mercoledì 15 febbraio 2012

La Storia Navale dell’Antica Roma in libreria

Dall’archeologia subacquea alla fotografia digitale, dai nodi marinari alla cucina di pesce, la nostra Giulia, oltre alle ricorrenti presentazioni di libri, sempre di più sta specializzando la libreria nell’organizzazione di corsi e incontri.
Così il prossimo 2 marzo, in collaborazione con l’Associazione Culturale il Mare, inizia Lineamenti di Storia Navale dell’Antica Roma, quattro lezioni tenute da uno studioso di eccezione, l’Ammiraglio Domenico Carro, autore di Classica, una raccolta di dodici libri pubblicati dal 1992 al 2003. Duemilaquattrocento pagine con un mosaico di citazioni degli autori antichi accompagnate da una accurata ricerca di illustrazioni che forniscono una ricostruzione basata esclusivamente sulle testimonianze che ci sono venute dall’antichità. I 12 libri sono usciti come supplementi di Rivista Marittima, lo storico mensile della Marina Militare fondato nel lontano 1868, uno dei più antichi attualmente in circolazione.
Nelle quattro lezioni del corso, il venerdì a partire dal 2 marzo dalle 18.30 alle 20.30, Carro spiegherà come fecero i Romani a fare del Mediterraneo il Mare Nostrum e come Roma riuscì a sconfiggere per mare, una dopo l’altra, tutte le maggiori potenze navali dell’epoca, a liberare i mari dalla pirateria, ad utilizzare le proprie flotte per acquisire, amministrare e difendere un immenso impero prettamente marittimo, e a congiungerne tutte le coste con una marina mercantile fiorentissima, che incluse un’infinità di navi costruite a regola d’arte, come si vede dagli innumerevoli relitti ritrovati un po’ ovunque.

Domenico Carro e la moglie Bianca
A costruire navi lunghe oltre cento metri per il trasporto degli obelischi, eppure una “leggenda metropolitana” racconta, anche nei libri scolastici, che i Romani non sapevano navigare. La storia classica esalta la perizia marinara dei Fenici, audacissimi navigatori, la competenza navale dei Greci e degli Etruschi, la potenza delle flotte Cartaginesi e dei grandi regni ellenistici, mentre la fama di Roma sembra tutta terrestre: solide strade e legioni invincibili. Nell’immaginario collettivo, in effetti, i Romani appaiono rigidamente condizionati dalle proprie origini rurali: combattenti insuperabili sulla terraferma, ma a disagio per mare, tanto da ricorrere ad un marchingegno ingombrante e ben poco marinaresco per agganciare le navi nemiche e consentire ai legionari di combattere su di esse come in battaglia terrestre. Così perlomeno ci ha raccontato Polibio, e non solo.
Quadro elaborato dall’Ammiraglio Carro
Domenico Carro ha percorso un’intera carriera da Ufficiale di Marina occupandosi prevalentemente di problemi addestrativi, operativi e strategici, nonché della pianificazione, coordinamento e controllo di molteplici operazioni militari effettive cui l’Italia ha partecipato in varie aree di crisi europee, mediorientali ed africane, ha comandato la Flottiglia Corvette e l’Ispettorato dei Fari e si è congedato nel 1996 come Ammiraglio di Divisione, per poi dedicarsi “anima e cuore’ alla sua passione che ha coltivato fin da quando era studente alle medie, la storia navale dell’antica Roma.


Romano di nascita, da militare Carro ha vissuto in giro per il mondo, figlio di un diplomatico ha passato la sua giovinezza tra Algeri e Marsiglia, frequentando ovviamente le scuole francesi dove ha iniziato a studiare la storia di Roma. “Questa civiltà così bella e potente mi entusiasmava molto di più dei racconti che mi facevano sui Galli e quasi per rivalsa contro lo sciovinismo dei francesi, sono diventato un iper patriota italiano, racconta l’Ammiraglio, così è nata la mia passione per la Storia.
Navi romane: Mosaici di Ostia Antica
Quella per il mare invece nasce dai miei nonni materni, gente di mare che sentivo nel sangue, così si spiega la scelta di entrare nell’Accademia Navale e di seguire la carriera militare, anche se mi rimaneva sempre questo tarlo dell’amore per Roma. In accademia ho letto per intero il De bello gallico (testo latino con la traduzione a fronte) e poi la Guerra Civile. Piano piano mettevo da parte materiale da leggere, mi sono alimentato di letture di autori latini e greci, mi piaceva lo spirito pragmatico di questi testi, li leggevo come se fossero romanzi, ne apprezzavo lo spirito e la filosofia. Ho iniziato ad annotare i passi che mi sembravano più interessanti perché volevo scrivere un articolo per la Rivista Marittima, il nostro riferimento. Quando però mi sono reso conto di avere raccolto troppo materiale per un solo articolo, ho pensato di farne un supplemento alla rivista. Infine quando ho capito che un solo supplemento non era sufficiente allora ho proposto di farne una serie di 5 premettendo da subito però che forse sarebbe servito ancora più spazio perché la materia era tanta. Ho scritto il primo, con il titolo Le Origini, Storia della Marina di Roma, testimonianze dall’Antichità quando ero Capo Ufficio Piano e Operazioni dello Stato Maggiore della Difesa all’epoca della Guerra del Golfo. Alla fine, conclude di pagine ne ho scritte 2400!”
Il corso costa 199 euro con il 20% di sconto per gli studenti.
Pompei, affreschi di Triremi
Questo il calendario degli incontri, 2 ore dalle 18.30
Venerdì 2 marzo 2012 -1). Dalla palude del Velabro al dominio del Mediterraneo occidentale
- il carattere marittimo di Roma, le sue navi e le sue flotte vittoriose sulla maggiore potenza navale dell'epoca (I guerra Punica)
- l’innovativa e risolutiva strategia navale adottata dai Romani contro la funesta invasione annibalica (II guerra Punica)
Venerdì 9 mrzo 2012 - 2). L’espansione marittima di Roma sulle sponde dell'intero Mediterraneo
- l’oculato esercizio dell'egemonia navale romana nel Mediterraneo orientale (guerre Illiriche, Macedoniche e Siriaca)
- il rafforzamento e la difesa delle acquisizioni oltremare (III guerra Punica, guerra Achea, guerre Mitridatiche)
Venerdì 16 marzo 2012 - 3). L'imperium maris nel Mediterraneo e nelle acque dell'oceano Atlantico
- le guerre contro i pirati e l’estensivo uso delle flotte militari e mercantili da parte di Pompeo per il controllo dei mari e l'approvvigionamento di Roma
- la penetrazione romana nell’Oceano, gli sbarchi in Britannia e le altre imprese navali di Cesare
Venerdì 23 marzo 2012 - 4). L’instaurazione e la difesa della pace augustea sulla terra e sui mari
- il ripristino della sicurezza dei traffici navali nei mari d'Italia (guerre Sicula e Dalmatica)
- l’annientamento dell’ultima minaccia navale di stampo ellenistico (guerra Aziaca) e le
successive misure a tutela della libertà della navigazione e della stabilità dell'Impero.