martedì 12 dicembre 2017

Luca Tamagnini presenta la sua opera, il maxi calendario 2018

L’autore delle dodici immagini che compongono questo calendario 2018 sono di Luca Tamagnini, un intraprendente “giovanotto” di 55 anni che per arrivare a risultati d’eccellenza compone le sue fotografie come fosse un pittore. Per avere un buon scatto di paesaggio costiero e lavorare in situazione di luce forti come in Mediterraneo, e ottenere bellissime tonalità e morbidezze sceglie le aurore o i crepuscoli quando la luce è molto morbida e leggera, con pose molto lunghe anche di minuti. Alla tecnica tradizionale dello scatto singolo aggiunge anche il foto stitching, il metodo più usato per combinare più immagini per ottenere un panorama. Usa la pellicola negativo colore per la sua Fuji, una macchina panoramica 6x17 che monta un obiettivo da banco ottico. In pratica il risultato sono tre 6x6 affiancati. Ha scelto il negativo perché si presta molto bene a essere scansionato  “in casa” con uno scanner Imacon a tamburo che arriva a ottenere file
anche di 200 Mb. La postproduzione importantissima non si affida soltanto al monitor, anche se è tarato, ma fa prove colore molto fedeli con una stampante Epson che utilizza per delle stampe Fine Art dai risultati eccellenti. Il formato maxi del calendario il 50x70, la carta spessorata  è la Tatami della Fedrigoni che a differenza di quelle con la cellulosa piena hanno più spessore e sono più leggere e hanno una patinatura non esagerata, quindi anche meno inquinanti, e nello stesso tempo hanno un bel bianco caldo. Nel mondo delle carte la Tatami è una delle migliori per uso fotografico. La tecnica di stampa è

sabato 2 dicembre 2017

Residui secchi di vino vecchi di duemila anni nel Palatium vinario di Giulio Cesare


Mappa del 1777 della TransTiberina
Il nostro corrispondente dall’antica Roma Giancarlo Pavia, “geometra” scrittore, ci propone una storia molto singolare da lui vissuta nel lontano 1955. Si era appena diplomato e faceva pratica nell’impresa edile del padre impegnandosi in computi metrici e calcolo delle paghe degli operai nel cantiere dove si lavorava all’ampliamento del convento delle Suore del S.S. Sacramento, in via dei Riari 41 in Trastevere che da via della Lungara finisce sotto le pendici del Gianicolo, contornata dalla settecentesca Villa Corsini e dall’Orto Botanico. “Iniziammo il rilievo del terreno, racconta il nostro Giancarlo, e il tracciamento della nuova ala del fabbricato, per iniziare i sondaggi sino alla quota di un suolo compatto ed accettabile per sostenere le fondazioni di posa dei pali da gettare poi in calcestruzzo e ferri di armatura. Alla quota di –20 il tubo-sonda portava

sabato 25 novembre 2017

Avviso ai naviganti, l’Agenda Nautica 2018 è in libreria. Non perdetela!

L’Agenda Nautica pubblicata dall’Istituto Idrografico della Marina ha centocinquanta anni di storia, è l’Organo Cartografico dello Stato per la produzione della documentazione nautica ufficiale nazionale. La sua missione è quella di concorrere alla difesa nazionale, alla sicurezza della navigazione ed alla conoscenza e valorizzazione di tutto quanto legato al mare, da un punto di vista scientifico, tecnologico e ambientale. Anche se molti degli argomenti contenuti nell’Agenda si trovano in rete, più che una semplice agenda settimanale, è più simile a un libro, e chiunque va per mare non può farne a meno. È confezionata in una custodia protettiva e la carta, biodegradabile e riciclabile è fatta da fibre riciclate e le cellulose impiegate nella
produzione sono trattate senza uso di cloro. Riporta notizie utili per la navigazione e il catalogo delle carte nautiche comprese le piccole e maneggevoli CNIK (carte nautiche in kit) stampate su un particolare tipo di carta resistente all’acqua, sono pensate e studiate per barche di dimensioni ridotte. Nella nostra libreria nel panorama delle agende è da sempre la più venduta, e nel catalogo dei libri di mare è inserita dal 1975. I clienti più affezionati l’acquistano anche per collezionarla, molte aziende la fanno personalizzare per farne un regalo di prestigio.

lunedì 20 novembre 2017

A punta Vipera Sergio Orata era ghiottissimo del pesce che ha nome orata

La peschiera di Punta Vipera vista dal drone
Ecco di nuovo il nostro “geometra”, lo scrittore Giancarlo Pavia, che dopo i  ponti romani che non ci sono più, ora ci parla dell’allevamento di pesci della peschiera romana di Punta Vipera, una delle più belle, complete e meglio conservate “peschiere Romane” (piscinae) risalente al I sec. a.C. - II sec. d.C.. È proprio sul mare, la potete visitare al km 64,400 della via Aurelia, poco prima di Civitavecchia, in corrispondenza del civico 512. I romani costruirono lungo le coste del Mare Nostrum moltissimi impianti dove allevavono murene, orate, anguille, triglie e persino lo scaro (pesce pappagallo). Lo scrittore Macrobio (IV – V sec. d. C.)
Le vasche all’interno del bacino
ha lasciato quella che è probabilmente
la più antica testimonianza riguardante l’allevamento del pesce presso le più facoltose famiglie romane. “I Licinii furono chiamati Murena allo stesso modo che Sergio Orata ebbe tale soprannome perchè era ghiottissimo del pesce che ha nome orata. Si tratta di colui che fu il primo a fare allevamenti di ostriche. Si facevano venire le murene per i vivai della nostra città fin dallo stretto di Sicilia. Sono le migliori, a giudizio degli spendaccioni”.
Quella di Punta Vipera faceva della domus (villa) della quale costituiva l’allevamento di pesci; la notevole durata temporale della peschiera si può attribuire all’abbandono del Santuario posto in posizione adiacente.

mercoledì 8 novembre 2017

Una settimana di novembre con il Mare al centro di Roma



Ocean Film Festival Italian Tour 2017
In occasione del Ocean Film Festival, per la prima volta in Italia dal 13 al 21 novembre 2017, la Libreria Internazionale Il Mare dedicherà due serate speciali alla salute ed il futuro del nostro mare.

Cominceremo il 16 novembre  ore 18:30 con il nuovo libro di Claudio Di Manao Io sono il Mare. Immergersi in mare per tornare ad amarlo e rispettarlo. Conoscere il mare per salvarlo.
Il 20 Novembre dalle ore 19:30 si svolgerà la prima e unica serata romana dell'Ocean Film Festival al Moderno-The Space Cinema Sala 3 di Piazza della Repubblica.
I migliori film di avventura sopra e sotto le acque dei mari e degli oceani. Trovate i biglietti qui
Oceani e Un mare di plastica

Il 23 novembre ore 18:30 una conversazione sulla salute e il futuro dei nostri mari a partire da due recenti pubblicazioni dedicate all'argomento: Un Mare di plastica, gli sconvolgenti risultati di una missione scientifica attraverso il passaggio di Nord Ovest di Franco Borgogno e Oceani, il futuro scritto nell'acqua di Sandro Carniel

Il nostro pianeta è formato per più del 70% di acqua, e di questa oltre il 95% è acqua salata. Eppure del nostro unico, interconnesso Oceano sappiamo ancora poco, e quel poco non è percepito nella sua importanza. Come si esplorano i nostri mari? Perché non li conosciamo ancora? Quali forme di vita li popolano anche negli sconfinati e oscuri abissi? Con quali minacce li stiamo aggredendo? Quale ruolo svolgono nella stabilità del clima della Terra? Come questo importantissimo compito verrà svolto nei prossimi decenni?
Io sono il Mare
Questi alcuni dei temi tracciati e presentati, unendo stile fresco e competenza in un testo che farà capire quanto gli Oceani siano indispensabili nella vita di ogni giorno. E come sia necessario conoscerli meglio per poter beneficiare dei loro prodotti e averli a lungo come alleati nel contrasto ai cambiamenti climatici in atto.

Grazie al crowdfunding Claudio di Manao racconta avventure e immersioni in un mare scintillante

Io sono il Mare è il titolo dell’ultimo libro di Claudio di Manao, la stampa è stata possibile grazie alla raccolta di 1.500 euro con la prevendita su Kickstarter, società leader mondiale nel crowdfunding. Il titolo che nasce dall'incontro in una laguna di mangrovie al limite del deserto tra Thomas Canyon, il protagonista, e una donna fascinosa di nome Bahira. Lei si presenta come “Il Mare” in persona.  La radice del nome – più diffuso come Bagheera – è la stessa della parola araba Bahr = Mare. Significa: “scintillante”. Di Manao ha lavorato per circa 17 anni come guida e istruttore a tempo pieno in svariati mari del mondo, ma soprattutto in Mar Rosso. Questo libro, il sesto, frutto delle sue esperienze e competenze, è diverso da tutti gli altri perché pur conservando un certo sense of humour si basa su una corsa contro il tempo: il mare contro i danni dell’uomo ed è stato scritto per chi subacqueo non lo è. In quella laguna sul Mar Rosso Thomas riceve una vera vocazione. Per quanto possa sembrare assurdo, il Mare soffre un problema d’immagine. Riscaldamento globale e pesca eccessiva stanno distruggendo il Mare. Le barriere coralline spariranno per sempre in forse trenta anni. Tutto ciò, afferma Bahira, non sarebbe possibile

venerdì 3 novembre 2017

Se ottomiladuecento miglia di mare a vela vi sembrano poche. Ecco il passaggio a Nord Ovest

Senza bussola fra i ghiacci, Avventura nell’Artico è il diario di un epico viaggio in barca a vela lungo il passaggio a Nord Ovest. Per la prima volta nel 2012 un equipaggio tutto italiano si avventura su questa rotta tanto prestigiosa quanto pericolosa e infida. Gli unici due membri della spedizione a compiere tutto il percorso hanno voluto ricostruire le tappe del viaggio. Dalla preparazione tecnica prima della partenza, durata quasi cinque anni in giro per i mari fra le la Norvegia e le Svalbard, al suo compimento a King Cove, dopo una navigazione di ben ottomiladuecento miglia di mare.

venerdì 27 ottobre 2017

I quattro ponti di Roma in un tempo che non c’è più

Resti di Ponte Probo
Non c’è due senza tre! Così il nostro “geometra”, lo scrittore Giancarlo Pavia, ora ci parla dopo quelli di Santa Marinella dei ponti romani che non ci sono più. Intanto sapete quanti sono i ponti di Roma? Un bel numero, sono ventisei! Quattro sono definiti fondamentali perché più degli altri hanno una propria storia da raccontare grandi e silenziosi protagonisti della vita della città: Ponte Sublicio, Ponte Rotto o Emilio, Ponte Milvio e Ponte Sisto. Gli altri ventidue più recenti, non sono privi di storia, tutt’altro, fanno ripercorrere nel tempo non solo la storia di Roma, ma quella dell’Italia. Eccoli:  Ponte Quattro Capi che collegano l’Isola Tiberina; Ponte Sant’Angelo o Ponte Elio; Ponte San Paolo o dell’Industria; Umberto I; Gaibaldi; Palatino; Regina Margherita; Cavour; Mazzini; Vittorio Emanuele II; Risorgimento; Matteotti; Duca D’Aosta; Principe Amedeo di Savoia-Aosta; Testaccio; della Magliana; Marconi; Flaminio; Nenni; Tor di Quinto; Castel Giubileo infine Ponte della Scafa.
Passiamo ora a quelli scomparsi. Nella storiografia di Roma si rileva l’esistenza di tre ponti dei quali,

domenica 22 ottobre 2017

Egadi 12 e 13, e quanto altro ancora… una pesca veramente eccezionale

Foto di gruppo con Egadi 12
Mentre in Germania il dodici ottobre si inaugurava la mostra Sizilien und die Unterwasserarchäologie (Sicilia e Archeologia subacquea) presso il prestigioso Landes Museum di Bonn, nella acque delle Isole Egadi, tra i 75 e i 95 metri di profondità, nei fondali a nord-ovest di Levanzo, non so dire se alla stessa ora ma sicuramente nello stesso giorno, Sebastiano Tusa arricchiva il suo già ricco bottino con il recupero del dodicesimo rostro! E il successivo 13, fortunata coincidenza, tirava su il tredicesimo. Voglio ricordare che Tusa dirige un’istituzione unica al mondo: la Soprintendenza del Mare che con le più recenti metodologie archeologiche e scientifiche, esplora e protegge i siti subacquei della Sicilia. A Bonn la mostra ideata nell’ambito di una collaborazione tra musei e istituzioni (l’Allard Pierson Museum di Amsterdam, l’Ashmolean Museum di Oxford, la Ny Carlsberg Glyptothek di
Copenhagen), raggruppa reperti provenienti principalmente dalle ricerche della Soprintendenza del
Elmo Montefortino con il rilievo
Mare
, ma anche da ricerche e recuperi precedenti. Rimarrà aperta fino all’11 marzo 2018 e magari per quella data sapremo, dopo la pulitura del fortunato tredicesimo, cosa ha scritto il fabbro cartaginese incidendo la guaina superiore superiore del rostro. Si tratta del secondo rostro con iscrizione punica finora recuperato (l’altro era il rostro Egadi 3) e, quindi, sarà di grande aiuto per aumentare le conoscenze sulla battaglia. Anche il rostro Egadi 12, è diverso dagli altri finora rinvenuti, presenta infatti una decorazione su entrambi i lati di grande pregio artistico; la decorazione è costituita dall’impugnatura di una spada che si collega alla lama centrale del rostro e dalle appendici a testa di uccello che ornano la parte iniziale delle due lame superiore e inferiore. Decorazione finora nota soltanto nel rostro di Acqualadroni che la Soprintendenza recuperò alcuni anni fa nelle acque di Capo Rasocolmo presso Messina ed oggi esposto nella città dello Stretto. Tale decorazione permetterà di individuare la zona di provenienza del rostro grazie ad un’analisi iconografica che sarà condotta a restauro terminato. Inoltre Egadi 12 presenta un’iscrizione sulla guaina superiore, ma al momento non si può identificarne la natura.

Uno specialissimo still life sott’acqua di Francesco Pacienza per vincere un premio prestigioso


Il nudibranco Janolus cristatus
Golden Turtle wildlife contest è uno dei più prestigiosi concorsi a livello mondiale giunto alla sua decima edizione. Questa del 2017 ha visto la partecipazione di ben 2555 fotografi da 92 Nazioni che hanno partecipato nelle nove sezioni in cui è suddiviso il concorso: Ritratti di animali, Armonie della vita, Microcosmo, Paesaggi, Il Mondo sommerso, Gli uomini e la Natura, Comportamento animale, Nuove tecnologie nella fotografia naturalistica e Immagini di Arte e Natura.  Due le giurie che hanno dovuto esaminare oltre ventimila foto: una giuria di professionisti per la parte creativa del concorso e una giuria composta da esperti di fotografia. Golden Turtle è anche l’evento ufficiale nell’ambito del decennio per la Conservazione della biodiversità in Russia organizzato dalle Nazioni Unite. Il Festival ha assunto particolare importanza nel 2017, dichiarato l'Anno dell'Ecologia in Russia con il decreto del Presidente.
Francesco Pacienza
Il Golden Turtle è senza rivali al mondo come una delle attività più significative ambientali e educative della Russia condotte nel quadro della Dichiarazione delle Nazioni Unite per la conservazione della biodiversità. Ha il patrocinio del Ministero russo per le Risorse Naturali e Ambientali, della Società russa per la Conservazione della Natura, del Ministero russo per l’Educazione e delle Scienze e del WWF. Il Golden Turtle Festival è il più grande progetto eco-educativo internazionale che riunisce fotografi, designer e artisti che festeggiano attraverso le loro opere visive la bellezza della fauna selvatica sia in ambiente terrestre che acquatico.