giovedì 29 dicembre 2011

Storia e segreti del cartografo Piri Re’is alla corte del Sultano Solimano il Magnifico

Con questo post non vi presentiamo un libro del nostro pur vastissimo catalogo, ma qualcosa di molto particolare. La cartella dal titolo Gli Stati Italiani di Piri Re’is, La cartografia turca alla corte di Solimano il Magnifico contenente sei tavole numerate formato 40x60 centimetri di una edizione a tiratura limitata – ne sono state tirate soltanto cento copie – che rappresentano i litorali di alcuni degli Stati italiani nel 1500. Sono tratte dal Kitab-i-bahriye (Il Libro della Marina) - Codice Marsili 3609, un portolano della cartografia cinquecentesca turca custodito nella Biblioteca dell’Università di Bologna, composto in due riprese, nel 1521 e nel 1526, da Piri Re’is, ammiraglio e cartografo del sultano Solimano il Magnifico. Insieme alle carte nautiche italiane, tra il XIII ed il XVI secolo, diedero il loro apporto alla nascita della moderna geografia del Mediterraneo.
Porto Recanati, Porto Civitanova, Santuario di Loreto, fiume Musone

Piri Re’is, nato verso il 1470 a Gallipoli sui Dardanelli e morto in Egitto nel 1554, aveva imparato a conoscere i paesi e le coste di quasi tutti i mari allora noti, navigando e combattendo nella guerra di corsa accanto allo zio Kemal Re’is, artefice delle vittorie ottomane di Pianosa, Egina, Morea, dei primi anni del cinquecento e, poi, in qualità di comandante supremo delle flotte del Sultano. In questo suo lavoro cartografico la tradizione degli eruditi e la scienza empirica dei marinai si incontrano e si fondono per formare una delle opere tra le più significative della letteratura ottomana. Si conoscono ventidue copie della prima versione e una decina della seconda, conservate in biblioteche di tutto il mondo.

mercoledì 28 dicembre 2011

Cartografia antica in un poker di volumi che affascinano

Una collana che rappresenta un vero poker d’Assi per gli appassionati della storia della cartografia. Quattro preziosi volumi, formato cm 35x32, che offrono un’accattivante panoramica di un prodotto cartografico spesso ingiustamente trascurato negli anni passati dagli estimatori delle antiche carte geografiche e che ne illustrano l’evoluzione dai primi esemplari più rudimentali alle carte con le caratteristiche grafiche e artistiche spesso alla pari con l’arte del vedutismo vero e proprio.
Contemporaneamente richiama l’attenzione su carte sciolte, atlanti nautici e resoconti di navigazioni, che stanno acquistando e sempre più acquisteranno, presso i collezionisti e gli amatori, lo stesso interesse sinora riservato alla cartografia terrestre. Quattro preziosi album per gli storici, per i geografi, per i collezionisti, dovuti alla competenza degli autori, Renato Borr e Paola Presciuttini, che si leggono come un romanzo.  La Presciuttini è stata la bibliotecaria  dell'Istituto Idrografico della Marina, ossia l'ente cartografico di Stato, istituito nel 1873 a tutela della navigazione e della vita umana in mare, di cui, per molti anni, è stata anche l’interprete ufficiale.

martedì 20 dicembre 2011

Le pietre miliari di Renato Sonny Levi, persona veramente geniale

Le “pietre miliari” delle progettazioni di Renato Sonny Levi, sono presentate e sintetizzate nel libro come lui stesso spiega in apertura del suo libro, edizione in italiano, Milestones in my Designs:
“La scelta delle milestones della mia progettazione si è rivelata più difficile di quanto non pensassi. Non volevo che questo libro fosse un “catalogo” del mio lavoro in puro ordine cronologico perché sarebbe stato noioso. Un lavoro di questo genere doveva avere più varietà di argomenti possibile e
una considerevole partecipazione sui piano umano con aneddoti e racconti, specialmente se divertenti, che arricchiscono enormemente la lettura. Per questo ne ho messi molti di quelli che ricordavo. La scelta dei progetti-precursori, fra oltre mille, non è stata davvero una faccenda semplice. Non ho avuto dubbio nel selezionarne alcuni: Speranza Mia,  A Speranziella, Swfury eccetera per i loro meriti come scafi d’avanguardia, ma per gli altri non è stato facile. Alcune licenze poetiche possono essere autorizzate e forse alcuni progetti di barche pubblicati valgono solo per l'importanza dell’armatore, per i bei ricordi o semplicemente perchè erano divertenti. Inesorabilmente quando si parla delle prestazioni di una barca si finisce per parlare di dinamica che non è davvero una materia apprezzata da tutti. Per questo ho incluso alla fine del libro, tre appendici tecniche: progettazione delle barche plananti, flap e trasmissioni di superficie.”

Da crociera? No, da battaglia… Il Vascello da 74 cannoni dalla A alla Z

Era la fine del 1700 e per costruire l’imponente macchina da guerra come il Vascello da 74 cannoni, fu “segata” un’intera foresta di querce secolari! All’inizio dell’inverno e con la luna calante esattamente duemilaottocento querce comuni, quelle impiegate esclusivamente per la costruzione delle navi, con una circonferenza minima di un metro e sessanta, 80-90 anni di età, sono state quindi tagliate per costruire il vascello, il più adatto alla battaglia, perché manovriero rispetto ai pesanti vascelli a tre ponti con cento cannoni. Lo scafo rappresenta la metà della sua stazza di tremila tonnellate, con 60 tonnellate di caviglie di ferro e di legno.
La stiva col suo falso-ponte contiene viveri per sei mesi, acqua per 12 settimane. Il primo ponte deve sopportare il peso considerevole dei grossi cannoni con palle da 36 libbre (circa 18 Kg), che pesano ciascuno quattro tonnellate.
Il secondo ponte, coperto nella parte anteriore e posteriore, sostiene un'artiglieria più leggera. I tre alberi in 3 elementi armano ciascuno tre piani di vele e si innalzano fino a 60 metri. Ben manovrato ha un’ottima tenuta in mare con ogni condizione atmosferica e con una brezza favorevole supera i dieci nodi con andatura al gran lasco.

giovedì 15 dicembre 2011

Ustica: Ovunque volgi lo sguardo… vedi il mare. “Questo” è un’Isola!

Ovunque volgi lo sguardo… vedi il mare. ‘Questo’è un’isola! E questo è il ricordo più vivo di Ustica di StefanoCarletti, vincitore del Tridente d’Oro 1968, uno degli ospitid’onore intervenuti alla serata dedicata ad Ustica che si èsvolta nei locali della Libreria Internazionale Il mare di Roma.
L’isolache c’è. Ustica tra storia e attualità, èstato il tema della serata. La presentazione di due nuovepubblicazioni del Centro Studi eDocumentazione isola di Ustica e degli ultiminumeri del periodico Lettera,l’occasione per incontrarsi o ritrovarsi nei locali della Libreriavia Ripetta 239. Un ambiente unico, non solo per varietà e ricchezzadi pubblicazioni raccolte ed esposte ma anche per gli oggetti e leimmagini suggestive legate all’ambiente marino che avvolgono eabbracciano chi approda alla Libreria e che forse per qualcheistante, hanno fatto rivivere ai numerosi ospiti intervenuti allaserata, la sensazione di volgere lo sguardo a quell’orizzonte,libero e continuo, di mare.

“Possa quest’arma distruggere la nave del nemico”. Sette rostri protagonisti della battaglia navale che ha cambiato il corso della nostra storia

Il rostro issato a bordo
Quella notte il mare era tranquillo e la luna splendeva alta nel cielo illuminando quasi a giorno il motopesca di 18 metri Nuova Madonna della Grazia del compartimento di Trapani. A bordo Mario Maltese, il comandante di 47 anni con i suoi due fratelli e un cugino. Esattamente l’11 novembre alla solita battuta di pesca a strascico e in quel momento, la mezzanotte era passata da poco, erano posizionati a 38°03,71’ N e a 12°14’38 E circa due miglia dall’isola di Levanzo che insieme a Favignana e Marettimo forma l’Arcipelago delle Egadi. Mario stava salpando la rete dell’ultima calata a circa 72 metri di fondale, senza sapere che di lì a poco avrebbe issato a bordo qualcosa di straordinario, il rostro di una nave, sapremo soltanto dopo il restauro se romana o cartaginese, colata a picco la mattina del 10 marzo 241 a.C. durante la Battaglia delle Egadi.
Mario Maltese e Bernardo Aruta
La più grande battaglia navale di tutti i tempi  – erano impegnati duecentomila uomini e milleduecento navi – dove si affrontarono la flotta romana al comando di Lutazio Catulo e quella cartaginese comandata da Annone che pose fine alla Prima Guerra Punica e culminò con la disfatta dei cartaginesi. Da quel momento Roma diventò la potenza militare che dominò il mondo, ma soprattutto noi ora non parliamo l’arabo!
“Abbiamo visto questo strano oggetto, racconta Mario ancora emozionato, non riuscivamo a capire di cosa si trattasse, era pesante a occhio un centinaio di chili, per nostra fortuna era rimasto incastrato nella catena, una mazzetta da tre metri e mezzo a maglie grosse prima della bocca della rete. Se ci finiva dentro l’avremmo persa! Con molta cautela siamo riusciti a issarlo a bordo, il rischio era che cadesse di nuovo in mare. Ci siamo chiesti cosa cavolo fosse.
Pensavamo a un relitto di aereo della seconda guerra mondiale, anche perché era capitato altre volte di tirare a bordo oggetti metallici, più o meno grandi. Si vedeva però che era una cosa molto strana, su un lato abbiamo notato anche un viso tutto incrostato.

domenica 11 dicembre 2011

La storia di Yacht leggendari che fanno sognare

Ha appena fatto il suo ingresso in libreria la nuova edizione riveduta e corretta di Yacht Classici, scritto a due mani dall’architetto navale Francois Chevalier e dal giornalista fotografo Gilles Martin Rage. Duecentotto pagine per un grande volume – un vero regalo per tutti gli appassionati di navigazione e di barche storiche – che racconta la storia di nomi che fanno sognare, yacht leggendari tra i più bei velieri classici. Tuiga, Mariquita, Cambria, Shamrock, Eleonora, Zaca, Moonbeam, Lulworth, Sunshine, Partridge, Altair, Nan, Marilee, Bona Fide: abbandonate per molto tempo, queste meraviglie sull'acqua dopo abili restauri tornano a brillare in tutto il loro originario splendore.
A tutt’oggi, su quattordici NY 40 varati tra il 1916 e il 1926, ne navigano ancora sette.

venerdì 9 dicembre 2011

Da Ustica storie di Posta e di Terremoti


Il Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica ha arricchito la collana Le Ossidiane con due nuovi libri che presentiamo in libreria il prossimo martedì.
In “Ustica s’inabisserà?” i tre autori, Franco Foresta Martin, Geppi Calcara e Vito Ailara, ci offrono un esemplare case study, ricostruendo le vicende legate alla sequenza iniziata con una serie di scosse sismiche, nella notte tra il 18 e il 19 marzo 1906, che sembrarono annunciare un evento distruttivo che per fortuna non si verificò.
Ci raccontano come reagirono le istituzioni locali, sindaco e direttore della Colonia dei coatti in primis, gli scienziati prontamente inviati a fare sopralluoghi nell’isola, le autorità centrali, il prefetto, le autorità di pubblica sicurezza, la Marina militare che mandò gli incrociatori a soccorso della popolazione, il ruolo della stampa locale e nazionale e, dunque, dell’opinione pubblica. Il susseguirsi dello sciame sismico indusse la coraggiosa decisione prefettizia di evacuare l’isola portando a Palermo i coatti e i loro custodi e la maggioranza della
popolazione dell’isola (circa 1.500 persone). Ma 450 usticesi decisero di restare per non abbandonare animali e beni, e soprattutto per sottrarsi al futuro di certa miseria a cui andava incontro la maggior parte di quanti lasciavano l’isola privi di appoggi, di mezzi di sussistenza e di salde reti di relazioni a Palermo. In effetti, le condizioni degli sfollati nel capoluogo siciliano furono penose, nonostante i casi segnalati di solidarietà e la beneficenza ufficiale, tale da spingerli al controesodo nei primi giorni di aprile, quando la sequenza sismica declinò. Nell'Italia che non si era ancora attrezzata per le emergenze, che solo nel giugno dello stesso anno, in seguito del terremoto in Calabria, avrebbe promulgato un decreto legge regolante primi soccorsi per la ricostruzione, balza in tutta la sua evidenza il carattere esemplare del caso usticese, dove prevalse l’interesse della prevenzione e della tutela delle vite dei cittadini, decisa dal prefetto Francesco De Seta, contro il parere della stessa, pur non unanime, comunità scientifica, mentre disvela tutta l'insufficienza della risposta statale alle emergenze di questo genere, che l’inattesa visita dei sovrani sull’isola non riuscì a mascherare.

mercoledì 7 dicembre 2011

Il Mare non è un luogo per soli ricchi! Appello al Presidente Monti

Gli amici dell’Unione vela solidale, dell’Associazione scuole vela e di Legambiente hanno rivolto al Presidente del Consiglio Mario Monti questo appello che noi condividiamo e che volentieri riprendiamo pubblicandolo sul nostro blog con un caloroso augurio di buon vento a tutti!
Giulia D’Angelo

 LETTERA APERTA
 Alla cortese attenzione del Presidente del Consiglio dei Ministri
Senatore Mario Monti

Gentile Presidente,
la nautica da diporto non è solo lusso e ostentazione. Esiste anche un mondo che vive il mare e la navigazione come risorse didattiche, educative e formative. Vi sono persone e associazioni che, con convinzione e spesso con sacrifici, mantengono barche che sono scuole di vita e di educazione ambientale.

martedì 6 dicembre 2011

Un atlante per i wave watchers

Wave Watching, come recita il suo sottotitolo, è un libro che non lascia adito a dubbi nel presentare “lo spettacolo delle mareggiate in Liguria” con le sue immagini reali e suggestive, impressionanti e di grande effetto.
Gli autori, Stefano Gallino, Alessandro Benedetti e Luca Onorato, con le fotografie che hanno messo in pagina, hanno il merito di spiegare con dovizia di particolari e con una accurata ricerca i fattori meteorologici all’origine di questi fenomeni che lasciano impressionati e sbigottiti anche per i danni che causano.
Questo libro è una fenomenologia dell'onda. Racconta il suo lungo viaggio nel fetch, insegna a distinguerla e a valutaria, spiega come si manifesta e in quali punti della costa dà spettacolo. In un atlante delle mareggiate in Liguria, unico nel suo genere, ci dice dove andare ad ammirarla in tutta sicurezza.
Infine è un libro originale e affascinante, diverso da qualunque altro volume illustrato sul mare, offre uno strumento in più ai moltissimi "wave watchers" che possono usare le loro schede per capite come si forma, come si misura. da quale mondo viene, come arriva a essere l'onda perfetta per un intelligente “turismo delle mareggiate”, nello spirito che già Lucrezio coglieva nel De rerum natura: “È dolce, mentre nel grande mare i venti sconvolgono le acque, guardare
dalla terra la grande fatica di un altro; non perché il tormento di qualcuno sia un giocondo piacere, ma perché è dolce vedere da quali mali tu stesso sia immune”.

lunedì 5 dicembre 2011

“Se non puoi fare un nodo, stringi molto.” Il capolavoro di Brion Toss in italiano

L’alternativa all’acquisto del libro Rigging Il manuale completo, capolavoro del maestro Brion Toss finalmente tradotto in italiano, è semplice: iscriversi a uno dei workshop che lui stesso organizza nei week end a Port Townsend nel suo Yacht Riggers al 313 di Jackson Street, nello stato di Washington. Se poi ci volete andare con la vostra barca eccovi le coordinate Latitude 48 07' 00" North Longitude 122 45' 06" West
Comunque è facile da trovare: andate in fondo a nord di Water Street, girare a sinistra per il Nord Ovest New Maritime Center poi lungo il porto fino all’edificio a 2 piani bianco, loro si riconoscono per la vistosa tenda rossa. Il costo? Quatrocentocinquanta dollari, al cambio appena 320 euro, comprese le dispense e i materiali didattici. Non molto per chi cerca le competenze e le idee necessarie per realizzare un impianto pienamente funzionale sulla sua barca. Portate le vostre specifiche rig, il piano velico, la calcolatrice e idee. Al resto ci pensa la squadra dei tecnici guidati da Toss.
Da non perdere, per chi può…

domenica 4 dicembre 2011

Il libro con il resoconto fotografico di una impresa epica e tragica

Fossimo sopravvissuti, avrei avuto una storia da raccontarvi sull’ardimento, la resistenza ed il coraggio dei miei compagni che avrebbe commosso il cuore di ogni britannico  questa è la celebre frase scritta nel suo diario da Robert Falcon Scott morto con i suoi compagni quando tentò di ritornare al campo base dopo avere raggiunto il Polo Sud il 18 gennaio del 1912 e dopo aver provato però l’enorme delusione di vedere la bandiera norvegese piantata diverse settimane prima di lui dal suo “concorrente” il norvegese Roald Amundsen.
Di quella tragica spedizione è ora in libreria un interessante libro a cura di Filippo Tuena dal titolo Scott in Antartide La spedizione Terra Nova (1911-1913) nelle fotografie di Herbert Pointing, e che vi proponiamo.
Per secoli i resoconti dei viaggi verso l'ignoto intrapresi da esploratori, mercanti, scienziati come Darwin sul Beagle, o cacciatori, come quelli sulle baleniere polari, hanno raccontato storie spaventose e abbozzato schizzi immaginari per riproporre quanto vi era stato visto, spesso non senza una buona dose di licenza poetica.

venerdì 2 dicembre 2011

Il 13 dicembre in libreria per incontrare L’Isola che c’è

Per il secondo anno in libreria una serata dedicata  al paradiso dei sub, alla perla del Mediterraneo l’isola dei confinati,  … tante sono le frasi immaginifiche cui si ricorre per indicare Ustica, la piccola isola vulcanica che sorge sessanta  chilometri a Nord di Palermo.  Ma, al di là degli aforismi, Ustica è uno scrigno che custodisce almeno 5 mila anni di storia umana e un milione di anni di storia naturale…
L’appuntamento, organizzato come sempre dal Centro Studi dell’Isola, è per il prossimo 13 dicembre,  da godersi con la mente, col cuore e col palato, ed è dedicata sia agli appassionati dell’isola, sia a quanti desiderano fare per la prima volta la sua conoscenza, in un contesto culturale così ricco di attrazione per gli amanti del mare come quello offerto dalla libreria Il Mare.

giovedì 1 dicembre 2011

In mostra il mercato del pesce di Pepe Art

Pepe e la delizia di boa luminosa
Alcune delle creazioni del nostro Pepe Art, all’anagrafe Giuseppe Palermo, le abbiamo presentate lo scorso settembre in occasione delle Notte Bianca romana.
Ora abbiamo in mostra, e in vendita, molti più pezzi che formano il provocatorio menu a base di pesce, un “quasi” catalogo dei fantasiosi e astratti oggetti
Pepe segue sempre la filosofia del creatore della pittura astratta, il grande Kandisky, che affermava “L’immaginazione è l’intelligenza che si diverte”. Il divertimento “intelligente” di Pepe è quello di seguire la sua tradizione artigianale, “lavorando” a suo modo, firmandosi con il logo Pepe Art, riciclando ceramica, cemento, legni che il mare porta sulle spiagge, e qualsiasi altra cosa che si possa recuperare, che trasforma in oggetti artisticamente e volutamente provocatori.
Eccovi il mercato del pesce Pepe Art utilizzato per il menu. Per cominciare la Delizia di boa luminosa. Ingredienti: plastica trasparente riciclata e modellata dalle sapienti mani dello chef, lampadina luminosa 25 Watt e filo elettrico q.b.

mercoledì 30 novembre 2011

Tutti promossi al corso di cucina

Antonio Bonamini con alcuni “allievi cuochi”
Te lo cucino io il pesce”, il corso di cucina – tenuto in due tornate dall’excutive chef  Antonio Bonamini – che abbiamo organizzato in libreria si è da poco concluso con la piena soddisfazione degli “allievi cuochi”. Forti di questo successo e anche per soddisfare le tante richieste, ne abbiamo in preparazione un altro per il prossimo mese di gennaio.
Intanto gli aspiranti cuochi per verificare quanto hanno imparato oltre che per esprimere la loro capacità creativa hanno organizzato una cena “sociale”; ognuno di loro, forte dell’attestato che hanno ricevuto e che mostrano nells fotografia a lato, si esibirà con un piatto di sua creazione. 

lunedì 28 novembre 2011

Montalto: se ottantacinque megawatt vi sembrano pochi…

Dimenticata per sempre la centrale nucleare, Montalto di Castro è diventata invece la capitale europea del fotovoltaico grazie alla messa in funzione del più grande impianto fotovoltaico d’Italia, terzo nel mondo, realizzato dall’azienda americana SunPower con una potenza installata complessiva di 85 MW. I suoi 280mila pannelli fotovoltaici ad alto rendimento sono montati su “inseguitori” in grado di seguire il movimento del sole durante l’arco della giornata azionati da motori tipo quelli della lavatrice, collegati a un crepuscolare che aziona il motore 4 volte al minuto tenendo conto della stagione. Il movimento è da est a ovest in modo da prendere il sole sempre in posizione ottimale. Inoltre la sala controllo li aziona anche in funzione delle condizioni meteo. 

mercoledì 23 novembre 2011

Tonno in trappola, un video shock


Tutte le foto sono Greenpeace
Lo scorso 7 ottobre ci siamo chiesti “che tonno mangiamo” con un servizio inchiesta sulla pesca nel Mediterraneo. Oggi Greenpeace ha diffuso un video shock sui sistemi di pesca utilizzati nell’Oceano Pacifico che causano la morte di migliaia di esemplari di tonno giovane che ancora non si è riprodotto, di squali, mante, delfini e tartarughe marine e denuncia inoltre la poca trasparenza dell’industria del tonno che nasconde cosa si nasconda nelle scatolette che troviamo al mercato.
Volentieri anche noi riprendiamo la notizia per chiedere con forza che le industrie utilizzino solo tonno pescato in modo legale e sostenibile. 
E ringraziamo Greenpeace per la sua azione!

Pazientate, ancora pochi mesi e Roma avrà il suo, spettacolare, Acquario


La veduta del cantiere
Sarà il Mediterraneun Acquario di Roma il nuovo elemento simbolo dell’EUR che prenderà il posto del Colosseo Quadrato, soprannome dato al Palazzo della Civiltà del Lavoro ispirato all’arte metafisica?
Gli indizi ci sono tutti. La struttura è modernissima, imponente: un ettaro e mezzo di superficie coperta nascosta sotto il laghetto. Due spazi, uno per l’auditorium per l’accoglienza e gli spazi espositivi, l’altro per i pesci da ammirare nel loro ambiente e magari da curare e per guardare i sofisticati pesci robot dalle sembianze e dai movimenti così naturali da sembrare veri. 
Pesci robot

A realizzarli è un’equipe d’ingegneri dell’Università Campus Bio-Medico di Roma; sono in preparazione una cernia, un’anguilla, una medusa e un pesce degli abissi marini, tutti dotati di vescica natatoria meccanica e di un sistema di sensori, e di una “intelligenza artificiale”, per muoversi in autonomia, riconoscere fondali e altri pesci, distanze, ostacoli da evitare. Il corpo dei pesci-robot è snodato a garantire la tipica andatura oscillante degli esemplari reali e permettere di nuotare attraverso il movimento alternato della pinna caudale. Il “vestito” è fatto da uno speciale latice “cucito” e disegnato in ogni particolare da ex-allievi della scuola del mago degli oggetti speciali Rambaldi. Saranno utilizzati per investigare da vicino il comportamento dei pesci e per studiare il loro ambiente.

mercoledì 16 novembre 2011

Tra una settimana in libreria per conoscere il Marina d’Arechi

Avviso ai naviganti
Fotografia aerea del Marina d’Arechi Salerno Port
Segnatevi le coordinate! 40° 38' N 14° 49' E  sono quelle del Marina d’Arechi Salerno Port firmato dall’archistar Santiago Calatrava. È in avanzata fase di realizzazione nelle acque antistanti la città di Salerno, in anticipo rispetto al programma tanto che si prevede la consegna dei primi 400 posti barca, sui mille previsti, nell’aprile del 2012. Quello che sarà uno dei maggiori porti turistici del Mediterraneo, con le migliori infrastrutture per la nautica da diporto il prossimo giovedì 24 novembre alle 18.30 viene presentato presso la nostra libreria da Agostino Gallozzi presidente della società che lo sta realizzando, da Marzio Bonomo, direttore del Porto Turistico Riva di Traiano e dalla nostra Giulia D’Angelo.

domenica 13 novembre 2011

Venerdì 25 novembre vi aspettiamo in libreria per incontrare Edmondo Mingione


Il giorno per le presentazioni in libreria è sempre lo stesso, il venerdì, quindi vi aspettiamo il prossimo 25 novembre alla solita ora, alle 19 per incontrare Edmondo Mingione che ci parlerà del suo nuovo romanzo, L’ultima folata calda. Alla presentazione del libro, introdotta da Giulia D’Angelo, partecipano insieme all’autore Donatella Bianchi, e il campione olimpico Daniele Masala. Ospite d’eccezione l’attore Massimo Ciavarro, che ci regalerà la lettura di alcuni brevi brani. A conclusione della presentazione tutti insieme a brindare con i coloratissimi cocktail offerti dalla “Pallini”.

Edoardo Mingione, romano classe 1952, è un ex campione di nuoto nella specialità rana. Una carriera velocissima, inizia a gareggiare a 15 anni e a 19 è primatista italiano, A vent’anni partecipa alle tragiche (ricordate?) Olimpiadi di Monaco del 1972 classificandosi sesto. È laureato in scienze politiche e insegna all’Istituto Europeo del Design. Esordisce come scrittore appena due anni fa, nel 2009, con il romanzo Falsa partenza, che narra le vicende di un ragazzo, buon corridore, che sfrutta le sue capacità per una rapina. Poi però si riscatta, confessa, paga e diventa un atleta vero.

L’arte marinara italiana, le barche a vela in legno dei mari Tirreno, Ligure e Jonio

Vele italiane della costa occidentale, dal Medioevo al Novecento è il titolo molto impegnativo di questo libro che colma un vuoto nella storia della marineria italiana. Raccoglie le notizie e le immagini più significative delle imbarcazioni a vela delle coste occidentali d'Italia, dall’inizio della loro storia fino al principio del XX secolo. Ben cinquanta tra grosse navi e minuscole barche a vela dei mari Ligure, Tirreno e Ionio sono descritte con notizie storiche, illustrate dai piani costruttivi e quasi tutte riprodotte in tavole a colori.
Gli autori hanno un curriculum di tutto rispetto. Sergio Bellabarba è tra le altre cose socio fondatore dell’Istituto Italiano per l’Archeologia e l’Etnologia Navale, e coautore  di Royal Caroline del 1986 . Edoardo Guerreri invece è un designer e creativo e membro della Society for Nautical Research. Con una ricerca da veri certosini hanno raccolto ogni significativo indizio per rintracciare l’esistenza, l’impiego e l’aspetto di tutte le barche e le navi delle nostre coste occidentali. Accanto alle navi che ciascuno di noi almeno di nome conosce, per esempio i cutter o le golette, hanno descritta una varietà di tipi del tutto sconosciuti che nessuno più saprebbe manovrare: liuti e schirazzi, luntri e polacche, pinchi e martigane, e altri e altri ancora, con una sorprendente varietà di scafi e alberature.
Nella copertina, in primo piano una martigana, in secondo un brigantino a vele quadre e sullo sfondo un bovo.

sabato 12 novembre 2011

L’affascinante viaggio alle Eolie del Moschettiere Dumas

Molti sono gli artisti, colti viaggiatori, nobili in cerca di un interesse, veri scienziati e autori in genere che hanno scelto le Eolie come tappa di viaggio. Tra tutti gli ospiti-autori, c’è straripante e gargantuelico, Alexandre Dumas, un vero Porthos, con la guasconeria di D’Artagnan, baciato dalla fortuna come Aramis ma paterno e nobile più di Athos”,  così Giorgio Maria Griffa nell’introduzione Escursione alle Isole Eolie presenta l’Autore. (a destra nella foto)
Il libro fa parte di una triologia di impressioni del viaggio che Dumas, in compagnia del pittore naturalista Godefroy Jadin e del cane Milord, fa da Palermo a Napoli, attraverso le Eolie e la Calabria, a bordo di una speronara una piccola imbarcazione a vela, molto diffusa nell’Ottocento tra i siciliani e i maltesi. A parte lo strano sperone, o tagliamare (da qui il nome) queste barche si distinguevano per una carena piuttosto affilata, e per la costruzione relativamente leggera che permettevano di alarla in secco con relativa facilità. Erano attrezzate con due o tre alberi a vela latina con uno o più fiocchi e non superavano i quindici metri di lunghezza.

venerdì 11 novembre 2011

Capitani simili a imperatori e armatori come bagasce?

B. Cotrugli
Perché i capitani devono essere simili ad imperatori e gli armatori “venusti come bagasce”?
si chiede Benedetto Cotrugli, mercante, economista e diplomatico, nato a Ragusa di Dalmazia nel 1416, nella sua opera Della Mercatura e del Mercante Perfetto.
Per comprenderlo riportiamo due capitoli, in linea con quei tempi, ma se vogliamo validi anche oggi, di istruzioni e consigli sulla figura professionale e umana del capitano di nave e del padrone di nave o di galea, due figure emblema dei traffici marittimi.
Naturalmente Cotrugli scrive anche i capitoli per gli ufficiali e per l’equipaggio, per i piloti dei porti. Al Padrone, ovvero Armatore, Cotrugli dedica un decalogo comportamentale e, sia per l’uno che per l’altro, riferimenti storici, annotazioni di buon senso, di saper vivere, come rapportarsi con dipendenti e mercanti, una  lettura persino divertente, ironica ma costruttiva, di uno che conosceva gli uomini.
Le grandi navi del rinascimento

martedì 8 novembre 2011

Meglio fresco, una pescheria all’avanguardia

Arturo Scarci
“È meglio lavorare poco e fare tante vacanze, piuttosto che lavorare molto e fare poche vacanze”, declamava Massimo Catalano, il viveur dai ragionamenti lapalissiani, tra i protagonisti dell’indimenticato varietà televisivo “Quelli della notte” ideato e condotto negli anni 80 da Renzo Arbore.
Meglio fresco” campeggia invece sull’insegna della pescheria del romano quarantasettenne Arturo Scarci. Una massima solo apparentemente ovvia e scontata perché trasformata invece in un marchio di fabbrica che il prossimo 29 novembre compie un anno. Ne parliamo perché parte del successo del corso di cucina tenuto dallo chef Antonio Bonamini  “Te lo cucino io il pesce!” che abbiamo tenuto in libreria è sicuramente da attribuire alla qualità del pesce che Arturo, come sponsor, ci ha fornito.
La saga della sua famiglia ha le radici negli anni 40 quando il nonno da Taranto si trasferisce a Roma e avvia punti vendita, “banchi del pesce”, nei mercati rionali storici di Roma.
Marialaura Sales Scarci
Arturo quindi si considera figlio d’arte, nato e cresciuto tra le cassette di pesce fresco, e dei mercati conosce tutti i segreti. Tutte le notti, alternandosi con il cognato suo socio, dall’una alle cinque del mattino è al mercato ittico di Roma dove arriva pesce da tutto il mondo e dove sceglie il meglio del meglio, convinto com’è che la qualità del prodotto sia l’arma vincente.
Un lavoro di sacrificio H24, come lui stesso tiene a precisare, “una scommessa dove abbiamo messo in gioco tutta la nostra storia!”
La pescheria “Meglio fresco” in via di Boccea, a Roma, oltre al banco del pesce che hanno conservato al vicino mercato rionale, dà lavoro a tredici persone compresa la famiglia composta dalla sorella di Arturo, da sua moglie Marialaura, e dal cognato, una vera e propria media impresa.
Un negozio, moderno, completamente climatizzato che subito affascina con il banco per l’esposizione del pesce lungo quasi dieci metri oltre alle dieci vasche indipendenti per le ostriche e i frutti di mare collegate con l'impianto interno di depurazione e di rifinitura con un ciclo che dura circa 6 ore. L’impianto elimina anche la carica batterica dalle ostriche e dai frutti di mare con lampade a raggi ultravioletti e con l’immissione della giusta quantità di ozono, pronti per essere cucinati o mangiati crudi.

sabato 5 novembre 2011

Le Specialità di Maria Cristina in libreria

Salse di pesce e la famosa zuppa di lenticchie
È in preparazione per il prossimo 13 dicembre presso la Libreria Il Mare una nuova serata-evento dedicata a Ustica. L’Isola ha così un porto permanente a Roma, un posto privilegiato in Libreria con i suoi Saperi, ovvero i libri dell’attivissimo Centro Studi e Documentazione, e i suoi Sapori: le rinomate lenticchie presidio SlowFood, il passito Zabib, il vino Grotta dell’Oro prodotti dall’azienda agricola Hibiscus  e le magie sottovetro Specialità di Maria Cristina.
I libri che potete trovare in libreria sono, oltre alle novità di quest’anno Ustica s’inabisserà?  e Una storia di Posta nel Tirreno, Viaggio in Sicilia di Lazzaro Spallanzani, La Sicilia e le sue Isole di William Henry Smith, Ustica di Ludovico d’Asburgo, L’Isola di Ustica di Giuseppe Tranchina. Preziosi volumi per soddisfare, insieme alle carte antiche ritrovate e riprodotte dal Centro Studi, ogni curiosità sull’Isola.
Intanto la mitica Maria Cristina Natale ci ha nuovamente e letteralmente inondati con le sue specialità.

martedì 1 novembre 2011

Da otto mesi ostaggi dei pirati

Il cargo Savina Caylyn
“Aiutateci, ci stanno torturando”. È il drammatico appello  dei marinai italiani del cargo Savina Caylyn sequestrato dai pirati somali l’8 febbraio. Lo hanno fatto in diretta alla trasmissione Chi l'ha visto?-
“Stiamo morendo, aiutateci”, ripete Antonio Verrecchia, direttore di macchine, descrivendo le terribili condizioni in cui sono costretti a vivere.
Condizioni che sono ancora più dure per gli altri marittimi italiani che sono stati trasferiti sulla terraferma e che rischiano di essere usati come scudi umani: Giuseppe Lubrano Lavadera, di Procida, Crescenzo Guardascione, terzo ufficiale di coperta, di Procida e Gian Maria Cesaro, allievo di coperta, di Piano di Sorrento. Dalla Somalia è arrivata anche un‘altra testimonianza : “Quando si avvicinano le unità militari in pattugliamento, specialmente gli elicotteri, i pirati si innervosiscono e per noi si fa ancora più dura”, ha detto il primo ufficiale di coperta della petroliera sequestrata.

venerdì 28 ottobre 2011

Una esclusiva prospettiva di Roma


È del 1730 la litografia della veduta di Roma realizzata con l’esclusiva tecnica dell’incisione fotografica su lastre di zinco, stampata a mano al torchio e colorata ad acquerello e infine applicata in quattro parti – per ottenere l’effetto finestra – su una tela cotonata. Il formato è notevole, è lunga 175 centimetri e alta 75. L’autore è l’artista austriaco Friedrich Bernhard Werner, nato come ingegnere militare e cartografo, sviluppò il suo talento artistico e cartografico realizzando una serie di vedute delle capitali europee che chiamò prospettive. Le grandi dimensioni delle stampe permettono un notevole dettaglio architettonico e paesaggistico, che si estende anche alla definizione di fabbricati agricoli, barche e singoli alberi. Werner nella stampa include la numerazione per identificare i siti e gli edifici più importanti, ben ottanta. Una sorta di lunga didascalia  per identificare il palazzo del Granduca di Torlonia al numero 2, l’Ospedale di San Giacomo al 13, Porta del Popolo al numero 4 e la chiesa di Sant’Alessio al numero 80. 
Venezia
Questa opera veramente particolare, come la gran parte delle carte antiche presenti in libreria, almeno le più importanti, hanno un’unica provenienza, il laboratorio artigianale fiorentino La Casa della Stampa della famiglia Sarubbi. Un laboratorio che nasce negli anni 60 e che ha una storia “moderna” ma di sapore antico, che abbiamo già raccontato il febbraio scorso.
Parigi

martedì 25 ottobre 2011

A tu per tu con lo squalo elefante, senza paura, lo afferma Eleonora!

Eccezionale fotografia di uno squalo elefante
Anche quest’anno, ad ottobre, si è svolta la quinta Settimana Europea dello Squalo, organizzata da Shark Alliance. Una settimana di attività ed eventi per richiamare l’attenzione sui rischi che corre il predatore più malfamato e bistrattato degli oceani.
La situazione in Mediterraneo è critica: questo mare semi-chiuso – che ospita una fauna diversificata di Condritti con circa 80 specie, fra cui 45 specie di squali - ha la percentuale più elevata di squali e razze minacciate al mondo. Il 42% delle 71 specie valutate sono elencate nella Lista Rossa nelle categorie criticamente minacciate o vulnerabili .
Tra i progetti in campo l’unico per lo studio degli squali nel loro ambiente naturale, il mare aperto, spicca l’OSE, Operazione Squalo Elefante ideato dalla giornalista e scrittrice Eleonora de Sabata condotto dalla sua associazione ambientalista Medsharks di cui è presidente, in collaborazione con Simona Clò responsabile scientifica del CTS Ambiente.

domenica 23 ottobre 2011

Sequestrati duecentoventuno chilometri di reti illegali!

Una ferrettara
 Dal primo gennaio del 2011 la Guardia Costiera ha sequestrato 93 reti derivanti illegali o illecitamente utilizzate: 86 di queste sono “ferrettare”, per un totale di 181 chilometri!
Le violazioni hanno riguardato, essenzialmente, la lunghezza superiore a quella massima consentita per questo “attrezzo” (2.500 metri) ovvero la cattura di specie ittiche altamente migratorie (in prevalenza tonno, pesce spada, alalunga, pesce castagna) vietate dalle vigenti disposizione dell’Unione Europea (All. VIII del Reg. CE 894 / 97). 
Nei casi di 7 sequestri, invece, si è trattato di “spadare”, per una lunghezza complessiva di 40 chilometri. Il totale dei sequestri, pertanto, si attesta a 221 chilometri, con un incremento, rispetto al 2010, pari al 64%. Inoltre sono state contestate 96 infrazioni alla normativa sulle reti derivanti e sanzionati 89 pescherecci.

venerdì 21 ottobre 2011

Ami circolari per salvare la Caretta caretta

Amo circolare
Il palangaro è un attrezzo diffuso in tutto il mondo e, rispetto ad altre tecniche di pesca, è “relativamente recente”: si ritiene infatti abbia avuto origine in Catalogna nel 1700, e da qui si sia rapidamente diffuso nel resto d’Europa e nel mondo, nel Mediterraneo è utilizzato soprattutto per la cattura del pesce spada. I palangari possono avere una lunghezza massima di 30 miglia con non più di 2800 ami lunghi al massimo 7 centimetri. Negli Stati Uniti invece, questi ami a forma di J sono stati proibiti da diversi anni per il loro impatto soprattutto sulle tartarughe liuto, la specie di tartaruga più grande, che come tutte le tartarughe marine è protetta. L’animale catturato accidentalmente ingoia l’amo ed è molto complicato, se non impossibile estrarlo, quindi è condannato a una morte quasi certa. Così gli ami J sono stati sostituiti con successo con un tipo di amo circolare (vedi fotografia) che non viene ingoiato dall’animale e si può togliere facilmente senza grandi danni, permettendo così il rilascio della tartaruga che torna in mare senza alcuna conseguenza.

 

Alessandro Di Benedetto e l’ultima sfida: Vandée Globe 2012

Di Benedetto conclude il suo giro del mondo
Alle 15.19 di mercoledì 19 ottobre Alessandro Di Benedetto ha fatto il grande annuncio che tutti si aspettavano. Ha lanciato una nuova sfida: parteciperà alla Vendée Globe del 10 novembre 2012.
Mentre qualche ora prima, esattamente alle 9.15, nel porto francese di Les Sables d’Olone è passato definitivamente dal mini 6.50, alla classe IMOCA 60 piedi mettendo nuovamente in acqua la versione aggiornata del monocoque Akena Verandas (ma che ora porta il nome Team Plastique) già utilizzato per il giro del mondo in solitario dai navigatori francesi  Thomas Coville, Sébastien Josse e Arnaud Boisssières. Alessandro, lo ricordiamo, a marzo è stato proclamato Velista dell’anno per la sua impresa, senza precedenti nella storia della navigazione a vela, di circumnavigare in solitario il globo su uno scafo di soli sei metri e mezzo in 268 giorni, 19 ore, 36 minuti e 12 secondi! Impresa che ha raccontato nel suo libro Attorno al mondo su una barca di 6,50 metri

martedì 18 ottobre 2011

Chi ci tutela dalle frodi alimentari?

Nella grande rete che abbiamo gettato nel mare del Web a caccia di notizie, è finita questa pubblicata il 2 settenbre dal quotidiano Secolo XIX di Genova. La riprendiamo nche perché capita a proposito di quanto abbiamo scritto nel servizio “Che tonno mangiamo?”
Era etichettato come Thunnus tynnus, il pregiato tonno rosso, ma all’interno le confezioni contenevano invece “tonno a pinne gialle” e “tonno obeso”, di valore commerciale nettamente inferiore. La denuncia è della Capitaneria di Porto di Genova che ha effettuato il maxi sequestro in un supermercato di Genova Bolzaneto e in una piattaforma di distribuzione commerciale del pavese.
Il commento è dello stesso Giovannio Basciano, vice Presidente dell’AGCI, l’associazione nazionale delle cooperative di pescatori.

La notizia di quest’ultimo sequestro di tonno "pinna gialla" venduto per "tonno rosso" dimostra che quello che diciamo da anni è vero: i consumatori vengono truffati dai distributori e dai ristoratori che vendono un prodotto di poco valore per uno pregiatissimo. Ma altrettanto grave è il fatto che queste contraffazioni danneggiano il settore della pesca che ha visto ridurre la propria capacità e la quota di pesca e nel contempo deve competere con i falsi tonni. Occorre che i produttori promuovano immediatamente un marchio che certifichi oltre la specie anche il rispetto delle normative e tutto ciò che sarà fuori dal marchio non potrà che essere illegale o contraffatto, tutelando in questo modo anche i consumatori

domenica 16 ottobre 2011

Plisson, il pescatore di immagini

Le fotografie di Philip Plisson, il pescatore di immagini (pȇcher d’images), hanno fatto il giro del mondo. Quando nel 1991 il Ministero della Marina francese lo ha nominato Pittore della Marina, traduzione letterale di Peintre de la Marine, di lui hanno scritto: Grazie, Plisson, per scrivere nelle immagini del mare, il testo che nessuno scrittore è stato capace di scrivere. Il titolo gli dà diritto a indossare l’uniforme di Capitano di Corvetta e ad associare la celebre piccola ancora rossa alla propria firma. Tra i suoi tanti libri – celebre quello sui fari della Bretagna – Plisson considera quest'ultima opera, Il Tagliamare, di cui presentiamo la nuovissima edizione, come il lavoro più ambizioso e definitivo della sua carriera. Il libro ha avuto una lunga gestazione per un risultato di fotografie veramente sbalorditive per le quali è difficile trovare l’aggettivo giusto per descriverle.
Le figure delle prue, i tagliamare che fendono le onde, dei mastodontici cargo che Plisson chiama i Titani dei mare, sono impressionanti specie se messe a confronto dei piccoli pescherecci e di barche a vela durante una regata. Dal Queen Mary II alla portarei Charles De Gaulle il più grande omaggio al confronto tra l’uomo e il mare.
Philip Plisson
 Oggi il Plisson la Trinité, il suo gruppo di lavoro che impiega una quarantina di persone, è “ancorato” nella piccola cittadina di Trinité sur  Mere. Un gruppo che lavora e spedisce in tutto il mondo più di cinquecentomila fotografie l’anno!
Portaerei C. De Gaulle