giovedì 29 dicembre 2011

Storia e segreti del cartografo Piri Re’is alla corte del Sultano Solimano il Magnifico

Con questo post non vi presentiamo un libro del nostro pur vastissimo catalogo, ma qualcosa di molto particolare. La cartella dal titolo Gli Stati Italiani di Piri Re’is, La cartografia turca alla corte di Solimano il Magnifico contenente sei tavole numerate formato 40x60 centimetri di una edizione a tiratura limitata – ne sono state tirate soltanto cento copie – che rappresentano i litorali di alcuni degli Stati italiani nel 1500. Sono tratte dal Kitab-i-bahriye (Il Libro della Marina) - Codice Marsili 3609, un portolano della cartografia cinquecentesca turca custodito nella Biblioteca dell’Università di Bologna, composto in due riprese, nel 1521 e nel 1526, da Piri Re’is, ammiraglio e cartografo del sultano Solimano il Magnifico. Insieme alle carte nautiche italiane, tra il XIII ed il XVI secolo, diedero il loro apporto alla nascita della moderna geografia del Mediterraneo.
Porto Recanati, Porto Civitanova, Santuario di Loreto, fiume Musone

Piri Re’is, nato verso il 1470 a Gallipoli sui Dardanelli e morto in Egitto nel 1554, aveva imparato a conoscere i paesi e le coste di quasi tutti i mari allora noti, navigando e combattendo nella guerra di corsa accanto allo zio Kemal Re’is, artefice delle vittorie ottomane di Pianosa, Egina, Morea, dei primi anni del cinquecento e, poi, in qualità di comandante supremo delle flotte del Sultano. In questo suo lavoro cartografico la tradizione degli eruditi e la scienza empirica dei marinai si incontrano e si fondono per formare una delle opere tra le più significative della letteratura ottomana. Si conoscono ventidue copie della prima versione e una decina della seconda, conservate in biblioteche di tutto il mondo.

mercoledì 28 dicembre 2011

Cartografia antica in un poker di volumi che affascinano

Una collana che rappresenta un vero poker d’Assi per gli appassionati della storia della cartografia. Quattro preziosi volumi, formato cm 35x32, che offrono un’accattivante panoramica di un prodotto cartografico spesso ingiustamente trascurato negli anni passati dagli estimatori delle antiche carte geografiche e che ne illustrano l’evoluzione dai primi esemplari più rudimentali alle carte con le caratteristiche grafiche e artistiche spesso alla pari con l’arte del vedutismo vero e proprio.
Contemporaneamente richiama l’attenzione su carte sciolte, atlanti nautici e resoconti di navigazioni, che stanno acquistando e sempre più acquisteranno, presso i collezionisti e gli amatori, lo stesso interesse sinora riservato alla cartografia terrestre. Quattro preziosi album per gli storici, per i geografi, per i collezionisti, dovuti alla competenza degli autori, Renato Borr e Paola Presciuttini, che si leggono come un romanzo.  La Presciuttini è stata la bibliotecaria  dell'Istituto Idrografico della Marina, ossia l'ente cartografico di Stato, istituito nel 1873 a tutela della navigazione e della vita umana in mare, di cui, per molti anni, è stata anche l’interprete ufficiale.

martedì 20 dicembre 2011

Le pietre miliari di Renato Sonny Levi, persona veramente geniale

Le “pietre miliari” delle progettazioni di Renato Sonny Levi, sono presentate e sintetizzate nel libro come lui stesso spiega in apertura del suo libro, edizione in italiano, Milestones in my Designs:
“La scelta delle milestones della mia progettazione si è rivelata più difficile di quanto non pensassi. Non volevo che questo libro fosse un “catalogo” del mio lavoro in puro ordine cronologico perché sarebbe stato noioso. Un lavoro di questo genere doveva avere più varietà di argomenti possibile e
una considerevole partecipazione sui piano umano con aneddoti e racconti, specialmente se divertenti, che arricchiscono enormemente la lettura. Per questo ne ho messi molti di quelli che ricordavo. La scelta dei progetti-precursori, fra oltre mille, non è stata davvero una faccenda semplice. Non ho avuto dubbio nel selezionarne alcuni: Speranza Mia,  A Speranziella, Swfury eccetera per i loro meriti come scafi d’avanguardia, ma per gli altri non è stato facile. Alcune licenze poetiche possono essere autorizzate e forse alcuni progetti di barche pubblicati valgono solo per l'importanza dell’armatore, per i bei ricordi o semplicemente perchè erano divertenti. Inesorabilmente quando si parla delle prestazioni di una barca si finisce per parlare di dinamica che non è davvero una materia apprezzata da tutti. Per questo ho incluso alla fine del libro, tre appendici tecniche: progettazione delle barche plananti, flap e trasmissioni di superficie.”

Da crociera? No, da battaglia… Il Vascello da 74 cannoni dalla A alla Z

Era la fine del 1700 e per costruire l’imponente macchina da guerra come il Vascello da 74 cannoni, fu “segata” un’intera foresta di querce secolari! All’inizio dell’inverno e con la luna calante esattamente duemilaottocento querce comuni, quelle impiegate esclusivamente per la costruzione delle navi, con una circonferenza minima di un metro e sessanta, 80-90 anni di età, sono state quindi tagliate per costruire il vascello, il più adatto alla battaglia, perché manovriero rispetto ai pesanti vascelli a tre ponti con cento cannoni. Lo scafo rappresenta la metà della sua stazza di tremila tonnellate, con 60 tonnellate di caviglie di ferro e di legno.
La stiva col suo falso-ponte contiene viveri per sei mesi, acqua per 12 settimane. Il primo ponte deve sopportare il peso considerevole dei grossi cannoni con palle da 36 libbre (circa 18 Kg), che pesano ciascuno quattro tonnellate.
Il secondo ponte, coperto nella parte anteriore e posteriore, sostiene un'artiglieria più leggera. I tre alberi in 3 elementi armano ciascuno tre piani di vele e si innalzano fino a 60 metri. Ben manovrato ha un’ottima tenuta in mare con ogni condizione atmosferica e con una brezza favorevole supera i dieci nodi con andatura al gran lasco.

giovedì 15 dicembre 2011

Ustica: Ovunque volgi lo sguardo… vedi il mare. “Questo” è un’Isola!

Ovunque volgi lo sguardo… vedi il mare. ‘Questo’è un’isola! E questo è il ricordo più vivo di Ustica di StefanoCarletti, vincitore del Tridente d’Oro 1968, uno degli ospitid’onore intervenuti alla serata dedicata ad Ustica che si èsvolta nei locali della Libreria Internazionale Il mare di Roma.
L’isolache c’è. Ustica tra storia e attualità, èstato il tema della serata. La presentazione di due nuovepubblicazioni del Centro Studi eDocumentazione isola di Ustica e degli ultiminumeri del periodico Lettera,l’occasione per incontrarsi o ritrovarsi nei locali della Libreriavia Ripetta 239. Un ambiente unico, non solo per varietà e ricchezzadi pubblicazioni raccolte ed esposte ma anche per gli oggetti e leimmagini suggestive legate all’ambiente marino che avvolgono eabbracciano chi approda alla Libreria e che forse per qualcheistante, hanno fatto rivivere ai numerosi ospiti intervenuti allaserata, la sensazione di volgere lo sguardo a quell’orizzonte,libero e continuo, di mare.

“Possa quest’arma distruggere la nave del nemico”. Sette rostri protagonisti della battaglia navale che ha cambiato il corso della nostra storia

Il rostro issato a bordo
Quella notte il mare era tranquillo e la luna splendeva alta nel cielo illuminando quasi a giorno il motopesca di 18 metri Nuova Madonna della Grazia del compartimento di Trapani. A bordo Mario Maltese, il comandante di 47 anni con i suoi due fratelli e un cugino. Esattamente l’11 novembre alla solita battuta di pesca a strascico e in quel momento, la mezzanotte era passata da poco, erano posizionati a 38°03,71’ N e a 12°14’38 E circa due miglia dall’isola di Levanzo che insieme a Favignana e Marettimo forma l’Arcipelago delle Egadi. Mario stava salpando la rete dell’ultima calata a circa 72 metri di fondale, senza sapere che di lì a poco avrebbe issato a bordo qualcosa di straordinario, il rostro di una nave, sapremo soltanto dopo il restauro se romana o cartaginese, colata a picco la mattina del 10 marzo 241 a.C. durante la Battaglia delle Egadi.
Mario Maltese e Bernardo Aruta
La più grande battaglia navale di tutti i tempi  – erano impegnati duecentomila uomini e milleduecento navi – dove si affrontarono la flotta romana al comando di Lutazio Catulo e quella cartaginese comandata da Annone che pose fine alla Prima Guerra Punica e culminò con la disfatta dei cartaginesi. Da quel momento Roma diventò la potenza militare che dominò il mondo, ma soprattutto noi ora non parliamo l’arabo!
“Abbiamo visto questo strano oggetto, racconta Mario ancora emozionato, non riuscivamo a capire di cosa si trattasse, era pesante a occhio un centinaio di chili, per nostra fortuna era rimasto incastrato nella catena, una mazzetta da tre metri e mezzo a maglie grosse prima della bocca della rete. Se ci finiva dentro l’avremmo persa! Con molta cautela siamo riusciti a issarlo a bordo, il rischio era che cadesse di nuovo in mare. Ci siamo chiesti cosa cavolo fosse.
Pensavamo a un relitto di aereo della seconda guerra mondiale, anche perché era capitato altre volte di tirare a bordo oggetti metallici, più o meno grandi. Si vedeva però che era una cosa molto strana, su un lato abbiamo notato anche un viso tutto incrostato.

domenica 11 dicembre 2011

La storia di Yacht leggendari che fanno sognare

Ha appena fatto il suo ingresso in libreria la nuova edizione riveduta e corretta di Yacht Classici, scritto a due mani dall’architetto navale Francois Chevalier e dal giornalista fotografo Gilles Martin Rage. Duecentotto pagine per un grande volume – un vero regalo per tutti gli appassionati di navigazione e di barche storiche – che racconta la storia di nomi che fanno sognare, yacht leggendari tra i più bei velieri classici. Tuiga, Mariquita, Cambria, Shamrock, Eleonora, Zaca, Moonbeam, Lulworth, Sunshine, Partridge, Altair, Nan, Marilee, Bona Fide: abbandonate per molto tempo, queste meraviglie sull'acqua dopo abili restauri tornano a brillare in tutto il loro originario splendore.
A tutt’oggi, su quattordici NY 40 varati tra il 1916 e il 1926, ne navigano ancora sette.

venerdì 9 dicembre 2011

Da Ustica storie di Posta e di Terremoti


Il Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica ha arricchito la collana Le Ossidiane con due nuovi libri che presentiamo in libreria il prossimo martedì.
In “Ustica s’inabisserà?” i tre autori, Franco Foresta Martin, Geppi Calcara e Vito Ailara, ci offrono un esemplare case study, ricostruendo le vicende legate alla sequenza iniziata con una serie di scosse sismiche, nella notte tra il 18 e il 19 marzo 1906, che sembrarono annunciare un evento distruttivo che per fortuna non si verificò.
Ci raccontano come reagirono le istituzioni locali, sindaco e direttore della Colonia dei coatti in primis, gli scienziati prontamente inviati a fare sopralluoghi nell’isola, le autorità centrali, il prefetto, le autorità di pubblica sicurezza, la Marina militare che mandò gli incrociatori a soccorso della popolazione, il ruolo della stampa locale e nazionale e, dunque, dell’opinione pubblica. Il susseguirsi dello sciame sismico indusse la coraggiosa decisione prefettizia di evacuare l’isola portando a Palermo i coatti e i loro custodi e la maggioranza della
popolazione dell’isola (circa 1.500 persone). Ma 450 usticesi decisero di restare per non abbandonare animali e beni, e soprattutto per sottrarsi al futuro di certa miseria a cui andava incontro la maggior parte di quanti lasciavano l’isola privi di appoggi, di mezzi di sussistenza e di salde reti di relazioni a Palermo. In effetti, le condizioni degli sfollati nel capoluogo siciliano furono penose, nonostante i casi segnalati di solidarietà e la beneficenza ufficiale, tale da spingerli al controesodo nei primi giorni di aprile, quando la sequenza sismica declinò. Nell'Italia che non si era ancora attrezzata per le emergenze, che solo nel giugno dello stesso anno, in seguito del terremoto in Calabria, avrebbe promulgato un decreto legge regolante primi soccorsi per la ricostruzione, balza in tutta la sua evidenza il carattere esemplare del caso usticese, dove prevalse l’interesse della prevenzione e della tutela delle vite dei cittadini, decisa dal prefetto Francesco De Seta, contro il parere della stessa, pur non unanime, comunità scientifica, mentre disvela tutta l'insufficienza della risposta statale alle emergenze di questo genere, che l’inattesa visita dei sovrani sull’isola non riuscì a mascherare.

mercoledì 7 dicembre 2011

Il Mare non è un luogo per soli ricchi! Appello al Presidente Monti

Gli amici dell’Unione vela solidale, dell’Associazione scuole vela e di Legambiente hanno rivolto al Presidente del Consiglio Mario Monti questo appello che noi condividiamo e che volentieri riprendiamo pubblicandolo sul nostro blog con un caloroso augurio di buon vento a tutti!
Giulia D’Angelo

 LETTERA APERTA
 Alla cortese attenzione del Presidente del Consiglio dei Ministri
Senatore Mario Monti

Gentile Presidente,
la nautica da diporto non è solo lusso e ostentazione. Esiste anche un mondo che vive il mare e la navigazione come risorse didattiche, educative e formative. Vi sono persone e associazioni che, con convinzione e spesso con sacrifici, mantengono barche che sono scuole di vita e di educazione ambientale.

martedì 6 dicembre 2011

Un atlante per i wave watchers

Wave Watching, come recita il suo sottotitolo, è un libro che non lascia adito a dubbi nel presentare “lo spettacolo delle mareggiate in Liguria” con le sue immagini reali e suggestive, impressionanti e di grande effetto.
Gli autori, Stefano Gallino, Alessandro Benedetti e Luca Onorato, con le fotografie che hanno messo in pagina, hanno il merito di spiegare con dovizia di particolari e con una accurata ricerca i fattori meteorologici all’origine di questi fenomeni che lasciano impressionati e sbigottiti anche per i danni che causano.
Questo libro è una fenomenologia dell'onda. Racconta il suo lungo viaggio nel fetch, insegna a distinguerla e a valutaria, spiega come si manifesta e in quali punti della costa dà spettacolo. In un atlante delle mareggiate in Liguria, unico nel suo genere, ci dice dove andare ad ammirarla in tutta sicurezza.
Infine è un libro originale e affascinante, diverso da qualunque altro volume illustrato sul mare, offre uno strumento in più ai moltissimi "wave watchers" che possono usare le loro schede per capite come si forma, come si misura. da quale mondo viene, come arriva a essere l'onda perfetta per un intelligente “turismo delle mareggiate”, nello spirito che già Lucrezio coglieva nel De rerum natura: “È dolce, mentre nel grande mare i venti sconvolgono le acque, guardare
dalla terra la grande fatica di un altro; non perché il tormento di qualcuno sia un giocondo piacere, ma perché è dolce vedere da quali mali tu stesso sia immune”.

lunedì 5 dicembre 2011

“Se non puoi fare un nodo, stringi molto.” Il capolavoro di Brion Toss in italiano

L’alternativa all’acquisto del libro Rigging Il manuale completo, capolavoro del maestro Brion Toss finalmente tradotto in italiano, è semplice: iscriversi a uno dei workshop che lui stesso organizza nei week end a Port Townsend nel suo Yacht Riggers al 313 di Jackson Street, nello stato di Washington. Se poi ci volete andare con la vostra barca eccovi le coordinate Latitude 48 07' 00" North Longitude 122 45' 06" West
Comunque è facile da trovare: andate in fondo a nord di Water Street, girare a sinistra per il Nord Ovest New Maritime Center poi lungo il porto fino all’edificio a 2 piani bianco, loro si riconoscono per la vistosa tenda rossa. Il costo? Quatrocentocinquanta dollari, al cambio appena 320 euro, comprese le dispense e i materiali didattici. Non molto per chi cerca le competenze e le idee necessarie per realizzare un impianto pienamente funzionale sulla sua barca. Portate le vostre specifiche rig, il piano velico, la calcolatrice e idee. Al resto ci pensa la squadra dei tecnici guidati da Toss.
Da non perdere, per chi può…

domenica 4 dicembre 2011

Il libro con il resoconto fotografico di una impresa epica e tragica

Fossimo sopravvissuti, avrei avuto una storia da raccontarvi sull’ardimento, la resistenza ed il coraggio dei miei compagni che avrebbe commosso il cuore di ogni britannico  questa è la celebre frase scritta nel suo diario da Robert Falcon Scott morto con i suoi compagni quando tentò di ritornare al campo base dopo avere raggiunto il Polo Sud il 18 gennaio del 1912 e dopo aver provato però l’enorme delusione di vedere la bandiera norvegese piantata diverse settimane prima di lui dal suo “concorrente” il norvegese Roald Amundsen.
Di quella tragica spedizione è ora in libreria un interessante libro a cura di Filippo Tuena dal titolo Scott in Antartide La spedizione Terra Nova (1911-1913) nelle fotografie di Herbert Pointing, e che vi proponiamo.
Per secoli i resoconti dei viaggi verso l'ignoto intrapresi da esploratori, mercanti, scienziati come Darwin sul Beagle, o cacciatori, come quelli sulle baleniere polari, hanno raccontato storie spaventose e abbozzato schizzi immaginari per riproporre quanto vi era stato visto, spesso non senza una buona dose di licenza poetica.

venerdì 2 dicembre 2011

Il 13 dicembre in libreria per incontrare L’Isola che c’è

Per il secondo anno in libreria una serata dedicata  al paradiso dei sub, alla perla del Mediterraneo l’isola dei confinati,  … tante sono le frasi immaginifiche cui si ricorre per indicare Ustica, la piccola isola vulcanica che sorge sessanta  chilometri a Nord di Palermo.  Ma, al di là degli aforismi, Ustica è uno scrigno che custodisce almeno 5 mila anni di storia umana e un milione di anni di storia naturale…
L’appuntamento, organizzato come sempre dal Centro Studi dell’Isola, è per il prossimo 13 dicembre,  da godersi con la mente, col cuore e col palato, ed è dedicata sia agli appassionati dell’isola, sia a quanti desiderano fare per la prima volta la sua conoscenza, in un contesto culturale così ricco di attrazione per gli amanti del mare come quello offerto dalla libreria Il Mare.

giovedì 1 dicembre 2011

In mostra il mercato del pesce di Pepe Art

Pepe e la delizia di boa luminosa
Alcune delle creazioni del nostro Pepe Art, all’anagrafe Giuseppe Palermo, le abbiamo presentate lo scorso settembre in occasione delle Notte Bianca romana.
Ora abbiamo in mostra, e in vendita, molti più pezzi che formano il provocatorio menu a base di pesce, un “quasi” catalogo dei fantasiosi e astratti oggetti
Pepe segue sempre la filosofia del creatore della pittura astratta, il grande Kandisky, che affermava “L’immaginazione è l’intelligenza che si diverte”. Il divertimento “intelligente” di Pepe è quello di seguire la sua tradizione artigianale, “lavorando” a suo modo, firmandosi con il logo Pepe Art, riciclando ceramica, cemento, legni che il mare porta sulle spiagge, e qualsiasi altra cosa che si possa recuperare, che trasforma in oggetti artisticamente e volutamente provocatori.
Eccovi il mercato del pesce Pepe Art utilizzato per il menu. Per cominciare la Delizia di boa luminosa. Ingredienti: plastica trasparente riciclata e modellata dalle sapienti mani dello chef, lampadina luminosa 25 Watt e filo elettrico q.b.