, la causa, il numero dei morti, (dell’ordine delle centinaia all’anno, compresi ogni tanto anche i famigerati traghetti che si rovesciano o s’incendiano in Asia o in Egitto).
Il redattore sottolinea che la rivista continuerà a pubblicare questa “saga” di distruzione e morte finché non sarà invertita in modo drastico la tendenza di tali incidenti in mare.
Nel prossimo numero della rivista troveremo il naufragio di una delle più grandi navi passeggeri del mondo, Costa Concordia, all’Isola del Giglio.

venerdì 27 gennaio 2012

Costa Concordia: dieci domande in attesa di risposta

Abbiamo scelto di aprire questo post con la riproduzione del quadro La zattera della Medusa dipinto da Théodore Géricault nel 1819 perché presenta molte analogie con con il naufragio della Costa Concordia.  Quadro che rappresenta gli avvenimenti successivi al naufragio della fregata francese Méduse, avvenuto il 5 luglio 1816 sulle coste dell’attuale Mauritania, a causa di negligenze e decisioni affrettate da parte di comandanti e governanti. Delle 147 persone imbarcate, soltanto 13 fecero ritorno a casa. L’evento generò uno scandalo internazionale, in parte attribuito all'incompetenza del capitano dell'imbarcazione. Parliamo così ancora dell’assurdo naufragio della Costa Concordia perché abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo questo intervento di Dario Farabegoli, assiduo frequentatore e amico della nostra libreria, che ricostruendo la dinamica dell’incidente, pone dieci domande sul lato oscuro di questa vicenda, a proposito di quei terribili cinque minuti tra le 21,53 e le 21,58 del 13 di gennaio 2012.
Dario, classe 1963, ha un curriculum di tutto rispetto, comandante di navi da diporto, è titolare dello Studio Navale FD che si occupa di perizie, consulenze per il tribunale, certificati di sicurezza, certificazioni e project manager.

13 Gennaio 2012 Costa Concordia, di Dario Farabegoli
Costa Concordia in cantiere
Una tragedia umana, ambientale e di una nazione, dovuta (probabilmente) all’esibizionismo di un solo uomo e ad una consuetudine tollerata o sollecitata dall’armatore, molti i risvolti oscuri, di cui forse non avremo mai la verità.
Una nave albergo, che nonostante sia dotata di tutte le ultime tecnologie di navigazione e delle migliori soluzioni tecniche del comparto navale, impatta, perde la manovrabilità, deriva, incaglia, sbanda, e naufraga! Tutto in poche ore.Un primo pensiero a chi ha perso la vita per colpa di una “merdaccia” in stile Fantozziano, con il rispetto per il personaggio Fantozzi.

mercoledì 25 gennaio 2012

Regate per tutte le età

Nino Merola
Per gli appassionati della vela il nuovo anno (Costa Concordia a parte) si è presentato come meglio non poteva. Basta leggere le cronache dei tre eventi che hanno meritato la prima pagina e di cui ancora molto si scrive.
Ma c’è un quarto evento che merita ugualmente di essere raccontato, non soltanto perché il protagonista, il cinquantasettenne Nino Merola, bolognese di nascita ma romano di adozione, è un frequentatore delle prima ora della libreria il Mare (l’ha vista nascere a piazza Farnese or sono 37 anni fa…), ma perché, in coppia con Andrea Caracci, ingegnere milanese di 43 anni e esperto velista, il prossimo sabato salpa con il suo Sun Fast Scheggia – ITA 3200 per la seconda tappa, da Madeira alla Martinica, di una regata molto particolare, la Transquadra. Che come dice il nome, è una regata transatlantica per quadragenari (di almeno 40 anni…, non professionisti, in equipaggio ridotto (ammessi solo solitari e equipaggi di coppia), con barche strettamente di serie, entro i 36 piedi.
La rotta della Transquadra
Nulla a che vedere quindi con Laura Dekker la giovanissima olandese, classe 1985, appena sedici anni e quattro mesi, che ha concluso il giro del mondo in solitario con il suo ketch da undici metri e mezzo. A 16 anni starsene in mezzo agli oceani tutta sola deve essere una esperienza non da tutti!
Per non parlare del Maxi-Trimarano Banque Populaire V che sbriciola il record del Trofeo Jules Verne, il giro del mondo 29.002 miglia  in equipaggio senza scalo passando per i tre capi. Il nuovo record di 45 giorni, 13 ore, 42 minuti e 53 secondi, alla media di 26,51 nodi, abbassa di oltre tre giorni il precedente, e segna una pietra miliare nella storia della vela. Lo skipper Loick Peyron e il suo equipaggio di 13 velisti al comando del maxi trimarano di 40 metri hanno così migliorato il precedente record di 2 giorni 18 ore 1 minuto 59 secondi.

lunedì 23 gennaio 2012

Superyachts e navi da crociera: la ricerca sullo stato dell’arte

Superyachts, Charteryachts e Cruise Vessels Design sono i tre volumi che rappresentano la sintesi dell’impegno accademico genovese nell’ambito della ricerca navale-nautica con il D.S.A. – il Di partimento di Scienze per l’Architettura dell’Università degli Studi. Riassumono l’attività di ricerca sulle navi da crociera e da diporto condotta dai ricercatori e dai docenti coinvolti nelle discipline nautiche nell’Ateneo e in atto da diversi anni.
La ricerca è sviluppata sia come analisi dello stato dell’arte sia come sperimentazione progettuale applicata dai medesimi docenti nell’ambito dei Laboratori di Design Navale e Nautico attivi presso il Corso di Laurea Triennale in Disegno Industriale – curriculum navale nautico e il Corso di Laurea Magistrale in Design Navale e Nautico.

L’attenzione che i docenti incaricati delle discipline nautiche all’interno dell’Ateneo genovese rivolgono all’argomento, sia esso oggetto di squisita ricerca teoretica o di applicazione sperimentale o di didattica, costituisce un valore aggiunto per la nautica italiana e per la sua crescita.
Le navi da crociera come quelle da diporto, maxi mega o superyachts, costituiscono infatti “il fiore all’occhiello” della nostra cantieristica, pochi sono i rivali al mondo e nonostante la recente crisi mondiale, continuano a rappresentare due attività di riferimento e d’eccellenza del settore.

venerdì 20 gennaio 2012

Te lo cucino io il pesce! dal primo febbraio per la terza volta

Come recita l’antica saggezza popolare, non c’è due senza tre. Allora affrettatevi a telefonare in libreria 063612091 per fare la vostra prenotazione, perché mercoledì primo febbraio, – a proposito, ricordatevi, questo 2012 è bisestile – inizia il terzo corso di cucina “Te lo cucino io il Pesce!” tenuto dall”Excutive Chef Antonio Bonamini. Le lezioni sono quattro di tre ore il mercoledì dalle 18.30 alle 21.30 con “paellata” finale.
Ecco il calendario e gli argomenti trattati:
Mercoledì 1 febbraio: Scelta del pesce, pulizia, filettatura, marinatura, carpacci, tartare e antipasti.
Mercoledì 8 febbraio: Primi piatti e zuppe.
Mercoledì 15 febbraio: Secondi piatti: pesce al forno, al vapore e finger food. Cucine regionali (Puglia, Sicilia, Campania, Sardegna, Lazio).
Mercoledì 22 febbraio: Cucina internazionale: paella e sushi e cena in libreria.
Alla fine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione dalla Federazione Nazionale Personal Chef.
Antonio prenderà per mano gli allievi, non più di otto o dieci, per svelare i suoi segreti sulla cucina internazionale e quella regionale. Dalla scelta del pesce alla preparazione della paella al sushi, dai primi piatti e dalle zuppe, al pesce cotto a vapore passando per la preparazione dei Finger Food di cui è maestro. Il corso è tenuto in collaborazione con la Federazione Nazionale Personal Chef, con la famosa pescheria romana Megliofresco e con Le Creusette l’altrettanto famosa linea di pentole in ghisa.
Antonio è stato per noi una piacevole, casuale, scoperta. Da circa due anni gli eventi organizzati in libreria si chiudono  con la degustazione dei suoi Finger Food. Sicuramente Antonio, una decina di anni fa, è stato tra i primi in Italia a sperimentare questi piccoli bocconcini e a specializzarsi nella loro preparazione seguendo l’antica tradizione anglosassone.

Concordia: i commenti di due uomini di mare

Leggiamo sempre con molta attenzione la news letter “DL News Cultura, notizie e commenti a cura di Decio Lucano”, e, come già abbiamo fatto lo scorso anno, riprendiamo anche oggi un suo significativo intervento, che ha pubblicato ieri, sul naugragio della Concordia. Decio Lucano è scrittore e giornalista.

Decio Lucano
Dopo il sinistro della Costa Concordia non avrei voluto scrivere più niente di mare e di marinai, come se una invisibile ma presente “linea d’ombra” mi avesse impedito di proseguire con queste News. Troppo grande la mortificazione per il naufragio di una grandissima nave e per la causa così banale ma altrettanto grave della sua perdita.
Non è questo il progresso che io mi aspetto, c’è troppa superficialità nel nostro mondo di parlatori e messaggiatori.
Provo a scrivere qualcosa (che ho già scritto altre volte e che – non trattandosi di disgrazie – nessuno dei comunicatori ha letto), lo faccio controvoglia.
Per esperienza so che l’inchiesta sarà lunga e le versioni saranno incrociate ed enfatizzate da perizie e motivazioni legali varie. Ma sulla nostra Marina mercantile quel 13 gennaio 2012 si è chiuso un capitolo e si apre un’altra pagina, come se cominciasse una nuova storia di mare e di marinai. (DL)

Tecnologia, lance, professionalità in mare nel centesimo dal naufragio del Titanic
 Questo scrivevamo negli anni passati e in particolare nel giugno del 2011…

mercoledì 18 gennaio 2012

Costa Concordia, una tragedia che si poteva evitare

Le pagine sono duecentocinquanta, il formato è trenta per ventotto centimetri, è cartonato e chiuso in un cofanetto. Parliamo del volume Costa Concordia stampato nel 2006 e interamente dedicato alla “più grande nave da crociera mai costruita in Italia e battente bandiera italiana”. La nave Concordia fu varata il 2 settembre 2005 ed ebbe un battesimo sfortunato, la bottiglia di champagne non si ruppe. Il viaggio inaugurale invece è del luglio dell’anno successivo.
Quella che segue è la presentazione al libro scritta da Pier Luigi Foschi, Presidente e Amministratore Delegato di Costa Crociere,
Presentare una nuova nave, raggiungere un nuovo sogno, rappresenta una grande emozione, un passo importante per la compagnia, presente nel business delle crociere da più di mezzo secolo.
Da qualche anno si puntava ad avere una nave sul mediterraneo di grandi dimensioni, ma abbiamo preferito aspettare la certezza del mercato e che il cantiere avesse acquisito l'esperienza necessaria per raggiungere questo ambito traguardo nel migliore dei modi.
Costa Concordia rappresenta la più grande nave da crociera mai costruita in Italia e battente bandiera italiana; il nome Concordia è stato suggerito dall’attualità del disegno europeo di un clima disteso e in sintonia. L’europa è anche il tema dell’arredo, che si ispira a stili emblematici del vecchio continente, e dell’arte, che prevede la partecipazione di alcune rinomate accademie.
Con i suoi 3780 passeggeri non si tratta solo di una nave ma di un sistema: è praticamente una città in movimento, che si basa su un prodotto innovativo proponendosi in maniera concorrenziale; lo scopo del nostro settore è quello di spostare il turismo da offerte più tradizionali verso la crociera, agendo sullo stupore, sullo charme conquistato con tutti i mezzi possibili, mettendo a disposizione
tutto il massimo della fruizione che un turista può avere. Bisogna cercare di fornire un'esperienza completa a bordo di una nave, esaltandone l'aspetto romantico, prevenendo e soddisfacendo tutti i desideri del passeggero, con professionalità ed eleganza, con una qualità senza pari a terra, con un servizio che ricorda quello in guanti bianchi di una volta, ma che a differenza di allora è reso accessibile a tutti.

sabato 14 gennaio 2012

Un esercito di ricercatori per studiare il profilo costiero della nostra Penisola

Alla realizzazione del libro La Costa d’Italia hanno partecipato un esercito – così come afferma il suo curatore, il professor SergioGinesu dell’Università degli Studi di Sassari –, di ricercatori appartenenti a diverse discipline che hanno affrontato il tema della costa dell’intero perimetro dell’Italia con una ottica esclusivamente fisica. Provengono in gran parte dalle discipline delle Scienze della Terra, sebbene non manchino gli interventi di ingegneri, architetti e geografi umanisti ed economici. Uno straordinario gruppo di lavoro multidisciplinare ed interdisciplinare, costituito da oltre 100 ricercatori provenienti da 21 sedi universitarie e centri di ricerca sparsi in tutta Italia, che, pur sempre nelle ristrettezze di bilancio, è riuscito a mantenere viva e dinamica la ricerca sui problemi della costa.
Tuttavia, la difficoltà di realizzare, per la prima volta in Italia, un volume monotematico che considerasse l’aspetto fisico del profilo costiero del Paese erano tante e non semplici da superare, anche considerando le varie competenze sui numerosi argomenti da trattare che coinvolgevano un numero molto elevato di studiosi.

venerdì 6 gennaio 2012

I favolosi Farr 40


Un libro adatto per sognare sfide avvincenti sui campi di regata nei mari di tutto il mondo magari con un  vento a venti nodi, lo hanno costruito quelli della Farr 40 Class. È stato presentato con tutti gli onori del caso lo scorso giugno nella sede della Farr 40 Class Association ad Annapolis negli Stati Uniti, e subito dopo allo Yacht Club Costa Smeralda di Porto Cervo durante la seconda tappa del circuito europeo Farr 40, insieme a un gruppo di proprietari, sostenitori e amici della classe provenienti da tutto il mondo, e dai presidenti della Classe John Calvert-Jones e Jim Richardson, che insieme a Vincenzo Onorato e Lang Walker hanno sostenuto il progetto. Il titolo The Fabulous 40s è più che azzeccato, racconta la storia di ciò che è stato il più grande successo del racing one yacht design contemporaneo in tutto il mondo oltre ai traguardi raggiunti dalla classe e degli armatori che hanno contribuito alla crescita della flotta dei Farr 40 negli ultimi quindici anni. 

giovedì 5 gennaio 2012

Glénans: scuola di vela, scuola di mare, scuola di vita

L’Arcipelago dei Glénan è nella Bretagna del sud, al largo di  Concarneau. Lo formano sette isolotti non abitati intorno a un mare interno dalle acque trasparenti, con spiagge di sabbia bianca che ricordano paesi tropicali. Il narciso di Glénan è il fiore caratteristico dell’arcipelago.
Minacciato di estinzione negli anni ’50, sull’île Saint Nicolas, uno dei sette isolotti, è stata creata una riserva naturale per proteggerlo. Tanto per capire quanto da quelle parti hanno a cuore la salvaguardia dell’ambiente. La laguna protetta dall’oceano è la base ideale per imparare a navigare. E mai come in questo caso, Nomen omen  un nome un destino, la credenza dei Romani che nel nome della persona fosse indicato il suo destino è azzeccata.
L’Arcipelago dei Glénan
Così Glénan ha dato il nome a Les Glénans, la scuola di vela fondata nel 1947 nata da un idea semplice: permettere di ritrovarsi e di costruire insieme un solido legame sociale intorno ad una attività: la vela. “Scuola di vela, scuola di mare, scuola di vita” con questi valori si è affermata come la più grande scuola di vela d'Europa. Valori che ritroviamo nelle mille e più pagine del libro Glénans Corso di navigazione, nato nel 1961 e oggi giunto alla sua settima edizione. Il volume è uno dei pilastri della Biblioteca del Mare creata da Ugo Mursia il fondatore della omonima casa editrice.