mercoledì 30 novembre 2011

Tutti promossi al corso di cucina

Antonio Bonamini con alcuni “allievi cuochi”
Te lo cucino io il pesce”, il corso di cucina – tenuto in due tornate dall’excutive chef  Antonio Bonamini – che abbiamo organizzato in libreria si è da poco concluso con la piena soddisfazione degli “allievi cuochi”. Forti di questo successo e anche per soddisfare le tante richieste, ne abbiamo in preparazione un altro per il prossimo mese di gennaio.
Intanto gli aspiranti cuochi per verificare quanto hanno imparato oltre che per esprimere la loro capacità creativa hanno organizzato una cena “sociale”; ognuno di loro, forte dell’attestato che hanno ricevuto e che mostrano nells fotografia a lato, si esibirà con un piatto di sua creazione. 

lunedì 28 novembre 2011

Montalto: se ottantacinque megawatt vi sembrano pochi…

Dimenticata per sempre la centrale nucleare, Montalto di Castro è diventata invece la capitale europea del fotovoltaico grazie alla messa in funzione del più grande impianto fotovoltaico d’Italia, terzo nel mondo, realizzato dall’azienda americana SunPower con una potenza installata complessiva di 85 MW. I suoi 280mila pannelli fotovoltaici ad alto rendimento sono montati su “inseguitori” in grado di seguire il movimento del sole durante l’arco della giornata azionati da motori tipo quelli della lavatrice, collegati a un crepuscolare che aziona il motore 4 volte al minuto tenendo conto della stagione. Il movimento è da est a ovest in modo da prendere il sole sempre in posizione ottimale. Inoltre la sala controllo li aziona anche in funzione delle condizioni meteo. 

mercoledì 23 novembre 2011

Tonno in trappola, un video shock


Tutte le foto sono Greenpeace
Lo scorso 7 ottobre ci siamo chiesti “che tonno mangiamo” con un servizio inchiesta sulla pesca nel Mediterraneo. Oggi Greenpeace ha diffuso un video shock sui sistemi di pesca utilizzati nell’Oceano Pacifico che causano la morte di migliaia di esemplari di tonno giovane che ancora non si è riprodotto, di squali, mante, delfini e tartarughe marine e denuncia inoltre la poca trasparenza dell’industria del tonno che nasconde cosa si nasconda nelle scatolette che troviamo al mercato.
Volentieri anche noi riprendiamo la notizia per chiedere con forza che le industrie utilizzino solo tonno pescato in modo legale e sostenibile. 
E ringraziamo Greenpeace per la sua azione!

Pazientate, ancora pochi mesi e Roma avrà il suo, spettacolare, Acquario


La veduta del cantiere
Sarà il Mediterraneun Acquario di Roma il nuovo elemento simbolo dell’EUR che prenderà il posto del Colosseo Quadrato, soprannome dato al Palazzo della Civiltà del Lavoro ispirato all’arte metafisica?
Gli indizi ci sono tutti. La struttura è modernissima, imponente: un ettaro e mezzo di superficie coperta nascosta sotto il laghetto. Due spazi, uno per l’auditorium per l’accoglienza e gli spazi espositivi, l’altro per i pesci da ammirare nel loro ambiente e magari da curare e per guardare i sofisticati pesci robot dalle sembianze e dai movimenti così naturali da sembrare veri. 
Pesci robot

A realizzarli è un’equipe d’ingegneri dell’Università Campus Bio-Medico di Roma; sono in preparazione una cernia, un’anguilla, una medusa e un pesce degli abissi marini, tutti dotati di vescica natatoria meccanica e di un sistema di sensori, e di una “intelligenza artificiale”, per muoversi in autonomia, riconoscere fondali e altri pesci, distanze, ostacoli da evitare. Il corpo dei pesci-robot è snodato a garantire la tipica andatura oscillante degli esemplari reali e permettere di nuotare attraverso il movimento alternato della pinna caudale. Il “vestito” è fatto da uno speciale latice “cucito” e disegnato in ogni particolare da ex-allievi della scuola del mago degli oggetti speciali Rambaldi. Saranno utilizzati per investigare da vicino il comportamento dei pesci e per studiare il loro ambiente.

mercoledì 16 novembre 2011

Tra una settimana in libreria per conoscere il Marina d’Arechi

Avviso ai naviganti
Fotografia aerea del Marina d’Arechi Salerno Port
Segnatevi le coordinate! 40° 38' N 14° 49' E  sono quelle del Marina d’Arechi Salerno Port firmato dall’archistar Santiago Calatrava. È in avanzata fase di realizzazione nelle acque antistanti la città di Salerno, in anticipo rispetto al programma tanto che si prevede la consegna dei primi 400 posti barca, sui mille previsti, nell’aprile del 2012. Quello che sarà uno dei maggiori porti turistici del Mediterraneo, con le migliori infrastrutture per la nautica da diporto il prossimo giovedì 24 novembre alle 18.30 viene presentato presso la nostra libreria da Agostino Gallozzi presidente della società che lo sta realizzando, da Marzio Bonomo, direttore del Porto Turistico Riva di Traiano e dalla nostra Giulia D’Angelo.

domenica 13 novembre 2011

Venerdì 25 novembre vi aspettiamo in libreria per incontrare Edmondo Mingione


Il giorno per le presentazioni in libreria è sempre lo stesso, il venerdì, quindi vi aspettiamo il prossimo 25 novembre alla solita ora, alle 19 per incontrare Edmondo Mingione che ci parlerà del suo nuovo romanzo, L’ultima folata calda. Alla presentazione del libro, introdotta da Giulia D’Angelo, partecipano insieme all’autore Donatella Bianchi, e il campione olimpico Daniele Masala. Ospite d’eccezione l’attore Massimo Ciavarro, che ci regalerà la lettura di alcuni brevi brani. A conclusione della presentazione tutti insieme a brindare con i coloratissimi cocktail offerti dalla “Pallini”.

Edoardo Mingione, romano classe 1952, è un ex campione di nuoto nella specialità rana. Una carriera velocissima, inizia a gareggiare a 15 anni e a 19 è primatista italiano, A vent’anni partecipa alle tragiche (ricordate?) Olimpiadi di Monaco del 1972 classificandosi sesto. È laureato in scienze politiche e insegna all’Istituto Europeo del Design. Esordisce come scrittore appena due anni fa, nel 2009, con il romanzo Falsa partenza, che narra le vicende di un ragazzo, buon corridore, che sfrutta le sue capacità per una rapina. Poi però si riscatta, confessa, paga e diventa un atleta vero.

L’arte marinara italiana, le barche a vela in legno dei mari Tirreno, Ligure e Jonio

Vele italiane della costa occidentale, dal Medioevo al Novecento è il titolo molto impegnativo di questo libro che colma un vuoto nella storia della marineria italiana. Raccoglie le notizie e le immagini più significative delle imbarcazioni a vela delle coste occidentali d'Italia, dall’inizio della loro storia fino al principio del XX secolo. Ben cinquanta tra grosse navi e minuscole barche a vela dei mari Ligure, Tirreno e Ionio sono descritte con notizie storiche, illustrate dai piani costruttivi e quasi tutte riprodotte in tavole a colori.
Gli autori hanno un curriculum di tutto rispetto. Sergio Bellabarba è tra le altre cose socio fondatore dell’Istituto Italiano per l’Archeologia e l’Etnologia Navale, e coautore  di Royal Caroline del 1986 . Edoardo Guerreri invece è un designer e creativo e membro della Society for Nautical Research. Con una ricerca da veri certosini hanno raccolto ogni significativo indizio per rintracciare l’esistenza, l’impiego e l’aspetto di tutte le barche e le navi delle nostre coste occidentali. Accanto alle navi che ciascuno di noi almeno di nome conosce, per esempio i cutter o le golette, hanno descritta una varietà di tipi del tutto sconosciuti che nessuno più saprebbe manovrare: liuti e schirazzi, luntri e polacche, pinchi e martigane, e altri e altri ancora, con una sorprendente varietà di scafi e alberature.
Nella copertina, in primo piano una martigana, in secondo un brigantino a vele quadre e sullo sfondo un bovo.

sabato 12 novembre 2011

L’affascinante viaggio alle Eolie del Moschettiere Dumas

Molti sono gli artisti, colti viaggiatori, nobili in cerca di un interesse, veri scienziati e autori in genere che hanno scelto le Eolie come tappa di viaggio. Tra tutti gli ospiti-autori, c’è straripante e gargantuelico, Alexandre Dumas, un vero Porthos, con la guasconeria di D’Artagnan, baciato dalla fortuna come Aramis ma paterno e nobile più di Athos”,  così Giorgio Maria Griffa nell’introduzione Escursione alle Isole Eolie presenta l’Autore. (a destra nella foto)
Il libro fa parte di una triologia di impressioni del viaggio che Dumas, in compagnia del pittore naturalista Godefroy Jadin e del cane Milord, fa da Palermo a Napoli, attraverso le Eolie e la Calabria, a bordo di una speronara una piccola imbarcazione a vela, molto diffusa nell’Ottocento tra i siciliani e i maltesi. A parte lo strano sperone, o tagliamare (da qui il nome) queste barche si distinguevano per una carena piuttosto affilata, e per la costruzione relativamente leggera che permettevano di alarla in secco con relativa facilità. Erano attrezzate con due o tre alberi a vela latina con uno o più fiocchi e non superavano i quindici metri di lunghezza.

venerdì 11 novembre 2011

Capitani simili a imperatori e armatori come bagasce?

B. Cotrugli
Perché i capitani devono essere simili ad imperatori e gli armatori “venusti come bagasce”?
si chiede Benedetto Cotrugli, mercante, economista e diplomatico, nato a Ragusa di Dalmazia nel 1416, nella sua opera Della Mercatura e del Mercante Perfetto.
Per comprenderlo riportiamo due capitoli, in linea con quei tempi, ma se vogliamo validi anche oggi, di istruzioni e consigli sulla figura professionale e umana del capitano di nave e del padrone di nave o di galea, due figure emblema dei traffici marittimi.
Naturalmente Cotrugli scrive anche i capitoli per gli ufficiali e per l’equipaggio, per i piloti dei porti. Al Padrone, ovvero Armatore, Cotrugli dedica un decalogo comportamentale e, sia per l’uno che per l’altro, riferimenti storici, annotazioni di buon senso, di saper vivere, come rapportarsi con dipendenti e mercanti, una  lettura persino divertente, ironica ma costruttiva, di uno che conosceva gli uomini.
Le grandi navi del rinascimento

martedì 8 novembre 2011

Meglio fresco, una pescheria all’avanguardia

Arturo Scarci
“È meglio lavorare poco e fare tante vacanze, piuttosto che lavorare molto e fare poche vacanze”, declamava Massimo Catalano, il viveur dai ragionamenti lapalissiani, tra i protagonisti dell’indimenticato varietà televisivo “Quelli della notte” ideato e condotto negli anni 80 da Renzo Arbore.
Meglio fresco” campeggia invece sull’insegna della pescheria del romano quarantasettenne Arturo Scarci. Una massima solo apparentemente ovvia e scontata perché trasformata invece in un marchio di fabbrica che il prossimo 29 novembre compie un anno. Ne parliamo perché parte del successo del corso di cucina tenuto dallo chef Antonio Bonamini  “Te lo cucino io il pesce!” che abbiamo tenuto in libreria è sicuramente da attribuire alla qualità del pesce che Arturo, come sponsor, ci ha fornito.
La saga della sua famiglia ha le radici negli anni 40 quando il nonno da Taranto si trasferisce a Roma e avvia punti vendita, “banchi del pesce”, nei mercati rionali storici di Roma.
Marialaura Sales Scarci
Arturo quindi si considera figlio d’arte, nato e cresciuto tra le cassette di pesce fresco, e dei mercati conosce tutti i segreti. Tutte le notti, alternandosi con il cognato suo socio, dall’una alle cinque del mattino è al mercato ittico di Roma dove arriva pesce da tutto il mondo e dove sceglie il meglio del meglio, convinto com’è che la qualità del prodotto sia l’arma vincente.
Un lavoro di sacrificio H24, come lui stesso tiene a precisare, “una scommessa dove abbiamo messo in gioco tutta la nostra storia!”
La pescheria “Meglio fresco” in via di Boccea, a Roma, oltre al banco del pesce che hanno conservato al vicino mercato rionale, dà lavoro a tredici persone compresa la famiglia composta dalla sorella di Arturo, da sua moglie Marialaura, e dal cognato, una vera e propria media impresa.
Un negozio, moderno, completamente climatizzato che subito affascina con il banco per l’esposizione del pesce lungo quasi dieci metri oltre alle dieci vasche indipendenti per le ostriche e i frutti di mare collegate con l'impianto interno di depurazione e di rifinitura con un ciclo che dura circa 6 ore. L’impianto elimina anche la carica batterica dalle ostriche e dai frutti di mare con lampade a raggi ultravioletti e con l’immissione della giusta quantità di ozono, pronti per essere cucinati o mangiati crudi.

sabato 5 novembre 2011

Le Specialità di Maria Cristina in libreria

Salse di pesce e la famosa zuppa di lenticchie
È in preparazione per il prossimo 13 dicembre presso la Libreria Il Mare una nuova serata-evento dedicata a Ustica. L’Isola ha così un porto permanente a Roma, un posto privilegiato in Libreria con i suoi Saperi, ovvero i libri dell’attivissimo Centro Studi e Documentazione, e i suoi Sapori: le rinomate lenticchie presidio SlowFood, il passito Zabib, il vino Grotta dell’Oro prodotti dall’azienda agricola Hibiscus  e le magie sottovetro Specialità di Maria Cristina.
I libri che potete trovare in libreria sono, oltre alle novità di quest’anno Ustica s’inabisserà?  e Una storia di Posta nel Tirreno, Viaggio in Sicilia di Lazzaro Spallanzani, La Sicilia e le sue Isole di William Henry Smith, Ustica di Ludovico d’Asburgo, L’Isola di Ustica di Giuseppe Tranchina. Preziosi volumi per soddisfare, insieme alle carte antiche ritrovate e riprodotte dal Centro Studi, ogni curiosità sull’Isola.
Intanto la mitica Maria Cristina Natale ci ha nuovamente e letteralmente inondati con le sue specialità.

martedì 1 novembre 2011

Da otto mesi ostaggi dei pirati

Il cargo Savina Caylyn
“Aiutateci, ci stanno torturando”. È il drammatico appello  dei marinai italiani del cargo Savina Caylyn sequestrato dai pirati somali l’8 febbraio. Lo hanno fatto in diretta alla trasmissione Chi l'ha visto?-
“Stiamo morendo, aiutateci”, ripete Antonio Verrecchia, direttore di macchine, descrivendo le terribili condizioni in cui sono costretti a vivere.
Condizioni che sono ancora più dure per gli altri marittimi italiani che sono stati trasferiti sulla terraferma e che rischiano di essere usati come scudi umani: Giuseppe Lubrano Lavadera, di Procida, Crescenzo Guardascione, terzo ufficiale di coperta, di Procida e Gian Maria Cesaro, allievo di coperta, di Piano di Sorrento. Dalla Somalia è arrivata anche un‘altra testimonianza : “Quando si avvicinano le unità militari in pattugliamento, specialmente gli elicotteri, i pirati si innervosiscono e per noi si fa ancora più dura”, ha detto il primo ufficiale di coperta della petroliera sequestrata.