lunedì 28 febbraio 2011

I tesori dei mari di Sicilia

Archeologia e storia nei mari di Sicilia da poco in libreria è opera di Sebastiano Tusa, sessantenne archeologo di lungo corso con un notevole palmares, scorrendo il suo curriculum ce ne se rende conto. È autore, tra l’altro, di oltre settecento tra saggi e monografie scientifiche divulgative sull’archeologia mediterranea e orientale. È “figlio d’arte”, il padre, il grande archeologo Vincenzo Tusa scomparso nel 2009 è stato docente di Antichità Puniche all’Università di Palermo, soprintendente di Palermo e Trapani e Accademico del Lincei.
S. Tusa
Laureato in paleontologia, Tusa figlio, si specializza in archeologia orientale e tra il ‘72 e l’85 effettua scavi in Pakistan, Iran e India, fino al ’93 è ricercatore universitario presso le facoltà di Lettere di Roma prima e di Palermo poi. Nel 2004 il grande salto, grazie all’appoggio di politici intelligenti che dopo il grande clamore suscitato dal recupero del famoso Satiro Danzante, permettono la creazione a Palermo, unica in Italia, della prima e vera Soprintendenza del Mare, una struttura  che risponde alle esigenze di coordinare la ricerca archeologica subacquea in Sicilia, per la difesa paesaggistica, delle tradizioni e dei mestieri legati al mare.

La Spina: storia del primo 12 metri Stazza Internazionale italiano

In copertina il piano velico
La prima cosa che si apprezza del libro “La Spina, uno yacht del novecento” è la qualità della carta che al tatto dà una piacevole sensazione carezzando la sua copertina cartonata di un bel verde chiaro. Ma già leggendo le prime righe subito ci si convince che non è solo forma, ma anche sostanza.
Varazze, 1929 il varo
Annunziata Berrino, l’autrice, insegna Storia contemporanea presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, racconta la storia dello yacht La Spina che si presenta come un case study nel contesto della storia marittima per essere un progetto sportivo impegnativo – elaborato nel contesto sociale e culturale di Genova –  che voleva rilanciare la vela italiana su un più alto livello internazionale.

domenica 27 febbraio 2011

Tante passioni per “un mare di passione”

Tiziana, Paolo e Annalucia
Metti insieme tre appassionati di mare non proprio giovanissimi, la somma delle loro età non arriva a centocinquanta anni, quindi una garanzia di serietà, che stringono amicizia seduti intorno a un tavolo di una locanda sul mare nella spiaggia libera di Capocotta in uno dei tratti più belli del litorale romano, di fronte a un bel piatto di linguine alla pescatore.
Metti insieme un grafico affermato, una biologa prestata alla fotografia, una comunicatrice che entrano in sintonia ed ecco che nasce Un Mare di Passione con l’ambizione e l’obbiettivo –

Il prossimo 2 marzo parte il corso per la patente nautica

La nostra libreria ha stretto un accordo di collaborazione con la Delegazione Roma Tre SudOvest della Lega Navale Italiana, per organizzare nei propri locali un corso per il conseguimento della patente nautica entro le 12 miglia.
Quaranta ore di attività a partire dal prossimo 2 marzo alle ore 19.00, per dieci lezioni teoriche di vela e motore di due ore circa e cinque lezioni pratiche di quattro ore ciascuna con partenza dal Porto di Ostia su una barca Jeanneau Sun Fast 37. In caso di mancato superamento dell’esame sono comprese nella quota lezioni di sostegno.
È prevista una integrazione di 15 ore per ottenere la patente oltre le 12 miglia dopo un anno dal conseguimento della patente entro le 12 miglia.

La libreria il Mare con la Lega Navale al Big Blu di Roma


Giulia D’Angelo nella foto di T. Chieruzzi

Sabato 26 febbraio ripercorrendo il tracciato inaugurato lo scorso anno la Delegazione Lega Navale Italiana  Roma Tre Sud Ovest ha organizzato anche quest’anno, nella cornice della mostra Big Blu  una tavola rotonda intitolata  “Saperi , Sapori e culture del mare: Il titolo costituisce una sorta di logo che contraddistingue un contenitore entro il quale  la Lega navale italiana  focalizza  quei temi che individuano  da sempre  l’identità della sua azione. 
Il moderatore, il professore Roberto Pujia, docente di Filosofia del linguaggio oltre che Pres. delegato della Lega Navale,  ha adottato  uno schema bipartito che individua due grandi temi connessi con i saperi e le culture del  mare: Il lavoro e il diporto.
Gli interventi  hanno spaziato dal racconto dallo  sfortunato naufragio di Biondina nera di Picciolini e Miceli nel tentativo di battere il record di traversata atlantica, seguito dalle puntuali considerazioni sul 

giovedì 24 febbraio 2011

“Nel nome del Tonno” è approdata al Big Blu di Roma

Favignana, 1981 Foto M. Bizziccari
Tra il tonno da quattrocentosettantuno chili che Gioacchino e Clemente – mitici tonnaroti favignanesi – issano a bordo del vascello che delimita lo spazio dove si svolgeva la mattanza nelle acque di Favignana  e quello da cinquanta chili che il pescatore sportivo Mauro Benozzo lo scorso anno in Adriatico ha issato a bordo della sua barca, dopo un’estenuante traina, sono passati trent’anni. La differenza, però, non è soltanto nel tempo trascorso

martedì 22 febbraio 2011

Oceanomare Delphis: passione e cultura del mare

Sabato pomeriggio al Big Blu, il salone del mare che si tiene alla Fiera di Roma fino al 27 Febbraio, le Ricercatrici della Oceanomare Delphis, Daniela Silvia Pace e Barbara Mussi, ci hanno illustrato i risultati dei loro nuovi studi sui capodogli. Nulla di accademico, al contrario. Una conferenza animata da video spettacolari e a tratti quasi commoventi sulla vita, le abitudini, le capacità di questi giganti del mare. Una comunità importante di loro vive ad Ischia e viene costantemente monitorata da questa associazione che ha fra i suoi scopi principali la promozione della conoscenza e delle pratiche di conservazione dei cetacei e della biodiversità marina, compiendo ed ideando studi non invasivi, promuovendo programmi di educazione e conservazione, sensibilizzando l’opinione pubblica sui cetacei e l’ambiente marino. 
I cetacei e la vita marina sono costantemente minacciati da pratiche, abitudini e sistemi che ne riducono ogni giorno di più le probabilità di sopravvivenza. E' una responsabilità individuale e collettiva degli esseri umani quella di preservare i cetacei e la biodiversità dell’ambiente marino. Un mondo affascinante, ricco, ancora in parte sconosciuto, ma dal quale, questo è certo, dipende la nostra vita. (la nostra sirena consiglia...)
Per Venerdì 25 febbraio, ore 17.30, sempre al Big Blu, è in programma un'altro interessantissimo incontro che ha per titolo "Canti, dialetti, migrazioni: il fenomeno culturale nei cetacei".

martedì 15 febbraio 2011

Nuove letture: L'incredibile viaggio di Hernan Cienfuegos di Claudio Conti

Appena arrivato in Libreria, per i tipi di Magenes, freschissimo di stampa, farà la gioia degli amanti del mare e dell'avventura, della storia e della navigazione a vela..
Fedele alla cervantesca idea di romanzo moderno, lo scrittore Carlo Conti miscela epica, storia, giornalismo, finzione.
Penisola Iberica 1431. Predominio portoghese nelle acque africane, commercio di schiavi, funzionamento degli arsenali, approvvigionamento delle navi, tecniche di manutenzione, la flotta dell'ammiraglio cinese Zeng He e non ultima, una bella, spaventosa, interminabile, affascinante tempesta dove trapela l'esperienza di mare dell'autore, appassionato velista.
Gli elementi ci sono tutti per sprofondare in questa lettura resa piacevole e veloce da una scrittura attenta e lineare, un dialogo ben strutturato ed un protagonista affascinante nella sua antieroicità, Cienfuengos appunto, che con i suoi tormenti, errori e debolezze avvicina il mitico mondo del mare anche ai lettori più profani.
Il mare nella sua forza incontrollabile è protagonista sì, ma non più di un'umanità arrogante e folle che fa impallidire la furia di una qualsiasi tempesta.
Il mare, come spesso accade, diventa la condizione e l'ambiente ideale allo svelarsi inesorabile e drammatico dei caratteri umani.

Corso per Patente Nautica in libreria

Il prossimo 2 marzo iniziano in libreria  corsi per la patente nautica


lunedì 14 febbraio 2011

La moderna pirateria: un libro-inchiesta che fa meditare

Da Peter Pan all’Isola del Tesoro, dai fumetti ai film i pirati fanno presto irruzione nella vita dei bambini e gli adulti non sono da meno. Il film I Pirati dei Caraibi ha riempito le sale dei cinema di tutto il mondo e il costante successo dei romanzi di pirati stanno a testimoniare il grande fascino esercitato dalla pirateria. Queste sono alcune delle considerazioni che aprono la prefazione di Björn Larsson al libro inchiesta Nei mari dei Pirati scritto da Nicolò Carnimeo. E Larsson che di pirati se ne intende per aver scritto, tra l’altro, il famosissimo La vera storia del pirata Long John Silver, di Carnimeo scrive: “Nel leggere la straordinaria inchiesta di Nicolò sui pirati moderni che popolano i mari mettendo in pericolo il commercio marittimo, non si può fare a meno di chiedersi se in futuro questi predoni del mare entreranno nella leggenda accanto a Roberts, Barbanera, Morgan e altri temibili capitani dell’epoca d’oro della pirateria.”
La petroliera Savina Gaylyn
Ma l’ultimissimo atto di pirateria, il sequestro della petroliera italiana Savina Gaylyn, un mostro di 266 metri e di 105mila tonnellate di stazza, sicuramente non è destinato a essere immortalato nella coscienza collettiva e ad alimentare il nostro immaginario romantico.
Le ultime notizie ci dicono che la petroliera, diretta verso le coste somale, è seguita dalla fregata Zeffiro grazie all’attività di sorveglianza anche dal satellite Cosmo-Skymed. Per un intervento armato dei nostri fucilieri che richiede però un deciso via libera del governo, i tempi sono ristretti ma le condizioni sembrano favorevoli perché la nave è in mano a soli cinque pirati che si alternano nel controllare la navigazione e tenere d'occhio l’equipaggio della petroliera dalle dimensioni di una portaerei. La Zeffiro imbarca un elicottero e un team di fanti del reggimento San Marco specializzati nel “boarding” di navi mercantili. Un blitz nel cuore della notte o alle prime luci dell'alba utilizzando l'elicottero e i veloci gommoni potrebbe consentire di prendere rapidamente il controllo della nave. Si spera…

mercoledì 9 febbraio 2011

Van Loon, un Piero Angela olandese, parola di Guccini

Van Loon viveva e io lo credevo morto
     o, peggio, inutile, solo per la distanza
     fra i suoi miti diversi e la mia giovinezza e superbia d'allora,
     la mia ignoranza;
     che ne sapevo quanto avesse navigato
     con il coraggio di un Caboto fra le schiume
     di ogni suo giorno, e che uno squalo è diventato,
     giorno per giorno, pesce di fiume.
  Vai, vecchio vai,
     non temere, che avrà una sua ragione
     ognuno, ed una giustificazione,
     anche se quale non sapremo mai
.”

Quanti conoscono i versi di questa canzone che il cantautore Francesco Guccini nel 1987 pubblicò all’interno dell’album Signora Bovary?
L’opera originale
È lo stesso Guccini che ce lo spiega: “Van Loon è dedicata a mio padre, che leggeva le opere di questo Piero Angela dei suoi tempi, cioè gli anni ’30. Van Loon era un olandese (o un fiammingo, non ricordo bene) divulgatore di storia, geografia e umanità varia, i cui scritti si trovavano di frequente nelle case di chi, come mio padre, aveva molti interessi ma non aveva avuto l’occasione e i soldi per studiare. Una canzone molto intensa che ho provato più volte a inserire nella scaletta dei miei concerti. La provo e poi sono costretto a rimetterla via. Non riesco a farla senza star male e piangere, perché, nel frattempo, mio padre è morto” (da Un altro giorno è andato, Giunti, Firenze 1999.)
Il Piero Angela a cui si riferiva Guccini è Hendrik Willem van Loon, giornalista, storico, scrittore e illustratore olandese di nascita, americano d’adozione vissuto a cavallo del XX secolo, morto nel 1944. Molte le sue opere tra fra le più celebri, The Story of Mankind, una sorta di storia universale, e  Ships and How They Sailed the Seven Seas (1935) tradotto come Storia della navigazione dal 5000 a.C. ai nostri giorni, che il giovane editore Francesco Altieri di Magenes ci ha riproposto recentemente.

martedì 8 febbraio 2011

La leggenda della “skandalopetra”

“Di quello di raccoglitori di spugna non ci può essere lavoro peggiore 
per un uomo, dico, nessun lavoro che porta con sé più dolore.”
Oppiano, poeta greco, così descrive il lavoro dei pescatori di spugne in un poema sulla pesca (Halieutica) dedicato a Marco Aurelio.

Pescatore di spugne ai primi del 900
Invece per raccontare le gesta dei leggendari pescatori di spugne dell’Egeo, in particolare quelli dell’isola di Kalymnos, dalle immersioni con la skandalopetra, tradizione che si perde nella notte dei tempi, alle moderne e più sicure, immersioni con scafandri, mute ed erogatori, l’editore greco Militos non ha certo risparmiato sulla carta, anzi! Per il libro Sponge Divers, questo è  il titolo, che ha un formato magnum, trentacinque centimetri in larghezza per quarantacinque in altezza, per la stampa è stata usata una carta da trecento grammi, la stessa che si usa per la stampa dei poster! Il risultato e che il libro pesa quasi sette chili, più del doppio di un qualsiasi altro libro di quel formato e con lo stesso numero di pagine. Quindi per portarvelo a casa venite in libreria muniti di una sacca resistente, oltre che di duecentonovanta euro, tanto costa!
nel libro un pescatore apneista in azione con la skandalopetra
 L’autrice, la giornalista Sue Papadakos, in Sponge Divers, descrive nei minimi particolari le vicende di questo fenomeno unico nella storia della pesca, quella delle spugne. Un’attività che fin dai tempi di Alessandro Magno, si basava, sulle immersioni, usando come zavorra, come freno e come timone la “skandalopetra”, una pietra piatta dagli angoli smussati e dalla forma idrodinamica quasi sempre in granito del peso variabile tra gli 8 e i 14 kg, legata con una fune alla barca. Un compagno sulla barca segue il tuffo dalla superficie e recupera l’apneista-pescatore con la “petra” salpando la fune al termine dell’immersione.

domenica 6 febbraio 2011

“In alto mare” con Paolo Bernacca

Le due illustrazioni che, come un inciso, aprono il post, meglio di mille parole identificano la personalità di Paolo, la sua grande passione per il Mare e per tutto ciò che lo circonda.
Come ad esempio i fari, che con il mare vivono, e che “lui” definisce “luoghi privilegiati dell’orizzonte marino”.
Il “lui” è Paolo Bernacca grafico e illustratore dal 1980, artista da sempre. “I primi fari ho cominciato a disegnarli a Kabelvag – racconta – in occasione di un viaggio in Norvegia alle isole di Lofoten nell’agosto del 1991. Così mi sono appassionato a queste costruzioni architettonicamente essenziali, torri al confine tra il regno terrestre e quello marino, luoghi privilegiati di osservazione”. Evidente l’ispirazione a Giulio Cesare che nel De Bello Civili scrive: Faro è una torre di grande altezza e di mirabile architettura costruita su un’isola; il nome le è derivato dall’isola stessa.

Ciao “Buby”, il ricordo di un Mito


Alessandro Olschki
Ciao Buby,
quando l'altro ieri Maxime, compagna di Paolo Notarbartolo di Sciara, mi ha comunicato la morte del grande editore, subacqueo, e uomo di mare, Alessandro Olschki ho subito pensato “un’altro pioniere del Sesto Continente se n’è andato, ora siamo ancora più soli”. Alessandro, Buby, come lo chiamavano gli amici intimi, è stato per me oltre che un grande esempio, anche un collaboratore della mia libreria. Non posso dimenticare gli articoli che scrisse per il mensile Il Mare che ho pubblicato fino al 2000. Non c’è stata manifestazione che non abbia visto la partecipazione di Alessandro Olshki, sia come subacqueo che come editore. Non ha fatto mai mancare la sua partecipazione, i suoi incoraggiamenti e il suo apprezzamento per tutto ciò che la Libreria Internazionale Il Mare, nei suoi 35 anni di storia, ha realizzato. L’ultima sua partecipazione, con l’invio di volumi pubblicati dalla sua casa editrice sull’archeologia subacquea, è stata nella mostra Archeosub di Roma.

venerdì 4 febbraio 2011

Musicologia, biologia, fotografia, viaggi: un mix intrigante tutto da scoprire

Irlanda, Contea di Donegal, Wilderness
Il banner posizionato in testa alla pagina di apertura del sito www.ilmare.com con il quale si promuove il Workshop di fotografia nella settimana di Pasqua, dal 24 aprile al primo maggio in Irlanda nella Contea di Donegal, è di quelli che stuzzicano la fantasia. Ma soprattutto è garanzia di qualità e di professionalità perché la proposta è di Roberto Nistri, biologo marino passato armi e bagagli alla fotografia, senza però aver dimenticato la sua preziosa preparazione di base. Roberto, fotografo professionista NPS (Nikon Professional Services) è romano è ha 52 anni, l’età giusta, secondo noi, per fare il docente, tanto che fa parte, con merito, del consiglio direttivo dell’Associazione FNUR (Fotografi Naturalisti Università di Roma) per la quale svolge proiezioni, serate tecniche e corsi di fotografia di base ed avanzati.

Cartografia antica, che passione! Una storia dal sapore antico…

Nella Libreria Internazionale Il mare, le carte antiche hanno avuto sempre un posto di rilievo, a parte, naturalmente, le carte nautiche di tutto il mondo (italiane, francesi, greche, turche, americane e dell’Ammiragliato Britannico, oltre a quelle digitali) e le carte geografiche.
Al momento nel catalogo del sito ilmare.com alla voce cartografia antica, ne risultano caricate più di centoventi. Dalla Carta dello Stato della Chiesa del 1645, colorata a mano e applicata su tela da € 155,00 alla Nova et accuratissima totius terrarum orbi tabula, anche questa colorata a mano dal formato 100x130 cm dal costo di € 250,00.
La gran parte delle carte presenti in libreria, almeno le più importanti hanno un’unica provenienza, il laboratorio artigianale fiorentino La Casa della Stampa della famiglia Sarubbi. Un laboratorio che nasce negli anni 60 e che ha una storia “moderna” ma di sapore antico, da raccontare. Qui sopra a sinistra la più rara, la Carta del mondo del 1680 circa opera dell’incisore Matteo Seutter tedesco allievo ad Amsterdam del maestro cartografo olandese Ioannes Blaeu.

giovedì 3 febbraio 2011

ArcheoSub in libreria


Come da programma Giulia D’Angelo lo scorso lunedì 31 gennaio ha “inaugurato” alla Libreria Internazionale Il Mare, il corso di Archeologia Subacquea con il prof Claudio Mocchegiani Carpano. Il professore, tra l'altro, ha spiegato come furono recuperate le navi di Nemi, prosciugando il lago stesso e come fu costruito un museo a loro misura come descritto nel libro Le navi di Nemi di Guido Ucelli. In chiusura della serata è stato proiettato un documentario sul ritrovamento e il recupero, nel porto di Stoccolma, del famoso vascello da guerra Vasa,  affondato durante il varo il 10 agosto del 1628.
Affondamento del Vasa
Il prossimo appuntamento è per lunedì 7 febbraio dalle 18.30 alle 20,30, due le ore di lezione con proiezioni di documentari attinenti l’argomento della serata. Il professor Mocchegiani fornirà ai partecipanti al corso, sufficienti informazioni per entrare nell’affascinante mondo dell’archeologia subacquea.Un mondo, che solo da pochi anni si è sviluppato dal punto di vista scientifico. Si parlerà di archeologia in rapporto alla tipologia degli interventi subacquei, alla qualificazione del personale, distinguendo fra l’archeologia di terra e l’attività in immersione. Attività particolarmente complesse come la ricerca, la documentazione, lo scavo, il recupero, la conservazione e la musealizzazione. 
È a disposizione dei partecipanti, con uno sconto speciale, il libro Archeologia Subacquea, note di viaggio nell’Italia sommersa, scritto dal prof. Mocchegiani. Altro libro che può interessare è Anfore e Ancore sommerse scritto da Giulia D’Angelo, recentemente ristampato.
Una rarità del 1930









mercoledì 2 febbraio 2011

Si scaldano le trivelle al largo di Pantelleria

Guido Picchetti da Pantelleria contiunua la sua importante opera di informazione e noi lo ringraziamo per questo. Ecco le ultime:
La Northern Petroleum, compagnia battente bandiera inglese, sta già limando le sue trivelle e in un comunicato informa i suoi investitori sulle imminenti operazioni a poche miglia da Pantelleria. Le piattaforme, che secondo quanto riportato dai bollettini della società potrebbero già entrare in azione entro il primo trimestre del 2011, confermano i timori manifestati negli ultimi mesi dalle associazioni: il decreto anti-petrolio, firmato e fortemente voluto dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, emanato lo scorso 26 agosto, non servirà a proteggere le nostre acque.

È stata affondata la balena di San Rossore

La balena di San Rossore ora “riposa” sul fondo del mare. Ore 5,30 del mattino, 2 febbraio 2011: l'operazione affondamento si e' conclusa con successo. La '“Regina del Mare'”, come è stata chiamata la balena spiaggiata a San Rossore (Pisa), si è inabissata stamani su un fondale di 50 metri a circa 10 miglia dalla costa rispetto al punto di spiaggiamento. L’operazione di affondamento, sperimentale per tutto il Mediterraneo, ha richiesto più tempo del previsto con i primi tentavi dei giorni scorsi andati a vuoto per la presenza di aria e gas che ne impedivano il successo. L’intervento, coordinato dal professor Stefano Dominici, ha avuto successo quando i nuovi pesi in cemento sono scivolati fino alla coda dell'animale, trascinando definitivamente la carcassa sul fondo. Sono stati utilizzati blocchi cilindrici con gancio del tipo usato per la sicurezza stradale, che sul fondo del mare non creano problemi di degrado. Il punto di affondamento è segnalato con una boa e la Guardia Costiera è incaricata di segnalarne la presenza in mare per evitare intralci alla pesca ed altre attività.
Un ruolo decisivo è stato svolto dal Comune di San Giuliano Terme che ha sostenuto il costo dell’operazione e l'intero procedimento, al quale hanno collaborato l'Osservatorio Toscano dei Cetacei, con l'Arpat in sinergia con il Parco di San Rossore e Migliarino e tutti gli altri soggetti coinvolti. Dopo l'affondamento parte il progetto di osservazione e il primo sopralluogo con il robot subacqueo avverrà entro due mesi. L’obiettivo è quello di seguire passo passo la maggiore concentrazione di biodiversità di tutti gli ecosistemi presenti nel fondale marino. Gli organismi spazzini provvederanno a ripulire l'animale fino a che resterà solo lo scheletro, che sarà poi recuperato a fini museali espositivi. Si calcola nel giro di un paio di anni. (Libero-news.it)