venerdì 30 settembre 2011

Salvatore Fizzarotti docente di fotografia

Salvatore Fizzarotti è un reporter romano di 43 anni, come tanti suoi colleghi è cresciuto a “pane e Zenit”. Sì perché nei primi anni ottanta quando aveva appena 20 anni non ci si poteva permettere il lusso di avere una bella Nikon nera o una mitica Leica.
La Zenit era considerata una reflex veramente “democratica”, alla portata di tutti per il suo costo contenuto, e non solo perché si fabbricava in un paese comunista. Arrivò in Italia nei primi anni cinquanta del secolo scorso, ebbe subito un largo successo  E poi faceva tendenza averne una magari di quelle con il logo scritto in caratteri cirillici Зени́т che si vendevano sui banchetti di Porta Portese.
Ora che molta acqua è passa sotto i ponti e che come tutti noi ha subito il passaggio epocale e traumatico dalla pellicola al digitale, Salvatore lo ritroviamo fotoreporter affermato, con una buona esperienza alle spalle, che fa anche il docente. La sua storia professionale è ben descritta nel depliant che annuncia l’iscrizione al corso base di fotografia digitale che parte nella nostra libreria il prossimo 24 ottobre, dieci incontri per venti ore di lezioni.
Però questa piccola, per ovvi ragioni di spazio, selezione di sue fotografie lo “raccontano” più di mille parole, è un classico…


giovedì 29 settembre 2011

L’Editore del mare: Fiorenza Mursia

Fiorenza Mursia a Lerici legge il Mare
Fiorenza è un nome da scrivere in lettere maiuscole e non soltanto perché è l’unico Editore (anche questo con la E maiuscola) ad avere in catalogo una Biblioteca del Mare con, ad oggi, ben quattrocentotrenta titoli su quattromila del suo catalogo generale, che per numero è al terzo posto in Italia. Ma perché Fiorenza, con orgoglio, si vanta di essere Editore e non editrice; forse perché, ma è una malignità, declinare il suo mestiere al femminile le parrà riduttivo. Fiorenza oltre che Editore è anche tante altre cose: è stata membro della giunta di Assolombarda, membro del Cda dell’Università Statale di Milano, consigliere d’amministrazione della Rai, nel 2010 membro del Comitato dei garanti per le Celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. E, tanto per non farci mancare nulla, spesso e volentieri, indossato un casco integrale, la si vede sfrecciare per le strade di Milano a cavallo di una potente moto, magari una BMW, una di quelle della collezione del marito, Enzo Campione, che ne possiede una trentina, di tutti i tipi e di tutte le marche. Tutte perfette, tutte marcianti, tutte pronte per iniziare un rally, la sua grande passione. Il marito centauro, che di libri non ne vuol sapere, lavora del tutto indipendente dalla moglie occupandosi, aiutato dalla loro unica figlia, di una concessionaria di pubblicità.

mercoledì 28 settembre 2011

Kitesurf: uno sport estremo e spettacolare


KiteSurf Planet   è uno dei libri dedicato al KiteSurf . Alcune delle spettacolari fotografie che lo illustrano, sono in mostra (e in vendita) alla libreria Il Mare. L’autore è un romano quarantenne, Roberto Foresti, conosciuto come fotografo ufficiale del P.K.R.A.  Professional Kiteboard Riders Association (www.pkra.info) organizzatrice del campionato mondiale di kitesurfing, un circuito paragonabile alla Formula Uno.
Chiamato anche kitesurf o kiteboarding come sport vero e proprio è nato nelle Hawaii verso la fine degli anni ’90 e in assoluto è lo sport acquatico che si sta diffondendo più rapidamente. Si pratica con una tavola e un aquilone (kite o ala) comandato mediante una barra di controllo collegata ad esso da cavi lunghi e sottili in fibra sintetica.
Le condizioni di vento ideali per veleggiare sono comprese tra i 12 e i 30 nodi, ed a differenza del windsurf si può normalmente praticare anche con venti deboli di 8 nodi. In condizioni ideali è possibile andare in maniera sicura, planando semplicemente (freeriding), compiendo evoluzioni o tricks (frestyle). È possibile usare il Kite sia sulle onde (wavestyle) che su acqua piatta (wakestyle).

domenica 25 settembre 2011

Cuciuc ha messo il timbro sulle qualificazioni. Bravissimo!

Federico intento a scrivere il diario di bordo
Federico ce l’ha fatta! Con il suo mini ITA556 ha gettato l’ancora a Portoferraio alle 8.30 di venerdì 23 dopo aver percorso in solitario un anello di 1000 miglia completando così la qualifica per la regata transoceanica Transat 2013.  La performance è servita a dimostrare al comitato di gara di essere in grado di passare da solo, in mare, due settimane, tornando con lo stesso grado di sanità mentale che si aveva alla partenza, e avendo anche voglia di tornare in mare per una regata. Essere veloci non è necessario, non c’è un tempo minimo da rispettare; tuttavia i ministi sono velisti molto competitivi, e fare un buon tempo conferisce visibilità e buona fama.

giovedì 22 settembre 2011

Un Mare di Passione 2011, i premiati

Luciano, Carloforte di Anna Gaggiani
Già lo scorso 27 febbraio vi abbiamo presentato i magnifici tre, Annalucia, Tiziana e Paolo, animatori di un Mare di Passione. Quindi ci risparmiamo di parlarne ancora. Però ora è d’obbligo paralare della premiazione e dei premiati dell’Edizione 2011 del concorso, anche perché la Libreria Internazionele Il Mare è uno degli sponsor.
La qualificatissima Giuria quest’anno era composta da: Daniela Silvia Pace , Cetologa di fama internazionale e presidente dell'associazione OceanoMareDelphis, Vittorio Alessandro, Capitano di Vascello delle Capitanerie di Porto  e Responabile dell'Ufficio Relazioni Esterne della Guardia Costiera, Massimo Maccheroni Direttore della rivista "Guardia Costiera" Luisa Francesca Proto  proprietaria dell'Albergo-Residence Ischia Casa della Vela (anche sponsor) e dalla nostra Giulia D’Angelo che per voi non ha bisogno di presentazioni.

Sono aperte le iscrizioni al corso di cucina. Cosa aspettate?

Giulia la “vulcanica” non finisce mai di sorprenderci! La sua ultima invenzione è l’organizzazione del nuovo evento Te lo cucino io il pesce! Un corso di cucina in quattro mosse a partire da mercoledì cinque ottobre dalle 18.30 alle 21.30, tre ore molto intense a puntata dove l’Executive Personal Chef Antonio Bonamini prenderà per mano gli allievi, non più di otto o dieci, per svelare i suoi segreti sulla cucina internazionale e quella regionale. Dalla scelta del pesce alla preparazione della paella al sushi, dai primi piatti e dalle zuppe, al pesce cotto a vapore passando per la preparazione dei Finger Food di cui Antonio è maestro. Il corso è tenuto in collaborazione con la Federazione Nazionale Personal Chef e con la famosa pescheria romana Megliofresco
Antonio Bonamini è stato per noi una piacevole, casuale, scoperta. Da circa due anni gli eventi organizzati in libreria si chiudono  con la degustazione dei suoi Finger Food. Sicuramente Antonio, una decina di anni fa, è stato tra i primi in Italia a sperimentare questi piccoli bocconcini e a specializzarsi nella loro preparazione seguendo l’antica tradizione anglosassone.

martedì 20 settembre 2011

No alla pirateria! Aggiungi la tua voce alla campagna mondiale contro questo crimine.

Questa mappa mostra tutti gli episodi di pirateria e rapina 
a mano armata riferiti alla Centrale pirateria IMB nel corso 
del 2011In rosso gli attacchi attuali, in giallo sequestri 
in blu sospetto di sequestro
Il “comando” dell’Oceano Indiano è stato ceduto ai  pirati ?, si chiede il nostro amico Decio Lucano, e noi volentieri riprendiamo questa sua news cultura n. 26
Soprattutto abbiamo subito sottoscritto la petizione che potete trovare sul sito www.saveourseafarers.com e che è stata inviata al nostro Presidente del Consiglio, sperando che abbia il tempo da dedicare a queste cose. 
È un invito rivolto agli amici del Mare che seguono MareMagazine. 
Ecco la news:
“Sembra ormai amaramente definitiva la convinzione che l’Oceano Indiano sia in mano ai pirati, organizzati militarmente e protetti da una rete politica che vuole disturbare e infine bloccare il traffico marittimo, non solo in quelle zone.

Le organizzazioni Bimco, ICS/ISF, Intercargo e Intertanko hanno questa opinione, chiedono nuove strategie. Non si possono lasciare  gli armatori da soli: anzi molti armatori, o i loro comandanti, fanno i furbetti. Procedono su  rotte diverse da quelle consigliate con l’intento di sfuggire agli arrembaggi; come nella seconda guerra, quando unità mercantili non si fidavano delle direttive centrali e facevano rotte diverse dai convogli per l’Africa. 
Pirati in azione
Ma oggi non c’è niente da fare, i pirati sanno tutto delle navi in transito: destinazione, rotte, carichi, punti deboli, ecc.
Un elicottero di Nave Doria in attività di contrasto in perlustrazione lungo la costa nel Corno d’Africa è stato mitragliato da terra, si sono salvati con qualche danno alla carlinga, per fortuna.
A Piano di Sorrento, ma anche  Procida è in prima linea,  il 6 settembre si è svolta una fiaccolata davanti   al Municipio.
 Ci scrive in proposito Anna Bartiromo.
“C’è sgomento sui loro volti. A bassa voce ci si chiede perché
i marittimi sequestrati siano ancora lì, non è giusto, non è umano…
Ma cosa c’è di umano in questa vicenda così assurda e allucinante mi chiedo, nulla. La gente non sa e quello che so io è altrettanto allucinante e per niente esaustivo. La Farnesina prende tempo si dice ma, in realtà sta rubando il loro tempo, le loro vite. Dopo non basteranno amore e affetto, ci vorrà lo psicologo. Avanti il Sindaco di Piano e i sindaci dei paesi limitrofi, le autorità, le associazioni e i simboli che le rappresentano insieme con quelli della Gente di Mare. Il corteo si snoda come un nastro colorato per la città. C’è Silenzio, un silenzio che vuole mostrare tutta la solidarietà della gente alle famiglie dei prigionieri. Ma anche indignazione. C’è poi una preghiera. Sono con loro…Vi aspettiamo”.
Da più di otto mesi 35 navi sono state sequestrate e ottocento sono i prigionieri marittimi. Il costo umano della gente di mare è spaventoso: sono tenuti in condizioni di stress, compresa la tortura fisica e danno psicologico Il costo globale annuo in danni, assicurazioni, riscatti va dai 7 ai 12 miliardi di dollari. E purtroppo, essendo vago il loro  status giuridico, l’80% dei pirati che si riesce ad arrestare vengono rilasciati dopo la cattura…

Per combatterli, con il contributo di tutti gli organismi e le società più importanti, è stato redatto un manuale anti pirateria per comandanti e operatori marittimi, ma per dire NO alla PIRATERIA sottoscrivete la petizione sul sito www.saveourseafarers.com con due semplici click.
ACT NOW! Aggiungi la tua voce alla nostra campagna mondiale per l’azione di governo contro la pirateria. Clicca qui per informazioni dettagliate sulla nostra campagna.
Aggiungere i tuoi dati per inviare una lettera al tuo capo del governo.”

Decio Lucano

lunedì 12 settembre 2011

Giovedì 15 settembre, in libreria una serata molto speciale

Carissimi amici del Mare,
Giovedì 15 Settembre 2011 la Libreria Internazionale Il Mare sarà aperta fino alle ore 23,30 in occasione della Vogue Fashion Night Out di Roma.
Concedetevi una pausa di relax, un aperitivo o un caffè tuffandovi fra i nostri libri, oggetti e opere d'arte di mare in mostra.
Sono infatti esposte le opere di:  
Vittoria Amati, Giuseppe “Pepe” Palermo , Maurizio Brancato, Flaminia Clementi, Massimo Catalani, Roberto Foresti, Stefano “Pesce Fresco” Pilato infine Paolo Bernacca con i suoiFari

Per muoversi all'interno della Vogue Fashion's Night Out quest'anno sarà a disposizione un esclusivo servizio di "fashion taxi" gratuito e all'insegna del comfort.
Quattro Apecar con calessino vintage si muoveranno per le vie di Roma in un tour di cinque tappe.
Angolo Via Del Corso/Via Condotti
Angolo Piazza del Popolo/Via Principessa Clotilde
Piazza Venezia
Angolo Piazza di Spagna/Via Sistina
Angolo Via di Ripetta/Via della Frezza

Facendo shopping con American Express riceverete in omaggio un abbonamento per 6 mesi a Vogue Italia. Ulteriori e più complete informazioni su vfno.vogue.it
Vi aspettiamo.
Giulia D'Angelo e Marco Firrao

Federico Cuciuc nel Golfo del Leone

Il percorso: Portoferraio-Barcellona e ritorno
Latitudine Nord 41.41.4, longitudine Est 2.52.5, questo è il punto dove in questo momento si trova il nostro “piccolo” Federico Cuciuc  con il suo open 6.50,  numero di gara ITA556. Ha già percorso più  320 miglia dalla partenza, alla velocità media di 4,3 nodi, di bolina stretta, con circa un metro d’onda. 
Dopo giorni e notti di faticoso lavoro per preparare la barca, Federico è salpato da Portoferraio (Isola d’Elba) l’8 settembre per il percorso di qualifica alla Mini Transat del 2013. 
 Si tratta di un anello di 1000 miglia da compiere in solitario, ed è necessario riuscire a completarlo per essere ammessi alle regate più ambiziose della classe Mini. Serve a dimostrare al comitato di gara di essere in grado di passare da solo, in mare, due settimane, tornando con lo stesso grado di sanità mentale che si aveva alla partenza, e avendo anche voglia di tornare in mare per una regata. Essere veloci non è necessario, non c’è un tempo minimo da rispettare; tuttavia i ministi sono velisti molto competitivi, e fare un buon tempo conferisce visibilità e buona fama. 
In media ci vogliono due settimane, ora Federico ed il suo Mini è all'ingresso del golfo del Leone, portato da un vento a favore che ha reso la navigazione rilassata. ora è diretto verso una boa nel golfo,  per poi puntare verso Barcellona. Domani sera il vento dovrebbe girare, e diventare contrario: quindi ogni metro percorso prossime ore sarà un metro di meno da sudare contro il maestrale. Per questo Federico deve cercare di avanzare il più possibile, spremendo tutte le sue capacità.

giovedì 8 settembre 2011

Pepe Art, l’intelligenza che si diverte

Barche in ceramica colorata di diverse misure
www.pepe-art.it
Giuseppe, prossimo ai “ruggenti” quaranta, nome d’arte Pepe, nonostante di cognome faccia Palermo, nasce a Maiori e cresce immerso nelle suggestioni del paesaggio che soltanto la costiera amalfitana sa offrire. Si diploma ragioniere, prova a diventare farmacista a Firenze, ma un colpo di fulmine, si innamora perdutamente di Maria una ragazza bresciana, lo porta nel profondo nord, a Iseo. i genitori di Maria hanno un ristorante e, detto fatto, in quattro e quattr’otto, il nostro Giuseppe falegname si trasforma in chef. Da quelle parti ancora ricordano i suoi birboni con la colatura di alici, una pasta fatta con grano saraceno e acqua.
La storia bresciana dura una decina d’anni fino a che non incontra la giovane Samantha, così per lei lascia il suo cappello da cuoco, e con lei Inizia una nuova vita tornandosene a casa a Maiori.

Qui inizia il suo percorso artistico. Il padre, siciliano, è un falegname ebanista, gli ha trasmesso la sapienza dell’essere artigiano, ovvero l’arte di trattare i materiali che utilizza per le sue creazioni. Così Pepe, che cita Kandisky “L’immaginazione è l’intelligenza che si diverte”, seguendo la sua tradizione artigianale, “lavora” a suo modo, firmandosi con il logo Pepe Art, ceramica, cemento, legni che il mare porta sulle spiagge, e qualsiasi altra cosa che si possa recuperare, trasformandoli, per esempio, in fantasiose creature come i pesci.
Pepe con i suoi pesci in ceramica



Giuseppe ‘Pepe” Palermo
Le opere che ora sono esposte, naturalmente anche in vendita, in libreria danno il senso di come Pepe interpreta e fa vivere gli oggetti che crea.
L’omino giallo è il simbolo del suo sito.
In occasione della prossima “Notte bianca” del 15 settembre la libreria organizza una angolo particolare con le opere di Pepe

mercoledì 7 settembre 2011

Trivellazioni e petrolio 
in Italia. Un’intervista da diffondere per difendere il nostro patrimonio

No all’Italia petrolizzata
L’amico Guido Picchetti che da anni risiede a Pantelleria, ci aggiorna quotidianamente con il suo Echi di stampa Stretto di Sicilia sulla situazione delle trivellazioni nel mare di Pantelleria e nel Canale di Sicilia. l’altro ieri ha pubblicato l’intervista al fisico Maria Rita D’Orsogna che ci sentiamo in obbligo di riprendere integralmente e che vi invitiamo a diffondere. È una lettura illuminante che deve scuotere le nostre coscienze! La fotografia è tratta dal blog di Maria Rita D’Orsogna.
Registratevi al blog Echi di Stampa di Guido!
Intervista al fisico Maria Rita D'Orsogna
di Guido Picchetti
Ho conosciuto Maria Rita D’Orsogna (nella foto) solo di recente, dopo quello che in inglese viene definito un “misunderstanding”, un fraintendimento in italiano, ma che possiamo anche definire una “gaffe”, da parte mia naturalmente.
La racconto in breve in quanto da l’idea immediatamente del carattere del personaggio che ho avuto oggi l’onore di intervistare (a distanza, in questo momento Maria Rita è a Santa Monica in Califormia, nei pressi dell’Università dove insegna fisica), e della quale riporto con estremo piacere le dichiarazioni in questo articolo che mi auguro possa chiarire le idee sul problema delle trivellazioni petrolifere nel Mediterraneo a chi avrà modo di leggerlo.
La nostra conoscenza risale a qualche settimana fa, quando la rassegna stampa di “Google” mi segnalò un articolo sulle trivellazioni in Italia pubblicato in un blog dedicato a tali temi, riferendosi particolarmente a quanto da qualche tempo stava accadendo in Abruzzo e davanti alle sue coste. In esso si parlava anche del problema delle trivellazioni nello Stretto di Sicilia intorno a Pantelleria, e notai che erano riportate in proposito alcune inesattezze.  
Chi è Maria Rita D’Orsogna ? Cenni biografici ...   
Sono figlia di genitori abruzzesi emigrati negli USA prima che io nascessi. Per tutta la vita ho vissuto fra due mondi diversi – il Bronx e i campi d’Abruzzo – che fanno ugualmente parte di me e che in un modo o nell’altro si complementano nella mia vita. Ho studiato fisica all’Università di Padova e poi sono venuta negli USA a fare il dottorato, a Los Angeles. È una città che agli europei può sembrare difficile – con spazi enormi, la necessità di una macchina, la mancanza di un vero centro cittadino – ma che io amo particolarmente. È una città dove la maggior parte degli abitanti non è bianca e in cui nessuno si sente diverso, perché veniamo tutti da paesi, e culture distinte. C’è molta ricchezza umana e culturale qui, e una volta arrivata non sono voluta più andare via. È la mia casa. Professionalmente sono un fisico, professore associato presso il dipartimento di matematica della California State University at Northridge, a Los Angeles. 

Conchiglie da collezione

Dell’arte delle conchiglie così ha scritto Pierre-Auguste Renoir nel 1884:

Quando gli artisti capiranno  che non necessitano di immaginazione, che tutto ciò che essi inventano in termini di forma e colore, la natura lo ha già inventato superando i più bravi, che essa ha sempre qualcosa da offrirci, che è ricca e che la nostra povera immaginazione, per quanto fervida possa essre, appare subito monotona…

Così si presenta la straordinaria collezione di conchiglie che il subacqueo belga Jacques Senders insieme alla moglie Rita ha raccolto in tutti gli oceani, basata più su un criterio estetico che sulla preziosità degli esemplari. E il fotografo e biologo naturalista Paul Starosta le ha fotografate con mano sapiente come si può vedere nelle due che proponiamo. Il titolo del libro che mostra questo mondo fantastico è Conchiglie, più di trecento fotografie, superbe è dir poco, in 380 pagine nel formato 25x35 cm. Paolo Portoghesi arricchisce il libro con un suo excursus “dalla natura all’architettura” mostrando quanti siano i progettisti e gli artisti che si sono ispirati al mondo magico delle conchiglie. Infine le schede di ogni conchiglia fotografia con le caratteristiche principali e brevi osservazioni sulle classi e le famiglie delle sette classi in cui si suddividono i molluschi.











Grecia e Turchia come non le avete mai viste

LA Grecia e la Turchia come non le abbiamo mai viste, con  spettacolari fotografie riprese dall’alto. Una equipe di fotografi specializzati con un lavoro che è durato più di tre anni, ha sorvolato in tutte le stagioni, città e villaggi utilizzando palloni aereostatici, deltaplani, aerei insomma qualsiasi mezzo adatto per sollevarsi di almeno trecento metri per poter ammirare tutta la ricchezza dei mille e mille monumenti che rappresentano tutte le epoche storiche oltre alla straordinaria bellezza di paesaggi naturali, ogni fotografia è una sorpresa.
Hellas ex altis è del 2010, il formato è 38x34 centimetri per 325 pagine. Identico il formato per Turkiye  from 300 feet mentre le pagine sono 345. Il commento è in lingua inglese.
La riconoscete? è Santorini!

lunedì 5 settembre 2011

Anche l’Unione Europea in campo per i nostri marinai in mano ai pirati

Ricordandovi la manifestazione di martedì prossimo davanti al Parlamento, pubblichiamo la lettera di una moglie e madre di marittimi, scrittrice e insegnante:

“Io proprio non capisco, questa dei marittimi è una condizione di emergenza che richiederebbe misure strategiche di intervento solerte non idee su cui riflettere a lungo termine di fronte a uomini che hanno la morte sul collo e che vivono nell’indigenza  e nella paura, rimandando incontri e decisioni. Non dimentichiamo che ci sono ben 45 navi e 700 uomini di equipaggio da ogni parte del mondo nelle mani dei pirati . Mi risulta che la nave è un pezzo del territorio italiano o del paese di bandiera. Siamo stati attaccati , e di quanto tempo necessitiamo per difendere ciò che è nostro, persone e cose, ma soprattutto uomini che con il loro coraggio , il loro impegno vivono il mare ogni giorno non senza difficoltà. Bisognerebbe sbrigarsi per non farli sentire “apolidi” e abbandonati oltre all’abbandono interiore di cui già soffrono. Io suggerirei un contingente militare stabile in quella zona onde prevenire ogni  mossa ed eventuali attacchi di questi delinquenti.  Un po’ come si fa con l’esercito inviato nei posti di guerra per proteggere i civili.
Questa mia non vuole essere una critica, ma solo un modo accorato di richiamare l’attenzione su quanto sta accadendo.”

Anna Bartiromo

giovedì 1 settembre 2011

Il mistero del sottomarino in un sarcofago di cemento

Gli eventi legati ai relitti di navi sommerse non appassionano soltanto gli amanti delle attività subacquee ma soprattutto, oltre agli archeologi, chi si interessa della storia navale. Per noi della libreria il riscontro è dato dal numero delle visite abbiamo sul nostro ilmare.com all’argomento relitti, e sono veramente tante.
E in queste settimane, nonostante le ferie estive, il “traffico” è aumentato con l’uscita dei due nuovi libri, autori tre autorevoli firme della subacquea, Sergio Pivetta, Gianluca Mirto e Sergio Spazzapan, della giovanissima casa editrice Magenes dedicata esclusivamente ai relitti di epoca moderna dei nostri mari, Relitti e navi sommerse, Liguria e Toscana il primo, Relitti e navi sommerse, Sardegna il secondo. 
Utili per studiare e identificare navi sommerse,  sono caratterizzati da un minuzioso elenco di relitti suddiviso per località di affondamento e accurate schede tecniche corredate da fotografie subacquee e storiche spesso inedite come lo strano caso del ritrovamento del sommergibile, ancora non ufficialmente identificato, che riposa nei fondali di Is Arenas (Sardegna). 
Il sommergibile Veniero II
Nel libro la scheda dice che si tratta di un relitto sconosciuto ma la notizia ha trovato molto spazio sulla stampa.
 Nessuno al momento sa, nemmeno le autorità militari italiani, a chi appartenga il relitto di questo sommergibile